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Full text of "MC microcomputer 045 1985"

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HARDWARE & SOFTWARE 
DEI SISTEMI PERSONALI 


OTTOBRE 1985 LIRE 4500 


MACINTOSH : ma che software c‘è 
UNIVERSITÀ: la facoltà di Informatica 

Novità dal PCW-Showdi Londra: 
AMIGA, il super-COMMODORE! 


TOSHIBA 


l’evoluzione 

dell’MSX 








Il backup: 
MICROTAPE. 

La logica dell’ indispensabile. 




1 


* 


Fuji ha messo 
tecnologie del futuro 
nei floppy disks 


futuro 


I nuovi 
floppy disks 
Fuji Heavy Duty 
assicurano 
una durata 
di oltre 20 milioni 
di passaggi, 
con tracce 
error-free al 100%. 

Innovativi per la struttura 
tridimensionale flessibile 
delle particelle 
magnetiche, 

la modulazione ridottissima, 
contenuta entro il 3%, 
il Super Hub Ring, 
parte integrante 
della struttura tridimensionale, 
e l’involucro resistente fino a 60° C, 
i floppy disks Fuji 

offrono oggi le tecnologie del futuro. 





ATTUALITÀ 


Indice degli inserzionisti 6 

Editoriale - Protezioni e fanta informatica 7 

di Pania Nuli 

Posta IO 

News 20 

Stampa estera 29 

Libri 34 

Sinclair C5 - di Marco Marinacci 42 

Londra : The 8th Personal Computer World Show 46 

di Mauri: io Bergami 

Laurearsi in informatica - di Andrea de Prisco 53 

IntclliGIOCHI: Le passeggiate dei lettori 60 

di Corrado Gius lo: zi 

MC giochi: recensioni 64 

Quale software per Mac? - di Raffaello De Masi 87 



PROVE 


Toshiba HX-23 MSX 2 - di Maurizio Bergami 72 

Delin Buffer e Data Switch per stampanti 78 

di Tommaso Paniuso 

Trilex Doodle per MS-DOS - di Bo Arnklit 82 


TECNICA 

95 


Grafica: compendio di tecniche di grafica tridimensionale 
di Francesco Peironi 


MCmicrocomputer n. 45 (numerazione ediloriale) 




4S ottog| 5 


Assembler 8086/8088: dallo Z-80 atl’8086/88 100 

ili Pierluigi Panunti 

Byte nell'etere - di Fabio Marzocco 103 

La programmazione delle Eprom per i manipolatori automatici CW 

MC microfacile - di Tommaso Paniuso 108 

Lo standard Centronics 

VIC da zero + 64 - di Tommaso Pam uso 112 

C-64: note per la lettura del generatore di caratteri 

TuttoSpectrum - di Fabio Schiattarellu 117 

Il linguaggio macchina sullo Spectrum (terza parte) 



SOFTWARE 


V1SX - a cura di Maurizio Bergami 123 

Commodore VIC-20 - a cura di Tommaso Paniuso 128 

Commodore 64 - a cura di Tommaso Parnaso 132 

Apple II - a cura di Fallar Di Dio 139 

Sinclair Spectrum - a cura di Maurizio Bergami 145 

Sharp PC- 1500 - a cura di Fabio Marzocco 153 

MB ASIC - a cura di Pierluigi Panunzi 158 

L'istruzione POKE 

CP/M - a cura di Pierluigi Panunzi 160 

Le funzioni del BDOS 


MERCATO 


Guidacomputer 163 

Micromarket - Micromeeting 185 

Microtrade 192 

Moduli per abbonamenti - arretrati - annunci 193 



ottobre 1985 


A 



A. 


; 


EPROM per Commodore MPS-801 
set di corotteri con discendenti 

Si sosriruisce al generorore di caratteri dello srompanre 
Commodore MPS-801 per migliorare lo leggibilità dello 
scrittura L 40.000 

Descrizione: MC n. 41 


Per acquistare i nostri kit: 

Il pagamento può essere effettuato tramite conto corrente postale 
a 14414007 intestato a Tectinimedio sr.l.. o voglia postole, o 
tramite assegno di c/c bancario o circolare intestato a Techimedio 
sr.l. 

NO. Specificare nell'ordine (indicando il numero di ponilo IVA) se si 
desidero ricevere lo fatturo. 


INDICE DEGLI INSERZIONISTI 

152 ACS - Via Nonagualdaria 24 - 47031 Cailungo Repubblica 
di San Marino 

81/93 Bit Computers - Via F. Domiziano 10 - 00145 Roma 

18/19 Canon Italia - Via dell'Industria 13 - 37012 Bussolengo 

(VR| 

3 C'BS - Via Comclico 3 - 20135 Milano 

144 Computerline - Via U. Comandini 49 - 00173 Roma 

21 Computer Center - Via Forze Armate 260/3 - 20152 Milano 

188 Computer House - Via Ripamonti 194 - 20141 Milano 

13 Computron - Largo Forano 7/8 - Roma 

137 Condor Informatics Italia - C.so G. Ferraris 34 
13100 Vercelli 

190 C. Raggio - Via Spinelli X - 56030 Pcrignano (Pii 

24 Data Base - V.le Legioni Romane 5 - 20147 Milano 

52 Datamafic - Via Volturno 46 - 20124 Milano 

II cop. Datatec - Via L. Settembrini 28 - 00195 Roma 

14/15 Disitaco - Via Poggio Moiano 34 C - (10199 Roma 

165 Ditron - V ie Certosa 138 - 20156 Milano 

102 EDP USA - Via Gattamelata 5 - 20149 Milano 

1 15 Edisoftec - C.so San Maurizio 79 - 10124 Torino 

8/9 Editrice Italiana Software - Foro Bonapartc 48 - 20121 ( M 1 1 
30/31 

32/33 Editsi - Via Pascoli 55 - 20133 Milano 

121 Electronic Devices - Via Ubaldo Comandini 49 - 00173 (RM l 

25 Emmepi Computers - Via Accademia dei Virtuosi 7 
(8)147 Roma 

189 Francomputer - C.so Fogazzaro 139 - Vicenza 

39 Franco Muzzio & C. Editore - Via Makallc 73 

35138 Padova 

187 Goblin Club - Via Garibaldi 46 - 52027 San Giovanni 
V.no(AR) 

38 Golden Computer - Via Dante Alighieri 60 

00040 Punteria (RM) 

27 Gruppo Compushop - Via Nomcnlana 265 273 - 00161 Roma 
40/41/94 Gruppo Editoriale Jackson - Via Rosellim 12 - 20124 Milano 
170/171 Hewlett Packard - Via G Di Vittorio 9 - 2(8)63 C sul 

Naviglio (MI) 

157 Honevvtell ISI - Via Vida 1 1 - 20127 Milano 

16/17 IBM Italia - Via Fara 35 - 20124 Milano 

45 ICI. Centro Direzionale Milano Fiori - 2(8)90 Assago (MI) 

99 Isti. Via F. Domiziano 10 - 00145 Roma 

127 Juki (Europe) - EilTesIr 74 - 2(88) Amburgo 26 - Cierm. Occ 

138 La Casa del Computer - Via della Misericordia 84 
56025 Pontcdera (PI) 

26 Magnelo Piasi - Via Leida 8 - 37135 Verona 

162 MannesmannTally - Via Cadamosto3 - 20094 Coreico (MI) 

13(1 Mastertronic - V.le Aguggiari 62 A - 21 1(8) Varese 
29 Me Gran Hill Book Company - Lademannbogcn 136 D - 

2(88) Hamburg 6363 Rep. Fed Ted. 

159 Medel - Via Bonaventura Ccrrctti 55 - 00167 Roma 
lll/IVcop. Mdchioni - Via P. Colletta 37 - 20135 Milano 
186 Microshop - Viu Acilia 214 - (8)125 Acilia (RM) 

63 Mìpeeo - Via delle Balcari 228 - Ostia 

122 MK Periodici - C.so Vittorio Emanuele 15 - 20122 Milano 

35 Ne» Soft - Via Stefano latini 4 - 20121 Milano 

58/59 Olivetti - Via Jervis 77 - 1(8)15 Ivrea 

191 P.E.G. - Via Quintino Sella 15 - 50136 Firenze 

161 Pertel - Via Ormea 99 - 10126 Tonno 

36/37 Philips - P.zza 4 Novembre 3 - 20124 Milano 

192 Porta Portese - Via di Porta Maggiore 95 - (8)185 Roma 

34 Pulsemastcr - Via Puccini 3 - 20035 Lissone (MI) 

131 Rebit Computer (divisione della G.B.C.) - V.le Matteotti 66 

- 20092 Ciniscllo Balsamo (MI) 

28 R.P.A. - Via Shakespeare 47 - (8)144 Roma 

86 Sandy Personal Computer Products - Via Monlerosa 22 

20030 Senago (MI) 

184 Silvestar - Via dei Gracchi 20 - 20146 Milano 

44 Siprel - Via Di Vittorio 82 - 60020 Candia (AN) 

70/71 Sperry - Via Pola 9 - 20124 Milano 

107 Stereomania - Promo Expo. Via Barberia 22 - 40123 (BO) 

1 16 Sumus - Via San Gallo 16/r - 50129 Firenze 

1 2/51 Technimedia AUDIOatvii». Via Carlo Perrier 9 - 00157 (RM 1 

I I I Telav International - Via L. Da Vinci 43 - 20090 T rezzano 
S/N (MI) 

22/23 Telcom - Via M. Civitali 75 - 20148 Milano 
67/69 Ti ber - Via Madonna del Riposo 27 - (8)165 Roma 

181/183 Triumph Adler Italia - V.le Monza 261 - Milano 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


Anno V - numero 45 
ottobre 1985 
L. 4.500 


Direttore: 

Paolo Nuli 
Condirettore: 

Marco Marinacci 
Ricerca e sviluppo: 

Bo Amklit 
Collaboratori: 

Maurizio Bergami. Raffaello 
De Masi. Andrea de Prisco. 

Valter Di Dio. Corrado 
Giustozzi. Fabio Marzoeca. 
Tommaso Pantuso. Pierluigi 
Panunzi. Francesco Pelroni. 
Fabio Schiattarclla. 


Segreteria di redazione: 
Paola Pujia (responsabile). 
Giovanna Molinari 
Roberto Rubino 
Grafica e impaginazione: 
Roberto Saltarelli 
Grafica copertina: 
Studio Azeta - Roma 
Fotografia: 

Dario Tassa 


Maurizio Ramaglia 
(responsabile). 

Anna Rita Fratini. 
Pina Salvatore 

Abbonamenti ed arretrati: 
Matteo Piemontese 
Direttore Responsabile: 

Marco Marinacci 



Pubblicità: 

Tcchnimcdia. 

Via Carlo Perder 9. 

(IO 1 57 Roma. 

Tel. 06/4513931 -4515524 
Produzione pubblicitaria: 
Cesare Veneziani, 
segreteria: Gina Principi 




Associato USPI 



Protezioni 
e fanta informatica 

Si è fallo un cerio parlare, in questi ultimi mesi, dei virus dei computer . Una 
piccola modifica introdotta a tradimento nel sistema operativo o in qualche 
altra funzione vitale della macchina che ne modifica pian piano le 
caratteristiche spargendosi di disco in disco fino ad infettare completamente 
lutto il parco software, programmi e dati, dell'utente. E come per un virus 
l'unica difesa, lo sviluppo di anticorpi, potrebbe venire da un vaccino. Un 
vaccino che. naturalmente, non può essere preparato finiamo che non si 
conoscano le caratteristiche de! virus. 

Fama informatica ? Cosi pensavo finché non mi è passato sotto gli occhi il 
grido di allarme lanciato da Bill Machrone. direttore di PC Mugazine "Gli 
schemi di proiezione anticopia. lungi dal rendere inutilizzabili i programmi che 
vorrebbero proteggere, possono mettere in crisi il vostro computer". 

Il processo è piuttosto semplice: gli schemi di protezione più diffusi 
prevedono lo scambio di settori, la creazione di indici non lisi abili, la 
formattazione di tracce non previste da! sistema operativo e così via. I 
programmi di installazione, passando al di sopra del sistema operativo, 
riescono a leggere tutto questo pasticcio e a creare una copia installata non 
copiabile. Ma, a parte tulli i problemi che nascono quando si danneggia l'unica 
copia di un programma, se si installano più programmi protetti in questo modo 
su disco rigido, è possibile che gli schemi di protezione dei diversi programmi 
si sovrappongano tra loro danneggiandosi e rendendo inservibili i dati. 
Dunque il virus del computer è. potenzialmente, già tra noi. Magari siamo 
solo "portatori sani", ma certo occorre fare molta attenzione. / rimedi sono 
solo tre: programmi non protetti, standardizzazione degli schemi di protezione, 
protezione via hardware. Machrone auspica la standardizzazione degli schemi 
di protezione attraverso l'impiego di uno "shed" criltografatore standardizzato 
da affiancare a! sistema operativo. Personalmente, prima che in un accordo tra 
tutti i produttori di software, credo nell'impiego di innocue protezioni hardware 
consegnate all'utente insieme ad un programma liberamente copiabile, ma 
inutilizzabile senza chiave di protezione. 

Paolo Nuli 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


Easy è il nome di una famiglia 
di programmi per personal compu- 
ter (sistemi operativi PC-DOS e 
MS-DOS compatibili) che ha avu- 
to una straordinaria diffusione in questi ul- 
timi tempi. 

Sono programmi di ottime prestazioni, 
facili da imparare e da usare, e soprattutto 
progettati per potersi integrare l'uno con l'al- 
tro trasmettendosi dati, e adattandosi nel 
tempo alle esigenze 


Easy di 

i ul- sottolineature, gras setto. Le modifiche 

sono istantanee, perché con un solo tasto po- 
tete cambiare un carattere, una parola, una 
frase, un paragrafo o un'intera pagina, oppu- 
re potete fondere tra loro testi differenti. 

EasyWriter II può programmare per la 
stampa fino a dieci documenti e contempo- 
raneamente lavorare su un altro, e può 
essere integrato con EasyMailer n, che vi 
permette di gestire un elenco 
di indirizzi e di inviare 



dell'utente che, ad 
esempio, comincia con un pro- 
gramma di trattamento testi e scopre solo in 
seguito di aver bisogno anche di un archivio 
elettronico. 

Come tutti i programmi del catalogo EIS, 
anche gli Easy sono in italiano. Non c'è bi- 
sogno di ricorrere ad un tecnico per instal- 
larli, né di seguire un corso per cominciare 
ad adoperarli. 

EasyWriter n è un programma per il trat- 
tamento dei testi, e funziona collegato con 
qualsiasi stampante o anche con una mac- 
china da scrivere elettronica. È flessibile e di- 
retto: voi create la pagina sullo schermo, 
esattamente come deve essere scritta, con in- 
terlineature, spaziature, rientri, paragrafi, 


lettere personalizzate. 

EasyPlanner è una tabella elettronica con 
la quale potete fare qualsiasi tipo di calcolo 
su serie di numeri divisi in righe e colonne, 
modificando i valori, aggiornandoli e rical- 
colandoli istantaneamente. Prevede tutte le 

Facili 


Editrice Italiana Software 



nome. 

funzioni matematiche e finanziarie più uti- 
lizzate, può impostare molti tipi di tabelle 
e collegarle tra loro per calcoli incrociati. 

Memorizza sequenzialmente i comandi, e 
quindi può ricostruire per voi le tabelle che 
usate più spesso, senza che voi dobbiate 
impostarle ogni volta. Con 
Easy- Filer potete 
modellare un 
archivio 




È anche possibile prelevare o trasmettere 
dati collegandosi direttamente con altri ar- 
chivi tramite il sistema operativo. 

EasyGraphics trasforma in un attimo 
qualunque tabella numerica in curve, isto- 
grammi, torte in bianco e nero o a colori, e 
lo può fare ripetutamente, cambiando solo 
qualche dato e mostrando "cosa succede 
se...". Tutti i grafici possono essere stampati 
anche con il plotter. I rivenditori che distri- 
buiscono la linea Easy sono stati apposita- 
mente addestrati, e possono offrirvi tutta 
l'assistenza di cui avete bisogno. 

Inoltre la EIS mette a vostra disposizione tut- 





elettro- 
nico su misura per le 
vostre esigenze, memorizzan- 
do dati, ordinandoli, aggiornandoli, selezio- 
nandoli e richiamandoli in maniera esatta. Po- 
tete rintracciare i dati sul video oppure estrarli 
direttamente ottenendo solo quelli che rispon- 
dono ai requisiti che vi interessano, e questi 
dati possono essere stampati nella forma che 
desiderate (prospetti, lettere, etichette). 

difetto 


ti i giorni, dieci ore al giorno, una linea di 
retta di "assistenza rapida telefonica" con un 
tecnico pronto a rispondere ad ogni doman- 
da. EasyWriter costa 755.000 lire, EasyMai- 
ler 250.000 lire, Easy Planner 590.000 lire, 
EasyFiler 850.000 lire, EasyGraphics 390.000 
lire, tutti più IVA. Se volete maggiori infor- 
mazioni rivolgetevi ai rivenditori di 
personal computer, oppure telefonate 
o inviate il vostro biglietto da visita 
a EIS - Editrice Italiana Software - Foro 
Buonaparte 48 - 20121 Milano 
tei. 02/87.79.83- 87.50.31. 


SEMPLICI Al PROBLEMI COMPLESSI. 




Floppy Micro Peripheraìs, 
marchiati Sinclair, 
alla GBC 

Oggetto: FDD/Micro Peripheraìs per QL 

Riscontriamo nel numero di MC di settem- 
bre la accurata prova della periferica in og- 
getto per la quale ci complimentiamo con 

Vorremmo però precisare, per non gene 
rare confusioni, che e politica della Micro 
Peripheraìs far distribuire il prodotto, che 
per altro dal mese di ottobre verrà venduto 
con il marchio Sinclair, esclusivamente dai 
distributori nazionali esclusivi Sinclair. 

A titolo di documentazione vi in v ia m o 
campione del depliant pubblicitario Micro 
Peripheraìs attualmente in distribuzione. 

Vi invitiamo pertanto a rettificare quanto 
segnalato a pag 103 della vostra rivista 

Cordiali saluti 

GJ1C. Italiana SpA - Rebit Division 

Rettifichiamo volentieri- Non saremmo 
incorsi nell'imprecisione se l'esemplare da 
voi inviatoci per la prova avesse recato il 
marchio Sinclair, o se fossimo stati informa- 
ti dell'imminente cambiamento. Grazie per 
la segnalazione. Naturalmente, la rettìfica 
ha senso solo se la Micro Peripheraìs non 
continuerà a vendere i suoi prodotti, senza 
marchiarli Sinclair, attraverso altri distri- 
buto ri. 

Black-out per J-soft 
o per i giochi italiani? 

Leggo sempre con interesse le recensioni 
che pubblicate nella rubrica “MC giochi", ma 
ho notato con rammarico che non parlate 
mai dei giochi italiani ( con in testa “Avven- 
tura nel castello", la capostipite della spe- 
cie). Non pensate che dovreste dare più spa- 
zio a ciò ohe viene realizzato dagli autori e 
dalle software houses di casa nostra? 

È ora di finirla con il timore reverenziale 
che noi italiani nutriamo nei confronti degli 
stranieri anche qui esistono persone in gra- 
do di realizzare programmi di im certo inte- 
resse, anche nel campo di giochi 

Spero che il vostro silenzio non sia dovuto 
al fatto chela maggior parte di questi giochi 
è pubblicata dalla J-Soft, che come tutti san- 
no fa capo al Gruppo Editoriale Jackson, 
"zio” anche di una testata vostra con corre n - 

Sono sicura che non è cosi, dato che su MC 
trova spazio anche la pubblicità di alcune 
iniziative Jackson : perché dunque tutto ta- 
ce? 

Mi auguro di avere presto notizie del/ "'/Ca- 
licò Software" dalle pagine della vostra ( stu- 
penda , continuate cosi) rivista 

Daniela Capponi - Sale Marasino 

Hai ragione. Ma la colpa non è solo nostra, 
anzi è soprattutto del mio amico Piero Del- 
l'Orco, passato da Bit alla J-Soft, che non si è 
mai latto sentire per ricordarmi di parlare 
dei suoi prodotti! Scherzi a parte, i giochi 
sono tanti e... il tempo molto meno, per cui ci 


succede di solito di scegliere i giochi da pro- 
vare fra quelli che giungono in redazione, 
inviati per lo più da (pochi) distributori ita- 
liani e produttori stranieri incontrati du- 
rante i nostri viaggi alle mostre estere. Non 
ci è fàcile trovare il tempo, cioè (ma non è 
una giustificazione, è una nostra colpa! ) per 
esaminare il panorama dei giochi dei quali è 
opportuno parlare, almeno entro certi limi- 
ti ed eccettuati alcuni casi Comunque, di 
software italiano del quale valga la pena di 
parlare (soprattutto nei giochi) non mi 
sembra che ce ne si tanto, purtroppo... Per 
Avventura nel Castello sarai accontentata, 
se hai qualche altra segnalazione saremo 
lieti di riceverla. Questo, ovviamente, vale 
anche per produttori e distributori. 


Forza radioamatori! 

Carissima redazione, vi invio questa mia 
sperando che non sia l'unica per segnalarvi 
la mia completa approvazione per la rubrica 
“Byte nell'etere" a cura di Fabio Marzocca 
partita con il numero 43. Tutto questo per- 
che essendo anche io affetto dal morbo della 
radio, non posso che gioire nel vedervi por- 
tare avanti questo discorso che già altre rivi- 
ste specializzate trattano, ma in forma più 
blanda L'unico min risentimento è per il 
computer usato, non è che abbia niente con- 
tro mamma Apple, ma la maggior parte dei 
signori che coltivano questo hobby sono de- 
gli autocostruttori e degli squattrinati Per- 
tanto, avendo da poco finito di costruire un 


MODEM per la ricetrasmissione in RTTY e 
CW, e non trovando programmi validi per il 
mio VIC20(nota dolente) 16 K, vi chiedo se 
potreste far comparire un programma per 
lo scopo. Se fosse specifico per il Vie sarei 
felicissimo ma, siccome mi rendo perfetta- 
mente conto che potrebbero esserci dei pro- 
blemi sarei felice lo stesso se fosse anche 
per un'altra macchina sempre che abbiate 
la bontà di indicarmi le conversioni oppor- 
tune Concludo dicendo che le cose che ho 
imparato sul mio computer e su altri in ge- 
nere le ho apprese da voi 

Complimentandomi con voi per la rivista 
e certo che quanto sopra è già nei vostri 
progetti futuri cordialmente vi ringrazio, 
anche per la pazienza che avete avuto a deci- 
frare questa mia E per dirla come è d'uso fra 
di noi 73+51, o meglio saluti cordiali. 
Mauro Petrineschi 10 3/84/AN - Capitone 
(Temi) 

Byte nell'etere sta avendo un notevole suc- 
cesso ed il merito è tutto di Fabio Marzocco, 
perché è stato proprio lui a voler fare la 
rubrica, anzi a dire il vero io ho la colpa di 
aver lasciato l’articolo nel cassetto per un 
po' di mesi, per mancanza di spazio... Byte 
nell’etere vuole essere utile ai computeristi 
radioamatori (o ai radioamatori compute- 
rizzati ), quindi è molto utile che ci informia- 
te delle vostre necessità È utile anche, però, 
che ci raccontiate che cosa avete fotte: per- 
ché può darsi che qualcuno abbia già realiz- 
zato un programma come quello che serve al 
nostro lettore, e che MC possa pubblicarlo 



10 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



Se ti abboni o rinnovi l’abbonamento 
a MCmicrocomputer, puoi ricevere una confezione 
di due minifloppy Dysan, singola faccia doppia densità, 
con un supplemento di sole 3.500 lire. 

Non perdere quest’occasione! 

Ritaglia e spedisci oggi stesso il tagliando 
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confezione a prova di danneggiamenti postali. 


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AUDIOreview e MCmicrocomputer s 
Via Carlo Perrier 9, 00157 Roma 



——— j 5»»“ — ■ 

rendendo un utile servizio a tutti coloro che 
hanno la stessa esigenza I radioamatori ci 
sono molto simpatici, anche perché sono 
spesso utilissimi alla società captano SOS, 
assicurano fondamentali parziali collega- 
menti in caso di calamità naturali e nessuno 
si ricorda di dir loro mai grazie. 


Un cinese per il fisico? 

Sono un ragazzo che frequenta la V Liceo 
Scientifico, quindi l’anno prossimo, se tutto 
andrà bene, dovrò entrare all'università. 
Vorrei iscrivermi alla facoltà di Fisica nu- 
cleare. Ora vi chiederete cosa c'entra questo 
con una rivista come MG Presto detto! 

Ho letto, poco tempo fa, che ormai il com- 
puter è diventato una seconda pelle per 1 
fìsici, che dovranno prima o poi imparare ad 
usarlo, ed io preferirei farlo prima Mi chie- 
do però quale sia per me, il computer miglio- 
re da acquistare, il più adatto, che mi aiuti 
anche nello studio ( a proposito: secondo voi 
mi può servire in questo senso?). 

Bisogna dire che io già possiedo, da circa 5 
anni, un VIC-SO che, anche se non è stato 
molto utile a scuola mi ha fatto imparare il 
Basic e un po' di Assembler. 

Non sapendo a chi rivolgermi per soddi- 
sfare questo mio dubbio ho pensato a voi, 
che ritengo l più qualificati nel settore. 

C’è anche un altro quesito che vorrei rivol- 
gervi anzi due, che però questa volta riguar- 
dano un vostro articolo, quello sui PC IBM e 
compatibili apparso sul numero 44. 

In questo articolo voi dite che il PC è un 
computer per professionisti e per piccole 
aziende; ciò vuol dire che non è adatto, maga- 
ri a un laureato in Fisica che volesse un 
computer, non so per quali usi specifici ma 
sicuramente più hobbystdcl che di scopo la- 
vorativo, magari lontanamente legati alla 
materia della laurea? 

n secondo quesito riguarda i cosiddetti 
"cinesi". Dite più volte, nell 'articolo, che essi 
offrono le stesse qualità dell 'IBM, ma ad un 
costo minore, lasciando capire, secondo me, 
che l 'inghippo da qualche parte dev'esserci. 

Ma parlando dal punto di vista dell hobbi- 
sta di prima, che poi vorrei essere io, questi 
computer offrono sul serio tutte le qualità 
software dell IBM o dell 'Olivetti? Non è che 
alla fine i pregrammi non girino su di essi? 
Oppure che si rompano dopo due mesi? In- 
somma, un neolaureato con non molti soldi 
a disposizione, può rivolgersi a questi com- 
puter con la sicurezza di ricevere tra le mani 
qualcosa di valido (intendo dire a livello 
hardware, software e di sistema)? 

Scusandomi per questa mia lettera così 
lunga e sperando che non la cestiniate vi 
rivolgo cordiali saluti 

Antonello Izzi - Roma 


Che il computer sia utile non c'è dubbio, e 
che lo sia per un fisico meno che mal; se hai 
da cinque anni unVTC comunque, e se non ti 
limiti a giocarci, dovresti già essere in grado 
di usarlo per applicazioni utili per la tua 
materia e, soprattutto, di individuare quali 
sono le caratteristiche che ti necessitano 
per le tue esigenze. In campo scientifico, di 
solito, è richiesta una buona capacità della 
memoria centrale (utile ad esempio quando 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


si devono trattare matrici di dimensioni ab- 
bastanza grandi), mentre non è molto senti- 
ta la necessità di ampiezza della memoria di 
massa La presenza della grafica sullo scher- 
mo è utile, non servono tanti colori, ma una 
buona risoluzione (numero di punti indiriz- 
zati ili singolarmente) ed una buona serie di 
istruzioni per una gestione agevole e poten- 
te. È importante che il Basic sia fornito di un 
ampio set di funzioni matematiche, anche 
trascendenti (ma questo è praticamente il 
caso generale): da non trascurare la preci- 
sione nei calcoli, che non dipende solo dal 
numero di cifre significative, ma anche dal 
tipo di codifica interna delle variabili- quella 
in BCD garantisce una migliore precisione 
rispetto a quella in complemento a due, an- 
che se con il rovescio della medaglia di una 
minor velocità Da questo identikit scaturi- 
sce... un computer della Hewlett Packard, 
sicuramente la casa che costruisce le mac- 
chine più versate per applicazioni scientifi- 
che. Ma questo non vuol dire che solo un HP 
possa essere usato in campo scientifico, né 
che solo un HP faccia al caso tuo. Semplice- 
mente, la casa americana ha da sempre dedi- 
cato le sue energie alla realizzazione di ela- 
boratori adatti soprattutto per impieghi 
scientifici, specie nella linea personal aper- 
ta dall’85 (con i successivi 87 e 86). 

Da quanto scrivi, sembri vagamente o- 
rientato verso un MS-DOS, compatibile PC 
IBM. È una scelta che puoi fare benìssimo-, 
dire che è un computer adatto per professio- 
nisti e piccole aziende non significa andare 
lontano da quelle che possono essere le esi- 
genze di un laureato o uno studente in fisica, 
tranquillamente assimilabile ad un profes- 
sionista Dare una destinazione a queste 
macchine ha un valore sempre puramente 
indicativo: è un po' strano acquistare un PC 
solo per giocare o per fare qualche program- 
mino elementare o per tenerci la contabilità 
di casa cosi come non va bene per gestire 
totalmente l'amministrazione di una grossa 
ditta ma ci sono decine di migliaia di PC in 
aziende enormi, banche comprese, solo che 
ciascuno di essi e utilizzato o In ambito loca- 
le, in pratica per certi versi come se fosse in 
una piccola ditta, oppure in congiunzione 
con un grosso elaboratore centrale (caso 
tipico nel sistema bancario). 

Veniamo ai “cinesi". Le loro prestazioni 
sono effettivamente le stesse del PC IBM, del 
quale sono una copia conforme. Non c'è in- 
ghippo: il costo è minore non tanto perché 
vengono utilizzati componenti meno costo- 
si, quanto sopratutto perché mancano tutte 
le spese di ricerca e sviluppo, ma anche di 
promozione e commercializzazione, che in- 
vece concorrono a formare il prezzo di ven- 
dita al pubblico di una macchina "origina- 
le", cioè progettata e costruita ( anche utiliz- 
zando fornitori esterni, non ha importanza) 
da una determinata casa madre. I cinesi na- 
scono con costi di ricerca e sviluppo quasi 
zero, perché basta copiare l'IBM. Problemi 
di copyright, praticamente non ce ne sono: 
per quello che riguarda il PC IBM, è suffi- 
ciente non copiare la ROM con il BIOS, pro- 
tetta da Copyright IBM, e infatti i compatibi- 
li non hanno il BASICA in ROM ma devono 
caricare il linguaggio (anche lo stesso BASI- 
CA) da disco. Il livello di qualità della produ- 
zione nel cinesi è, considerato il prezzo, suf- 
ficientemente buono da non causare troppe 
preoccupazioni nell'utete; gli aspetti dai 



► “A 


LIBERATE 
LA POTENZA 


j I ;(jT0 



3.5” DISK DRIVE 
PER QL DA 1 MEGA-BYTE* 

Approvati ufficialmente dalla Sinclair 

La Micropheripheral Ltd. ha ideato, appositamente per 
gli utenti del Sinclair Q.L.. questo sistema per 
ampliare la memoria di massa. I Drives, che 
funzionano con floppy da 3.5", sviluppano una 
capacità* di 720K per dischetto formattato. L'interfaccia 
data in dotazione può controllare fino a 4 Drives 
contemporaneamente, per un totale di 2.88 Mbyte. 
Molti comandi per gestire le operazioni random sono 
residenti. Oltre alla facilità di installazione, questo 
sistema offre piena compatibilità con il software di 
base e consente di sfruttare al massimo tutta la 
potenza del microprocessore I 


DISITACOs.r.i. 

dealer e distributore 

Via Poggio Moiano 34/C 
00199 ROMA (ITALY) 

Tel. 06/8310756 - 06/8391557 

telex 626834 DITACO I 


ADOTTATI 
UFFICIALMENTE 
DALLA SINCLAIR 


GARANZIA 1 ANNO 


quali maggiormente traspare il conteni- 
mento dei costi sono, in genere, il contenito- 
re ( meno robusto e spesso con lavorazione 
meno rifinita) e la tastiera, ma il livello si 
mantiene, ripetiamo, accettabile se si tiene 
conto della differenza di prezzo. Anche l'affi- 
dabilità è, di solito, sufficiente; certo 1TBM da 
più sicurezza, ma non è assolutamente detto 
che un cinese dopo due mesi smetta di fun- 
zionare, cosi come non puoi essere sicuro 
che il tuo IBM non si romperà mai; a noi e 
successo. In caso di guasto di un IBM ti rivol- 
gi alla IBM o al concessionario IBM, in caso 
di guasto di un cinese ti rivolgi a chi ti ha 
venduto il cinese; che probabilmente ti assi- 
sterà come 1TBM o magari meglio, ma puoi 
anche cascare male. Tutto qui Se ti piace e se 
tt va, compra tranquillamente il tuo cinese. 


Copyright e modem 

I ) Avremmo intenzione di riportare al- 
cuni giochi, visti su alcuni computers, sul 
nastro facendo una versione molto simile 
(per esempio come uno dei tanti Frogger 
che si vedono sul mercato ) ma senza copiar- 
ne minimamente il listato . A questo punto 
vorremmo sapere se vendendo il program- 
ma a una software house violeremmo il co- 
pyright e quali sono esattamente le leggi 
riguardo ad esso. 

8) Vorremmo sapere se in Italia è vietato 
collegare il Modem e se è possibile collegare 
due computer diversi tra loro. 

Distinti saluti. 

John e Roberto Powell - Grosseto 


1) Pur non conoscendo esattamente le 
leggi sul copyright, tenderei ad escludere 
che si proteggano con copyright le regole di 
un gioco: se trasporti un gioco da un compu- 
ter ad un altro senza copiarne minimamen- 
te il listato, quello che rimane sono in prati- 
ca solo le regole. L'unico problema può esse- 
re, a volte, il nome del gioco, che può essere 
coperto da brevetto: non sognatevi di chia- 
mare le vostre realizzazioni Pac-Man, Pole 
Posltlon, Tron, e cosi via. 

2) Non è vietato collegare modem ma, se 
si usa linea SIP, questi devono essere omolo- 
gati dalla SIP. Essendoci la burocrazia di 
mezzo, purtroppo, la maggioranza dei mo- 
dem in commercio non sono omologati; di 
conseguenza, la maggioranza degli hobbystl 
che usa un modem non è in regola Anche 
parecchie ditte non sono in regola 

Collegare due computer diversi tra loro è 
possibile, anche se non ho capito bene il 
significato della domanda Se vi riferite alla 
possibilità di collegarli via modem, quello 
che è necessario è che ciascuno sia dotato di 
una interfaccia che consenta il collegamen- 
to del modem. I modem possono essere di- 
versi purché le caratteristiche della tra- 
smissione siano le stesse; serve, infine, che 
tutte e due le macchine siano dotate di un 
programma di comunicazioni che consenta 
la trasmissione e la ricezione dei dati È 
chiaro che puoi trasmettere dei dati da un 
64 a uno Spectrum, (ad esempio un testo, 
tipo posta elettronica), ma questo non vale 
per i programmi È possibile trasferire un 
programma da una macchina all'altra (di- 


MCmicrocomputer n. 45 - otlobre 1985 



DISITACO 

DEALERS & DISTRIBUTORS 


DIVISIONE INFORMATICA: Via Poggio Moiano, N 34/C - 00199 Roma - Telefono 83.10.756 • 838.01.81 - 83.91.557 
PUNTO VENDITA: Via Massaciuccoli, N. 25/A - 00199 Roma - Telefono 83.90.100 - Telex 626834 DITACO I 


Sinclair QL, versione in italiano Telefonare 

Stampante Brother HR5 469.000 

Monitor 14' OL Microvitec 
colori alta risoluzione 830.000 

Interfaccia Parallela Miracle 1 10.000 

Interfaccia Parallela SMC 110.000 

Interfaccia seriale per Epson 110.000 

Connettore per Drive e 
espansioni memoria 95.000 

Espansione 256K-RAM 280.000 

Espansione 512K-RAM 400.000 

Porta Cartridge Software 25.000 

Connettore seriale QL 15.000 

Adattatore Joystick QL 25.000 

Pocket Television 280.000 

Valigetta porta QL 240.000 

Cavo RS232 per Epson-Brother 40.000 

Software ultime novità richiedere la lista 


DISK DRIVE PER QL 
DA 1 MEGABYTE 
MICROPERIPHERALS 


Drive 1 + Interfaccia + Alimentatore 
+ Utilities 820.000 

Drive 1 + Drive 2 + Interfaccia 
+ Alimentatore + Utilities 1.330.000 

Drive 2 aggiuntivo 510.000 

Interfaccia Disk Drive 250.000 


QL + Drive 1 Completo 
QL + Drive 1 + Drive 2 
QL + Drive 1 
+ Monitor Microvitec 
QL + Drive 1 

+ Stampante Epson RX 80 F/T 
QL + Drive 1 + Monitor F. Verdi 
+ 10 programmi 

Toshiba KX10 64K 
Toshiba HX22 64K + 48K ROM 
Registratore Alta Qualità 
Mouse 

Monitor doppia funzione 
Stampante Toshiba 80 colonne 


2.390.000 

2.490.000 

1.930.000 


455.000 

660.000 
120.000 

135.000 

610.000 
890.000 


Spectrum 48K Plus 

Spectrum 48K Normal 

ZX Microdrive 

Interfaccia 1 

Expansion Pack 

Interfaccia Joystick Ram Turbo 

Interfaccia Joystick Kempston 

Interfaccia Joystick Prokempston 

Interfaccia Programmabile DKT 

Interfaccia Centronics Kempston 

Tastiera Saga 1 Alta qualità 

Kit tastiera Sinclair 

Penna Luminosa 

Tavola grafica Saga 

Style Saga 

Sintetizzatore vocale 

Cavo RS232 Epson-Brother 


339.000 

239.000 

150.000 

150.000 

295.000 

85.000 

40.000 

65.000 

65.000 

130.000 

145.000 

95.000 

75.000 
265.000 

90.000 
Telefonare 

40.000 


Opus Discovery Drive 175 K 3 1/2" 650.000 
Discovery + Spectrum Plus 980.000 

Discovery + Spectrum Plus 
+ tastiera Saga 1.100.000 

Discovery + Spectrum Plus 
+ Epson RX80 1.750.000 

Cavetto Centronics per Opus 45.000 


Olivetti M24 256K 
+ 2 Disk 360 
Olivetti M24 256K 
+ 2 Disk 720 
Olivetti M21 256K 
+ 2 Disk 360 


3.800.000 + IVA 

4.350.000 + IVA 

3.800.000 + IVA 


OLIVETTI M24 256 K + 10 MB 
5.800.000 + IVA 


Espansione 512K 
- RAM 

Disco Rigido esterno 
10 MB 

Disco Rigido esterno 
20 MB 

Disco Rigido esterno 
30 MB 

Disco Rigido interno 
20 MB 


2.250.000 + IVA 


2.800.000 + IVA 


4.300.000 + IVA 


Atari 520 ST + Drive 360K 
+ Monitor F. Verdi 
Atari 520 ST + Drive 720K 
+ Monitor Colore 
Drive 360K aggiuntivo 
Drive 720K aggiuntivo 


urna 


439.000 

465.000 

475.000 

65.000 

100.000 
480.000 


Commodore 64 
+ Registratore C2N 
Floppy Disk Drive 1541 
Stampante 803 
Registratore dedicato C2N 
Interfaccia Parallela 
Monitor Colore 1702 
Commodore 128 K ultima novità Telefonare 
Commodore 128 K - Drive 1571 Telefonare 
Commodore 16 

+ Registr. 1531 + Softw. 230.000 

Mouse per CBM 64 Telefonare 

Sintetizz. e Riconoscitore 
Vocale Covox Telefonare 

Software richiedere la lista 


COMMODORE PC 10 
IBM COMPATIBILE 
2.800.000 + IVA 


Epson LX-80 
Epson RX-80 
Epson RX-80/FT 
Epson RX-100 
Epson FX-80 
Epson FX-100 
Brother HR5 
Mannesman Tally MT 80 
Mannesman Tally MT 85 
Mannesman Tally MT 86 
Mannesman Tally MT 290 
Interfaccia Seriale MT 80 
Seikosha GP 50A 
Seikosha GP 50AS 
Seikosha GP 55AS 
Seikosha GP 500A 
Seikosha GP 500AS 
Seikosha GP 800 
Seikosha GP 800 per QL 


745.000 

679.000 

839.000 
1.220.000 

1.270.000 

1.535.000 

469.000 

620.000 

900.000 

1.050.000 

1.800.000 

110.000 


Telefonare 

Telefonare 

505.000 

615.000 


PREZZI IVA INCLUSA 

• DISTRIBUTORI SINCLAIR & COMMODORE • ASSISTENZA TECNICA SPECIALIZZATA 
• VENDITA RATEALE O LEASING • VENDITA PER CORRISPONDENZA • VENDITA ALL INGROSSO 
CONDIZIONI DI VENDITA: Il pagamento potrà essere effettuato in forma anticipata a mezzo vaglia telegrafico o assegno circolare, 
o in contrassegno tramite posta o corriere. Le spese sono a carico del destinatario per importi inferiori a L. 1.000.000. 

La spedizione è prevista entro 15 gg. 





?-S» PM“ 


Che cosa ha in più 


versa) ma trattandolo come un testo, il che 
significa ( ovviamente ) che non potrà girare 
se non stilla macchina per la quale è stato 
realizzato (a meno che le due macchine non 
siano compatibili). 


Da una macchina all’altra 

Sono un vostro lettore con il grosso pro- 
blema di trasportare dei programmi scritti 
per l 'Apple Ile il VIC-SO sul suo povero C-64. 
la difBcolà di trascrizione non sorge natu- 
ralmente a livello del Basic, in quanto ciò è 
piu o meno risolvibile, ma diviene almeno 
per me insormontabile di fronte alle mici- 
diali Peek e Poke che fanno riferimento a 
delle misteriose locazioni di memoria e ren- 
dono impossibile il trasferimento dei pro- 
grammi Non potreste dedicare perciò un 
articolo o meglio una serie sulla compatibi- 
lità tra le varie macchine, magari con delle 
tabelle di confronto tra le varie mappe di 
memoria? 

Fareste certamente un grande favore ai 
molti lettori che hanno al mio stesso proble- 
ma Se ciò non fosse possibile, aumentate 
almeno la documentazione dei programmi 
da voi pubblicati specialmente a livello delle 
Poke e Peek. 

Un 'altra curiosità riguarda la trasportabi- 
lità del programmi in linguaggio macchina 
scritti per il 064, Apple II e VIC-80. Ho sen- 
tito spesso ripetere che tali programmi sa- 
rebbero facilmente trasportabili in quanto 
le tre macchine lavorano con varianti dello 
stesso microprocessore, il 6S0S. 

Se fosse vero ciò la vostra Rivista ha pub- 
blicato molti programmi che meritano que- 
sto lavoro : Wator, Anna, Life, Animazione di 
funzioni eco., programmi molto belli ma inu- 
tilizzabili sul mio C-64. 

Cordiali saluti 

Claudio Duchi 


Il fatto che più computer siano basati sul- 
lo stesso microprocessore significa solo che 
le istruzioni del linguaggio macchina sono 
le stesse, e che quindi è possibile realizzare 
dei programmi capaci di girare su computer 
diversi una volta che gli indirizzamenti alle 
locazioni di memoria sia n o stati adattati al- 
la particolare mappatura del computer in 
questione. Questo non vuol dire che qualun- 
que programma possa essere passato da u- 
na macchina all'altra semplicemente adat- 
tando le locazioni 

Uno degli ostacoli più grossi è proprio ciò 
che accomuna tutti i programmi citati dal 
nostro lettore, e cioè la grafica, che può ave- 
re caratteristiche e organizzazione molto di- 
verse per macchine basate sullo stesso pro- 
cessore, proprio come avviene nel caso in 
esame. 

Per quello che riguarda la documentazio- 
ne del programmi pubblicati, cerchiamo di 
fare il possibile, ma certo è difficile riuscire a 
dare tutte le informazioni necessarie per 
trasportare il programma da una macchina 
all'altra. 


16 




il Personal Computer IBM? 



D Personal Computer 
Support Service, 
per esempio. 

Il Concessionario IBM Personal Computer ha un 
servizio completamente nuovo da offrirti: il Per- 
sonal Computer Support Service. E un sistema 
che ti permette di ottenere tutte le informazioni 
che vuoi sulla famiglia dei Personal Computer 
IBM. E composto da una serie di videodischi e da 
uno schermo con speciali caratteristiche, che ri- 
sponde alle tue richieste al solo tocco di un dito. 
Basta toccare lo schermo e potrai scegliere diret- 
tamente dal menù quello che vuoi sapere in rela- 
zione al tuo settore di interesse e al tuo lavoro. In 
questo modo potrai ricevere qualunque tipo di 
informazione sulla famigliadei Personal Compu- 
ter IBM, oppure sui sistemi operativi, oppure sul- 
le centinaia di programmi disponibili per i più 
disparati settori applicativi. 

Ma ce di più: il Personal Computer Support Ser- 
vice è collegato direttamente a una banca dati 
IBM europea. Così il Concessionario IBM Perso- 
nal ( Computer potrà avere aggiornamenti in tem- 
po reale su tutte le novità relative al Personal 
Computer IBM e ai suoi programmi e sarà in gra- 
do di rispondere subito alle più disparate doman- 
de su problemi specifici, che potrai essere tu stes- 
so a porre. Grazie a questo servizio IBM il Conces- 
sionario IBM Personal Computer ti avrà fornito 
un’assistenza ancora migliore. 

Se vuoi vedere da vicino ed usufruire del Perso- 
nal Computer Support Service, vai dai Concessio- 
nari IBM (gli indirizzi sono sulle Pagine Gialle). 
Alloramai visto che il Personal Computer IBM ha 
veramente qualcosa in più? 



Canon V 20 l’MSX 



MSX, UN SOLO SOFTWARE PER 
TUTTI. 

MSX vuol dire microsoft extended basic: 
tutti i computers prodotti dalle case aderen- 
ti a questo speciale progetto utilizzano lo 
stesso sistema operativo. Il vantaggio per 
l'utilizzatore è di portata eccezionale: la 
perfetta intercambiabilità dei programmi 
e delle periferiche -stampanti, unità floppy 
disk, tavoletta elettronica ecc_. In pratica, 
tutto il software- e l'hardware -delle varie 
marche, è utilizzabile senza alcun proble- 
ma di compatibilità! 

MICROSOFT È IL NUMERO 1 DEL 
SOFTWARE. 

Lo sviluppo del sistema MSX è stato affida- 
to al colosso americano Microsoft, leader 
mondiale del software. Le società consor- 


oggi esistente al mondo, ed il loro proget- 
to è esclusivamente destinato agli utenti 
del sistema MSX. 

SOFTWARE PER GIOCO E SOFT- 
WARE SUL SERIO. 

La biblioteca dei programmi da far gira- 
re sulle macchine MSX, tutte completamen- 
te compatibili come si è visto, è in corso di 
rapido sviluppo. Ai programmi di base- 
data base, foglio elettronico, word proces- 
sing, grafica - si unisce il software applica- 
tivo, che il Canon V-20 può sfruttare al 
meglio con la sua versatilità e potenza. E 
naturalmente non mancano i videogiochi, 
godibili a pieno effetto nelle loro grafiche 
superbe su un normale TV color. 

CANON V-20 MSX É UNA 


Eccovela tutta in pochi dati eloquenti: 64 
KB RAM più 16 di video RAM, 32KB ROM, 
microprocessore Z-80; linguaggio MSX ba- 
sic, due alloggiamenti (slots) per cartucce 
ROM o per espansioni, interfacce per 
_ stampante 

(Nella foto 
Thermal 
Printer 


tore a cassette 
3 r poro te, ta stie ra 
professionale con tasti rigidi 
(72), tasti guida cursore di grandi dimensio- 
ni, due uscite per joystick, uscita 



elevato a potenza. 


sistemo Pai, testi: 25 linee per 40 colonne, 
grafica: 256 puntixl92 punti, 16 colori, suo- 
no^ ottave su 3 toni, possibilità di interfac- 
ciamento parallelo e seriale. Il DOS (Disk 
Operative System) dell’MSX permette sofisti- 
cati utilizzi tecnici e gestionali, .grazie alla 
possibilità di unità floppy disk. 

CANON V- 20 MSX UNA SCELTA 
INTELLIGENTE. 

Canon V-20 è l'Home Computer che, com- 
prato oggi, vale per il futuro, senza rischi, 
senza cambi, senza problemi. Canon MSX 
V-20 vuol dire non avere mai in futuro al- 
cun problema di compatibilità di hardware 
e di software. C’è una scelta pi ' 
sicura ed intelligente?. 


Mi interessano più informazioni del: 

■SBSSSS:** 


UN ANNO DI GARANZIA 


Canon 


ITALIA 




Philips :YES 

Si chiama ‘':YES"edéil nuovo personal com- 
puter della Philips. Basato sull'80186 a8 MHz, é 
dotato di 64K di Rom. 128 K di Rant (espandi- 
bili sinoa 640 K)e I o 2 microfloppy da 720 K. Il 
sistema operativo c il DOS Plus, orientato alle 
finestre, che può comunque emulare il PC Dos; 
il fatto che sia memorizzato in Rom garantisce 
all'utente la disponibilità pressoché totale della 
Ram del computer. Le interfacce installate com- 
prendono una Centronics, una RS 232. un'usci- 
ta per monitor ed un connettore per floppv e- 
sterno da 3.S o 5.25". 

Tra breve stira pronta anche un'interfaccia 
per il mouse, che verrà rilasciata assieme al 
GEM della Digital Research. L'entrata in com- 
mercio del :YES c prevista per dicembre '85 
gennaio '86; il prezzo varierà dai tre ai cinque 
milioni, a seconda della configurazione scelta. 



Sperry PC/IT 

La Sperry ha annunciato un nuovo personal 
computer di elevatissime prestazioni, denomi- 
nato PC/IT. 

È basato sul microprocessore Intel 80286. con 
clock a 7. 16 MHz. al quale è possibile affiancare 
il coprocessore matematico 80287. 

La Ram standard è di 512 Kbyle. espandibile 
sino a I M senza bisogno di utilizzare gli slot di 
espansione del sistema, ma può arrivare sino a 
5M con due schede aggiuntive. 

La memoria di massa del PC IT in versione 
base c costituita da un'unità a disco da 5.25". 
capace di memorizzare 1.2 Mbyte; con la stessa 
unità é anche possibile leggere e scrivere dischet- 
ti formattati a 360K secondo lo standard IBM. 
Opzionalmente sono disponibili anche dei di- 
schi rigidi da 44.6M e delle unità a cartuccia da 
60 M: la memoria secondaria può arrivare ad un 
massimo di 90.4 Mbyte 

Le porte di comunicazione con l'esterno com- 
prendono due incrfaccc RS 232-C: vi é inoltre 
un'interfaccia parallela per stampante 



Per il PC IT sono disponibili due tipi di tastie- 
ra. quella standard, con 84 tasti, c quella profes- 
sionale. che è dotata anche di 10 tasti funzione. 
Entrambe le tastiere saranno nazionalizzate. 

Il software di base del computer comprende 
l'MS-DOS 3 I. col quale viene fornita una ver- 
sione ampliata del G W Basic; per le applicazioni 
multiuleme può essere inoltre utilizzato il siste- 
ma operativo Xenix, la versione dello Unix per 
personal computer. La Sperry c la prima azien- 
da ad offrire la nuova versione di questo sistema 
operativo. Io Xenix V. annuncialo di recente 
dalla Microsoft. 


Sperrv S.p.< 
I in Polii. 1 
2111:4 Mila. 



Pulsar, un nuovo PC' compatibile 

È stato presentato dalla Quasar il nuovo PC 
XT compatibile denominalo Pulsar che espande 
le prestazioni dei precedenti modelli della ditta, 
rispetto ai quali possiede di serie 256 K di Ram. 
una porta seriale RS 232 ed una porta parallela 
completa di cavo per stampante. 

La memoria di massa può essere costituita 
indifferentemente da uno o due floppy disk Teac 
da 360 K ai quali può aggiungersi un disco 
rigido Teac da 10 megabyte con controller die. 

Per i computer Quasar é disponibile una vasta 
gamma di programmi ed accessori, completata 
recentemente da numerose schede per automa- 
zione industriale. 



Allo SMAU i nuovi Apricot 

Sono stati presentati allo SMAU dalla Ditron. nuovo impotatore 
italiano della Apricot. i tre più recenti computer della casa inglese: l'F2, 
l'FIO ed il portatile FP. che formano la cosiddetta Apricot Collcction. 

L'F2 e l'FIO sono esteticamente quasi identici al precedente FI. del 
quale conservano anche la struttura interna basala su un microproces- 
sore 8086. La memoria di massa c costituita da due microfloppy da 720 
Kbyte per I'F2 c da un microfloppv ed un Winchester da 10 Mbvte per 
l'FIO. 

L'Aprico! FP invece è un portatile dotalo di schermo LCD da 80 
colonne x 25 linee che prevede comunque un'uscita per monitor 
esterno; usa un singolo microfloppy integrato da 720K. 

Tutti c tre i computer dell'Apricot Collcction sono dotati di 512 K di 
Ram, espandibile internamente sino a 768 K. 

Il sistemu operativo è l'MS DOS: viene anche fornito il GEM. 
un'interfaccia utente simile a quella del Macintosh, ma a colori. La 
dotazione software comprende GEM WriteeGEM Paint, due applica- 
tivi che girano sotto GEM. il GW Basic, un programma di comunica- 
zioni ed un emulatore PC IBM. 

Sia la tastiera che il bellissimo mouse trackball (che fa parte della 
dotazione standard) sono collegati all'unità centrale da un trasmettito- 
re a raggi infrarossi, anziché dal classico cavo. 

Caratteristica unica dcll'FP è invece il riconoscimento vocale; il 
vocabolario del computer è di circa 4000 parole. 

Tutti i computer Apricot possono essere collegati fra loro in rete 
locale, sino ad un massimo di 64 stazioni. 

Per ulteriori informazioni: 

DITRON S.p.a. 

Viale Ceriosa. 138 
20156 Milano 



20 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 




A proposito dei PC compatibili... 


L'articolo sui 24 PC compatibili, apparso 
sul numero scorso, è stato una vera... impresa 
di Ercole, e non poteva non venir fuori qual- 
che... svarione. 

Le cose terribili che abbiamo scritto sono 
due: la prima è che l'Olivctti M24 sia basato 
sull' 80186 . il che e falso: si tratta di un 8086 . 
Altro misfatto riguarda il distributore della 
Spcrry: la fretta finale ha fatto si che venisse 
indicalo il nome del rivenditore che aveva 
messo a nostra disposizione la macchina, la 
Emmepi di Roma, mentre i computer Sperry 
sono distribuiti dalla Sperry SpA. Via Pola 9. 
20124 Milano, cui chiediamo scusa per l'omis- 
sione. Sempre per quello che riguarda Spcrry. 
precisiamo che la macchina in prova non era 
un 30. come dichiarato, ma un 20. ossia con 
video monocromatico non grafico. 

Alcuni ci chiedono precisazioni: fra questi 
la Tibcr, distributrice di Toshiba, non ha pro- 
priamente saltato di gioia perché abbiamo 
preso il guasto del Winchester della macchina 
in prova come esemplificazione del fatto che 
questo può succedere. Precisiamo senza alcun 
problema che non va ritenuto un episodio di 
per sé negativo: con 24 macchine in prova 
poteva succedere che una avesse un problema: 
io sfortunato é stato il Toshiba, ma questo non 
vuol dire che sia il meno affidabile, poteva 
capitare a qualsiasi altro. L'importante é inve- 
ce che sia stato tempestivamente messo (dal- 
l'importatore) in condizioni di funzionare, 
tanto é vero che nella tabella finale compare 
anche il dato relativo al benchmark con il 
Winchester. Tutti i computer possono romper- 
si. compreso lo stesso I BM : il nostro, in effetti, 
una volta si é rotto ed abbiamo dovuto farlo 

Infine, alcuni fra i distributori di “cinesi" si 


sono lamentati dal fatto che non abbiamo 
dato spazio alla varietà di schede disponibili 
per i propri prodotti. Fermo restando che non 
potevamo riportare lutto il catalogo, trovia- 
mo giusto in eITctti che avremmo dovuto al- 
meno segnalare la cosa; sono purtroppo i pro- 
blemi derivanti dalle sempre scarse disponibi- 
lità di tempo e di spazio. Dobbiamo cavarcela, 
e chiediamo scusa del ritardo, precisando che 
in generale presso tutti gli importatori di “ci- 
nesi" ( ma anche di copie italiane) é disponibile 
una vasta gamma di schede aggiuntive. 

Per ultimo, due brevi note. . . quasi di colore. 
Nella scheda dcll'lntercomp lamentiamo il 
non funzionamento con il monitor a colori 
RGB. cosa perfettamente normale data l'usci- 
ta TTL bianco nero della scheda installata. In 
realtà il problema non era questo: flntercomp 
era arrivato con dei microswitch settati per 
una scheda diversa da quella effettivamente 
installata, per cui si rifiutava di funzionare. In 
quella fase, prima di risolvere il problema al 
telefono con il produttore, avevamo provato 
anche a scambiare i monitor (non si sa mai...). 
Raccontando l'episodio, il povero Corrado, 
giunto ormai a chissà quale ora del mattino, 
ha evidentemente fatto un po' di confusione c 
raccontato una cosa per l'altra. Simile l'altro 
problema: una scheda doveva essere scritta 
per ultima, ed é stata quella del Pulsar. E cosi, 
poverino, di lui si dice poco, e comunque le 
qualità positive ne risulano un po' offuscate. 

Vorremmo, comunque, rammentare una 
cosa: quelle non vanno viste come 24 prove di 
24 macchine, ma come un articolo che. fra 
l'altro, comprende 24 brevi schede di 24 mac- 
chine. I prodotti più significativi saranno og- 
getto delle tradizionali prove, più ampie e det- 
tagliate. m.m. 


P.E.I.S.: 
posta elettronica 
a basso costo 

Anche in Italia è finalmente disponibile un 
servizio di posta elettronica internazionale a 
basso costo: si chiama P.E.I.S. e dispone di oltre 
800 concentratori sparsi in tutto il mondo, quelli 
della rete MK-II1 della General Electric. 

Il servizio di posta elettronica consiste nella 
possibilità di lasciare, servendosi di un personal 
computer e di un modem, nella "easellla postale 
di uno o più utenti della rete” dei messaggi che 
potranno essere letti dagli utenti che conoscono 
indirizzo e “password" (parola d'ordine) di 
quella determinata casella. 

Le applicazioni della posta elettronica sono 
moltissime ed in parte ancora da esplorare: si 
pensi alla possibilità per un agente di commercio 
di trasmettere ordini alla casa madre o di riceve- 
re particolari messaggi, la possibilità di scam- 
biare messaggi scritti tra corrispondenti sparsi 
in tutto il mondo pagando, oltre al modesto 
canone di abbonamento al P.E.I.S. solo il costo 


della telefonata (per lo più urbana ) al conccntra- 

La posta elettronica, che ha ormai raggiunto 
una elevatissima diffusione negli Stati Uniti, 
non é una novità per l'Italia: nuova é invece la 
struttura tariffaria del P.E.I.S.: l'abbonamento 
annuo costa solo 112.100 lire <95.000 + IVA 
18%) ed il deposito di un messaggio costa 682 
lire fino a 300 caratteri. 1363 lire fino a 1500 
caratteri. 1 947 lire fino a 3000 caratteri. 1 558 lire 
ogni ulteriore pagina di 3000 caratteri: le copie 



ulteriori, depositale in altre caselle della rete, 
hanno un costo ancora inferiore. 

P.E.I.S. olTre anehe un servizio di annunci 
economici. La struttura tariffaria di questo ser- 
vizio é filosoficamente opposta a quella della 
posta elettronica: l'inserzione (che si rivolge na- 
turalmente a lutti gli utenti del sistema) è prati- 
camente gratuita, si paga (poco) solo per legger- 
la. 

Non vi è dubbio che a queste condizioni la 
posta elettronica troverà finalmente larga diffu- 
sione anche nel nostro Paese. 


Concorso Whurer: 
estratti i primi vincitori 

E stato assegnato dalla sorte il primo dei 
cinque computer Commodore PC 10 messi 
in palio, assieme a 100 C 64. nel concorso 
legato alla famosa birra Kroncnbourg. 

Fortunato vincitore della prima estrazio- 
ne è risultato il Signor Oreste Ballarmi di 
Caslelmaggiore (Bologna). 


ATTENZIONE PER TUTTI I 
POSSESSORI DELLO 
SPECTRUM 
finalmente è arrivata la 

INTERFACCIA 

DUPLEX 

che permette di duplicare e di trasferire 

NASTRO MICRODRIVE FLOPPY 
DISK 

qualsiasi tipo di programma commercia- 
le oggi esistente sul mercato: 

TURBO TURBO-PULSANTI MAXI 
CON L/M NEL LOADER. ECC. 
Semplicissima da usare, si collega l'inter- 
faccia al connettore di espansione, al 
termine premendo un tasto di break si 
ottiene una copia a velocità normale che 
si carica in maniera autonoma sema In- 
terfaccia collegata. 

I possessori dell'interfaccia 1 potranno 
scegliere l'opzione microdrive al mo- 
mento del trasferimento ed ottenere su 
cartrìdge una copia del programma pre- 

II prezzo delflNTERFACCIA DUPLEX, 
con il manuale e le spese di spedizione 
contrassegno è di 

L 95.000 

Per le ordinazioni e/o richiesta di ulterio- 
ri informazioni rivolgersi a: 

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VIA FORZE ARMATE 260/3 
20152 MILANO TEL. 02/4890213 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



MC'microcomputer al SIM 

Si ó svolto a Milano, dal 4 ai 9 settembre, il 
SIM HI-FI IVES. la popolarissima mostra dedi- 
cata all'elettronica consumer. 

Notevole, come sempre, il successo di pubbli- 
co della manifestazione: secondo l'organizza- 
zione i visitatori svino stati piu di 1 60.000. tra cui 
30,500 operatori italiani e 1.500 stranieri. 

MC era naturalmente presente, oltre che con 
lo stand (diviso con la consorella AUDIOm 


Novità al SIM 

Pur essendo principalmente un'esposizione 
di alta fedeltà c strumenti musicali, i computer 
hanno al SIM. ormai da diversi anni, uno 
spazio non indifferente. 

Quest'anno la novità più importante c stala 
sicuramente la presenza di numerosi MSX 2: 
esemplari della nuova generazione dello stand- 
ard erano presenti agli stand Toshiba. Sony. 
Philips (dove c'era anche l'MSX I interfaccia- 
le con una CD ROM) e Milsubshi (in que- 
st'ultimo però l'MSX 2 era praticamente in 
incognito, visto che il cartello sopra il compu- 
ter si riferiva ad un MSX 1 e che nessuno 
pareva saperne nulla). 

Per quanto riguarda gli MSX prima serie 
abbiamo visto il nuovo Toshiba HX-22. che 
incorpora un word processor su ROM e ha 
standard un'interfaccia RS 232. il Sony 50IP 



22 


vuw). anche con l'ormai popolarissima "Scuola 
di computer", un mini-corso di due ore destina- 
lo ai principianti. 

Nell'aula in cui si sono svolte le lezioni, tenute 
da Corrado Giustozzi, erano a disposizione de- 
gli allievi 25 computer MSX Toshiba, gentil- 
mente messi a disposizione dalla Melchioni. 

L'iniziativa ha registrato il consueto successo, 
e nei cinque giorni della mostra l'aula è stala 
affollala da persone di tutte le età. unite dal 
comune interesse verso il computer. 


con registratore incorporato, c l'X’prcss della 
Spcctravidco. che ha un modo testo alternati- 
vo ad SO colonne cd incorpora un microfloppy 
da 3.5". Alla Pioneer l'MSX era intcrfacciato 
con un laser disc: molto hello, ma c'è ormai da 
dubitare che venga mai venduto in Italia. Sem- 
pre sul fronte MSX c’è da segnalare l'arrivo di 
numerosi nomi nuovi: oltre a Mitsubishi, già 
citato, c'erano anche JVC. Panasonic. Sanyo c 
Fenner. 

Oltre agli MSX 2 era attesissimo il nuovo 
Alan, mu la rinnovata casa americana strana- 
mente al SIM non si c fatta vedere (e la latitan- 
za c perdurala anche al successivo SMAU); gli 
spettatori hanno comunque potuto ammirare 
due 520 ST allo stand di un concessionario. La 
commercializzazione di questo nuovo cd inte- 
ressantissimo computer dovrebbe essere im- 
minente: il prezzo sarà probabilmente inferio- 
re ai due milioni di lire. 



Nuove versioni 

dei linguaggi Microsoft 

La Microsoft sta rinnovando il suo parco di 
linguaggi per MS-DOS: sono usciti in America 
le nuove release di Fortran. Cobol. C. Pascal e 
Bascom. ossia il compilatore Basic. Le corri- 
spondenti versioni rilasciale dalla IBM per il 
PC-DOS portano il numero di release 2.0. Le 
innovazioni consistono soprattutto nella rag- 
giunta piena compatibilità con l'MS-DOS dalla 
versione 2.0 in su: i nuovi prodotti Microsoft 
sono finalmente in grado di “vedere" e gestire la 
struttura ad albero delle directory, sfruttano al 
meglio i dischi Winchester e sono versioni del 
sistema operativo (l'ultima delie quali è la 3.10). 
Naturalmente non c questo il solo miglioramen- 
to portalo ai linguaggi: ognuno di essi è stato, 
ove possibile, amplialo ed emendato dalle prin- 
cipali limitazioni della versione precedente. Ad 
esempio il Cobol è dotato di una gestione di file 
ISAM più efficiente; il Fortran è ora un “lull" 
Fortran 77 e non un subsct (gli mancavano le 
variabili Complex e Doublé Precisioni, e può 
gestire array di oltre 64 Kbytc: il C è dotato di 
una libreria con maggiori funzioni "di servizio": 
il Bascom è ora completamente compatibile col 
BASICA. 

Non sappiamo quando arriveranno in Italia 
queste nuove release. ne quanto costeranno. Il 
prezzo in USA si aggira in media sui 300 dollari, 
ma per gli utenti americani è previsto un servizio 
di update fornito dalla stessa Microsoft, grazie 
al quale un possessore di un linguaggio può 
ottenere le nuove release pagando una cifra ri- 
dotta (un centinaio di dollari) c riconsegnando 



MCmlcrocomputer a 45 - ollobre 1985 



Agire con soddisfazione 



Non volete affidarvi agli altri-, desiderate realizzare da soli i 
Vostri programmi, vedere cosa contengono, ottenere il massimo 
possibile: divertimento, gioco, sensazioni. 

Tutto deve funzionare perfettamente, secondo le Vostre idee. 
Supporti di informazione Maxell, gli affidabili. Per ottenere ciò 
che Voi volete. 


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Via M. Civitali 75 • 20148 Milano 
Tel : 02/4047648 Tx.: 335654 


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il 

supporti magnetici 

H 

l’affidabilità 



Vectra, un compatibile 
PC/AT della HP 

La famiglia di prodotti HP si è arricchita 
di un nuovo computer, denominato Vectra. 
compatibile con il PC/AT IBM ma fino al 
30% più veloce. 

La configurazione minima di Vectra com- 
prende tastiera, video monocromatico. 256 
K byte di memoria Ramcd un drive per flop- 
py disk da 5" 1/4. c può essere ampliata sino 
a comprendere 3.6 Mbyte di Ram c 40 M di 
memoria secondaria su disco rigido. 

Recente è anche la notizia dell'arrivo del 
Portable Plus, il nuovo portatile che si diffe- 
renzia dal vecchio I IO per lo schermo LCD 
da 25 linee c la presenza di due cassetti porta 
moduli che consentono alfutentc di espan- 
dere sia la Rom che la Ram in modo da 
configurare il sistema secondo le proprie esi- 
genze. 

Un'ultima novità viene dal settore stam- 
panti: sono state approntale le versioni com- 
patibili con lo standard IBM delle stampanti 
Il P Thinkjet e Laserjet: i nuovi modelli sono 
dotati di interfaccia RS 232. 

Per ulteriori informazioni : 

Hewlett Packard Italiana S.pa. 

fili G. Pi l ittorio. V - ami Centuno sin I Mll 



Omni-Reader, un lettore di 
testi per personal computer 

La Microstar distribuirà in Italia il lettore 
ottico Omni-Reader. un dispositivo capace di 
"leggere” un testo stampato e di trasmetterlo ad 
un computer via RS 232. 

L'Omni-Rcader riconosce attualmente 8 tipi 
di carattere: Couricr IO. Couricr 12. Ictter Go- 
thic. Elite. Presi ige Elite, Pica IO. Pica eOCR-B. 
quindi quelli più usati dalle macchine da scrivere 
e dalle stampanti in commercio. Con l'opportu- 
no software è però possibile riconoscere qualun- 
que altro tipo di carattere. Il prezzo dovrebbe 






Discovery 1: un floppy disk 
per lo Spectrum 

La ditta inglese Opus produce un'unità a di- 
sco per lo ZX Spectrum. denominata Discovery 
I . che utilizza un drive da 3" I 2 dalla capacità di 
18(1 Kbyte formattati. L'unità comprende, oltre 
al drive, anche un'interfaccia joystick compati- 
bile Kempston. un'interfaccia per stampante 
parallela, un'uscita per monitor ed una replica 
ilei connettore di espansione del computer che 
consente il collegamento di altre periferiche. 

Il Discovery 1 è distribuito in Italia dalla cate- 
na di computer shop Bit Shop Primavera, 

Hit Sltòp Primavera s'.rj, 
l ia C Farmi. X2 - 20159 Milano 



La conferma SMAU 

Anno dopo anno, lo SMAU si conferma la mostra più autorevole del settore informatica: 
l'unica, tra l'altro, ad avere risonanza all'estero. Su 91.000 metri quadrali si sono dislocati 
quest'unno 1. 180 espositori, di cui 564 provenienti da 20 paesi esteri e un centinaio nuovi rispetto 
allo scorso anno: le novità assolute esposte sono state calcolate in circa 200. mentre i visitatori 
dovrebbero avvicinarsi ai 150.000. con oltre 6.000 provenienti dall'estero. Queste cifre ovvia- 
mente comprendono non solo il settore informatica, ma anche quello dell'arredamento, della 
copiatura, dei registratori di cassa eccetera: 1'informatica è comunque diventata la forza trainan- 
te di una mostra alla quale non si può non dare alto, dopo l'avvento del personal computer, di 
essersi saputa rapidamente adeguare alle mutate necessità dell'utenza. Lo SMAU si c tenuto a 
Milano dal 19 al 24 settembre. 


Go to BASF FlexvDisk. 


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dischetti BASF. 
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24 


MCmicrocomputer n, 45 - ottobre 1985 




Mac: 47 nuovi Font 


Gran parte del successo della grafica del Mac è dovuto, anche alla 
versatilità dei suoi caratteri in modo testo. A chi. comunque, è pro- 
prio insaziabile, e trova il set di Font del Mac un po' ridotto, supplisce 
il pacchetto Fluenl Fonls. della californiana Casady. che. in due 
dischetti, contiene ben 47 nuovi set di caratteri diversi, destinali a 
sostituire od integrare quelli presenti. Si tratta di caratteri di diverso 
corpo, taluni supportanti tutte le altezze del menu Formato, il che c 
garanzia di buona definizione in fase di stampa. Non tutte le serie 
rappresentano caratteri dell'alfabeto romano: esiste, infatti, il greco, 
il cirillico, il cecoslovacco, in definizione davvero eccellente. Non 
mancano, inoltre, i cosiddetti caratteri non avanzanti. E. ancora, set 
di simboli di elettronica, di astronomia, matematica, architettura, 
questi ultimi di notevole definizione grafica, ed utilizzabili in maniera 
agevole anche in altre applicazioni (Paint. Draw). con il banale uso 
del Font Mover. 

Sebbene i dischetti siano stracolmi ( I K libero per parte, senza 
contare che. in essi, non c neppure compreso il Font Mover o la 
cartella sistema), gli autori dichiarano di avere ancora altri Font 
disponibili a richista (ad esempio il Bulàmuka. dialetto fonetico 
cinese, o l'Ucraino), c. addirittura, di poterne costruire altri su dise- 
gno del cliente. Tenendo conto che i caratteri vengono costruiti punto 
per punto, non si tratta affatto di uno scherzo, per i pochi dollari 
richiesti come compenso. 


MmiiiSpsffliainpɮiiN*vA 
l<P*NTlC]OWi^EmnBCeE)AtfOSIil 
ilpnti« 0 „Ma,i P „».,RouNd2 4puNtiEilcoM£ 

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Micro 1 BpuntiMicrn24puntigrasse 

t tOMicrolHgrasacttaCI CO H 2 ^ p U. Ci t icieanlZpu 

m,,ra.«t„£lean 24 punt (bordato 



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MCmicrocomputer n. 45 - otlobre 1985 


25 


High Focus RPS, una nuova 
generazione di floppy disk 

La Rhone-Poulcnc ha presentalo allo SM AU 
la sua nuova gamma di floppy disk, denominala 
High Focus, che comprende numerosi modelli 
nei formati 3" '/>. 5” '/« c 8". 

I floppy disk della serie High Focus sono 
caratterizzati da una elevatissima qualità dovu- 
ta principalmente ad un processo di fabbricazio- 
ne basalo sulla tecnologia "Enhanccd Isotropie 
Coating". letteralmente: rivestimento ad isotro- 
pia rinforzata. 

Si tratta di un particolare processo costrutti- 
vo che permette di ottenere uno strato magneti- 
co con particelle uniformemente distribuite an- 
ziché orientate in una direzione privilegiala, in 
modo da garantire l'assenza di fluttuazioni del 
livello del segnale durante il movimento rotato- 
rio del floppy. 

I nuovi floppy High Focus sono dotati di un 
jackel particolare, rivestiti internamente con un 
materiale in grado di pulire la superficie magne- 
tica ad ogni giro del dischetto. 

Ogni dischetto è protetto, inoltre, da una bu- 
stina di TYVEK e non di comune carta: il TY- 
VEK è un materiale non lacerabile ed antistatico 
che garantisce al floppy disk la maggiore prote- 
zione possibile. 



Imparare l'inglese 
con il computer 

Da settembre c in edicola un corso d'inglese 
assistilo dal computer: le tradizionali lezioni so- 
no infatti integrate c completate da una serie di 
programmi didattici espressamente realizzati 
che girano sul Commodore 64. 

L'opera è realizzata in 33 dispense settimanali 
c comprende, oltre ai fascicoli di testo. 1 5 casset- 
te audio e 33 cassette di software. 

Il corso, realizzato dalla Beatrice D'Eslc. so- 


cietà del gruppo Ricordi, è basato sul libro della 
Zanichelli “Communication Tasks”. largamen- 
te diffuso in Italia ed adottato in molte scuole a 
tutti i livelli. 

Il primo fascicolo dell'opera contiene inoltre 
il dizionario tascabile Zanichelli-Pam Books. 

Le dispense ( testo + cassetta audio -(-softwa- 
re) sono in vendita in tutte le edicole al prezzo di 
8.900 lire. 

Per ulteriori injorma:ioni: 

Arti propelle Ricordi S.p.a. 

I /o Quaranta. 44 ’O/.tV Milano 


Sinclair: venduta? No! 

Due numeri fa vi avevamo riferito della vendi- 
la della Sinclair al gruppo editoriale Pergamon 
Press, capeggiato da Robert Maxwell. La noti- 
zia. confermata sia dall’ufTicio stampa italiano 
della Sinclair che dall'importatore GBC. affer- 
mava che Sir dive aveva ceduto alla Pergamon 
la maggior parte del suo pacchetto azionario per 
circa 30 miliardi di lire. 

Bene, non è vero niente: Maxwell, già pieno di 
grattacapi sindacali con i suoi quotidiani ci ha 
ripensato, mentre dal suo canto Sinclairè riusci- 
to a concludere un importante accordo per la 
fornitura di hardware con una delle principali 
catene di grandi magazzini inglesi, ridando cosi 
sufficiente stabilità finanziaria alla società di cui 
rimane dunque azionista di maggioranza con 
l'85% delle azioni. 

Come al solito, silenzio assoluto su tutta la 
vicenda da parte dei canali ufficiali italiani. 


Apple He come il Ile 

Da qualche tempo sono in distribuzione an- 
che in Italia i nuovi Apple Ile con le ROM 
modificate c il microprocessore CMOS. 

Le nuove ROM contengono il set di caratteri 
necessario alla gestione del MOUSE c aumenta- 
no la compatibilità con l'Apple Ile. il nuovo 
microprocessore supporla 27 nuove istruzioni 
già utilizzate nei programmi sviluppati apposi- 


tamente per il Ile. Anche la tastiera è adesso 
identica a quella del I le: c cioè di tipo QZERTY 
e senza le fastidiose scritte bilingue. Il nuovo 
modello si riconosce, oltre che dalla tastiera, 
anche da una piccola etichetta sotto il LED di 
accensione che porta scritto 65C02 ad indicare 
la presenza del nuovo microprocessore. La com- 
patibilità con i precedenti modelli Ile c quasi 
totale, mentre si è notevolmente ridotta quella 
con i vecchi Apple II + . 

Apple Computer S p A 


Una nuova sede per Trepiù 

La Trepiù di Roma, distributore nazionale 
dei prodotti Xebec (controller e sottosistemi a 
disco Winchester), agente; distributore interre- 
gionale dei marchi Epson c Graphtec. dal I 
settembre ha una nuova sede, in via Michelange- 
lo Pcroglio. 15. al quartiere Eur/Nir di Roma. 

Nei nuovi locali c stata predisposta un'ampia 
show-room per la presentazione dei prodotti 
trattati, con particolare attenzione alle applica- 
zioni grafiche c telematiche. 



Ampex Italiana allo SMAU 

L'Ampc.x italiana c stata presente allo Smau 
con una vasta gamma di prodotti, tra cui i nuovi 
terminali video A 219 c A 220. compatibili con i 
Digital VT 100 c VT 200. 

Sono stati esposti inoltre il PC Mcgastorecd il 
Centaurus A 825. un disco Winchester da 800 
Mbyte della famiglia dei 14". disponibile anche 
in versione speciale completo di controllore di 
tipo SCSI. 




MCmicrocompuier n. 45 - otlobre 1985 


Apple annuncia le novità e denuncia Jobs 


Allo SMAU la Apple ha presentato alcune 
novità. La stampante Imagcwritcr il (250/ 
1 80/45 caratteri al secondo, sette colori, inter- 
racela RS 232. opzionali caricaritore automa- 
tico di fogli singoli e buffer da 32 K) ha vinto 
uno dei premi del 18' Smau Industriai Design. 
Per il Mac è stalo presentato un hard disk da 
20 megabyle. in linea con l'estetica c l'ingom- 
bro del Mac che può esservi collocato al di 
sopra (l’arca di base c la stessa): sempre per il 
Mac. Switcher e una utility che consente di 
dividere in partizioni i 512 K di memoria, 
assegnando a ciascuna un'applicazione c con 
la possibilità, quindi, di passare da una all'al- 
tra senza restituire il controllo al Findcr, in 
pratica, tutte le procedure diventano integra- 
te. Per l'Apple Il c disponibile l'Unidisk. unità 
microfloppy da 3.5“ con capacità di 800 kbyte: 
la gestione dei file può avvenire con Mouse 
Desk, il nuovo prodotto di Version Soft, in 
maniera simile a quanto avviene con il Mac. 
Infine, due nuovi monitor a colori da 13" c la 
possibilità di espandere la memoria centrale 
del llea I megabyte. Il nuovo Amministratore 
Delegato. Sergio Nanni, ha inoltre annuncia- 
lo un accordo di assistenza tecnica stipulato 
con la tloncywcll: la HISI Italia metterà la 
propria rete di assistenza tecnica a disposizio- 
ne degli utenti di personal Apple: c prevista la 


Tornitura di parti di ricambio e l'addestramen- 
to dei tecnici Misi in tempi tali da consentire di 
stipulare contratti di assistenza tecnica Ho- 
neywcll a partire dall'inizio del prossimo an- 
no. “Il supporto di assistenza tecnica da parte 
della rete Misi", ha dichiarato Nanni, "delinca 
l'impegno di Apple nei confronti di quelle fa- 
sce di mercato, composte soprattutto da me- 



die c grandi aziende, enti c istituzioni, che 
necessitano di una grande organizzazione na- 
zionale quale quella che Hisi può offrire". 
Contemporaneamente, c stata operala una 
specie di... decimazione dei rivenditori Apple, 
eufemisticamente chiamata selezione, che ha 
portato alla definizione di un centinaio di 
"Apple Center" scelti fra i punti di vendita più 
qualificati. Allo SMAU c'è stato chi. per que- 
sto. si è messo a gridare c, senza voler entrare 
nel merito della opportunità, della decisione 
né del metodo con il quale e stata comunicala, 
non possiamo non comprenderne l'agitazione 
immedesimandoci nei suoi panni. Ma le grane 
per Apple sono a ben più allo livello: Steve 
Jobs. cofondatore della società, c stalo denun- 
ciato dalla Apple Computer Ine al tribunale di 
Santa Clara, in California, per appropriazione 
indebita di informazioni confidenziali. Una 
settimana prima. Jobs aveva annunciato l'in- 
tenzione di costituire una nuova società con- 
corrente. Con la Apple era stato bravo: vedre- 
mo se saprà ripetersi. Nel frattempo, il proce- 
dimento giudiziario deve essere un bel rompi- 
capo. Jobs c ancora azionista Apple, e fino a 
che punto si può impedire ad uno di essere al 
corrente di quelli che in fin dei conti sono 
anche affari propri? 


Per ulteriori inlomutziont. 
Apple Computer SpA 
Palazzo QS. Uihmofiaeì 
XMUI9 Razzano I MI I 



MCmicrocomputer ri. 45 - ottobre 1985 


27 



Commodore: finalmente il 128! 

£ sialo esposto per la prima volta al pubblico, 
allo Smau di Milano, l'attesissimo Commodore 
128. Come abbiamo già detto nell'anteprima 
pubblicata sul numero 43. il 1 28 è una macchina 
che contiene praticamente tre computer diversi, 
potendo funzionare in tre modi distinti. Nel pri- 
mo modo il computer è virtualmente identico ad 
un C 64. e può quindi utilizzare tutto il software 
sviluppalo per il suo popolarissimo predecesso- 
re. Nel secondo modo la compatibilità col 64 
viene meno, ma in compenso si ha a disposizione 
un Basic molto più esteso, più memoria ed una 
grafica migliore. Il terzo modo infine lo trasfor- 
ma in una macchina CP M 

L'arrivo in Italia non è previsto prima della 
fine dell'anno: il prezzo però è già stato fissato 
ed è di 650.000 lire (IVA esclusa). 

Oltre al 128 normale allo Smau era esposto 
anche il 1 28 D. che incorporava un drive per 
floppy disk. 


Sempre in occasione della mostra milanese è 
stata annunciata l'entrata in funzione del servi- 
zio "Hot Line Commodore": chiunque abbia 
dubbi o problemi, di carattere tecnico e non. 
riguardanti il proprio computer Commodore, 
potrà d'ora in poi cercare aiuto telefonando al 
numero 02/ 61832245. 

Il servizio è in funzione dal lunedi al venerdì', 
tutti i pomeriggi dalle 14 alle 18. 



PC-7000, un nuovo portatile 
PC compatibile 

La Mclchioni Computertimc ha presentato 
allo Smau il PC-7000. un trasportatile PC IBM 
compatibile dotato di uno schermo a cristalli 
liquidi da 25 righe. 

Il PC-7000 usa un 8086 con clock a 7.37 


MHz. è dotato di 320 K di Ram espandibile sino 
a 704 K ed è equipaggialo con due dischetti da 
5" Vi. 

Lo schermo è antiriflcsso ed inoltre è provvi- 
sto di backlighting. in modo da assicurare un'e- 
levata leggibilità anche nelle peggiori condizioni 
di illuminazione. L'equipaggiamento standard 
del PC-7000 prevede un'interfaccia parallela per 
stampante ed una RS 232; opzionale è invece un 
adattatore per monitor a colori. 

Inoltre il PC-7000 può essere equipaggiato 
con una stampante "ncar letter qualily" da 80 
colonne, a trasferimento termico, anch'cssa por- 
tatile. 

1 1 costo del PC-7000 è di 3.990.000 lire, quello 
della stampante 990.000 lire (entrambi + IVA) 



Arrivano Wordstar 2000 
e Framework II 


La Editrice Italiana Software tradurrà e di- 
stribuirà in Italia i due attesissimi pacchetti soft- 
ware Wordstar 2000 c. Framework II. 

Wordstar 2000 non è semplicemente una ver- 
sione aggiornala di quello che c senza alcun 
dubbio il più famoso ed utilizzato word proces- 
sor del mondo, ma un programma completa- 
mente nuovo, molto più potente del suo prede- 
cessore. Framework 11 sarà pienamente compa- 
tibile con Framework ma consentirà un migliore 
utilizzo della memoria, potrà costruire fogli elet- 
tronici più compissi ed inoltre disporrà di una 
versione ampliata di Fred, il linguaggio interno 
di Framework. 


La EIS darà ai vecchi possessori di Frame- 
work la possibilità di passare alla versione II 
usufruendo di speciali condizioni di prezzo, 



Osborne vince allo SMAU 
il premio Industriai Design 

La Computator di Roma, distributrice per 
l'Italia dei computer Osborne. era presente al- 
lo Smau con l'intera gamma dei suoi prodotti: 
Osborne I. Executive. Vixen. Encorecd un nuovo 
IBM compatibile presentato in anteprima. 

Particolarmente interessante una versione del 
compattissimo Vixen dotata di disco rigido entro- 
contenuto da 10 Mbyte. 

Da segnalare, inoltre, la premiazione del porta- 
tile Eneore nell'ambito del premio Smau Indu- 
striai Design. 




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trascrive lui. 

Puoi seguire in tempo reole il punteggio realizzato e controllore l'andamento 
delle partite sul tuo computer. 

Sono compresi nel prezzo il manuale in italiano, floppy con il programmo, 
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HIICIWJ 

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Gli avventurieri 
dell'Immagine informatica 

Su MicroSystemes di settembre, un supplemento di 64 pagine, 
dal pittoresco titolo "Gli avventurieri dell'immagine informati- 
ca". viene interamente dedicalo alla grafica con il computer. Esso 
spazia dai problemi tecnici ad essa correlati lino alla grafica come 
arte in senso stretto c quindi fenomeno culturale. 

L'immagine informatica è in effetti un fenomeno in netta 
evoluzionee nella nostra vita privata e professionale occupa posti 
sempre più importanti. A tale scopo tutta un'industria specializ- 
zala è protesa verso la realizzazione di sistemi grafici sempre più 
sofisticati che offrono, a basso costo, la possibilità di sintesi e 
animazione di figure in due o tre dimensioni. Le rappresentazioni 
grafiche in tutte le loro forme hanno quindi un brillante avvenire 
perché sostanzialmente investono alcuni degli aspetti più impor- 
tanti della nostra epoca: dall'ausilio all'ingegneria agli orizzonti 
che si prospettano in campo artistico. 

Non dimentichiamo che fin dagli inizi degli anni '70 l'industria 
ha dedicalo buona parte delle sue energie alle immagini di sintesi 
tridimensionali (settore di cui dal '62 in poi si era occupata 
prevalentemente l'industria militare) che ormai hanno invaso i 
nostri schermi, soprattutto nel campo dello spettacolo (cinema c 
pubblicità). Esse rimpiazzano egregiamente i vecchi bozzetti e. a 
differenza di questi, si prestano ad ogni sorta di manipolazione e 
presentano dei costi più moderali. 

In un settore invece non legato a quello dello spettacolo, le 
immagini sintetiche tridimensionali sono fruttuosamente impie- 
gate. con programmi sofisticatissimi, nella simulazione aereo- 
nautica in tempo reale. 

Ancora, troviamo grafica di questo tipo nel campo dell'auto- 
mazione dei processi industriali c nell'architettura. In quest'ulti- 
mo settore, programmi sempre più perfezionati permettono il 
collaudo delle strutture realizzate graficamente. Anche nel setto- 
re elettronico. soprattutto nella realizzazione di circuiti integrati, 
la grafica occupa un posto privilegiato grazie alla possibilità di 
creare la struttura del chip sullo schermo e verificarne automati- 
camente il funzionamento. 

1 1 dossier presentato da MicroSystems, come dicevamo, è suffi- 
cientemente vasto e particolareggiato da riuscire a dare la giusta 
dimensione dei problemi legali al settore. 

Non manca un corposo numero di tabelle che riportano i più 
impotanti accessori utilizzati in grafica, dai principali computer, 
ai monitor di migliore risoluzione, ai programmi più sofisticati, ai 
digitalizzatori ccc. 

Nell'articolo, molto ben illustrato visto l'argomento trattato, 
una cospicua parte viene dedicata alla grafica artistica "come 
incoraggiamento alla vocazione" illustrando le immagini più 
significative prodotte negli ultimi anni. 

In conclusione, l'indice si sposta su un settore molto interes- 
sante e cioè le applicazioni della tecnica del trattamento dell'im- 
magine nel dominio medico dove essa ha sconvolto il settore della 
radiologia cambiando, anche li. i metodi di approccio ad un'infi- 
nità di problemi. 

TP. 


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Pascal UCSD per Apple 11 


Autori: Jacques Rouault, Patrice Girard 
Pagine: 218 Formato 17x24 
Brossura cucita ISBN 88 7688.007 0 
Ut. 22.000 E.P.S.I. 

La diffusione dell'Apple II è grandissima, 
come pure sta diventando quella del Pa 
scal. oggetto di insegnamento in numero 
sissime scuole e soprattutto all'università 
È quindi logico che in questo volume si cer- 
chi di insegnare il linguaggio, nella sua ver- 
sione UCSD, per un computer cosi cono- 
sciuto. Gli autori iniziano la descrizione dei 
tre elementi interessati, per passare poi ai 
programmi e agli esercizi A scopi didatti- 
ci. infatti, ogni capitolo è corredato di nu 
merosi problemi, del relativi listati di 
programma e delle copie di quanto appa 
re sullo schermo: modifica delle operazio 
ni mediante l'uso delle parentesi, scambio 
dei valori di due variabili, operazioni di let- 
tura e scrittura su schermo e tastiera, ecc 



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Multiplan per Apple llplus e Ile 

Autori: Albert Palaci, Hervé Thiriez 
Pagine: 204 Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88 7688.008.9 
Ut. 22.000 E.P.S.I. 

Il Multiplan è uno dei cosiddetti fogli elet- 
tronici più famosi; il suo successo commer 
ciale è determinalo anche dal fatto che 
■gira’ su tutti i principali personal compu- 
ter attualmente sul mercato: IBM PC. Oli 
vetti, Apple Proprio per quest'ultimo il 
volume descrive le nozioni fondamentali 
del programma e riporta una serie di esem 
pi per di uso personale e aziendale. Sono 
cosi illustrati: la gestione del conto in ban 
ca, il controllo degli investimenti, il foglio 
stipendi, la gestione dei redditi, l'analisi 
delle vendite, il rimborso di un prestito, 
ecc. Come si vede la trattazione è orienta 
ta prevalentemente agli aspetti ‘contabili’ 
dove il Multiplan può palesare tutta la sua 
potenza e velocità di calcolo. 


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novità 


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Memento per MS-DOS 

Autore: Yvon Dargery 
Pagine: 190 Formato. 15x21 
Legatura ad anelli ISBN 88.7688.402 5 
Ut. 21.000 E.P.S.1. 

La diffusione del personal computer IBM 
ha imposto come standard intemazionale 
il sistema operativo MS-DOS. di cui si av 
valgono anche numerossimi calcolatori di 
altre marche (I cosiddetti 'IBM compatibi- 
li’) Tutti gli utilizzatori hanno quindi la ne 
cessila di conoscere bene la gamma di 
comandi di cui possono disporre. Ecco ap- 
punto lo scopo del presente volume met 
tere a disposizione un prontuario dove sia 
possibile ritrovare rapidamente un coman- 
do caratteristico del sistema MS (o PC) DOS 
per individuarne le funzioni e il possibile 
impiego, Il volume e quindi un indispen 
sabile strumento di lavoro per tutti coloro 
che vogliono sfruttare appieno tutte le pos 
sibilità del proprio computer 



Il Basic MSX. Metodi pratici 


Autore: Jacques Boisgontier 
Pagine. 215 Formato 17x24 
Brossura cucita ISBN 88.7688 218.9 
Ut. 21.000 E.P.S.1. 

Il testo è diretto a coloro che hanno già una 
conoscenza del Basic e che desiderano ap 
profondirla utilizzando un computer MSX 
Attraverso brevi note introduttive di ogni 
capitolo il lettore potrà apprendere rapida 
mente la parte teorica, sperimentando 
quindi in numerosi programmi esempliti 
calivi i diversi aspetti pratici. Oltre a pre 
sentare il computer, il testo affronta i 
seguenti argomenti: istruzioni elementari, 
trattamento dei dati, suddivisione dei prò 
grammi, funzioni, numeri casuali e oroio 
gio (dock), accesso diretto alla memoria, 
errori, grafica e suono, o file sequenziali 
I programmi sono invece divisi in giochi, 
gestione e grafica 



Chiavi per Lotus 1-2-3 

Autori: Jean Louis Marx. Alain Thibault 
Pagine: 184 Formato 15x21 
Legatura ad anelli - ISBN 88.7688 403.3 
Ut. 20.000 E.P.S.1. 

Lotus 1-2-3 è uno dei pacchetti integrati più 
famosi e più utilizzabili, esso ingloba un 
programma di grafica, un foglio lettronico, 
un database Chi lo possiede e vuole utiliz- 
zarlo al meglio si trova dunque a dover as 
similare numerossime istruzioni e me- 
morizzare molti comandi. Il volume che 
presentiamo ha lo scopo di costituire un 
prontuario per il rapido reperimento delle 
istruzioni specifiche del Lotus 1-2-3. in mo 
do che anche un improvviso vuoto di me- 
moria o un dubbio di esecuzione possano 
essere superate con celerità. Ovviamente 
tutte le nozioni sono presentate in modo 
contiso, anche se sono esaurienti e corre 
date sovente di semplici esempi sviluppa 
ti a scopo didattico. Il volume non vuole e 
non può dunque sostituire il manuale, ma 
affiancarsi utilmente ad esso. 


MSX in famiglia 

40 programmi in Basic ad uso familiare 
Autori: Jean-FranfOis Séhan 
Pagine: 232 - Formato: 17x24 
Brossura cucita ISBN 88.7688.701 6 
Lit. 24.000 E.P.S.L 

Non sempre il computer acquistato per uso 
familiare ha una precisa destinazione; so- 
vente é usato per giocare o per tentare qual 
che timido cenno di programmazione. Un 
uso più appropriato ed efficace, con van 
taggio di tutti i componenti la famiglia, lo 
si può fare 'caricando' i programmi conte- 
nuti in questo volume che è destinato in 
particolare al nuovo standard MSX. Sarà 
cosi possibile gestire il conto bancario, stu 
diare la geografia, allestire nuove ricette. 

E reparare le puntate in vari giochi come il 
itto, tenere il conto delle calorie e salva 

S uardare la propria forma fisica. Ognuno 
ei 40 programmi, suddivisi per comodità 
in otto gruppi, è preceduto da un breve 
commento e da uno schema a blocchi, ol 
tre che seguito da un commento alle righe 
e alle funzioni ad esse demandate. 


«®s od «s» in «a m mu m ni 





J02 PROGRAMMI / 




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102 PROGRAMMI ( 


102 programmi per MSX 

Autori: Jacques Deconchat 
Pagine: 244 - Formato: 17x24 
Brossura cucila - ISBN 88.7688.103.4 
Ut. 22.000 E.P.S.1. 

Nel volume sono raccolti brevi programmi 
in Basic da sperimentare sul vostro MSX. 
Lo scopo é di insegnare piacevolmente co- 
me si programma in Basic, ricorrendo a 
giochi non ripetitivi e continuamente di- 
versi. Il principiante può cosi apprendere 
le nozioni elementari senza stancarsi e in- 
timorirsi di fronte a nozioni apparente- 
mente complesse, il testo è diviso in cinque 
parli, a ciascuna delle quali corrisponde un 
diverso grado di difficoltà delle nozioni da 
imparare Ogni parte ha un testo iniziale 
dove si illustrano brevemente le istruzio- 
ni introdotte per la prima volta, mentre ad 
ogni programma è premesso un commen- 
to in cui si indica il grado dì difficoltà e co- 
me e strutturato il programma stesso. 



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Procedure di ordinamento 

Programmi in Basic e in Pascal 
Autore: Roland Guihur 
Pagine: 212 - Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.214 0586 9 
Ut. 22.000 MASSON ITALIA 
I problemi di ordinare informazioni o dati 
è noto a tutti, ma è particolarmente senti 
to nel settore dell'elaborazione automati 
ca sia per la gran massa di dati su cui ci 
si trova di solito ad operare sia per la ne- 
cessità di disporre di insiemi omogenei e 
ordinati. Scopo del volume è di illustrare 
l principali metodi di ordinamento dei da- 
ti, cosi come sono normalmente impiegati 
nell'elaborazione automatica, presentando 
anche gli algoritmi che sono utilizzati più 
frequentemente. La trattazione ha un'im- 
postazione essenzialmente applicativa, pur 
essendo rigorosa dal punto di vista teori- 
co: la materia è suddivisa in quattro caDi 
toli: i primi illustrano le strutture c 


di ordinamento per distribuzione. I pro- 
grammi sono presentati in uno pseudoco 
dice, in modo da essere leggìbili da tutti; 
la loro codifica in Basic e in Pascal viene 
poi illustrata in fondo al volume. 



Le reti di Petri: teoria e pratica 


Pagine: 160 - Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.214.0583.4 
Ut. 20.000 MASSON ITALIA 
Le reti di Petri sono un mezzo per rappre 
sentare staticamente il comportamento di- 
namico di un sistema qualsiasi Se im- 
maginiamo che nel tempo un sistema su- 

una rete di Petri per descrivere dette evo 
luzionl e rappresentarle graficamente e 
analiticamente. 

Le reti sono molto importanti anche perché 
consentono di schematizzare le mutazioni 
di più sistemi contemporanee ma non cor- 
relate. Da quando detto è evidente che le 
reti di Petri sono un sussidio necessario per 
coloro che, come gli informatici, sono spes 
so chiamati a descrivere mediante algorit- 
mi lo svolgimento di un fenomeno di- 
namico. 



Autore: Jacques Deconchat 
Pagine: 240 - Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.7688.104.2 
Ut. 22.000 E.P.S.L 

I possessori di uno dei modelli Atari indi- 
cati nel titolo del volume potranno prova 
re una nutrita serie di programmi di giochi 
mediante i quali potranno apprendere, 
senza annoiarsi, alcune nozioni fondamen 
tali di programmazione e molte istruzioni 
Basic 11 testo è in fatti suddiviso in cinque 
livelli, ad ognuno dei quali corrisponde un 
diverso grado di difficoltà delle nozioni 
esposte nella parte iniziale introduttiva. 
Ogni gioco è preceduto da un testo in cui 
si indica il grado di difficoltà sia dal punto 
di vista della programmazione sia del gio 
co vero e proprio. Alcuni commenti per- 
mettono inoltre di capire come é strut- 
turato il programma 


Basi di dati: stato dell'arte 
e prospettive 

Collana AICA di informatica 
A cura di Paolo Tiberio 
Pagine: 290 Formato: 17x24 
Brossura cucita ISBN 88.214.0587 7 
Ut. 35.000 MASSON ITALIA 
Le otto monografie che compongono que 
sto volume illustrano alcune degli argo 
menti che, negli ultimi anni, sono stati 
maggiormenle dibattiti nella letteratura 
scientifica dedicata allo studio delle basi di 
dati. L'intento è di fornire, attraverso l’ap 

E rto di alcuni tra i migliori specialisti ita 
ni, un'immagine attuale dei progressi 
realizzati dalla ricerca sull'argomento, in 
dicando anche le linee di sviluppo in- 
traprese. 

Il volume è di Indubbio interesse per ricer- 
catori e studiosi di informatica in genera 
le. ma anche di utenti di sistemi di gestione 
di basi di dati preparati e particolarmente 
attenti a tutte le innovazioni e a tutti gli svi 
luppi che si profilano nell'ambiente scien- 
tifico sull'argomento 



Introduzione alla programmazione 

Algoritmi e linguaggi 
Autori: J Biondi e G Clavel 
Pagine: 300 • Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.214. 0584 2 
Ut. 24.000 MASSON ITALIA 
L'opera che qui presentiamo con il suo pri- 
mo volume si pone come obiettivo di inse 
gnare la programmazione agli studenti dei 
primi corsi universitari. Contrariamente a 
quanto fanno altri testi, che si basano su 
un particolare linguaggio oppure che pren- 
dono le mosse dalla struttura del calcola- 
tore, il volume non si prefigge di illustrare 
il linguaggio o il metodo ideale ma enun- 
cia del semplici principi generali utilizzan 
do una notazione algoritmica estrema 
mente semplice, assai vicina a quella del 
Pascal e facilmente adattabile a quella ca 
ratteristica del Cobol. 

Tra i pregi del volume va segnalato lo sfor- 
zo degli autori di dare alla macchina la sua 
corretta posizione: non si preparano pro- 
grammi per far lavorare il calcolatore, n 
è quest'ultimo che è al nostro servizio per 
eseguire i programmi proposti 


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Il Commodore 64 in famiglia 


40 programmi in Basic ad uso familiare 
Autori: V. Grandis, J, F. Séhan 
Pagine: 224 - Formalo 17x24 
Brossura cucita ISBN 88.7688.0700 1 
Ut. 23.000 E.P.S.I. 

Spesso il buon padre di famiglia è tormen- 
tato dal dubbio se convenga acquistare un 
home computer, dato che quasi sicura- 
mente verrà usato soltanto per i giochi. Ec 
co invece che questo volume propone una 
serie di programmi assai utili per tutta la 
famiglia. Innanzitutto gli autori riportano 
alcuni listati per la gestione delle finanze 
familiari, poi altri per insegnare la musi 
ca, la geografia, l'aritmetica, ecc., quindi 
programmi di ricette, in seguito alcuni li- 
stati di curiosità (albero genealogico, astro- 
logia. agenda, ecc ), poi consigli per tenersi 
in forma, infine alcuni programmi per il 
faidate' e per gestire la rubrica telefonica, 
la biblioteca e altro. 

Un libro interessante dunque l'ambito fa- 
miliare anche per coinvolgere tutti 1 mem- 
bri nell'uso del computer, dato che ogni 
programma viene analizzato nella sua 
struttura 



Autore: Daniel Jean David 
Pagine: 126 - Formato 17x24 
Legatura ad anelli ISBN 88.7688.0503.X 
Lìt. 15.000 E.P.S.I. 

Il volume contiene tutte le nozioni indi 
spensabili a un utilizzatore esperto del 
Commodore 64: sintassi dei comandi, co- 
dici del caratteri, messaggi di errore, lin- 
guaggio macchina, indirizzi utili al pro- 
grammatore. Tutte le informazioni sono ri- 
portate senza dettagli eccessivi perchè lo 
scopo è di fornire un prontuario mnemo- 
nico e non un trattato sui vari argomenti 
Si tratta dunque di un'opera destinata a sta- 
re permanentemente sul tavolo accanto al 
computer, per essere rapidamente consul- 
tala durante l'uso della macchina. Molto 
utili sono le numerose tabelle, alcune del 
le quali danno informazioni (per esempio 
sui collegamenti) difficilmente reperibili 
altrove. 





Voi. 2 • Perfezionamento e pratica 
Autore: Michel Koutchouk 
Pagine: 174 - Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.214.0575 3 
Ut. 17.000 MASSON ITALIA 
Il Cobol è un linguaggio di programmazio- 
ne concepito e utilizzato soprattutto a fini 
gestionali Per questo suo carattere, esso è 
studiato soprattutto nelle scuole con indi- 
rizzo amministrativo aziendale e nelle fa 
coltà universitarie di economia e 
commercio. Il volume si rivolge a un pub- 
blico esperto, è impostato come testo di stu- 
dio e non come un manuale e richiede, 
pertanto, un impegno attento. Ogni capito- 
lo infatti è denso ai notizie sparse in una 
trattazione condotta con rigore e comple- 
lezza, corredata da numerosi programmi 
realmente eseguibili, relativi a esempi ap- 
plicativi di contabilità generale 
Il volume consente di approfondire lo stu- 
dio di una versione del linguaggio nota per 
la sua completezza (ANSI 1974), di appren- 
dere un metodo di soluzione dei problemi, 
verificandone la validità su casi concreti 



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FORMA DI PAGAMENTO PRESCELTA: TUTTI 

I PAGAMENTI DEVON 

O ESSERE EFFETTUATI ALLA ETMI • 

VIA BASILICATA 


20098 SAN GIULIANO MILANESE (MI). 



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CEDOLA DI COMMISSIONE LIBRARIA 


PER FAVORE RITAGLIATE E SPEDITE A ETMI 


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Autore: Peter Brown 
Pagine: 248 - Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.214 0577 X 
Lit. 24.000 M ASSONI ADDISON WESLEY 
Il volume si propone di spiegare al princi- 
piante cosa sia e come funzioni UNIX, an- 
che se la sua preparazione è de! tutto 
elementare; naturalmente il volume è as- 
sai utile anche per tutti coloro che già co- 
noscono a fondo altri sistemi operativi, 
unica condizione posta per la lettura è di 
accantonare tutte le precedenti cognizioni 
e affrontare il libro con mente fresca: UNIX 
ha una sua particolare filosofia e non am 
mette preconcetti. Le nozioni sono intro- 
dotte in modo piano e graduale, evitando 
il ricorso a terminologie e formalismi spe- 
cialistici. Molti, inoltre, sono gli esempi, I 
suggerimenti pratici, le indicazioni per su 
perare le possibili difficoltà e consentire al 
principiante di apprendere efficacemente 


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Grafica per microcomputer 

Autore: Roy E. Myers 
Pagine: 288 Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.214.0578 8 
Ut. 28.000 MASSON/ADDISON-WESLEY 
Con la diffusione assunta oggi dal perso- 
nal computer, sempre più potente, e con i 
costi sempre minori dei "pacchetti appli- 
cativi - ' disponibili, la grafica con il compu- 
ter conosce via via nuovi successi: aziende, 
scuole, professionisti la impiegano diffusa- 
mente per i propri scopi. 11 presente volu- 
me vuole insegnare le tecniche materna 
tiche e di programmazione che sono alla 
base della grafica applicata al microcom- 
puter, evidentemente i concetti esposti so- 
no validi per qualsiasi sistema, qualunque 
sia la sua potenzialità. Si presume però, 
sopprattutto nella parte esemplificativa, 
che il lettore disponga di un Apple 11 con 
disk drive e che sappia usarlo per program 
mare. Il linguaggio usato è il Basic, ma ì 
programmi sono facilmente convertibili in 
altri linguaggi: essi sono infatti riportati co- 
me esempio di tecniche grafiche e non di 
programmazione. 



Le reti di Petri: teoria e pratica 

Voi. 1 Teoria e analisi 
Autore: G.W. Brams 
Pagine: 160 - Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.214.0582.6 
Ut. 24.000 MASSON ITALIA 
Le reti di Petri sono utilizzate per descrive- 
re e analizzare sistemi Si tratta di una teo- 
ria relativamente recente (è stata formulata 
agli inizi degli anni sessanta) che può es- 
sere inquadrata nell'ambito della ciberne 
tica. Essa si trova per lo più illustrata in tesi 
di laurea, memorie di convegni, articoli. 
L'opera qui presentata rappresenta un fe- 
lice tentativo di portare un po' d'ordine tra 
le varie documentazioni esistenti e di fare 
il punto sullo stato dell'arte. 

Nel volume è introdotto dapprima il con- 
cetto di rete, quindi sono discusse le pro- 
prietà matematiche delle reti stesse e, 
successivamente, I vari procedimenti che 
consentono di stabilire la validità o meno 
delle suddette proprietà, dalla cui analisi 
è possibile derivare informazioni sul 
comportamento del sistema che la rete 
modella. 


Uso e messa a punto di sistemi 
68000 

Autore: J.W. Coffron 
Pagine: 224 - Formato: 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.214.0581.8 
Ut. 25.000 MASSON ITALIA 
Il volume di Coffron si rivolge ai tecnici 
dell'hardware, fornendo loro informazioni 
dettagliate sull'organizzazione interna di 
un tipico sistema 68000, su come il micro- 
processore controlli il sistema stesso e su 
come sia possibile metterlo a punto con 
una quantità minima di software. Per fare 
ciò il volume entra nei dettagli tecnici de- 

5 li schemi elettrici e dei vari livelli logici 
i tensione presenti nei vari punti di con- 
trollo. Risulta evidente da quanto detto che 
il volume è diretto a tecnici elettronici 
esperti di hardware, anche se necessaria- 
mente preparati nel software, i quali si 
propongano di applicare, e non solo ai 
computer, un microprocessore della serie 
68000. Un testo dunque in grado di offrire 
una spiegazione dei criteri di progetto e 
realizzazione di tali strutture, ma soprattut- 
to di presentare in dettaglio i metodi per 
mettere a punto ì sistemi, diagnosticando- 
ne sia i difetti di produzione sia i guasti du- 
rante il funzionamento 


Autore: Claude Nowakowski 
Pagine: 136 - Formato 15x21 
Brossura cucita - ISBN 88 7688.217.0 
Ut. 15.000 E.P.S.I. 

Il C è un linguaggio di programmazione ad 
alto livello che richiede un compilatore di 
dimensioni compatibili con la memoria dei 
microcalcolatori e che è facile da adattare 
a sistemi diversi. Grazie alla sua struttura 
inoltre è considerato portabile, vale a dire 
che i programmi scritti in C possono “gira- 
re" su computer diversi. 

Nato e utilizzato, anni fa, soprattutto in am- 
biente universitario, il C sta conoscendo 
una rapida diffusione sia a scopi gestiona- 
li, sia sul microcomputer grazie soprattut- 
to all'impiego del sistema operativo Unix, 
ampiamente pubblicizzato e scritto per 
l'appunto in C. 

Lo scopo del volume è di insegnare al let- 
tore in modo progressivo come si program- 
ma in C mediante esempi caratteristici e 
sottolineando le particolarità del linguag 
gio stesso. Tutti i programmi riportati nel 
volume sono stati provati mediante il com- 
pilatore Microsoft C, destinato all'lBM PC 
e compatibili. 


Database. Introduzione 

Autore: C.J. Date 
Pagine: 268 - Formato 17x24 
Brossura cucita - ISBN 88.214.0579.6 
Ut. 27.000 MASSON/ADDISON-WESLEY 
Negli ultimi anni si sono moltiplicati i si- 
stemi database offerti ai possessori di com- 
puter di tutte le dimensioni e in particolare 
dei personal computer. I programmi di 
questo genere consentono, costruita la ba 
se secondo schemi predefiniti, di estrarre, 
eventualmente riordinati a piacimento, i 
dati, cioè le informazioni, necessari in un 
certo momento. Il volume si propone di il- 
lustrare 1 programmi di gestione delle ba 
si di dati, dicendo cosa sono, come 
funzionano e come si devono impiegare; 
numerosi esempi ed esercizi con le relati- 
ve risposte aiutano a capire come si 
come si accede e come si mantiene ut 
se di dati 



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Programmare in C 

di Claude Nowakowski 
Edizioni E.P.S.I. 

Distribuzione ETMI 
Via Basilicata 

20098 S. Giuliano Milanese IMI) 
1985. IM) pagine. I5.IXH) lire 



Il C e la grande moda del momento: per im- 
perscrutabili motivi, non ultimo dei quali il gran 
parlare che si fa di UNIX, il C ha sostituito il 
Pascal nel cuore c nella mente dei programmato- 
ri più "evoluti": quelli ciocche amano la struttu- 
razione. ma pretendono la sintesi, usano la ri- 
corsività e vogliono un linguaggio ad alto livello 
che gestisca funzioni a basso livello. 

A torto a a ragione quindi, il C è attualmente 
il principale oscuro oggetto del desiderio nonché 
fonte di notti insonni per molti programmatori- 
smanettonì. Questo perché è un linguaggio piut- 
tosto diffìcile da imparare da soli, a causa della 
sua estrema concisione che lo rende talvolta 
piuttosto criptico. 

Come conseguenza, il panorama librario del 
mondo informatico si sta affollando di testi più 
o meno introduttivi al C. aventi lo scopo di 
avvicinare a questo mostro sacro programmato- 
ri di differente provenienza. In elTeiti "il” libro 
sul C esiste, scritto per di più dagli stessi autori 
del linguaggio. Kernighan e Ritchie: ma é tanto 
introvabile quanto illegibilc. ragion per cui nu- 
merosi altri autori si sono rapidamente dati da 
fare per colmare la lacuna producendo testi sul 
C che fossero più semplici e più avvicinabili. 

Questo é il caso di Claude Nowakowski. che 
con questo suo "Programmare in C intende 
portare sia il novizio che l'esperto ad una cono- 
scenza non solo teorica del C. ma anche pratica. 
Il compito assunto é oneroso, e l'autore cerca di 
barcamenarsi in modo che le cose risultino chia- 
re un po' a tutti. In soli quattro capitoli il testo 
introduce le principali strutture del linguaggio, 
in modo forse un po' frettoloso: chiudono il 
testo un microscopico capitolo di conclusioni 
sul confronto fra C ed altri linguaggi, e tre ap- 
pendici costituite rispettivamente da un sinteti- 
co manuale sintattico del linguaggio (esposto in 
Forma Normale di Backus). dall’esposizione di 
due brevi biblioteche dì funzioni di utilità c da 


34 


un elenco di compilatori C per microcalcolatori 
disponibili sul mercato. 

In definitiva lo scopo del libro non ci sembra 
del tutto raggiunto: c d'altronde in poco più di 
un centinaio di pagine crediamo non si possa 
pretendere di insegnare alcun linguaggio di pro- 
grammazione. e tantomeno il C. 

Comunque il libro non é da sconsigliare in 
loto: una buona infarinatura che. però, credia- 
mo sia opportuno accompagnare ad uno o più 
altri testi sullo stesso soggetto, magari usandolo 
come riferimento rapido. 

Corrado Giusto zzi 


Guida a Wordstar 

di William Urschcl 

Biblioteca del Personal Computer 

Franco Muzzio Editore. 

1985 

Via Makallè 73. 35138 Padova 
124 pagine. 12.000 lire 

Wordstar é certamente il più diffuso word 
processor al mondo: disponibile sin dai tempi 
del CP M vanta una circolazione di copie da 
vero best-seller. 

Odiato da alcuni, amalo da altri. Wordstar 
resta anche dopo tanti anni uno dei migliori 
pacchetti nel suo genere: un chiaro segno della 
sua fama é il fatto che i suoi comandi siano stati 
presi in prestito da altri programmmi fino a 
divenire quasi uno standard de facto: eclatante é 
il caso dell'editor del Turbo Pascal, ma anche 
altri hanno preso in prestito la sintassi del Wor- 
dstar perché considerata ben nota e consolidala 

Col passare del tempo Wordstar é migrato 
dal CP M all'MS-DOS (con le release dalla 3.00 
in su), arricchendosi nel contempo di nuove fun- 
zioni e nuove caratteristiche, pur senza mutare 
troppo la sua struttura c la sua semantica. Le 
ultime versioni sono state anche prodotte in 
lingua italiana, per facilitarne al massimo la dif- 
fusione sul nostro mercato: la prima di esse (3.24 
se non andiamo errati) in modo piuttosto mac- 
cheronico. l'ultima ( 3.30) in modo invece impec- 
cabile. 

Franco Muzzio ci presenta ora un volumetto 
di un centinaio di pagine dedicato appunto alla 
versione 3.30 di Wordstar, presumibilmente la 
più dilTusa presso l'utenza MS-DOS. 

II libro si propone come una guida (ed il titolo 
e quindi azzeccato) tale da condurre l'utente 
inesperto alla conoscenza del programma per 
mezzo di approfondimenti successivi: dapprima 
presentandogli gli aspetti essenziali e le opera- 
zioni più elementari consentite dal programma 
per passare poi alla conoscenza del menu ester- 
no e di quello principale, ed infine passando in 
rassegna i quattro soltomenu operativi K, Q. P. 
O c quello di aiuto J. Ogni argomento viene 
trattato in un breve capitolo a se stante. 

Si passa poi a vedere i comandi punto e l'uso 
del MailMerge. il programma di stampa di cir- 
colari personalizzate che spesso si trova assieme 
a Wordstar. 



Chiudono il testo tre appendici dedicate ri- 
spettivamente aU'inslallazionc di Wordstar, ad 
un riepilogo per funzione dei comandi e ad una 
breve descrizione della versione 3.40 che. scritta 
appositamente per il PC I BM. fa un uso comple- 
to della tastiera e dei tasti funzione c permette di 
gestire l'intero sci di caratteri del PC. Nel libro 
viene sempre fatto riferimento alla versione 3.30 
inglese, ma vengono indicati anche i corrispon- 
denti messaggi della versione italiana. 


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MCmicrocompuler n. 45 - ottobre 1985 



Lo stile dell'opera e assai semplice, chiara- 
mente il testo c diretto ad utenti inesperti di 
Wordstar e di elaboratone dati in genere. Que- 
sta impostazione lascia a bocca asciutta i lettori 
più smaliziati, quelli che del Wordstar sanno già 
le cose "normali" e vorrebbero invece conoscer- 
ne i trucchi e le caratteristiche nascoste. Pur- 
troppo costoro non troveranno nulla di ciò in 
questo libro, e questa c forse la sua unica pecca. 
In effetti il Icslo non va molto in profondità, 
tralasciando perfino di elencare c descrivere al- 
cuni dei comandi punto. 

Prescindendo quindi da questa impostazione 
estremamente "tutorial” che ne costituisce con- 
temporaneamente un vantaggio ed un limite, il 
testo ci sembra ben fatto e facilmente leggibile. 
Traduzione e realizzazione sono al consueto li- 
vello cui ci ha abituati Muzzio, solo il prezzo è 
un tantino più alto di quanto ci saremmo aspct- 

Cnrrado Giuslo::i 


Grafica per microcomputer 

di R.E. Myers 
Edizioni E.P.S.1. 

Distribuzione: ET MI 
Via Basilicata 

20098 S. Giuliano Milanese t MI t 
1985. 268 pagine 


R E nYERS 

GRAFICA PER 
MICROCOMPUTER 


Le parli applicative sono scritte per l'Apple 
II. e la trattazione dei vari argomenti, essendo 
molto approfondita e chiara, ne risulta condi- 
zionata. Per cui l'uso del libro è soprattutto 
dedicato a chi possiede tale macchina. 

Lo stesso autore ha peraltro realizzato una 
"versione" per il PC IBM dello stesso libro (an- 
cora non disponibile nella versione italiana). 

Dopo una prima parte introduttiva, che per- 
mette ai non esperti una prima familiarizzazione 
con la grafica Apple II. viene descritta la gestio- 
ne sia hardware che software della grafica con 


l'Apple II. con trattazione di argomenti tipo la 
mappa della memoria, le varie modalità di vi- 
sualizzazione. l'uso del colore. Questa parte è 
fatta molto bene in quanto permette anche al 
neofita di capire, con la dovuta gradualità, le 
caratteristiche hard-solì dell'Apple II. 

La terza e quarta parte riguardano la grafica 
bidimensionale e tridimensionale, e ciascuna 
comprende numerosi argomenti sia di tipo "uti- 
lity" (scaling, passaggio di coordinate, clipping. 
ecc. ) che tipo applicativo (disegno di curve bidi e 
Iridi, problema delle linee nascoste, restituzioni 
prospettiche, ecc.). il lutto corredato da parti 
teoriche molto ciliare. 

Vi sono infine parli che riguardano l'anima- 
zione. una descrizione, in poche pagine e quindi 
poco significativa, delle periferiche per la com- 
puter grafica e. in appendice, una serie di argo- 
menti di utilità generale, che può essere comodo 
avere sotto mano (es. i vettori, matrici, matema- 
tica binaria ed esadecimale. misura degli angoli, 
eoe). 

Il pregio di questo libro òche riesce a trattare 
molti argomenti, alcuni dei quali anche “avan- 
zali" in maniera semplice e lineare, ma nello 
stesso tempo approfondita, e che ciascun argo- 
mento è dotato di programmi esplicativi efficaci 
(ce ne sono circa 90). e di introduzioni teoriche 
in cui viene spiegata la logica geometrico mate- 
matica che c alla base delle varie problematiche. 
E in queste parti vi sono anche numerosi disegni 



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Se vuoi sapere come può’ essere 
brillante il tuo computer... 





1 1 diletto è che, essendo realizzato specifica lu- 
meme per l'Apple 11. una macchina mollo diffu- 
sa. ma ormai "anzianotta" (anche il libro del 
resto c sialo scritto nel 1982) c che per giunta ha 
una gestione della grafica assolutamente parti- 
colare. non risulta direttamente adatto a chi ha 
un'altra macchina c deve necessariamente tra- 
durre buona parte dei listali. 

Francisco Petratti 


36 Programmi 
L'Apple Ile, 1 1 plus. Ile 
per tutti 

di Jacques Boisgonlier 
Fili: ioni: E.P.S.I. 1 19X5/ 

Distribuito da: ETMI 
Via Basilicata 

20098 S. Giuliano Milanese I MI ) 

I.S.B.N. XX. 7688.004.6 
124 pagine. 13.000 lire 

Anche se dal titolo sembra una raccolta di 
programmi, in realtà questo c un libro di pro- 
grammazione. I 36 programmi citati nel titolo 
sono dei veri programmi applicativi in cui ven- 
gono spiegali ed utilizzati molti degli algoritmi 
di lavoro dei principali programmi commerciali. 

Il volume è diviso in quattro parti. 

La prima "Richiami" serve a riepilogare il 
funzionamento delle istruzioni grafiche dell' Ap- 
ple. ad ogni istruzione è associata una schermala 
di esempio e due righe di programma che ne 
illustrano la sintassi; seguono alcuni esempi tra 
cui programmi per il tracciamento di cerchi ed 



ellissi o di altre figure geometriche. La seconda 
parte dal titolo “Educazione" contiene pro- 
grammi educativi come Ortografia, ma anche 
un mini database 

La terza parte è destinata al gestionale: lette- 
re. biblioteca e indirizzario sono i principali pro- 
grammi. 

L'ultima parte riguarda i giochi, si comincia 
con Marienbad. prima la versione intelligente 
poi quella che apprende dai propri errori, c si 
continua col gioco dell'impiccato, i bioritmi. Li- 
fe nonché un ottimo miniLOGO che seppure 
nella sezione dei giochi c in realtà un interprete 
LOGO scritto in Basic Applesoft. 

Il lesto è molto chiaro c i programmi sono 
corredati di schede illustrative con esempi di 
utilizzo e tabulali di uscita: vengono inoltre spie- 
gali con esaurienti illustrazioni tutti gli algorit- 
mi utilizzati nella stesura del programma c tutti 


gli eventuali trucchi di programmazione neces- 
sari a rendere più veloce il programma stesso 
I alter Di Dio 


Come usare MacWrite 
e MacPaint 

di T. Field 

Edizione McGraw-llill Book Co GmbH 

I. edizione 19X4 

I. ed. Hai. marzo 19X5 

ISBN XX7700 022 B 

prezza L. 20.000 

Ad un anno dalla sua presentazione il Macin- 
tosh (Mac per gli amici) non smette di stupire II 
mouse, sebbene non originalissimo, è divenuto il 
suo fiore all'occhiello e la sua carta d'identità, 
come lo sono divenuti i due programmi di base 
forniti con la macchina, il MacWrite ed il Mac- 
Paint. 

E fin qui nessun problema: in mano al rivendi- 
tore. od effettuando la prova su strada pubblici- 
taria. abbiamo visto mirabilia. Un po' meno 
contento c rimasto l'acquirente quando si è se- 
duto di fronte allo schermo ed ha preteso di 

ricostruire il légo della sua ditta o del suo studio 
professionale. 

Il problema é sempre lo stesso: tranne lodcvo- 

manuali più di tanto del suo tempo cd impegno 
Passi ancora per il MacWrite che. a costo di 
numerose prove, alla fine si riesce a far funzio- 
nare'. Ma col MacPaint i misteri si fanno doloro- 
si. Il manuale (?) è striminzito (qualche pagina) e 


MCmicrocompuler ri 45 - ottobre 1985 







sembra più un opuscolo pubblicitario che un 
volume destinato a pilotare un potente pacchet- 

Meno male che ce chi legge, studia, si ingegna 
c scrive. E cosi è uscito questo libro, dedicalo ai 
due pacchetti, che ha lo scopo di penetrare, in 
maniera organica, a fondo nei due programmi, 
c. perché no. nei loro più nascosti segreti. 

Il volume, di quasi 200 pagine, si compone di 
5 capitoli. Nel primo, di presentazione ed a ca- 
rattere generale, mostra l'architettura del Mac. 
ed insegna ad usare il Finder. la scrivania, le 
finestre, le barre del menu e gli accessori. Si 
tratta, cioè, di una vera e propria introduzione al 
sistema, ed all'uso dei suoi utensili principali. 

Il capitolo secondo è dedicato al MacWritc. 
Partendo dallo schermo principale, l'autore in- 
segna ad eseguire le operazioni di inserimento c 


capoverso di paragrafo, come usure il righello 
(cosa un po' ostica, se imparala dal manuale 
principale), come inserire le intestazioni e le note 
a piè pagina, e come preparare un frontespizio. 

Il capitolo successivo è dedicato al MacPaint. 
Vengono qui fomite informazioni ben più esau- 
rienti del misero libercolo in dotazione, con mol- 
teplici esempi di disegno, sia ripetitivo che non. 

Il capitolo quarto è dedicalo all'uso integrato 
dei due pacchetti. Si va subito al sodo affrontan- 
do immediatamente l'argomento degli appunti e 
dell'archivio appunti, con relative differenze, 
fornendo, tra l'altro, un esempio di intestazione 
usando sia il MacWritc che il MacPaint. Anco- 
ra. viene esemplificata la creazione di un modu- 
lo. 

L'ultimo capitolo, peraltro il più lungo, è de- 
dicato alle applicazioni ed è davvero il più inte- 
ressante. Si tratta, più che altro, di una serie di 
esempi sull'uso dei mezzi messi a disposizione 
dal Mac; tra di essi, c'è la formazione di una 
formula matematica e chimica, la creazione di 
un marchio, la formazione di contorni multipli 
di molivi personalizzati e con ombreggiature, di 
riquadri e cornici di avvertimento particolar- 
mente efficaci, di caratteri cubitali, ecc. L'ultimo 
paragrafo è dedicato alle stampe ed alla modali- 
tà di riproduzione dello schermo su carta. 

Seguono due appendici di grande utilità: la 
prima presenta la tastiera ed il set di caratteri, ivi 
compreso il bizzarro San Francisco (somiglia 
tanto ai caratteri nei fumetti degli ubriachi), il 
bellissimo Los Angeles, cui. ahimè, la resa su 
carta della pur valida Imagewritcr non rende 
giustizia, ed il curioso Cairo, dotato di esclusivi 
simboli grafici. La seconda appendice c dedicata 
al tipo, stile, e corpo dei caratteri, ed all'uso del 
Font Mover presente nel disco di sistema. 


Libro di grande utilità, scritto in maniera 
scorrevole ma esauriente, ottimamente illustra- 
to e. a Cesare quel che è di Cesare, accuratamen- 
te tradotto, è un ottimo testo di autoistruzione, 
ma rappresenta altresì un eccellente manuale di 
riferimento. Dotato di buon indice analitico, si 
presta a consultazioni rapide ed utilizzazioni 
efficaci; ad esempio, alcuni marchi ed intestazio- 
ni commerciali di fantasia, proposti come esem- 
pi. farebbero invidia ai più raffinati designer La 
grafica accurata ed i disegni ben riprodotti ne 
fanno inoltre un volume di facile lettura, cosa 
che. ultimamente, non è sovente capitalo di ve- 
dere. Un appunto, peraltro lieve, va fatto alle 
intestazioni di pagina, che riportano solo il tito- 
lo del capitolo senza alcun cenno al o ai paragra- 
fi presenti in pagina, il che li rende, praticamen- 
te. inutili. 

Raffaello De Musi 


ZX Spectrum: 
tecniche avanzate 
di linguaggio macchina 

di David Lainc 

editore Franco MuZzio & e. 

Via Makallè 73. 35138 Padova 
costo 18000 lire 
pagine 145 
edizione aprile 1985 
l originale inglese 1983/ 

Il titolo originale dell'opera "Machine code 
application for lite ZX Spectrum". più o meno: 
"Applicazioni in linguaggio macchina per lo 7.X 


MCmicrocompuler n. 45 - ottobre 1985 


37 





Ira Ila la nel volume. L''avanzale"dicui nel tito- 
lo italiano sembra riferirsi più che altro all'as- 
sunzione che il lettore conosca già il linguaggio 
macchina del microprocessore Z80. e possegga 
già una discreta conoscenza di tecnica della pro- 
grammazione. Si presume anche una buona co- 
noscenza del contenuto del manuale d'uso dello 
Spcctrum, cui si fa costante riferimento. Ciò non 
toglie che le tecniche esposte nel voi urne siano in 
un certo senso "avanzate", in quanto indirizzate 
non tanto ad un programmatore "occasionale”, 
che produca solo brevi e semplici routine in 
linguaggio macchina, quanto ad un utente che 
desideri sviluppare grandi e complessi program- 
mi in assembler. A proposito conviene tenere 
presente che tutti i listati nel volume sono in 
linguaggio assembly e non contengono la corri- 
spondente codifica csadccimalc o decimale. Ciò 
implica che l'uso di tali routine necessita un 
programma assemblatore, a meno di non perde- 
re ore ed ore per una noiosa opera di traduzione 

li libro c suddiviso in due parti. Nella prima, 
poco più di una trentina di pagine, vi è un rias- 
sunto di alcuni concetti che l'autore ritiene fon- 
damentali: cenni di metodologie di programma- 
zione. un sommario delle istruzioni dello Z80. 
cenni sulla rappresentazione dei numeri e sui 
metodi di indirizzamento. A nostro parere que- 
sta parte del libro risulta troppo succinta, le 
descrizioni in essa contenute risultano inutili per 
chi è al corrente delfargomento c oscure per chi 
non lo sia. Lo stesso set di istruzioni dello ZXU 
trascritto nel volume a mano, risulta assai meno 
leggibile di qualsiasi analoga tabella che può 
essere reperita in un altro volume che introduca 
all'argomento. 

Le restanti cento pagine del volume contengo- 
no le applicazioni vere e proprie. La materia c 
suddivisa per argomenti: si comincia con sem- 
plici routine per cancellare lo schermo o per la 
messa in stato di attesa. Viene presentato in 
diversi capitoli del libro un insieme completo di 
routine per l'invio dei dati sullo schermo: l'ac- 
censione di singoli pixel, la stampa di interi ca- 
ratteri. il movimento di immagini, il tracciamen- 
to di segmenti, la modifica degli attributi di 
colore. Un intero capitolo è dedicalo all'ordina- 
mento mediante l'algoritmo di bubble sorl di un 
vettore di numeri in virgola mobile. Altri argo- 
menti trattati sono il passaggio di parametri c la 
cancellazione di blocchi in un programma Basic 

Una caratteristica di tutte le applicazioni con- 
tenute nel volume c di non fare mai uso delle 
routine di sistema contenute nella ROM dell» 
Spcctrum. anche in quelle sìtuationi in cui ciò 


sembrerebbe la cosa più ovvia ed immediata. Da 
un certo punto di vista ciò limita la qualità di 
alcune applicazioni, costringendo il program- 
matore a scrivere lunghe e complicate routine 
invece di utilizzare semplici chiamate di proce- 
dure. Esiste però un certo vantaggio dal punto 
di vista didattico: per poter realizzare alcune 
routine come l'accensione di un singolo pixel, o 
il tracciamento di un segmento sullo schermo, 
l'autore è costretto ad analizzare a fondo e illu- 
strare alcuni meccanismi algoritmici che sono 
gli stessi presenti nella ROM dello Spectrum. 

Fabio ScliialtarelUi 


QL advanced user guide 

dì Adrian Dickens 
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La USER GUIDE fornita con il QL. ad onta 
della sua mole e del suo aspetto serioso, contiene 
una sezione estremamente semplificata di pro- 
grammazione in Basic, ed istruzioni relative 
all'uso dei quattro programmi applicativi 
QUILL. ARCHIVE. ABACUS ed EASEL. an- 
oh'esse. a dire il vero, non tanto esaurienti. Vir- 
tualmente. non è fornita alcuna indicazione sui 


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più interessanti aspetti del QL come rappresen- 
tante di una nuova generazione di computer II 
libro che esaminiamo (scritto in inglese) va dirit- 
to al cuorcdol nostro, dove sì può effettivamente 
utilizzare la reale potenza della macchina. Il 
Basic, anzi, in Superbasic. è utile c pratico per 
diverse applicazioni, ma diviene talora limitato 
c. sovente, soltodimensionato in relazione alla 
potenza del 68008 e del sistema operativo 
QDOS. 

Giungere al linguaggio macchina è come pas- 
sare alla università della programmazione, e 
consente di avere in mano una potenza molto 
più elevata di quella disponibile con un linguag- 
gio più evoluto. Il libro non è però la solita 
sequenza di spiegazioni delle istruzioni presenti 
nel microprocessore, che. talora, lasciano con 
l'amaro in bocca, perche alla fine non ci hanno 
poi spiegalo come fare a scrivere un programma 
che non sia il solito insulso trasferimento di 
blocchi di memoria- Anzi, con molta originalità, 
l'autore parte dal Basic e. tramite un program- 
ma. il QDOS Experimenlor Progam. insegna a 
passare, pur senza disporre di un pacchetto As- 
sembly. in ambiente Assembler. Si può cosi ac- 
cedere a molte facility in linguaggio macchina, 
pur restando, in qualche modo, agganciati al 
confortevole ambiente Basic. È cosi davvero (e 
non solo a parole) possi bile eseguire dell'efficace 
multitasking, e manipolare procedure di I O. 
stack. accumulatori, liste concatenale, procedu- 
re residenti c programmi transicnti. ed ancora di 

Il volume, di notevole mole (quasi 350 pagi- 
ne). è organizzalo in dieci capitoli, ciascuno de- 


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MCmicrocomputer n , 45 - ottobre 1985 



dicalo a componenti ed aspetti particolari della 
macchina. Dopo il primo, dedicato ad una breve 
e necessaria introduzione, si passa al successivo, 
che analizza, a Tondo, il 68008: vengono esami- 
nati come sono strutturati registri, puntatori, 
contatori ed intcrrupt. e viene rapidamente elen- 
cato il set d'istruzioni. 

Il capitolo 3 è dedicalo al QDOS. anzi, per 
essere precisi, ad alcune prerogative di questo 
sistema operativo, come la manipolazione della 
memoria c la sua allocazione e deallocazione. 
Un paragrafo è dedicalo allo schcduling. con un 
cenno brevissimo ai programmi di l 'O. con ri- 
serva di trattare più precisamente e puntualmen- 
te l'argomento in fase successiva (cap. 6/7). 

Il capìtolo 4 insegna a passare da Basic a 
linguaggio Assembler tramite l'Experimentor 
già nominato. Viene poi fornito un piccolo pro- 
gramma dimostrativo simulante un orologio in 
tempo reale. Nel capitolo successivo, forse il più 
interessante, vengono esposte, anche tramite di- 
segni. le funzioni di procedura transicnlc. del- 
l'allocazione di memoria, e viene fatto un rapido 
(purtroppo) cenno alle possibilità di estensione 
del QDOS. Segue un elenco di istruzioni finaliz- 
zale soprattutto al controllo generale dei pro- 
grammi ( jobs). anche in fase di multitasking. 

I capitoli 6 e 7. come già abbiamo detto, intro- 
ducono alle tecniche di I/O (maneggio e trasfor- 
mazione di file, chiamate alle porte seriali, fun- 
zioni di l'O inviale al video, come scrolling. 
anche laterale, ed alle memorie di massa), pur 
fornendo continui riferimenti alle sezioni prece- 
denti. e citando richiami continui, appena possi- 
bile. alle analoghe tecniche in Basic. 



Il capitolo 8 è dedicato, invece, ad utility an- 
che complesse, sia di tipo generale, c corrispon- 
denti. in buona parte, alle istruzioni presenti nel 
microprocessore, sia più complicate, magari già 
presenti in linguaggio Basic. A titolo di esempio 
l'autore dimostra come la funzione di SINH 
(seno iperbolico) sia già una funzione residente, 
anche se non presente in Supcrbasic. 

Il capitolo 9 è completamente dedicato ai dri- 
ver: si tratta di un completo ed esauriente blocco 
di informazioni relative a questo accessorio cosi 
criticato: se ne comprende il loro complesso fun- 
zionamento. tramite anche opportuni esempi, e. 
ancora, viene fornita una tecnica di indirizza- 
mento della stampante efiìcace. che rappresenta 


un ottimo tool per il programmatore che fa 
intenso uso di tale periferica. 

Coll'ultimo capitolo si esamina, forse in ma- 
niera un po' superficiale, la struttura del Super- 
basic. C'è qui uno sguardo, d'insieme ma un po' 
limitato, sull'architettura di tale linguaggio: 
rappresenta, più che altro, un tentativo, peraltro 
riuscito, di far intendere come è possibile co- 
struire procedure primarie ben più efficienti del 
DEFinire PROCeduredcl Supcrbasic. A chi leg- 
ge un invito, sottinteso, a continuare su questa 

1 1 volume termina qui. forse in maniera un po' 
sospesa. Seguono ben 20 appendici, ivi compre- 
sa, ad esempio, la mappa di memoria, il set 
d'istruzioni del 68008. i codici d’errore, gli opco- 
de aritmetici, una utility di backup per i micro- 
drive. ece. Infine una bibliografia, miserrima (5 
titoli) e del tutto scontala, un glossario, ed un 
completo indice analitico. 

Volume di grande impegno, anche dichiarato, 
questa Advanced User Guide si rivela un polen- 
te mezzo in mano ad un programmatore appena 
più esperto della media. L'autore ha forse il 
difetto, comune a tutti i divulgatori del linguag- 
gio macchina, di fornire scarsi agganci con le 
problematiche di soluzione dei problemi reali, 
manca, cioè, la risposta all'Inesperto ed al neofi- 
ta. clic, dopo aver imparato tutto sugli accumu- 
latori. sul carry. sullo smistamento a destra e 
sull'indirizzamcnto indicizzato (anche lui. come 
la nostra contingenza), si chiede, deluso, alla 
fine: "Come posso fare per costruirmi un co- 
mando Basic che faccia questo e qucst'allro?" 

Raffaello De Masi 



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Le impressioni 
di guida 
di un veicolo 
stranissimo ... 



Sinclair C5 


È siala presentala “dal vero" verso l'ini- 
zio di quest'anno (noi l'abbiamo vista alla 
ZX Mierolair in febbraio), ma se ne parla- 
va già da un annetto. Ne sono stale vendu- 
te ... poche, poi la Hoover (produttrice 
della C5 per conto della Sinclair) ha bloc- 
cato le forniture a causa della cattiva solvi- 
bilità della casa del baronetto; la Sinclair 
Vehiclcs. società completamente autono- 
ma fondala ad hoc, è quindi ferma. Queste, 
in sintesi, le notizie commerciali (semi-uffi- 
ciali. riportale dalla stampa e sentile in 
giro in Inghilterra) che vi possiamo dare. 
Per quel che riguarda l'Italia, non ci sono 
stale importazioni della C5 se non da parte 
della Disitaco. dinamico computer shop 
della Capitale, i cui titolari si sono tempe- 
stivamente procurali un esemplare da adi- 
bire ad oggetto di richiamo pubblicitario 
nel negozio oltre che a brevi (suicide!) pas- 
seggiate per le vie di Roma. 

Una calda mattina dello scorso mese di 
settembre abbiamo fatto un blitz alla Disi- 
taco e. caricata la C5 sul tetto della macchi- 
na. ce la siamo portata via. in un posto 
quasi chiuso al traffico per una breve, di- 
vertente prova. 

Le caratteristiche 


La C5 e lunga un metro e settantacin- 
quc. larga settantacinque, alta sctlantano- 
vc centimetri e mezzo. Le ruote sono tre. 
con un passo (distanza fra l'asse anteriore e 
quello posteriore) di 1.30 m ed una carreg- 
giata posteriore (distanza fra le ruote) di 63 
cm: pesa trenta chili. Il carico massimo 
raccomandato òdi 1 50 kg, il bagagliaio (?!) 
e capace di circa 28 litri e può contenere 
all'incirca IO chili di peso: non di più. per- 
che e di plastica e ... si rompe. Il tutto è 


di Marco Marinacci 


Non so se dive Sinclair abbia o 
meno un figlio, ma di una cosa sono 
sicuro: se lo avrà, dovrà 
rassegnarsi: sarà un nane ilo. Perché 
l'estroso personaggio non ha. a 
memoria d uomo, cosinolo nulla che 
non fosse di dimensioni "mini". 
Ricordo, nei primi anni 70 (72-73. 
grosso modo) l'orologio a LED in 
kit. il mullimeiro digitale, la 
calcolatrice Cambridge con funzioni 
scientifiche (e scomodissima 
notazione esponenziale ) venduta in 
scatola di montaggio a. se ricordo 
bene. 29.000 lire quando le altre, 
più ingombranti, non costavano 
meno del triplo. E poi è venuto lo 
ZX-80, che si sarebbe potuto 
chiamare un computer informato 
freesbee, ma forse allora non era 
ancora di moda lanciare coperchi di 
fustini di detersivo: e poi lo ZX-81 . 
e lo S peci rum. e il QL che. 
considerando che ha dentro un 
68000. non è certo un gigante. Ma 
perchè limitarsi a orologi, 
calcolatrici e computer? 
Rilassiamoci con un bel lelevisorino, 
naturalmente piccolo come un 
walkie lalkie: e per tutti questi 
micro-bagagli, una micro-macchina 
elettrica: la C5. Eccola qui. 


mosso da un motore elettrico Hoover (si. 
quella degli aspirapolvere) da 250 W. capa- 
ce di ruotare a 4.100 giri al minuto e di 
imprimere al mezzo una velocità massima 
di circa 24 km/h; l'alimentazione c fornita 
da una batteria da 12 V 36 Ah ricaricabilc 
per mezzo dell'adattatore rete fornito in 
dotazione. 

Il telaio è costituito da una specie di Y di 
lamiera scatolata, con le ruote ai tre rami 
della Y c la carrozzeria fissata al di sopra. 
Quest'ultima è. ovviamente, di materiale 
plastico, opportunamente piuttosto flessi- 
bile il che evita che possu spezzarsi troppo 
facilmente in caso di urto. 

La trasmissione avviene, per mezzo di 
una cinghia di gomma dentala, solo sulla 
ruota sinistra; per quanto riguarda i freni 
ve ne è invece uno a tamburo sulla ruota 
destra, comandato dalla leva sulla sinistra 
del manubrio: l'altro freno, azionato dalla 
leva sulla destra, è invece sulla ruota ante- 
riore ed è a “tacchetti" di gomma che strin- 
gono il cerchione (di ferro), insomma pro- 
prio come sulle biciclette. I pedali (si. i 
pedali) agiscono anch'essi solo sulla ruota 
sinistra, tramite un rocchetto con ruota 
libera (anche qui, tipo bicicletta). Per 
quanto riguarda lo sterzo, c'è un manubrio 
collocato in una strana posizione, sotto le 
gambe del guidatore, che agisce sulla ruota 
anteriore: sulla sinistra c'è un pulsante in- 
visibile. nascosto sotto la protezione di 
gomma, che mette in funzione il motore: 
sempre sul manubrio, infine, le già citate 
leve dei freni. Sulla sinistra vicino al sedile 
e'c la chiave per impedire o permettere il 
funzionamento, con una posizione in cui la 
C5 resta ferma ma con le luci accese: ('in- 
terruttore di queste ultime è. abbastanza 
poco visibile, sul bordo del sedile. Il bloc- 
chetto con la chiave può essere rimosso, 
per collegare al suo posto l'alimentatore 
che consente di ricaricare la batteria. La 
strumentazione (si fa per dire) è costituita 
da due file di LED colorati che indicano lo 
stato di carica della batteria e il rendimen- 
to del motore. Sospensioni non ce ne sono: 


42 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



i pneumatici, però, sono provvisti di came- 
ra d'aria ... 

Gli optional 

La C5 può essere ... completata da vari 
accessori, alcuni veramente estrosi. 

C"c lo specchio retrovisore (anzi due. 
uno per parte), il kit di lampeggiatori, i 
paraspruzzi posteriori, il "campanello", u- 
no stranissimo vestilino per la pioggia (ti- 
po copri-passeggino della Chicco, se lo a- 
vetc mai visto), ben due differenti imbotti- 
ture per il sedile e un catarifrangente mon- 
tato su due asticelle in modo da segnalare 
la presenza della C5 anche in mezzo ad 
altre macchine ... 

Su strada 

Intanto, bisogna vedere cosa succede 
quando ve ne andate in giro con la C5 sul 
tetto della macchina "vera": tutti si girano 
e. secondo me. vi prendono per matti. Nel 
senso che questa è l'impressione che abbia- 
mo riportato noi (il sottoscritto. Maurizio 
Bergami che quando si parla di Sinclair 
non manca mai. c Dario, il povero malca- 
pitato fotografo) girando per Roma con lo 
strano fardello. Issare la C5 sulle barre 
porta-surf c tirarla giù non presenta alcun 
problema, ovviamente con l’aiuto di una 
seconda persona. A Monte Antenne, fra 
l'immancabile capannello di curiosi. Dario 
comincia a scattare le prime foto, quelle sul 
tetto della macchina. Poi la tiriamo giù c . .. 
è proprio il nostro glorioso Fotografo (no- 



tare la F maiuscola) che si fa coraggio per 
primo c monta sull'aggeggio: una bella pe- 
dalata (si. perche la C5 va aiutata, in par- 
tenza) e via. Visto da dietro, scusate il pa- 
ragone forse un po' cinico, sembra proprio 
su una carrozzella da invalido. Tutti a ride- 
re. Eppur si muove! Poi tocca a Maurizio e 
poi finalmente a me. autonominatomi col- 
laudatoré ufficiale. Cosa hanno da ridere 
quei due? Ah. non devo andare in giro con 
la lingua di fuori c la faccia assatanata ... 

L'impressione che si ha prima di entrare 
(a proposito, la C5 somiglia vagamente ad 
un bob o ad un vagoncino delle montagne 
russe, quindi si entra più o meno nello 
stesso modo) c "ma riuscirò a guidare con 
il manubrio in quella posizione un animi- 
no inconsueta?”. E invece è più facile e 
istintivo del previsto, grazie anche, ovvia- 
mente. al fatto che la velocità non c davve- 
ro elevata. Ma basta un po’ di discesa per 
raggiungere andature che, se non sono di 
per se elevale, bastano ad infondere una 
certa preoccupazione vista la precarietà 
del mezzo. Occhio e croce, i 24 chilometri 
l'ora promessi vengono raggiunti facil- 
mente in pianura, e superati di una decina 
in leggera discesa: in salila, neanche se ne 
parla: la C5 si “abbiocca” inesorabilmente, 
i sette colli della Città Eterna sarebbero per 
lei un ostacolo insormontabile. A meno di 
essere instancabili ciclisti c di aver voglia di 
pedalare: il che. vista la posizione, non c 
proprio la cosa più comoda del mondo ma 
è comunque ... meno impossibile di quanto 
possa sembrare. In partenza, comunque, c 



MCmicrocomputer n , 45 - ottobre 1985 


43 





proprio il caso di aiutare la macchina con 
una pedalala, sia per non forzare troppo il 
motore (riducendo l'autonomia che viene 
dichiarata dell'ordine dei 30 km in pianu- 
ra) sia per non deteriorare la cinghia di 
trasmissione, i cui denti di gomma tendono 
a sbeccarsi causando rumorosi slittamenti 
(sembra una mitragliatrice). A proposito 
di rumore: la vetturetta c silenziosissima, a 
mala pena il guidatore riesce a percepire il 
sibilo del motore elettrico. Si sta abbastan- 
za comodi, certo l'imbottitura opzionale 
del sedile sarebbe utile. Tornando alle pre- 
stazioni. l'accelerazione c ... buona, nel 
senso che la velocità si stabilizza rapida- 
mente. una volta dato "gas" con lo strano 
comando sul manubrio: per la cronaca, un 
microswitch (tipo quelli per antifurto) 
piazzalo sotto l'imbottitura di gomma. Il 
comando non è quindi regolabile, ma di 
tipo on-olT. il che vuol dire che la velocità è 
sempre la massima a meno che non si agi- 
sca alternativamente sul comando. Ma la 
C5 non serve per il traffico e comunque in 
quel caso il problema sarebbe l'opposto, 
l'eccessiva lentezza: qualche disagio, cre- 
do, si potrebbe avere solo dovendo passare 
attraverso un gruppo di persone, come può 
succedere per esempio al mare, recandosi 
dalla casa alla spiaggia (ricordatevi, niente 
discese e salite ripide!). Frenare frena, ma 
solo considerando quanLo va piano ... del 
resto, il sistema adottato di frenare dietro 
su una ruota sola e davanti con un precario 
pattino di bicicletta si commenta da solo. E 
come dimenticare la tenuta di strada? Vista 
cosi, sembra che la C5 debba capovolgersi 
al minimo movimento appena appena bru- 
sco. Invece no, si può guidare tranquilla- 
mente senza problemi, il rischio di finire 
con le ruote all'aria è praticamente nullo 
per un utente ... normale e allento. Se poi ci 
si vuole divertire, qualche sterzata più e- 


nergica. un po' di coraggio e ci si ritrova 
con una ruota alzata: di poco, al massimo 
un palmo, se no ... patapum. Va bene solo 
girando a destra, perché se si gira a sinistra 
la ruota che si alza é quella motrice e allora 
si perde la trazione sul più bello ... Il tutto 
mi ricorda mollo da vicino quando da 
bambino cappottai con il go-kart a pedali, 
tentando disperatamente, su una discesa, 
la curva in conlrosterzo! Ma la C5 non c 
nata per questo, ricordiamocelo: comun- 
que. fa piacere notare che una sterzata im- 
provvisa per evitare un ostacolo abbia pos- 
sibilità di successo. 

Conclusioni 


È chiaro che questa c una prova semi- 
seria o. forse, non è seria per niente. D’al- 
tra parte anche l'oggetto in sé è quanto 
meno estroso, e poi questa non è una rivi- 
sta di automobili ... Ma qualche conclusio- 
ne bisogna pur trarla. Allora: il "giocatto- 
lo" é mollo carino, molto divertente. Di 
andarci in mezzo al traffico, a parte il fatto 
che sarebbe necessaria una omologazione 
che per il momento non esiste, non se ne 
parla: la prospettiva, anzi la certezza, é 
quella di rimanere schiacciati fra la mac- 
china davanti e quella dietro, la C5 è trop- 
po bassa. Per andare a spasso in un centro 
residenziale, possibilmente in pianura, po- 
co trafficalo e con strade lisce, si rivela 
invece un veicolo particolarmente adatto, 
l'estrema silenziosilà oltretutto non gua- 
sta. Ma è inutile, probabilmente, andare a 
cercare quali sono gli impieghi più intelli- 
genti per un oggetto che sembra costruito 
non perché sia utile, ma perché sia diver- 
tente e simpatico. E da questo punto di 
vista l'obiettivo sembra perfettamente rag- 
giunto: uno stupendo giocattolo da 400 
sterline. MC 




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più che 
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parallela Centronics. 9 slots di 
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DOS'. CP/M86'. 


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Londra, 4-8 settembre '85 

Si è svolto a Londra, da I 4 
all '8 settembre, il Personal 
Computer World Show . Ut prin- 
eipale esposizione hritannieu 
del settore aiutila ormai alla sua 
ottava edizione. A causa dell'e- 
levato numero di stand, que- 
st anno lu mostra è stata ospita- 
ta in due spazi es posili vi separa- 
ti. anche se contigui ; il già col- 
laudato Olympia 2, riservalo al 
settore professionale, e la Na- 
tional Hall, interamente dedi- 
cata all 'lumie computing. Come 
al solilo l'affluenza di pubblico 
è stala elevatissima, ed anche 
nei due giorni riservali agli ope- 
ratori ed alla stampa si faceva 
fatica a passare da uno stand 
all’altro. 

Le novità sono state davvero 
molte. con in testa i nuovi MSX 
2. gli A lari della serie ST e due 
nuovi Commodore: il 128 e. so- 
prattutto. l'Amiga, un potente 
personal a 16 hit. Quest 'ultimo 
è stato però tenuto nascosto al 
pubblico, e solamente la stampa 
ha potuto ammirarlo I è proprio 
il caso di usare questa parola ) 
in una soletta riservata grazie 
alla Metacomco. la software 
house che ha progettato la mag- 
gior parte del sistema operativo 
dell'Amiga. 


Nella zona dedicala alla fa- 
scia del professionale hanno su- 
scitato molto interesse l'F2 e 
l'FIII della Aprico l. il Philips 


Bergami 


. YES ed il Nimhus della Re- 
search Machines. 

Novità grosse anche nel set- 
tore in ebollizione dei portatili. 


con il nuovo lup-lield in MS 
DOS della Kavpro ed il Tana 
FI ver. un trasportabile compa- 
tibile con l'IBM AT ( attenzio- 
ne : ATenon XT!>. 

Per quanto riguarda il soft- 
ware va segnalato il OEM. 
un 'interfaccia tra il sistema o- 
perativo e l'utente, molto simile 
a quella del Macintosh ma a 
colori! , sviluppata dalla Di- 
gital Research e disponibile at- 
tualmente per numerosi sistemi 
basati sulla famiglia dell '81)88 o 
del 68000. 

Nel campo del software 
"spicciolo" Igiochini e via di- 
cendo) abbiamo notato una 
tendenza generalizzata alla 
produzione di giochi basati su 
pini e telefilm di successo: di 
uscita pressoché imminente 
quelli ispirati all'ultimo Borni , a 
Biade Runner ed a Rumba 2. 

venuto però dalla solila Mel- 
bourne House e farà fremere 
dall'impazienza le tante mi- 
gliaia di giocatori che hanno 
perso ore disonno in compagnia 
di Bilbo. Thorin e Ciondoli sta 
per arrivare l'epico seguilo del- 
THobbit, intitolato The Lord of 
thè Rings. 

Appuntamento al prossimo 
anno dal 3 al 7 settembre, sem- 
pre ad Olympia. 


Apricot 


Acorn 


Kavpro 



L'Aprico! ha presentato l'Apricol Collcction. 
che comprende tre nuovi modelli: l'F2. l'FIOed 
il portatile FP. 

L'F2 e l'FIOsono un'evoluzione dell'FI pro- 
vato sul numero 38 di MC"; l'F2 ha due micro- 
floppy da 720 K mentre l'F IO ha un dischetto 
unico più un Winchester da IO MBytc. 

Tutte c tre le macchine sono state presentate 
anche in Italia, in occasione dello Smau. dal 
nuovo importatore Ditron. Ve ne parliamo più 
approfonditamente nello spazio riservato alle 


Oltre a numerosi BBC ed Electron, allo stand 
c'era anche questa Cambridge Workstation de- 
stinata ad un uso prettamente scientifico, para- 
gonabile per potenza di calcolo nientedimeno 
che ad un VAX. Usa un processore National 
32016 coadiuvato dal processore floating point 
NS 3208 1 . 1 1 prezzo della configurazione espan- 
sa al massimo supera le 8000 sterline. 

1 1 sistema operativo è stato sviluppato diretta- 
mente dalla Acorn: si chiama Panos ed è stato 
scritto in Modula 2. 


Il Kaypro 2000 è un bellissimo portatile IBM 
compatibile. Pesa circa 4 kg. è alimentato a bat- 
terie ed ha un'autonomia di 4 ore. La tastiera c 
rimuovibilc. caratteristica pressoché unica fra i 
lap-hcld in commercio. 

Dispone di 256K di Ram. espandibile sino a 
768K. e di un microfloppy da 3.5" con una 
capacità di 720K. 

Molto attraente anche il prezzo: 1711 sterline. 


46 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 




Commodore 

Prima uscita ufficiale per il C 128, un 
computer "Ire in uno" che può funzionare in 
tre modi distinti: modo 64 K. nel quale si 
comporta esattamente come un C 64: modo 
128 K. ad 80 colonne e con un Basic molto 
più evoluto, ed infine modo CP/M. Usa na- 
turalmente due processori: un compatibile 
6502/6510 ed uno Z 80. La maggior parte 
dello stand era dedicata a lui ed al 64: mentre 
era particolarmente nullo lo spazio riservato 
al Plus 4 ed al C 16. 

Per gli spettatori che si attendevano di 
vedere anche l'Amiga, del quale riferiamo in 
un riquadro a parte, invece la delusione é 



Sinclair 


Ecco la grande novità, che non è né hard- 
ware nè software: la Sinclair non è più stata 
venduta e Sir dive ne rimane il principale 
azionista, con l'85% delle azioni. 

È successo che da una parte Robert Max- 
well ( boss del gruppo editoriale Pergamon) si è 
convinto che i grattacapi dcrivantigli dai suoi 
quotidiani erano più che sufficienti mentre 
dall'altra Sinclair ha concluso un importante 
accordo con la catena di supermercati Dixon 
per la fornitura di hardware del valore di 10 
milioni di sterline ristabilendo cosi, almeno in 
parte, la precaria situazione finanziaria dell'a- 

Sembra conclusa prematuramente, invece, 
l'avventura della Sinclair Vchicles: la costru- 



Eidersoft 

La Eidersoft si dedica quasi esclusivamente 
alla produzione di software per il QL. Il suo 
ultimo prodotto c LICE (Icon Controlled Envi- 
ronment). un'interfaccia utente ad icone, con- 
trollabile con il joystick, chiaramente ispirata a 
quella del celebre Apple Macintosh. Il software 
è contenuto in una cartuccia da inserire nell'ap- 
posito slot. 

L'ICE può funzionare anche solo con i micro- 
drive. ma trova naturalmente la migliore appli- 
cazione con i dischi; inoltre riconosce tutte le 
espansioni di memoria presenti sul mercato, che 
può gestire parzialmente come Ram disk. 

ICE comprende un particolare programma 
che permette l'uso in multitasking dei quattro 
programmi della Psion. a patto naturalmente di 
avere a disposizione una sufficiente quantità di 
memoria. 

Il costo è di 49.95 sterline, circa 80.0(8) lire 



zione delle C 5 è stata infatti sospesa (dicono i 
maligni che la Hoover si sia rifiutata di conti- 
nuare la costruzione delle vetturette per il ri- 
tardo nei pagamenti da parte dejla Sinclair). 

Sul fronte dell'hardware ha destato un certa 
sorpresa la brusca riduzione del prezzo del 
QL. che nel frattempo ha raggiunto la cifra 
non troppo esaltante di 60.000 unità vendute. 
A 199 sterline (la metà esalta del vecchio prez- 
zo) è sicuramente la più economica macchina 
a 16 bit sul mercato. 

La situazione del software per il QL non è 
ancora certo quella dello Spectrum, però con- 
tinua a migliorare: la maggioranza dei titoli in 
circolazione è ancora costituita da linguaggi 
(ottima la serie di compilatori — Pascal. Lisp. 
C. BCPL etc. — della Metacomco) e da pro- 
grammi di varia utilità, ma si iniziano ora a 
vedere anche alcuni giochi. 



Technology Research 

Questa ditta produce sistemi a disco per lo 
Speetrum ed il QL. Il disk controller per il QL 
comprende anche un'interfaccia Centronics e. 
opzionalmente, un'espansione di memoria da 64 
o 128 Kbytedi Ram: il tutto si inserisce nello slot 
di espansione laterale del computer. Il controller 
permette di pilotare sino a quattro drive da 3. 
3.5 o 5.25": il software di gestione è contenuto in 
una Eprom e la memoria sottratta alla Ram 
standard del Ql ammonta ad appena 128 byte. I 
prezzi vanno da 129 sterline (inclusa Val) per il 
modello base a 199 per la versione con l'espan- 
sione da I2SK 



Enterprise 

Grazie alle sue ottime specifiche l'Enterprise 
si c conquistato una rispettabile nicchia nel diffi- 
cilissimo mercato inglese. Ricordiamo che si 
tratta di un computer basato sullo Z 80. con più 
di 100 k di Ram utente, un video con risoluzione 
di 672 x 256 pixel ed un massimo di 256 colori, 
una sezione sonora stereofonica a 4 voci c. lasl 
bui not least. un word processor su Rom. Le 
novità presentate alla mostra consistevano in 
quattro nuove periferiche: il sistema a dischi 
EXDOS. una stampante a matrice di punti, un 
mouse a tre pulsanti e Speakeasy. un sintetizza- 
tore di parola dotato di un sofisticato software 
di conversione testo-voce. 



Microdeal 

Tanti giochi alla Microdeal, con sei titoli an- 
che per il PC IBM comprendenti gli scacchi, il 
golf, due avventure grafiche ed Empire, un sofi- 
sticato gioco di strategia. 

In arrivo un simulatore di volo molto sofisti- 
cato per il QL. del quale ci è stata mostrata una 
versione tanto preliminare da essere ancora pri- 
va di buona parte della grafica! 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


47 




Amstrad 

Fiocco azzurro (o rosa: cosa si dovrebbe usa- 
re per un computer'.’) in casa Amstrad per l'arri- 
vo del PCW 8256 ( ma non è stato battezzato cosi 
in onore della mostra), una stazione di word 
processing con relativa stampante — all'appa- 
renza una GP 800 in versione cuslom che in 
più è anche un computer in CP M 3.0 con 256 K 
di Rant e dischetto da 3" incorporato. Il lutto a 


Zenith 

Prendete un Osbome F.ncore. cambiategli co- 
lore. aggiungetegli un display da 25 colonne con 
tanto di backlighting ed avrete il nuovo Zenith 
171. Il nuovo display permette di superare il 
punto debole di tutti i portatili con schermo 
LCD. e cioè la leggibilità che ora è ottima anche 
nelle peggiori condizioni di luce. Il prezzo per la 
versione con 256K di Ram e due dischi è di circa 
2000 sterline. 


Tana Flyer 

Ecco il primo portatile compatibile con l'IBM 
AT. 

Basato sull'80186 ha un display 80 x 25. 240 
Kbyte di memoria espandibile sino a 640 K. due 
dischetti da 5.25". un modem interno ed un'usci- 
ta per monitor RGB 

Il prezzo nella versione base c di 2500 sterline. 



Amiga, il super-C'ommodore 


Era già da qualche tempo che circolavano 
numerose voci su un possibile nuovo personal 
della Commodore. Nonostante lo scetticismo 
generalizzalo con cui sono state accolte, que- 
ste voci si sono rivelate vere: il nuovo Commo- 
dore esiste effettivamente, si chiama Amiga, 
ed è una macchina basata sul 68000 che pro- 
mette prestazioni superiori a quelle di ogni 
altro computer nella fascia di prezzo fino ai 
2000 dollari. 

La presentazione ufficiale dell'Amiga non 
c'è ancora stata, ma noi siamo riusciti a veder- 
ne un esemplare in funzione proprio a questo 
PCW Show grazie alla Metacomco. la soft- 
ware house inglese che ne ha scrìtto il sistema 
operativo. 

L'Amiga non è nato in casa Commodore: il 


progetto è di una ditta che si chiama, appunto. 
Amiga, ed è stalo poi acquistato dalla Com- 
modore. L'acquisto dell'Amiga c stato l'ulti- 
mo grande colpo di Jack T ramici, prima che se 
ne andasse dalla Commodore per andare a 
rilevare l'Atari (e pare anche che abbia tentalo 
in tutti i modi di portarsi via il progetto del 
nuovo computer, ma senza riuscirci). 

L'aspetto dell'Amiga è molto professionale: 
il computer si compone di tre parti: la tastiera, 
dotata di fastidino numerico, l'unità centrale, 
che incorpora il drive per microfloppy. ed il 
monitor. Accanto ad essi va poi considerato il 
mouse, clic dell'Amiga c un accessorio fonda- 
mentale. L'unità centrale è fatta in modo che 
la tastiera possa scivolare sotto di essa, cosi da 
ridurre l'ingombro del computer quando que- 


sto non viene utilizzato. La caratteristica prin- 
cipale dell'Amiga è senza dubbio la velocità, 
veramente eccezionale. Il processore ccntraleé 
infatti coadiuvalo da tre chip specializzati, 
progettati da quel Jay Miner al quale si devo- 
no anche gli integrati custom dei vecchi Alari. 

Questi tre chip controllano interamente la 
grafica, il suono c FI O: inoltre lavorano in 
DMA. cioè accedono direttamente alla me- 
moria senza richiedere l'intervento del 68(HK) 
(c quindi senza rallentarlo). Il tutto c unito ad 
un'accorta spartizione dei tempi del bus. che 
fa in modo che i vari dispositivi. 68000 com- 
preso. non entrino per quanto possibile in 
conflitto e che quindi possano lavorare sem- 
pre al massimo della loro velocità. 

La memoria Ram c. per la versione base, di 
256 K e può essere espansa internamente sino 
a 5 1 2 K . Con delle schede esterne è poi possi- 
bile arrivare sino a 8.5 M. L'Amiga possiede 
inoltre 1 92 K di Rom. che contengono tutte le 
routine per la gestione del multitasking, della 
grafica e del suono. Queste routine sono orga- 
nizzate in librerie accessibili direttamente dal- 
l'utente. e conferiscono all'Amiga una straor- 
dinaria flcssibilià. 

Il drive incorporalo è da 3.5". a doppia 
faccia e doppia densità; i dischi formattali 
hanno una capacità di 880 K. 

All'Amiga possono essere collegati altri tre 
drive; inoltre una ditta indipendente, la Tec- 
mar. sta già studiando un disco rìgido da 20 M 
con cartuccia di backup. 

Sul retro dell'unità centrale si trovano i con- 
nettori di un'interfaccia Centronics e di una 
RS 232. oltre all'uscita per monitor ed a quella 
per TV. Il connettore di espansione con lutti i 
segnali del bus si trova invece sul frontale, 
nascosto da uno sportellino di plastica. 

La sezione grafica mette a disposizione cin- 
que modi diversi, con risoluzioni da 320 x 200 
sino a 640 x 400 pixel; testo e grafica sono 
mescolabili a piacere. La tavolozza dei colori 
comprende 4.096 tinte, ma non tutte sono vi- 
sualizzabili contemporaneamente; il massimo 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 





ICL 

L'One Per Desk della IC'L. del quale vi abbia- 
mo brevemente parlalo nelle news del numero 
42. é stalo proclamato vincitore del London 
Standard Micro Business Award per la catego- 
ria hardware in occasione del primo giorno di 
mostra. Il Premio viene assegnato annualmente 
al prodotto più innovativo presentalo sul mer- 
cato L'Odp integra in una singola unità un 
computer multitasking molto simile al QL della 
Sinclair ed un centralino telefonico con relativo 


Philips 

Il nuovo personal della Philips si chiama 
;YES (i due punti sono compresi nel nome). 

È basato su un 80186 a 8 MHz ed usa come 
sistema operativo principale il DOS Plus, simile 
all'MS DOS ma orientato alle finestre. Il DOS 
Plus è compatibile con l'MS DOS ed il CP M 86 
c supporta il sistema grafico GSX. Tra breve 
sarà disponibile per il :YES anche il GEM. un 
sofisticalo front end grafico sviluppato dalla 



Digital Research. La memoria di massa è costi- 
tuita da uno o due dischetti da 3.5" da 720 
Kbyle: esternamente è possibile aggiungere un 
floppy da 5.25" e/o un disco rigido. 

Molto interessante è la presenza sul frontale 
di uno slot per programmi memorizzati su car- 
tuccia Rom. La versione base prevede I28K di 
Ram. espandibili sino a 64IIK. 


Adder Tecnology 

Partita come casa editrice (ricordiamo gli otti- 
mi User Manual dedicati allo Spectrum ed al 
QLI. la Adder da breve si è rivolta anche all’hard- 
ware. presentando questo interessante Peri- 
pheral Manager, che consente di collegare fra 




/ire vi ew MI Amigli pubblicala sul manera ili agosla ili 
Byte. 

c di 32 colori nel modo a risoluzione più bassa, 
cioè 320 x 200 pixel. 

L'hardware prevede la definizione di 8 spri- 
te. ma questo limite è facilmente superabile via 
software grazie alle sofisticate routine di ani- 
mazione presenti in Rom. 

Per i programmi di gioco è molto utile an- 
che la possibilità di definire due diversi sfondi 
totalmente indipendenti che possono essere 
mossi sia in orizzontale che in verticale. 

Dal lato musicale l'Amiga offre quattro ca- 
nali audio con ADSR regolabile; una vasta 
libreria di routine per la sintesi vocale gli con- 
ferisce inoltre spiccate capacità "oratorie": 
può infatti parlare con voce sia maschile che 
femminile di qualità eccellente, anche se il tipi- 
co accento da computer è ancora chiaramente 
avvertibile. 

Il sistema operativo. l'AmigaDOS, viene 
caricato da disco ed occupa quasi I30K di 
Ram. È fornito di un'interfaccia grafica basa- 
ta su icone e finestre, chiamata Intuition. simi- 
le concettualmente a quella del Mac. Intuition 
permette di far girare più programmi in multi- 
tasking. ognuno nella propria finestra. Il gros- 
so spazio richiesto al sistema operativo creerà 
però dei problemi all'elTellivo sfruttamento 
del multitasking nei sistemi con solo 256K di 

Oltre al DOS. vengono forniti assieme al 
computer anche un Basic, un programma lu- 
torital ed un demo grafico. Numerose soft- 
ware house sono già al lavoro sull'Amiga; la 
Commodore da parte sua sta attualmente la- 
vorando ad un emulatore di PC IBM total- 
mente software, che sarà acquistabile separa- 
tamente per una cifra intorno ai 450 dollari. 

Il prezzo dell'Amiga sarà di 1300 dollari 
nella versione base, fornita senza monitor: la 
versione a 5 1 2K (con monitor a colori ) costerà 
invece 1900 dollari. 

La data di uscita sul mercato ancora non è 
nota: presumibilmente l'Amiga sarà disponi- 
bile negli Stati Uniti nei primi mesi dell'86. 




MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 







Atari 


L’interesse generale era ovviamente appun- 
talo sulla nuova serie ST, basata sul micropro- 
cessore a 16 bit 68000. Vediamo le caratteristi- 
che del modello centrale della gamma, il 520 
ST. che c dotato di !92Kdi Rome 5 12 di Ram. 
Il sistema operativo c il TOS. sviluppato dalla 
stessa Atari, che si avvale del Gem della Digi- 
tal Research. un'inlerTaccia verso l’utente che 
utilizza come dispositivo principale di control- 
lo il mouse. I linguaggi fomiti sono Basic e 
Logo. La grafica c mollo interessante e sfrutta 
tre modi distinti: l’alta risoluzione (640 x 400 


pixel, due colori); la media (640 x 200 pixel. 16 
colorii ed infine la bassa (320 x 200. l6colori). 
La tavolozza dei colori comprende 512 tinte. 
La sezione sonora prevede 3 canali variabili in 
frequenza da 30 Hz a 15 KHz, con ADSR 
regolabile, ed un'interfaccia MIDI. 

Il floppy è esterno; si tratta di un drive da 
3.5" con una capacità di 360 o 720K. Definito 
da più parti come un Macintosh a colori, il 520 
ST sembra destinato ad un sicuro successo, 
grazie anche al suo basso prezzo: in Italia la 
macchina, completa di floppy disk, mouse c 
monitor monocromatico ad altissima risolu- 
zione. dovrebbe mantenersi sotto i due milioni* 


MSX 

Dopo un primo anno un po’ deludente. 
l’MSX sembra ora deciso ad intraprendere 
una politica di vendita più aggressiva, appro- 
fittando magari del momento di indecisione 
della concorrenza, specialmente di Sinclair e 
Commodore. Non c’è quindi da stupirsi che al 
PCW show siano state fatte le cose in grande: 
gli stand erano tre. di cui uno. il più grande, 
destinato esclusivamente agli operatori com- 
merciali. 

Lo stand "normale”, nel quale erano esposti 
anche vari MSX 2. riuniva stranamente sol- 
tanto quattro nomi: JVC. Mitsubishi. Sony c 
Toshiba; comunque l'accento di tutta la parte- 
cipazione MSX alla mostra era posto sul mar- 
chio comune, e non sul nome dei singoli pro- 
duttori. Un terzo stand era la “Casa del futu- 
ro" Toshiba, dove venivano mostrate varie 
applicazioni domestiche del computer (ovvia- 
mente MSX. ma c’era anche un T 1 1 (XI) oltre a 
numerosi sviluppi dell'elettronica consumer 
che tra non mollo arriveranno nelle nostre 
case: TV digitale, laser disc. sistemi di control- 
lo computerizzato e via dicendo. 

Lo Show ha visto anche un intervento diret- 
to della Microsoft nella persona di Kay Nishi. 
suo vicepresidente e. soprattutto, principale 
ispiratore della nascita dcll’MSX. che ha tenu- 
to una conferenza stampa nella quale ha fatto 
il punto della situazione. Il fatto fondamentale 
emerso dalle parole di Nishi c questo: la Mi- 
crosoft vede l’MSX soprattutto come centro 
di tutte le future applicazioni domestiche del- 


l’elettronica. Prevenendo le critiche sul debole 
impatto che l'MSX ha avuto sul mercato bri- 
tannico (e. più in generale, su quello europeo). 
Nishi ha sottolineato che la Microsoft non ha 
fretta, c ha citato quello che c avvenuto in 
passalo per altre due loro iniziative. l’MS 
DOS e lo Xenix (il sistema operativo Unix in 
versione Microsoft). 

"Quando li abbiamo presentati", ha detto 
Nishi. "nessuno ne ha visto l’utilità c ci hanno 
praticamente riso dietro, più o meno come c 
accaduto ed ancora accade per l’MSX. Ora. 
dopo diversi anni. l'MS DOS è il più impor- 
tante standard di fatto, e lo Xenix c avvialo a 
seguirne la strada. Noi abbiamo fiducia che lo 
stesso succederà anche per l'MSX”. 

Come abbiamo già accennato la novità 
MSX della mostra era costituita dalla seconda 
generazione dello standard, che si c fatta am- 
mirare soprattutto per le spiccate doti grafi- 
che. 


loro4 unità con interfaccia Centronics, ad esem- 
pio tre computer ad un'unica stampante, con 
possibilità di selezione automatica o manuale 
ilei dati in arrivo. L'unita e dotata di un buffer 
interno da 64 o 256 Khyte 


Seiko 

La Seiko presentava la sua gamma di 
orologi terminali da polso (!). comprendente Ire 
modelli: l’RC-1000. l’RC-2000 e l’UC-3000 

Particolarmente interessante l’RC-2000. che 
oltre ad essere un’agendina elettronica nella 
quale si possono tenere memorizzati numeri di 
telefono, appuntamenti ecc.. c anche un vero e 
proprio computer programmabile in Basic. L'u- 
nità fissa che permette l'inserimento di dati e 
programmi nella memoria dell’orologio è dota- 
ta anche di una stampantina e di uno slot per 
cartucce Rom (la prima disponibile naturalmen- 
te c di giochi: mai provato a giocare a Space 
Invadcrs su un display 10x4?) 

Assolutamente fantastiche poi le due televi- 
sioni a colori in miniatura con schermo LCD da 
2”; la commercializzazione c prevista per la pri- 
mavera '86 ed il prezzo dovrebbe aggirarsi sulle 
300 sterline. 



Research Machines 

Ntmbusc il nome di questo nuovo personal in 
MS DOS della Research Machines, che usa 
I'80I86 a 8 MHz. 

Uno speciale processore video, l'impiego del 
coprocessore 805 1 per il controllo delle periferi- 
che ed una struttura interna a doppio bus lo 
rendono estremamente veloce. MC 



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50 


MCmicrocompuler n. 45 - ottobre 1985 







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Cosa vuol dire, come è fatto il corso 


Laurearsi in Informatica 


Informatica non è solo un termine di moda. È anche il nome di un corso di Laurea oggi 
di grande attualità e. anche lui. decisamente di moda. Attratti da! nome accattivante e 
dalla prospettata possibilità di trovare facilmente lavoro una volta conseguito il diploma, 
moltitudini di matricole affollano le aule del primo anno di corso. La decimazione poi è 
abbastanza spietata: chi si stufa, chi non ce la fa. A deludere le aspettative di chi 
intraprende questa strada c'è, spesso, la convinzione che le conoscenze immagazzinate 
grazie al proprio home computer siano sufficienti a spianare le difficoltà per un facile 
raggiungimento dell'obiettivo finale. 

Se vi siete iscritti o state per iscrivervi o siete indecisi se farlo, vi sarà probabilmente 
utile sapere come è organizzato il corso e cosa vi aspetta. 


di Andrea de Prisco 


Ottobre si sa. è tempo di scuola. Sia per 
chi ha da poco ricomincialo, sia per chi ha 
appena finito: ci sono infatti tutti i diplomati 
’tt ‘5 che intendono proseguire i loro studi 
presso qualche università e che ancora non 
hanno latto una scelta circa l'indirizzo da 
seguire. Certo la scelta è luti 'altro che faci- 
le; basta pensare a quanti laureati già da 
anni attendono un loro primo impiego senza 
troppe speranze: non è nuovo sentire di qual- 
che ingegnere nucleare portiere d’albergo o 
di medici che dopo la laurea lavorano gratis 
per anni presso gli ospedali, sotto la "gon- 
nella" del professore. 

In questa giungla spaventosa della caccia 
all'occupazione il povero neo-studente uni- 
versitario non ha certo vita facile e spesso è 
costretto a fare scelte affrettate. Si trova 
magari a studiare materie che odia, solo 
perchè qualcuno gli aveva promesso, molto 
alla spicciola, che si sarebbe trovato bene 
all'università X corso di laurea )'. 

MC microcomputer, con questo articolo, 
spera di dare una mano sia a quanti vogliono 
"prendere" Informatica, sia a quanti si sono 
già iscritti, cercando di descrivere dall'inter- 
no. ossia per bocca di un quasi-laureando in 
tale disciplina, cosa ci si può e ci si deve 
aspettare da! Corso di Laurea in Informati- 


Scienze dell'Informazione 

Bisogna ammettere che oggi l'informati- 
ca va proprio di moda. Se ne parla davvero 
tanto, in qualsiasi ambiente o occasione 
(anche quando non c'entra affatto). L'im- 
portante è essere al passo coi tempi... sem- 
pre. E cosi capila di sentirsi rispondere in 
casa propria, alla richiesta di un orario dei 
treni: “Chiedilo al computer (un 64. ndr). 
se no a che serve?" 

Poi. prendere informatica all'università 
è proprio il massimo: vuoi mettere che hai 
il posto assicuralo “appena" ti laurei! Sarà 
vero? Speriamo di si. Ma chi si iscrive que- 
st'anno. per laurearsi tra 4 o 5 anni, può 
essere ancora cosi sicuro? 

Mi è capitato di leggere su un nolo quo- 
tidiano che la situazione non è più cosi 
rosea come un tempo: affermava anzi che 
gli informatici disoccupati sono centinaia, 
mentre i più fortunali riescono a "beccare" 
un posto dopo alcuni anni. Beh, forse cosi 
catastrofica la situazione non c. Ho visto 
laureare a Pisa molte persone che stavano 
più avanti di me e giuro che nessuna è a 
spasso: chi lavora presso un centro di cal- 
colo. chi in grossi centri di ricerca, chi pres- 
so la stessa università svolgendo la libera 
professione (i cosiddetti contrattisti). Tutti 


dopo attese di al più qualche settimana. 
Altri prima ancora di laurearsi, richieden- 
do la lesi di laurea a ditte (è possibile anche 
questo) che assumono anche laureandi. 

Il problema, conte detto prima, è sem- 
mai per quelli che si iscrivono ora. Del 
resto la sfera di cristallo non ce l'ha nessu- 
no e certamente la “pacchia" prima o poi 
finirà. 

Questo corso di laurea ben pochi lo co- 
noscono e quasi tutti quelli che si iscrivono 
lo credono ben diverso. Innanzitutto oc- 
corre tenere presente che si tratta di un 
corso di laurea e non di una facoltà: Infor- 
matica (per essere più precisi Scienze del- 
l' Informazione) appartiene alla facoltà di 
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali. E 
bene non sottovalutarlo mai. Infatti nei 
primi due anni di studio, di informatica se 
ne vede ben poca: su 1 1 esami del primo 
biennio, solo due parlano di computer, tut- 
ti gli altri riguardano materie matematiche 
e fisiche (vedi riquadro [2] a pag. 55). 

Questo, chi si iscrive al primo anno, di 
solilo non lo sa. Si iscrive maggiormente 
chi ha smanettato per qualche anno in Ba- 
sic sul proprio home computer, convinto di 
imparare meglio all'università quello che 
sa già (niente). 

Iniziano i corsi, e sui quaderni degli ap- 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


53 


punii finiscono matrici. algebre di tulli i 
tipi, spazi vettoriali, topologie, integrali, 
convergenze, momenti d'inerzia e qualche 
accenno alla struttura dei calcolatori. Trop- 
po arduo, meglio cambiare. E cosi succede: 
al primo anno arrivano in massa centinaia 
di iscrizioni per dimezzarsi al secondo e al 
terzo anno. Tanto per perdere c far perdere 
un po' di tempo. E capitato un anno a Pisa 
che quasi 1400 matricole (cosi sono chia- 
mati gli studenti del primo anno) si sono 
presentale a novembre: non c'erano né au- 
le né professori a sufficienza. Le lezioni 
sono inziale con notevole ritardo dovendo 
istituire nuovi corsi (A-B-C-D) per rendere 
la frequenza un tantino più umana. Ricor- 
do le liti per accaparrarsi un posto a sedere 
in aula: i ritardatari, e spesso succedeva 
anche al sottoscritto, restavano in piedi o a 
loro scelta seduti a terra a prendere appun- 
ti della lezione. 

Citi che maggiormente non si conosce, é 
cosa un futuro informatico "farà da gran- 
de". lo ho cominciato a subodorarlo al 
terzo anno, precedentemente ero troppo 
impegnato a fare matematiche di lutti i 
tipi. Chi si laurea in informatica non è un 
programmatore: niente programmi per 
studi medici. Lo dimostra anche il fatto 
che l'unico esame dove bisogna saper pro- 
grammare (nel senso comune) c Teorie c 
Applicazioni delle Macchine Calcolatrici 
del primo anno. Li si studia bene un lin- 
guaggio di programmazione (generalmen- 
te il Pascal) e all'esame scritto normalmen- 
te è richiesla la stesura di un programma 
dato l'algoritmo. 

Poi sì fa scienza: si studia molto la teoria 
informatica. Non crediate che dietro al Pa- 
scal vi sia solo un grosso compilatore. Vi 
sono tanti teoremi nati da ricerche che 
hanno impegnato per anni i più grandi 
matematici moderni del mondo: Klcene. 
McC'arthy. Rice. Turing. per citarne qual- 

Chi si laurea in informatica sarà in gra- 
do di partecipare con altri laureati a grossi 
progetti quali la creazione di un nuovo 
linguaggio di programmazione, un super 


sistema operativo, l'automazione dell'in- 
formazione posseduta da grosse imprese: 
non programmi per studi medici, vi prego. 
Sarebbe come chiamare un ingegnere elet- 
tronico per far riparare il forno della cuci- 


li corso di laurea 


Il corso di laurea in scienze dell'informa- 
zione. per il momento attivo solo in 6 sedi 
universitarie (Pisa. Torino. Milano, Udi- 
ne. Bari. Salerno), é diviso in due bienni ed 
è articolato in tre indirizzi. Il primo bien- 
nio ha lo scopo di fornire allo studente i 
fondamenti della matematica, della fisica e 
dell'economia necessari allo studio delle 
scienze dell’informazione, nonché le tecni- 
che di base necessarie all'elaborazione del- 
l'informazione mediante calcolatori elet- 
tronici. 

Il secondo biennio si svolge in tre indiriz- 
zi a scelta dello studente: Generale. Appli- 
cativo. Tecnico. L'indirizzo generale ha lo 
scopo di formare laureati orientati verso 
l'analisi dei problemi c lo studio delle me- 
todologie di elaborazione. L'indirizzo ap- 
plicativo assicura la preparazione di lau- 
reati nel campo dell'elaborazione dcll'in- 


formazione applicala alla gestione delle 
imprese. L'indirizzo tecnico, infine, ha lo 
scopo di formare specialisti nel campo dei 
sistemi di elaborazione. 

Come già detto, nel primo biennio, gli 
insegnamenti da seguire sono in tutto 11:7 
annuali e 4 semestrali. Un insegnamento 
annuale, conte è facile immaginare, ha ini- 
zio a novembre e termina a maggio. Un 
insegnamento semestrale inizia a novem- 
bre per terminare a febbraio o inizia a mar- 
zo per terminare a maggio (quindi proprio 
semestrali non si direbbero: però si chia- 
mano cosi). 

All'università degli studi di Bari a que- 
sti. nel primo biennio sono aggiunti due 
colloqui obbligatori di lingua straniera, u- 
no di inglese, l'altro a scelta dello studente. 

A proposito dell'inglese, c'é da dire che 
la maggior parte dei testi di studio sono in 
questa lingua e quindi é bene attrezzarsi in 
tal senso in anticipo. 

Al termine del secondo anno vi c un 
blocco: possono iscriversi al terzo anno 
solo gli studenti che hanno superato gli 
esami di almeno 5 materie annuali (due 
corsi semestrali sono valutati come un cor- 
so annuale). In alcune sedi sono un po' più 
buoni: il blocco non riguarda l'iscrizione. 







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Riquadro 1 

Gli esami 


Riportiamo qui di seguito la distinta di tutti gli 

insegnamenti di Scienze dell'Informazione, estratta dall'Ordinamento degli Studi della Facoltà di 

Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell Università di Pisa, anno accademico 84-85. Occorre tenere presente che non tutti gli insegnamenti 
complementari sono al momento aitivi e quindi nella compilazione del proprio piano di studi bisogna sottostare ad alcune restrizioni, di anno in anno 

comunicate dalla segreteria. 



Insegnamenti fondamentali obbligatori co- 

Insegnamenti fondamentali obbligatori 

- Documentazione Automatica 

muni a tutti gli indirizzi per il primo bienno: 


- Econometrica 


l'indirizzo generale: 

- Elaborazione dell'Informazione 


- Linguaggi Formali e Compilatori 

non numerica 


- Metodi di Approssimazione 

- Elaborazione di Immagini 

- Analisi Matematica 1 


- Elaborazione di Testi Letterari 

- Geometria 

l'indirizzo applicativo: 

- Elettronica 

- Algebra 

- Teoria c Metodi dell'Ottimizzazione 

- Fisica Numerica 

- Teoria ed Applicazioni delle Macchine 

- Economia e Organizzazione Aziendale 

- Fisica Superiore 

Calcolatrici. 


- Istituzioni di Fisica Teorica 


- Trattamento dell'Informazione 

- Istituzioni di Analisi Superiore 


nell'impresa (sem.) 


- Fisica 2 

- Linguaggi Speciali di Programmazione 

- Analisi Matematica 2 

l'indirizzo tecnico: 

- Logica Matematica 



- Macchine Calcolatrici Analogiche 

- Calcolo delle Probabilità e Statistica 

- Tecniche Numeriche ed Analogiche 

- Teoria dei Modelli 

- Sistemi per l'Elaborazione 

- Progetto di Sistemi Numerici 

dell'Informazione 1 

Due insegnamenti annuali (o l'equivalente) 

- Simulazione 

- Ricerca Operativa e Gestione Aziendale 

dovranno essere scelti tra i seguenti compie- 

- Statistica 


mentati comuni ai tre indirizzi: 

- Tecniche di Progettazione Automatica 

Insegnamenti fondamentali obbligatori co- 

- Analisi Numerica 

- Tecniche Direzionali 

muni a lutti gli indirizzi per il secondo biennio: 

- Bioelettronica 

- Tecniche Speciali di Elaborazione 

- Sistemi per 1 Elaborazione 

- Calcolo delle Probabilità 

- Teoria degli Algoritmi e Calcolabilità 

dell'Informazione 2 

- Cibernetica e Teoria dell’Informazione 

- Teoria degli Automi 

- Metodi per il Trattamento 

- Complementi di Gestione Aziendale 

- Teoria dei Giochi 

dell’ Informazione 

- Comunicazioni Elettriche 

- Teoria dei Grafi 

- Teoria dell'Informazione e 

- Controlli Automatici 

- Teoria delle Decisioni 

della Trasmissione 

- Controllo dei Processi Industriali 



Il primo biennio 


Comuni a tulli e Ire gli indirizzi, gli insegnamenti del primo biennio 
sono in lutto 11:5 al primo anno. 6 al secondo. Riponiamo brevemente 
i contenuti dei corsi svolti presso l'Università degli Studi di Pisa. 


Vettori. Sistemi di riferimento e moto dei corpi. Forze. Lavoro. 
Potenza. Energia. Impulso c quantità di moto. Attriti. Moto dei corpi 

Analisi Matematica I 

Calcolo combinatorio. Disequazioni. Insiemi. Numeri complessi. 
Successioni. Funzioni reali di variabile reale. Limiti. Derivate. Infinite- 
simi c infiniti. Integrali. 

Geometria 

Risoluzione di sistemi lineari. Vettori e matrici. Determinante. Indi- 
pendenza lineare. Spazi vettoriali e basi. Prodotto scalare canonico. Il 
procedimento Gram-Schmidt. Spazi euclidei. Autovettori c autovalori. 


Algebra 

Teoria degli insiemi. Relazioni di 01 
equivalenza. Cardi) 


Teoria e Applicazioni delle Macchine Calcolatrici 
Linguaggi di programmazione ad alto livello. Espressioni, comandi, 
procedure, liste, record e reference. Aritmetica dei calcolatori. Linguag- 
gi di tipo Assembler. Formato di istruzioni, registri, modi di indirizza- 
mento. Cenni di semantica denotazionale. 


Elettrostatica e sue leggi. Corrente elettrica e circuiti ohmmici. Con- 
densatori. Elettromagnetismo. Forza di Lorenz. Teorema di Ampere. 
Legge di Faraday sull'induzione elettromagnetica. Circuiti RCL. Pro- 
prietà magnetiche della materia. Equazioni di Maxwell. 

Analisi Matematica 2 

Integrali indefiniti e definiti. Funzioni di più variabili. Integrali mul- 
tipli. Integrali curvilinei. Serie. Equazioni differenziali. 

Calcolo Numerico 

Studio della propagazione dell'errore. Algoritmi di risoluzione di 
sistemi di equazioni lineari. Polinomi di interpolazione. Algoritmi di 
approssimazione. 

Calcolo delle Probabilità e Statistica 
Campionamenti. Probabilità composte e condizionate. Teorema di 
Bayes. Variabili aleatorie. Speranza matematica, varianza, indice di 
correlazione. Distribuzioni discrete. Densità di distribuzione. Catene di 
Markov. 

Sistemi per l'Elaborazione dell’Informazione I 

Reti combinatorie e sequenziali di Mealy e Moore. Sintesi e analisi 
delle reti. Sistemi di reti. Microlinguaggi c microprogrammazionc TS c 
PS. Parte operativa e parte controllo di un microcalcolatore. Strutture 
dati. Ricerche in tabelle. 

Ricerca Operativa e Gestione Aziendale 
Problemi di ottimizzazione. Programmazione lineare. Algoritmo del 
simplcsso. Teoria della dualità. Analisi di stabiliti! e parametrizzazione. 
Problemi di programmazione intera. Piani di taglio. Cammino minimo. 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


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ma solo il divieto di superare esami del 
terzo e del quarto anno: in questo modo 
uno può "sbiennare" in qualsiasi momento 
dell’anno. A Pisa, invece, se non si hanno le 
5 annualità allo scadere del termine si c 
praticamente bocciali c se ne parla l'anno 
prossimo per l'iscrizione al terzo. 

Comunque le diversità tra sedi non si 
limitano solo a faccende burocratiche: 
spesso ci sono differenze enormi tra i con- 
tenuti dei corsi. Per esempio Sistemi per 
l'Elaborazione dell'Informazione I (esame 
del secondo anno) a Pisa non ha nulla a che 
vedere col corrispondente esame di infor- 
matica a Bari: nella prima sede si studiano 
le reti combinatorie e sequenziali, nell'altra 
l'organizzazione dei calcolatori vista a vari 
livelli: linguaggio macchina, sistema ope- 
rativo. mieroprogrammaziónc, Assembler 
e linguaggi di programmazione compilati o 
interpretati. 

Il piano di studi 

Ottenuto il nullaosta per l'iscrizione al 
terzo anno (l'aver superalo almeno 5 esami 
annuali) lo studente di scienze deU'inlbr- 
mazione la le sue prime scelte: l'indirizzo 


da seguire e nell'ambito di questo gli esami 
complementari che intende superare. Gli 
indirizzi possibili come detto sono tre: Ge- 
nerale. Applicativo. Tecnico, i vari inse- 
gnamenti si distinguono in: 
obbligatori 

obbligatori per un indirizzo 
— complementari 

Per attuare queste scelte si consegna alla 
segreteria, sempre al momento dell'Iscri- 
zione al terzo anno, un piano di studi con- 
tenente appunto l'indirizzo c gli insegna- 
menti che lo studente intende seguire. Di 
questi ultimi il piano di studi ne conterrà di 
tutti e Irci tipi (per un totale di 7 annualità 
per il secondo biennio): ad esempio. Meto- 
di per il Trattamento dell'Informazione è 
un esame obbligatorio per tutti gli indiriz- 
zi. Linguaggi Formali e Compilatori c ob- 
bligatorio per l'indirizzo generale e cosi 
via. Per ogni indirizzo, poi, si potranno 
scegliere due o tre esami complementari 
(come al solito due esami semestrali conta- 
no come un esame annuale). La distinta 
delle possibili scelte è riportata nel riqua- 
dro [I] a pag. 55. 

Una nota simpatica di tutto l'andazzo 
universitario informatico, riguarda la mo- 


da di indicare gli esami (che come avrete 
notato hanno dei nomi abbastanza lunghi) 
con una sigla. Cosi Teorie c Applicazio- 
ni delle Macchine Calcolatrici diventa 
TAMC (a scelta dello studente con la e 
tinaie dolce o dura). Progetto Sistemi Nu- 
merici. PSN: Teorie dell'Informazione e 
della Trasmissione si abbrevia nel più gra- 
devole TIT. 

Calcolo delle Probabilità c Statistica, 
che dovrebbe chiamarsi CPS. generalmen- 
te c arricchito con una I. diventando più 
simpatico in CIPS (forse qualcuno avrà 
pensato Calcolo Inutile ecc.l. 

Metodi per il Trattamento delle Infor- 
mazioni (generalmente chiamato "meto- 
di" ) ha anch'esso la sua brava siglctta. 
MTI. che sembra essere anche abbrevia- 
zione di "metodi". 

ROGA. Ricerca Operativa c Gestione 
Aziendale, quando non si riesce a passarlo 
diventa un ROGO... e cosi via. 

Da sottolineare che l'uso di queste sigle 
non è diffuso solo tra studenti, ma invade 
professori, segreteria, libretti universitari. 
Fino al punto da dimenticare a volle il 
significato di una di queste sigle, magari a 


Il secondo biennio 


In questo riquadro troverete un sunto della maggior parte dei pro- 
grammi degli esami del secondo biennio di Scienze dell’Informazione. 
Per ragioni di spazio, ci scuserete, non abbiamo polutlo riservare più di 
poche righe per ogni insegnamento. 


Sistemi per /' Elaborazione dell' Informazione 2: 

Funzioni di un sistema operativo. Concetti di base: commutazione, 
interruzioni. Concetto di processo in sistemi uniprocessor e multipro- 
eessor. Mulliprograminazione e lime sharing. Processi concorrenti. 
Processi cooperanti. Comunicazione Ira processi. Politiche di ordina- 
mento. Gestione statica c dinamica della memoria. Gestione dell'infor- 
mazione. 

Metodi per il Trai lamento dell'Informazione ; 

Definizione della sintassi e semantica di formalismi. Macchine di 
Turing. Formalismi ricorsivi. Formalismo di McCarthy. LISP. Domini 
di Scott. Teorema del punto fisso. Grammatiche e automi per la genera- 
zione e il riconoscimento di linguaggi. Formalismi di interesse pratico 
(linguaggi di programmazione). Sintassi (teoria dei linguaggi formali) e 
semantica (meiodo denotazionale). Definizione completa di un lin- 
guaggio di tipo Pascal 
Linguaggi Formali e Compilatori: 

Linguaggi e macchine astratte loro associate. Semantica denotazio- 
nale e statica. Tipi di dato. Operazioni. Tipi di dato astratti. Specifiche 
algebriche. Dati con elTetti laterali. Controllo di sequenza. Controllo 
dati. Semantica denotazionale delle procedure. Supporto a tempo di 
esecuzione nei linguaggi Fortran. Algol 60. Pascal e LISP. 

Teoria della Informazione e Trasmissione: 

Misura dell'incertezza di un esperimento finito. Sorgenti di informa- 
zione discreta. Proprietà dei codici. Codifica in assenza di rumore. 
Trasmissione con canali rumorosi. Codici eorretlori. La distanza di 
Hamming. Codici a controllo di parità. Serie di Fourier. Trasformala di 
Fourier. Il teorema del campionamento. Processi casuali. Autocorrela- 
zione. Speltro di potenza dei segnali per la Irasmissione dei dati. Il 

Melodi di Approssimazione: 

Teorie delle manici. Autovalori e autovettori. Metodi computazionali. 
Teoremi di tipo spettrale. Melodi iterativi per la risoluzione di sistemi 
lineari. Interpolazione mediante funzioni spline. Processi di Markov. 
equazioni differenziali. Problemi di risonanza. 


Teoria e Metodi deU'Ollimizzazionc: 

Convessità: definizioni c teoremi. Programmazione a variabili intere 
c miste. Metodi di Lagrance e Kuhn-Tucker. F g n |u dra- 

licu. Metodi del gradiente. Metodi delle penalizzazioni. 

Economia e Organizzazione Aziendale: 

Fattori produttivi. I beni e il concetto di utilità. Curve di utilità totale 
e marginale. Teoria del prezzo. La domanda e l'offerta. Equilibrio fra 
produzione, domanda e occupazione. Investimenti. Bilancia pagamen- 
ti. Import-export e azione governativa. Inflazione da domanda e da 
potere di mercato. Investimenti, tecnologia e sviluppo. Cenni sulle 
monete e principali problemi monetari e bancari. Valutazione economi- 
ca dei sistemi EDP: analisi, costi, benefici. 

Trattamento dell'Informazione nell'Impresa. 

Il ruolo del calcolatore nell'impresa. Il documento meccanografico. 
Elaborazioni fondamentali, codifica. Gli archivi elettronici. La sicurez- 
za degli archivi c delle procedure. I metodi di ordinamento: classifica- 
zione e impiego. Automazione dei servizi di certificazione anagrafica, 
problemi di codifica e dimensionamento. La meccanizzazione dei servi- 
zi vendite e produzione in una cartiera. Un modello di produzione al 
minimo di un'industria alimentare. 

Teoria dei Sistemi : 

Controllo di processi. Tecniche digitali per l'elaborazione di segnali. 
Sistemi a grandi dimensioni. Sistemi dinamici, deterministici, lineari. 
Problema della controllabilità, della osservabilità. del posizionamento 
dei poli e della stabilità. Discrelizzazione dei sistemi continui. Sistemi 
anticipatori e non. Controllo di processi con calcolatore in linea. 
Tecniche hi urne riche e Analogiche. 

Sistemi analogici: trasformata di Laplace, clementi circuitali passivi, 
teoremi generali delle reti lineari, amplificatori con reazione, amplifica- 
tori operazionali, generatori di forme d'onda, filtri analogici, elementi 
di calcolo analogico, memorie analogiche. Sistemi digitali, campiona- 
mento, quantizzazioneedigitalizzazione dei segnali analogici, converti- 
tori A D e D A. sistemi a microprocessore. 

Analisi \umerica: 

Introduzione allo studio degli algoritmi. Procedure ricorsive, "divide 
ei impera". Problema della complessità di calcolo. Analisi c sintesi di 
algoritmi nell'algebra matriciale. Calcolo di funzioni razionali. Calcolo 
di un polinomio. Analisi dell'errore. Calcolo di un insieme di forme 
bilincari. Trasformala discreta di Fourier e sue applicazioni. Teorema 
cinese del resto. Algoritmi paralleli. Risoluzione in parallelo di un 
sistema di equazioni. 


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MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


Fisica due 

L'ultimo paragrafo di quest'articolo vo- 
glio dedicarlo alla pecora nera (a detta dcl- 
l'ultra-maggioranza degli studenti) degli c- 
satni di informatica. E opinione diffusa che 
la fisica agli informatici serva ben poco: in 
virtù di questo l'atto, la voglia di studiarla 
non ce l'ha nessuno. Qualche sforzo si può 
fare per fisica uno. poi basta! 

E così, se a qualcuno del terzo o quarto 
anno manca un esame del secondo, questo 
è certamente fisica due. L'odio diffuso per 
questa materia è inoltre alimentato dal fat- 
to che l'esame è tutt'altro che banale, e al 
compito scritto bisogna essere davvero dei 
fisici per raccapezzarcisi un po'. Di solilo 
sulle centinaia di studenti che si presentano 
all'appello si e no ne passano una decina. 

Tanto da spingere un gruppo di studenti 
(e questo non è successo solo a Pisa) a 
proporre al consiglio di corso di laurea 
l'abrogazione della materia, tutt'al piu so- 
stituendola con un esame a scelta. Sono 
state raccolte delle firme. Tante. Tantissi- 
me. In meno di tre giorni qualche migliaio. 
Hanno firmato per solidarietà (e soprat- 


tutto amore fraterno) anche quelli che ce 
l'avevano fatta, dopo tanti sforzi e soprat- 
tutto dopo tanti tentativi. 

Per quanto riguarda la proposta degli 
studenti non se n'é fatto ancora nulla. Cer- 
to la cosa non sarà facile, anche perché c'è 
da un po' di tempo aria di riforma totale 
del corso: si parla di portare da 4 a 5 gli 
anni e di istituire un "diploma" di informa- 
tica ottenibile con soli due anni di studio. 

F. poi... 

Oltre a fisica due, vi sono altri esami 
abbastanza difficilotti: sono però esami di 
informatica nel vero senso, e questo fa 
combattere con stato d'animo assai mi- 
gliore. Ad esempio, un esame molto grosso 
è Metodi per il Trattamento deH'Informa- 
zionc. del terzo anno: si studia la teoria dei 
linguaggi formali, la computabilità, le 
grammatiche generative, gli automi; in po- 
che parole tutta la teoria della Scienza del- 
l'Informazione. Sempre a Pisa, per questo 
esame è necessario superare una prova 
scritta e una orale. Fin qui niente di nuovo. 
La durata della prova scritta (cioè il tempo 
concesso allo studente per rispondere ai 


quesiti o risolvere problemi, tre o quattro 
in tutto) è di una settimana. Lo scritto dura 
una settimana, il candidalo ritira il testo 
del compito il lunedi e il luncd. successivo 
bisogna consegnare. Nessun timore da 
parte del professore di copiature: i quesiti 
sono cosi difficili che nessuno si fiderebbe 
mai dell'altrui operato. E poi c'è sempre 
l'orale (più di un'ora sotto torchio) che 
consente senza problemi al professore di 
vedere se... è farina del proprio sacco. Il 
"torchio", in genere, dura un'orctta o 
qualcosa di più. 

Altri esami constano invece di più prove 
scritte e magari tre orali (con tre professori 
diversi) o integrati da un progetto da svol- 
gere a casa nei mesi antecedenti la data 
dell'esame 

Insomma. il cammino non è facile. Per 
laurearsi in informatica bisogna davvero 
lavorare sodo. Non a caso solo poche per- 
sone riescono a laurearsi in tempo (in ger- 
go. i geni...), tulli gli altri al primo, secondo 

Buon lavoro: adesso che sapete cosa vi 
aspetta, cercate di non farvi passare la vo- 
glia. Vi consiglio vivamente, anzi, di farve- 


Proprietà principali delle cellule viventi. Funzione ncuronica. l'unzio- 
ne sinaptica. generazione dei segnali bioclcttrici. Classificazione dei 
segnali deterministici. Proprietà dei sistemi, sistemi lineari, sistemi li- 
neari tempo-invarianti. Analisi di Fourier per segnali e sistemi. Proce- 
dure di analisi di dati digitali. Tecniche di filtraggio digitale. 
Cibernetica e Teoria dell'Informazione: 

Teoria del controllo: feedback negativo, servomeccanismi, stabilità 
dei sistemi lineari. Teoria degli algoritmi: algoritmi normali di Markov. 
Funzioni c relazioni ricorsive. Teoria degli automi: reti di neuroni 
formali. Teoria dell'informazione: economia di codificazione, teoremi 
di Shannon. 

Complementi di Gestione Aziendale: 

Analisi dei sistemi informativi aziendali. Analisi del flusso informati- 
vo. Il flusso delle informazioni connesse con la gestione del magazzino, 
della produzione, delle vendite, dcH'approvvigionamento. della conta- 
bilità c del personale. Soluzioni automatizzate c criteri di progettazione 
degli archivi. 

Comunicazioni Elettriche: 

Il canale fisico. Il canale come sistema lineare. Il canale in presenza di 
rumore. I canali reali. La trasmissione digitale. Il modem per trasmis- 
sione dati. Il canale PCM. I protocolli di linea. Protocolli sincroni c 
asincroni. L'elaboratore IBM S/L Le reti geografiche: rete telefonica, 
telex e sistemi di commutazione. 

Linguaggio e metodi per la progettazione concettuale dei sistemi 
informatici. I sistemi di gestione di basi e di dati. Sistemi gerarchici, 
reticolari e relazionali. IMS. IDS-IL SQL/DS. Organizzazione degli 
archivi. Organizzazione sequenziale e ordinamento di archivi. Accessi 
per chiave primaria e secondaria. Organizzazione per associazione. 
Elaborazione dell'Informazione non Numerica: 

Introduzione all'Artificial Intelligence (Al). Sistemi e strumenti di 
PRE-AI. Logica dei predicati. Sistemi di regole. Strumenti hardware c 
software per AL Sistemi di AL Principi di ingegneria della conoscenza. 
Conoscenza procedurale e dichiarativa. Deduzioni con conoscenze 
contraddittorie. Sistemi esperti. Rappresentazione della conoscenza 
secondo Wcyhrauch. 

Elettronica: 

Microclcttronica digitale. Dispositivi semiconduttori in regime di 
commutazione. Circuiti logici. Tecnologie integrate. Microcircuiti digi- 
tali. Sistemi a microprocessore. Memorie di programma ROM. E- 
PROM. RAM. Circuiti di refresh. Microprocessori. Riferimenti a CPU 
commerciali. Interfacciamento con le periferiche. Gestione delle inter- 
ruzioni. 


Progetto di Sistemi Numerici : 

Architettura a livello di macchina microprogrammata. Organizza- 
zione di calcolatori convenzionali e microprogrammazionc. Meccani- 
smi di comunicazione e sincronizzazione. Architetture parallele. Sup- 
porti per la gestione della memoria. Architettura al livello del sistema 
operativo. Approcci alla progettazione di un sistema operativo. Tolle- 
ranza ai guasti e protezione. Programmazione concorrente. Architettu- 
ra dei sistemi distribuiti. Reti locali. 

Simulazione: 

Sistemi e modelli. Generazione di variabili aleatorie. Variabili casuali 
c pseudocasuali. Modelli matematici di sistemi stocastici. Modelli ma- 
tematici esatti. Modelli di simulazione discreta. Modelli per la valuta- 
zione. Analisi dell'output. Convalida del modello di simulazione. Lin- 
guaggi di simulazione. 

Statistica: 

Richiami e complementi di calcolo delle probabilità, variabili aleato- 
rie. funzioni caratteristiche. Stime parametriche. Metodo di massima 
verosimiglianza. Intervalli di confidenza. Test statistici: per ipotesi 
semplici c composte. Test del rapporto di verosimiglianza. Inferenza 
Bayesiana. Probabilità soggettive. 

Teoria delle Decisioni: 

Formazione dei turni dei veicoli: algoritmi di assegnamento c accop- 
piamento. tempi di partenza variabili, viaggi periodici. Formazione dei 
turni del personale viaggiante. Assegnazione dei turni agli autisti: il 
problema di accoppiamento Bottlcncck. il package BDROP. 

Tecniche Speciali di Elaborazione : 

Software engineering. La produzione del software. Adattamento 
di software esistenti. La qualità del software. La sicurezza del software. 
Il software dei microprocessori. La gestione della produzione del soft- 
ware: gestione tecnica, manageriale, economica. Tendenze di evoluzio- 
ne del software engineering. 

Teoria degli Algoritmi e Calcolahilità: 

Funzioni calcolabili da programmi imperativi: estensioni della teoria 
classica della calcolahilità. Semantica funzionale di un linguaggio ap- 
plicativo semplice (SL) nell'ambito della teoria della calcolahilità. Se- 
mantica operazionale di un linguaggio macchina rudimentale (TL). 
Esempio di compilatore e prova induttiva della sua correttezza. 
Logica Mutemalica 

Sistemi formali. Deduzione naturale. Teorie del I ordine. Logica 
intuizionistica. Richiami di ricorsività generale. Strutture topologichee 
d'ordine. Ordini parziali, insiemi enumerati. Insiemi enumerati (pre)- 
complcti. Sistemi per l'assegnamento di tipi. Semantica per i tipi. Teore- 
ma di correttezza. 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


57 


E CO? IL PER SONAL 
CON PERFORMANC 
DA FORMULAI. 


Chi guarda le corse in TV può 
pensare che il Personal Compu- 
ter che lavora in Formula 1 non 
abbia altro da fare che rilevare 
dei tempi. Ebbene, non è cosi. 
Perché la Formula 1 è, fra tutti 
i clienti, il più difficile: conti- 
nua a ricercare nuove solu - 1 



zioni e non si accontenta mai. 

Oggi al Personal Computer Olivetti si 
chiede la rilevazione nel puntodi massima ve- 
locità di ogni circuito. E il passaggio dei dati 
in tempo reale dal cronometraggio a tutti 
team. E confronti, valutazioni, ipotesi su ogn: 
variabile. E alla fine di una giornata di prove 
o di gara la somma di tutte le informazioni per 
la perfetta messa a punto delle vetture. 


Cosi, in fondo, in ogni buon 
risultato in Formula 1 c'è un po' 
del nostro lavoro e in ogni Perso- 
nal Olivetti c’è tutta la ricerca 
della perfezione richiesta 
dalla Formulai. 

Quante volte il vostro uffi- 
cio si trasforma in una pi- 


sta di Formula 1 e quante volte nel vostro 
lavoro si richiedono performance da Formu- 
la 1? Provate dunque a prendere con voi un 
Personal Computer Olivetti. Potrete constata- 
re subito come sappia trattare anche i pro- 
blemi più particolari. 

Con una eccezionale velocità di elabora- 
zione. Con una libreria di programmi pratica- 
mente illimitata, grazie alla compatibilità con 




gli standard. Con una gamma di soluzioni 
hardware rispondenti a differenti necessità 
Con una risoluzione grafica di livello superio- 
re. E con una leggibilità dello schermo che 
non ha confronti. 

Ecco perché i Personal Computer Olivet- 
ti sono stati scelti dalla Formula 1 e perché 
stanno riscuotendo in Europa e anche nei 
mercati più competitivi, come gli Stati Uniti, un 
successo che continua a crescere. 

Insomma, un Personal Computer Olivetti 
merita proprio di esser provato. 

Rivolgetevi ai Concessionari Olivetti che for- 
mano la rete di distribuzione, consulenza e 
assistenza più vasta d’Italia: specialisti di al- 
ta professionalità sempre pronti a spiegare, 
consigliare, risolvere, proporre. 


Oppure spedite questo coupon. Riceve- 
rete altre informazion i e potrete constatare che 
in un Personal Computer Olivetti c’è tutta la 
tecnologia di chi è abituato alle competizioni 
più dure e sa fornire performance da Formula 1. 
Ogni giorno anche nel vostro ufficio. 


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Inviare il coupon a: OLIVETTI - DIVISIONE PERSONAL 
COMPUTER, VIA MERAVIGL1 12 - 20123 MILANO 


olivelli 



In ( lue punitile della precederne versione di questa rubrica, per la precisione quelle di maggio c 
giugno scorsi, avevo parlalo dell'argomento "passeggiale nel piano". La prima parte era dedicala alle 
passeggiale "semplici" e parlava di passeggiate casuali, della tartaruga del Logo, di un giochino 
topologico detto Worms e di percorsi chiusi ed aperti: la seconda trattava invece delle passeggiate 
"ricorsive", ossia di quel tipo di percorsi definiti "di Peano" o “ Hilbert ioni" . dal nome dei matematici 
che per primi li hanno studiati. Questo tipo di percorsi è piuttosto particolare in quanto può essere 
generato solo facendo uso di una procedura ricorsiva, tale cioè che chiami se stessa nel suo corso. Le 
curve generate in questo modo godono di proprietà piuttosto strane, alcune delle quali erano state 
descritte ne! testo. Diversi lettori sono stati stimolali dall'argomento ed hanno sviluppato programmi 
ricorsivi di calcolo c tracciamento di curve dì Peano: rispondendo quindi all'invito contenuto 
nell'articolo hanno pensato di inviarli in redazione. Questa seconda puntata di MCintelliGlOCHI sarà 
quindi dedicata all'esposizione dei loro lavori, che come vedremo sono tutti piuttosto interessanti. 


Le passeggiate 
dei lettori 

di Corrado Giustozzi 

La tartaruga sulla curva del drago ... 



articolo sulle passeggiate ri- 
corsi ve (Passeggiando nel pia- 
no II. in MC n. 42 giugno 85. 
pag. 40) accennavo alla possi- 
bilità di scrivere programmi in 
Pascal che generassero curve 
di Peano: in effetti c abbastan- 
za classico che i produttori di 
compilatori Pascal forniscano 
nel pacchetto di demo per il 
loro prodotto anche un pro- 
gramma in grado di tracciare 


una curva di Hilbert del tipo di 
quella pubblicata in figura I 
dell'articolo citalo. Altri lin- 
guaggi moderni permettono la 
ricorsività. ma non pensavo 
che fossero molto diffusi qui 
da noi finché non mi sono visto 
arrivare programmi per pas- 


seggiate ricorsive scritti in Lo- 
go e addirittura in Lisp! Segno 
evidente che diversi utenti 
"creativi" hanno (finalmente!) 
abbandonato il Basic per pas- 
sare a qualche altro linguaggio 
piu remunerativo. 

Fra i vari interventi ricevuti 


credo che il più interessante sia 
quello di Piero Fiozzo, uno 
studente di informatica di Me- 
stre che ha usato il ben noto TI 
Logo IT su di un Texas TI 
W 4-A. Le sue sperimentazio- 
ni lo hanno portato a scegliere 
di tracciare curve aperte c non 
chiuse (come i fiocchi di neve) 
per le limitazioni imposte dalla 
macchina alla risoluz.ionc sullo 
schermo. La scelta del Logo 
come linguaggio mi sembra 




3*8 


^PHSSDR 3000 9 


60 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


Collaborare a MCintelliGIOCHI 


piuttosto degna di nota, so- 
prattutto alla luce della conci- 
sione del codice realizzato: tut- 
ti i programmi inviati (sei. per 
la precisione) constano di po- 
chissime istruzioni, cosa al- 
quanto stupefacente per chi in- 
vece è abituato alla prolissità 
del Pascal. I vari programmi 
eseguono alcune trasformazio- 
ni ricorsivc del tipo di quelle 
illustrate ncH'artieolo. oltre a 
qualche variazione sul tema ti- 
po l'anticurva della trasforma- 
zione quadrata "classica" c u- 
na trasformazione a base esa- 
gonale. Pezzo forte è però 
quello che calcola le cune del 
drago, realizzalo per mezzo di 
due procedure che si chiamano 
ricorsivamente l'una con l'al- 
tra. Per mezzo di esso il nostro 
lettore è riuscito a tracciare la 
curva del drago di ordine no- 
ve, potendo cosi alfine soddi- 
sfare la sua curiosità di vedere 


che tipo di disegno abbia in 
casa il buon vecchio Knuth. 
Inoltre c stato cosi gentile da 
allegare alla descrizione del 
suo lavoro alcune foto delle 
varie schermate, sia per evitar- 
si la fatica di copiare a mano i 
listali dei programmi (non a- 
vendo la stampante) sia per 
mostrare i risultali grafici dei 
suoi programmi anche a chi 
non dispone dello stesso siste- 
ma hardware + software. 
Pubblico volentieri alcuni di 
essi perche mi sembra che se lo 
meritino, e mi sembra giusto 
assegnare all'autore un abbo- 
namento ad MC per un anno 
per premiarlo del buon lavoro 
svolto. Gradirci comunque co- 
noscere l'opinione di altri Tc- 
xasiani dotati di Logo, o co- 
munque di altri Logofili in ge- 
nere. su questi programmi per 
vedere cos'altro si può tirare 
fuori da questo linguaggio nel 


Come vedete, i vostri interventi stanno cominciando ad 
arrivare e ad essere pubblicati. Vi rinnoviamo pertanto rinvi- 
lo a collaborare alla rubrica intelliGIOCHI: oltre alle critiche 
ed ai suggerimenti, sempre bene accetti, ci aspettiamo da voi 
soprattutto un resoconto delle vostre esperienze nel settore 
dei giochi intelligenti con il calcolatore. Potete mandarci 
spunti ed idee ma anche programmi completi; in caso questi 
fossero troppo lunghi o troppo legati alla macchina per essere 
pubblicali in queste pagine verranno dirottati alle apposite 
rubriche di software per le varie macchine. I migliori interven- 
ti verranno invece senz'altro pubblicati e discussi nell'ambito 
di questa rubrica, e compensati in modo proporzionale al loro 
interesse ed alla loro validità. 

MC intelliGIOCHI vuole essere un punto d'incontro e di 
stimolo per chi ama divertirsi col computer in modo creativo: 
aspettiamo quindi di conoscere le vostre reazioni ed i vostri 
interessi in merito. 

Le modalità di preparazione ed invio del materiale sono le 
solite: spiegate brevemente, ma chiaramente il soggetto, indi- 
cando non solo cosa avete fatto, ma anche come; listati e/o 
flowcharl sono utili, cosi come eventuali illustrazioni, foto 
dello schermo e cose del genere. In caso di programmi com- 
plessi sarà bene accludere una descrizione dell'algoritmo se- 
guito c delle routine principali del programma, e magari 
anche una versione del programma registrata su cassetta o 
dischetto. Non dimenticatevi di specificare chiaramente su 
che macchina e che configurazione girano i programmi, e di 
indicare le vostre generalità ed il vostro recapito non solo sulla 
busta ma anche sui fogli interni. Per motivi organizzativi non 
possiamo rispondere a tutte le lettere, e quindi vi preghiamo di 
non accludere francobolli per la risposta: comunque indicate 
chiaramente il vostro recapito telefonico, che ci potrà servire 
per comunicare rapidamente con voi in caso di necessità. 




MCmierocomputer n. 45 - ottobre 1985 


61 








?POSSHS 4000 



campo delle passeggiale pla- 

Un secondo intervento inte- 
ressante è giunto da Mauro 
Rev/onico del SunQLub Co- 
mo: si tratta di un paio di rou- 
tine molto brevi scritte niente- 
meno che in Lips per il Sinclair 
QL: la prima traccia il fiocco di 
neve esagonale di Koch, la se- 
conda quello quadralo di 
Mandelbrot. Il Lisp adoperato 
(QL Lisp Dcvclopmcnt Kit 
della Metacomco) c dotato del 
set completo di istruzioni Tur- 
tlcgraphics del Logo, ed c 
quindi in grado di pilotare di- 
segni sullo schermo. Purtrop- 
po questi programmi meritano 
solo l'onore della citazione, in 
quanto l'autore non si è profu- 
so mollo in spiegazioni; lo in- 
vito. se vuole, a riscrivermi ac- 
cludendo maggiore documen- 
tazione e magari qualche foto 
dei risultati. 


Ultimo degli interventi di 
cui vorrei parlare in questa 
puntata è quello di Carlo Ran- 
done di Chivasso. che ha invia- 
to un corposo programma in 
Pascal (oltre 280 righe) che im- 
plementa tutte le procedure ri- 
corsive discusse nell'articolo. 
Sviluppato in Hisoft Pascal 4T 
su di un Amstrad CPC 464. 
permette il tracciamento delle 
varie curve in modo guidato 
da menu. Il programma c ben 
fatto anche se soffre di una cer- 
ta scarsezza di portabilità: 
l'autore non ha però accluso 
esempi dei risultali ottenibili 
col programma, e quindi è dif- 
ficile valutarne le prestazioni 
ad occhio. 

E a proposito del tornare 
sull'argomento, ho notato che 
tutti gli interventi ricevuti sul- 
l'argomento “passeggiate nel 
piano" erano incentrati sui 
percorsi di Peano presentali 


nella seconda parte, mentre 
nessuno si c occupato degli ar- 
gomenti trattati nella prima. 
Mi meraviglio in particolare 
del fatto che nessuno abbia 
sviluppalo un programma di 
Worms: i casi sono due. o l’ar- 
gomento non è stato ritenuto 
abbastanza interessante oppu- 
re le difficoltà insite nella rea- 
lizzazione del programma 
(specialmente per l'elevata ri- 
soluzione necessaria in uscita) 
hanno scoraggiato i volentero- 
si. Eppure mi sembra che que- 
sto giochino non sia affatto 
banale, rappresentando forse 
un analogo del più famoro Li- 
fe nell'ambito dei percorsi pla- 
nari. Mi piacerebbe sentire 
qualche opinione in merito, 
cosi come ricevere ulteriori re- 
soconti sullo studio delle curve 
ricorsivc. 

In particolare c'è ancora 
molto da dire su quelle del dra- 


go: ad esempio nessuno di 
quelli che hanno scritto si è ac- 
corto che si possono unire 
quattro draghi per la coda in 
modo da formare un disegno 
complesso nel quale le quattro 
curve non si intersecano l'una 
con l'altra. Chi è in grado di 
scrivere un programma per ge- 
nerarlo? Fino a quale ordine 
delle curve si può fare una cosa 
del genere, sempre ovviamente 
evitando incroci fra curve di- 
verse? Questi sono solo due fra 
i quesiti interessanti riguar- 
danti queste curve. Come dice- 
vo prima, può darsi che in fu- 
turo si potrà tornare sull'argo- 
mento. sempre che la quantità 
e la qualità del feedback rice- 
vuto lo consentano. 

E con ciò termino questa 
puntala; appuntamento al so- 
lito fra trenta giorni per af- 
frontare insieme un argomen- 
to ancora diverso. MC 



MCmicrocomputer n 45 - ottobre 1985 



Scrivete le parole da pronun- 
ciare "Lei" le leggerà: 

LET S$ = “sAlve" enter 
sentirete la parola salve dal- 
l'altoparlante del T.V. 

Molti programmi prevedono 
a (Birds and thè 
, Lunar jet man, ma- 
ziacs, VOICE CHESS ecc. 
Compreso nel prezzo manuale completo in " 
programma compilatore per farle pronunciare in italiano 
qualsiasi parola richiesta. 

Parla attraverso il televisore con chiara voce sintetica. 


COMPRESE: 4 cartucce con 5 programmi (introduc- 
tory, master file, tasword two antattack, games desi- 
gner). Istruzioni in italiano 


SPECTRUM 48K PLUS 









■ 




(| Con questo gioco che la Anirog ci mel- 
] tc a disposizione avremo la possibilità di 
j provare la nostra abilità di piloti nella 
fi caccia agli aerei nemici in zona di guerra. 
I 1 Non è questa però, la sola funzione di 
Jump jet. Se vogliamo, infatti, potremo 
semplicemente impratichirci nella guida 
'ì di un aereo da guerra esercitandoci in 
1 decolli ed attcrraggi in condizioni atmo- 
| sferiche precarie. 

I In realta, non si tratta di un simulatore 
di volo mollo complesso ma. nonostante 
i ciò. potremo incontrare difficoltà tali da 
n far si che il gioco non ci annoi tanto 

I presto. Questo è anche dovuto al fatto 
J che. il divertimento è di tipo... prolunga- 
' to! Buona parte di esso, viene infatti spc- 
y so per prendere dimestichezza con il qua- 
|| dro di controllo cercando di eseguire, in 

II maniera ottimale, tutte le sequenze che ci 
permettano di volare e di intercettare le 

f nostre mete servendoci solo di un radar e 
degli altri strumenti di bordo. Ma andia- 
mo per gradi. 

I La prima cosa da fare c quella di scc- 
i gliere il grado di difficoltà. Le prime volle 
I assumeremo quello di apprendista, che ci 


perdona molli errori. A questo punto po- 
tremo iniziare le operazioni. Il nostro ae- 
reo è un veicolo a reazione che possiede 
dei getti orientabili; è situato a bordo di 
una portaerei e decolla in verticale. L’a- 
zione si svolge fondamentalmente su tre 
quadri con grafica non molto appari- 
scente ma abbastanza efficace — che so- 
no sempre visibili su uno schermo di cui. 
la parte inferiore, è costantemente rap- 
presentala dalla strumentazione di bor- 
do mentre, quella superiore, assume un 
aspetto diverso a seconda delle circostan- 
ze. Il primo quadro ci fa vedere il ponte 
della nave sulla quale è fermo il nostro 
aeroplano con i motori accesi e pronto al 


decollo. Alzarsi e cominciare a volare è 
estremamente semplice. Basta portare la 
potenza dei motori al massimo, ricavan- 
do cosi la massima spinta, c posizionare 
gli ugelli in verticale per rendere tale spin- 
ta efficace verso l'alto. L'incremento e il 
decremento della potenza, indicate da un 
apposito strumento sul quadro di con- 
trollo. si ottengono servendosi dei tasti 
**+” e mentre i numeri da I a 4 ci 
danno quattro orientazioni diverse per i 
getti. Le varie posizioni di questi ultimi 
sono rilevabili sul quadro comandi su 
cui. in alto a sinistra, è rappresentata la 
sagoma dell'aereo vista di profilo da cui 
fuoriescono appunto gli ugelli orientati. 



64 


MCmicrocomputer n, 45 - ottobre 1985 





Quando superiamo i 50 piedi di altezza 
cambia il quadro e la parte superiore del- 
lo schermo si divide mostrandoci due im- 
magini del veivolo: una sua vista laterale 
ed una vista dal di dietro, insieme alla 
sagoma della portaerei guardala sempre 
secondo le stesse angolazioni. Conti- 
nuando a salire c superati i 200 piedi di 
quota, lo schermo superiore cambierà ul- 
teriormente c ci ritroveremo a volare so- 
pra il mare che vedremo, guarda caso, 
come lo si vedrebbe da una cabina di 
pilotaggio di un aereo. Potremo a questo 
punto posizionare i propulsori a 45 gradi 
e cominciare il volo vero e proprio. 

Non è certo questa la sede per illustra- 
re una teoria di volo nè per un'ampia 
panoramica sulla strumentazione del- 
l'aereo. Ci limiteremo quindi a dare una 
rapida visione conclusiva d'insieme. Una 
volta per aria, avremo due possibilità: la 
prima consiste ncll'escrcitarsi ad atterra- 
re. cosa non tanto facile da fare su di una 
portaerei. L'altra, invece, ci permette di 
visualizzare sullo schermo un mirino ret- 
tangolare e andare quindi a caccia del 
nemico. In entrambi i casi, l'obiettivo è 
sempre individuabile sul radar di bordo e 
noi dovremo pilotare l’aereo, servendoci 
del joystick, fino a far coincidere tale 
obiettivo con una linea di riferimento in- 
dicata quindi porre in assetto orizzontale 
l'acroplanino che compare sull'orizzonte 
artificiale del quadro di controllo c diri- 
gerci verso tale obiettivo. 

Il gioco nel suo insieme c abbastanza 
vario e. man mano che si prende dimesti- 
chezza con esso, partendo dal secondo 
livello si riceverà una promozione al li- 
vello successivo ogni volta che si porte- 
ranno a buon fine un certo numero di 
operazioni. Per gli errori fatali, il compu- 
ter lira fuori la voce e ci rimprovera a- 
spramente. Il livello di gioco più elevato è 
il quinto. In esso noi avremo un grado 
molto alto, quello di comandanti di 
squadriglia, e dovremo vedercela con un 
mare mollo agitato a causa della tempe- 
sta che imperversa e dovremo intercetta- 
re ed annientare ben quattro aerei nemici 
prima che essi annientino noi. 

Come già detto, il gioco impegna ab- 
bastanza e le sue potenzialità possono 
essere sfruttate in pieno da tutti grazie ad 
un manuale che la Anirog si c premurata 
di pubblicare in ben dieci lingue, compre- 
so l'Italiano naturalmente. 

TP. 


Fare il gallo è un mesticraccio. Ce lo 
dimostra la Fircbird con questo gioco 
dalla grafica non molto elaborata che 
vede appunto un gallo alle prese con un 
pollaio molto movimentato e con una 
moglie che non gli perdona nulla 

Lo scopo del gioco c quello di far la 
guardia al pollaio sotto le spoglie di gallo 
c difendere le uova che la gallina ha depo- 
sto prima di ritirarsi in... cucina. Il pol- 
laio va difeso da ogni genere di animali 
(porcospini, topi, moffette, serpenti) che 
possono penetrarvi da una delle due por- 
te laterali e perciò dovremo essere sempre 
all'erta. Per scacciare l'intruso basta diri- 
gersi verso di esso servendosi del joystick 
c. quando ci si trova a tiro, premere il 
pulsante del fuoco per dargli una beccata 
e convincerlo ad uscire. 

Man mano che il gioco evolve, i distur- 
batori si fanno sempre più audaci e co- 
minciano a penetrare in massa ed il no- 
stro compito diventa mollo difficile. Se 
uno di essi riesce ad arrampicarsi su per 
la scaletta c ad impadronirsi dell'uovo, 
perderemo una vita. E a togliercela c pro- 
prio moglie gallina che si precipiterà fuo- 
ri dalla cucina attrezzata con un robusto 
matterello e ci riempirà di legnale. 

Si guadagnano punti col progredire 
del tempo nel senso che. più riusciamo a 


respingere le insidie, più il contatore dei 
punti sale. Un ulteriore incremento si ot- 1 
tiene ogni volta che riusciamo a beccare 1 
un vermetto che compare nell'aia seguito I 
da un suono stridulo. 

Come dicevamo poc'anzi, la grafica 
nonècntusiasmanlccnon ricalca le orme j 
delle schermate introduttive che ci fanno 
sperare sempre in giochi dalla grafica | 
sensazionale. In compenso, ci viene pre- 
sentato uno scenario dai colori vivacissi- 
mi che certamente non dispiace. Anche le 
musichette che descrivono le varie situa- 
zioni sono abbastanza gradevoli e si fan- 
no quindi ascoltare volcntieri. 

II gioco può essere giocato sia serven- 
dosi dei tasti "Z". "X". insieme I 

alla barra spaziatrice che viene utilizzata 
per imprimere delle dure beccate, sia u- 
sando il joystick. In entrambi i casi la 
manovrabilità non è comunque mollo 
soddisfacente. 

Il gioco viene fornito su cassetta ed il 
caricamento, anche se è del tipo veloce, 
conte indicato sul contenitore, non ci gra- 
zia da una lunga attesa davanti al compu- 

T.P. 


MCmicrocompuler n 45 - ottobre 1985 




I Ninja erano, nei secoli passati, le spie 
con licenza di uccidere dell'impero giap- 
ponese. Sono stale particolarmente atti- 
ve nelle due regioni di Roga e di Iga. che 
all'epoca si contendevano il potere sul- 
l'intero Giappone. 

Prima che la contesa sfociasse in una 
guerra aperta, fra Roga c Iga si scatenò 
una guerra di Ninja. 

In questo gioco, che rievoca quell'o- 
scuro periodo, sosterrete la parte di un 
Ninja al servizio di Iga e dovrete penetra- 
re nel territorio Roga ed ingaggiare un 
feroce combattimento con le spie nemi- 
che. 

L'azione si svolge in tre fasi distinte: 
l'assalto al castello, la lotta all'interno 
della costruzione ed infine la battaglia sui 
tetti. Per passare da una fase all'altra 
basta uccidere il numero di nemici indi- 
calo nella zona inferiore dello schermo, 
che riporta anche le solile indicazioni sul 
punteggio. 

Raccogliendo le pergamene magiche 
sparse qua e là si possono acquisire dei 
poteri straordinari, che dipendono dal 
colore della pergamena trovata; con 
quella blu. ad esempio, si diventa invisi- 
bili. MB. 



Produttori-. 

Hudson Soft Lld. 
Distributore: Melchioni S.p.a. 
Prezzo:/ 13 500+ IVA 


Di questo gioco ci siamo già occupati 
nella versione per Spectrum; quella per 
computer MSX è virtualmente identica 
anche se leggermente migliore per quan- 
to riguarda la grafica. 

Lo scopo del gioco è quello di fermare 
un treno dirottato dai banditi; un elicot- 
tero vi porta sull'ultimo dei vagoni c da li 
dovete cercare di raggiungere la motrice 
per arrestarne la corsa. I banditi vi insc- 
guono sui vagoni lanciandovi dei coltelli; 
per difendervi potete aspettarli a piò fer- 
mo per cercare di buttarli giù dal treno 
oppure provare a catturare un uccello- 
serpente. strano, ma fedele pennuto, e 
scatenarlo contro gli inseguitori. 

Giunti a metà del treno l’azione si spo- 
sta dentro ai vagoni, dove oltre ai banditi 
ci sono delle viti volanti (!) e dei fantasmi 
altrettanto pericolosi. 

Per riuscire ad entrare nella motrice 
bisogna prima procurarsi la chiave della 
porta, che si trova nella penultima car- 
rozza. 

Una volta fermato il treno si ricomin- 
cia da capo, naturalmente con un nume- 
ro maggiore di banditi ed ostacoli vari. 

MB. 



\huTmSÒf, Lld. 
Distributore: Melchioni S.p.a. 
Prezzo: !.. 13.500 + ir A 


Milk è il nome di un pupazzetto che 
vive dentro ad un grande labirinto, nu- 
trendosi di frutti. 

Dentro al labirinto vivono anche i 
Nuts, suoi mortali nemici, che gli danno 
una caccia spietata. Fortunatamente i 
Nuts hanno una libertà di movimento 
limitata: possono infatti passare solo sul- 
le zone di un particolare colore. Il proble- 
ma c che Milk spostandosi, lascia dietro 
di sé una scia proprio del colore sbaglia- 
to. sulla quale i Nuts possono rincorrerlo 
tranquillamente. Mangiati tutti i frutti 
compare nel labirinto un cuore rosso: 
mangiato anche quello si passa al labirin- 
to successivo. Le zone raggiungibili in 
lutto sono 24 e naturalmente ad ogni 
passaggio di livello sarà sempre più diffi- 
cile sfuggire ai diabolici Nuts. 

Una caratteristica mollo simpatica del 
programma è costituita dalla possibilità 
di disegnarsi da soli i propri labirinti: il 
gioco prevede infatti un opportuno edi- 
tor che consente sia il disegno della nuo- 
va pianta che la scelta della disposizione 
dei frutti. I labirinti creati possono poi 
essere salvati su cassetta. 

MB 


f ■ 

ImIé 


H^'mSÒ/l Ud. 

Distributore: Melchioni S.p.a. 
Prezzo: I. 13.500 i II’ 3 



66 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 




T150D personal computer 

E come tutti i tigli del Sol Levante, è un collaboratore 
solerte e molto, molto disponibile 
Intatti TOSHIBA T1500 è totalmente compatibile con 
il PC IBM' hardware e software 
Con 1 suoi 128 Kbyte di memoria, espandibile fino a 640 
Kbyte. la possibilità di usare sia floppy che hard disks. la 
grande versatilità che gli consente di collegarsi ad ogni 
tipo di peritoneo. TOSHIBA T1500 è un collaboratore in- 
faticabile. di dimensioni tali da non poterlo considerare 
invadente e soprattutto, con un rapporto prestazioni- 
prezzo tra i più interessanti sul mercato,- perché da buon 
giapponese, TOSHIBA T1500 ama il suo lavoro più di 
ogni altra cosa 


TOSHIBA 


COfTÌPUTER 

Madein Japan 


SHE3 


00165 Homo TH06/6ZÌ6W 


Il tuo nuovo 
braccio destro 
à Giapponese 

15 - 






Se vi sono piacimi i telefilm di Hazzard 
trasmessi da Canale 5 ecco qua il gioco 
ispirato alle avventure dei cugini Duke. 

Per estinguere un debito contratto con 
il malvagio Boss Hogg. Bo e Luke devo- 
no assolutamente vincere l'annuale corsa 
(automobilistica, c ovvio!) di Hazzard in 
modo da intascare 5000 dollari in palio. 

Naturalmente tutta la polizia di Haz- 
zard, con lo sceriffo Roscoe in testa, ten- 
terà di mettere loro i bastoni tra le ruote. 
Ad aiutare Roscoe interverranno anche 
tre invidiosi vicini: Jelhro, Jake e Cletus, 
che con un elicottero, un vecchio mono- 
plano ed una mongolfiera bombarderan- 
no dall'alto il povero Generale Lee. 

Come già saprete il Generale è dotato 
di spiccate virtù acrobatiche, tanto che 
uno dei comandi fondamentali previsto 
dal gioco è quello di salto, che in molti 
casi è l'unico modo di evitare gli ostacoli. 
Un modo più brutale di liberarsi la stra- 
da quando si fa incontro qualche veicolo 
e non è possibile scansarlo, è quello di 
lanciargli contro un candelotto di dina- 
mite. merce di cui i due Duke sembrano 
essere ben fomiti. 

Per far accellcrarc la macchina si deve 
I martellare il più velocemente il tasto M. c 
i considerata la robustezza (sic!) della la- 
j stiera dello Spcctrum non è che la cosa ci 
piaccia troppo. MB 



Produttore: 

55. Br, ultimi Street. Wahall. Englaml 


Overlords è un gioco di strategia grafi- 
co per due giocatori; non si può quindi 
giocare contro il computer, come in altri 
prodotti simili della Lothlorien. A com- 
pensare largamente questa mancata pos- 
sibilità vi è una caratteristica pressoché 
unica: mentre nei classici wargame i gio- 
catori muovono a turno, in questo fazio- 
ne procede simultaneamente per entram- 
bi, e diventa quindi fondamentale la rapi- 
dità nelle decisioni per poter precedere le 
mosse dell'avversario. Non solo: si può 
anche giocare con due Spectrum collega- 
ti in rete locale tramite interfaccia I! 

L'area di gioco è divisa in dodici zone 
(c'è anche una versione ridotta del gioco 
con solo sei zone); sullo schermo ne viene 
mostrata una per volta, opportunamente 
ingrandita: la situazione generale può co- 
munque essere tenuta sotto controllo 
grazie ad una mappa che mostra l’intero 
piano di gioco. 

Le truppe vengono spostate usando la 
tastiera o il joystick, e le battaglie sono 
automatiche quando i due opposti eserci- 
zi vengono in contatto. 

L'obiettivo finale è quello di riuscire 
ad uccidere il re nemico, che appare in 
inverso sullo schermo, oppure conquista- 
re un numero predeterminato di castelli 
(da 7 a 12). 

MB. 



Produttore: 

M.C Lothlorien 

56 A Park iMtte, Povntott. Stockpart. 
Che, tire SK I? IRE 


La fusione fra la mente e la macchina: 
cosi la Incentive presenta il suo nuovo 
programma. Quello che è certo è che con 
Confuzion la mente (la vostra) si avvici- 
nerà pericolosamente al punto di fusio- 
ne. Il gioco infatti è molto bello, ma an- 
che difficilissimo e consiste nel riuscire a 
far esplodere tutte le bombe che si trova- 
no nei 64 settori di una fabbrica di armi. 
Riuscirci è facile a dirsi, ma non a farsi: 
ogni settore è costituito da una serie di 
blocchi mobili che si possono spostare '• 
uno alla volta, come nel vecchio giochino 
del quindici. Spostando i blocchi si modi- 
ficano anche lutti i collegamenti all'inter- 
no del settore, ed il trucco consiste pro- 
prio nello spostare i blocchi in modo da 
inslradare una scintilla fino alla bomba 
da eliminare. Il tempo a disposizione per 
ogni bomba é assai limitato, mentre è 
terribilmente difficile riuscire a compren- 
dere come si modificheranno i corridoi 
del settore dopo ogni spostamento, cosi 
dopo poco ci si ritrova in preda al panico 
a muovere i blocchi in maniera assoluta- | 
mente frenetica e casuale nella speranza 
di riuscire a creare il passaggio giusto. 

Per giunta in alcuni settori bisogna sta- 
re attenti a non far finire la scintilla con- 
tro delle gocce d'acqua messe in circola- 
zione dal sistema di protezione della fab- 
brica. M.B ' 





MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



Il tuo "cervello" in più 
è Giapponese 


I giapponesi sono piccoli? Alcuni si Ma sono g 

anche molto robusti, veloci di riflessi e dotati di « 

un'intelligenza viva e poliedrica Proprio come P- 

TOSHIBA TllOO, il personal computer così picco- 
lo e maneggevole da entrare comodamente in 
una 24 ore, ma cosi potente da poter competere 
con i personal da tavolo di prezzo notevolmen- 
te superiore. Perchè TOSHIBA TllOO oltre ad ave- 
re un rapporto prezzo-prestazioni eccezionale è 
tecnologicamente superiore e totalmente com- 
patibile con il PC IBM • e con il suo software 
Con una memoria di 256 Kbyte, espandibile a 
512 Kbyte, un video a cristalli liquidi con una ri- 
soluzione grafica di 640x200 pixel oltre all’in- 
tettacela standard RGB e video composito, un 
disk drive interno da 720 Kbyte, la possibilità di 
un secondo drive esterno e un'autonomia di ol- 
tre otto ore con le batterie ricaricabili. TOSHIBA 
TllOO è molto di più di un personal portatile È 
un vero cervello in più. ma non pensa avida- 
mente al vostro denaro 


Toshiba 1 TllOO 


IBM e IBM PC sono marchi registrati dalla Inlemational 
Business Machines Corporation 


TOSHIBA 


COfTÌPUTER 

Madein Japan 


ama 


Telefono 



PERSONAL COM 

NATO DA POCO, MA GIÀ CON 


35 anni fa iniziava a funzionare l’UNIVAC I, il 
primo elaboratore elettronico prodotto in serie. 
Fin da allora, la Sperry è sempre rimasta 
all'avanguardia dell’informatica. 


Primato tecnologico che oggi trasferisce anche nel 
Personal Computer. 

Il P.C. Sperry è potente, flessibile, affidabile, 
compatibile. In grado di utilizzare il software dei 


PUTER SPERRY 

35 ANNI DI ESPERIENZA. 


P.C. più diffusi, geniale nella s 
con le più ampie garanzie di 
assistenza attraverso 
tutte le filiali Sperry 


facilità d’uso, 


^SPER^V 


rete nazionale di concessionari. Nemmeno 
un grande inventore 
chiederebbe di più ad un 
personal. 


L'ORIGINE, IL PRESENTE, IL FUTURO DELL'INFORMATICA. 





Toshiba HX-23 


MSX 2 


di Maurizio Bergami 


Diabolici uomini del sol levante: non fai in 
tempo a stupirti per l'ultima cosa che hanno 
realizzato che loro ne stanno già studiando 
non dico la seconda generazione lanche se 
non te lo dicono subito quella l'Iumno giù 
tranquillamente finita e stanno pensando so- 
lo al momento giusto di lanciarla sul merca- 
to l . ma la terza 0 Ut quarta. 

In quest'ottica l'arrivo dell'MSX 2. ad 
una distanza tutto sommato assai breve dal- 
l'apparizione dell'MSX f. non dovrebbe 
nemmeno stupire troppo. E chiaro ormai che 
si deve parlare di un progetto MSX che 
sicuramente non si esaurirà con il secondo 
passo appena compiuto. In questi termini si è 
del resto espresso assai chiaramente Kay 
Nishi. vicepresidente della Microsoft e "pa- 
dre" dell'MSX. ad una conferenza stampa 
tenuta all'ultimo PC W Show di Londra il 4 
settembre. 

È importante sottolineare che gli MSX 
sono totalmente compatibili con gli MSX 2 
I naturalmente non è vero il contrario/: la 
compatibilità di cui tanto si è parlato all’ ap- 
parire dei primi modelli non era quindi l'uni- 
ca prevista dallo standard : accanto a quella 
compatibilità "orizzontale" { cioè tra mac- 


chine della stessa generazione ) va ora consi- 
derata una compatibilità "verticale", tra ge- 
nerazioni successive. Questo secondo tipo di 
compatibilità costituisce, come l'altro, un 
fenomeno quasi completamente nuovo per il 
mercato, ed è altrettanto fondamentale in 
quanto garantisce all'utente la longevità sia 
del software che delle periferiche acquistale, 
due fattori che. in tenóni di costo, sono spes- 
so molto più rilevanti dello stesso computer. 

E tra l'altro, considerando anche che l'ef- 
fettiva massiccia introduzione delle nuove 


macchine sul mercato non è proprio immi- 
nente. consente al potenziale acquirente di 
non aspettare I MSX2 ma dì rivolgersi in 
tutta tranquillila alla generazione attuale: 
se proprio vorrà, potrà in seguito sostituire 
la sola unità centrale, beneficiando dei mi- 
glioramenti e senza perdere nulla in termini 
di software e periferiche. 

Ma cosa offrono in più questi nuovi MSX 
2? Lo scopriremo esaminandone uno da vici- 
no: il Toshiba HX-23. 

La macchina consegnatat i dalla Melchio- 


72 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 






ni è uno ilei primissimi esemplari di MSX 2 
giunti in Italia: si tratta ancora del modello 
in vendila in Giappone, chiaramente ricono- 
scibile dalla tastiera dotata dei caratteri 
Kanji. Naturalmente la versione che tra 
qualche mese sarà commercializzata qui da 
noi sarà quella europea, che al posto dei 
caratteri giapponesi prevede un set alterna- 
tivo di caratteri grafici. 

Descrizione generale 

Iniziamo, come al solito, dando un’oc- 
chiata all'esterno. L'aspetto dcll’HX-23 c 
quello di un nonnaie MSX c solo un picco- 
lissimo "2" accanto al classico logo ne rive- 
la l'appartenenza alla nuova serie. 

La tastiera è di ottima qualità; i tasti 
sono leggermente scolpiti e disposti su file 
ad altezza crescente, in modo da facilitare 
la digitazione. Nella fila supcriore sono 
ben visibili i tasti funzione, cui il Basic 
assegna all’accensione alcune tra le funzio- 
ni e le parole chiave più comuni; il loro 
significato è comunque modificabile con lo 
statement KEY. Sopra alla tastiera trovia- 
mo lo slot di espansione, per le cartucce 
Rom o le varie interfacce MSX, che è mu- 
nito del microswilch di protezione contro 
i... distratti che tentano di inserire le car- 
tucce con il computer acceso. 

L'alimentazione, come già nei Toshiba 


Toshiba Corporatioi 
Tokio, Giappone 


Melehioni S.p.A. 

Via P. Coltella. 37 Milano 


MSX 1, è entrocontenuta; l'interruttore di 
accensione si trova sul lato sinistro del 
computer. 

Passando al retro iniziamo a trovare 
qualche novità. I connettori sono numero- 
si; il più appariscente è il secondo slot di 
espansione, fornito di una vistosa guida di 
plastica che impedisce alle cartucce di o- 
sgillare pericolosamente dopo rinscrimen- 
to. 

Subito a fianco troviamo il connettore 
Amphenol per il collegamento della stam- 
pante parallela (la relativa interfaccia c ob- 
bligatoria nell'MSX2). Sopra di esso vi è 
l'uscita audio, che è stereofonica; non si 
tratta però di una cosa prevista espressa- 
mente dallo standard, ma di una simpatica 
aggiunta della Toshiba. F tre canali del ge- 
neratore sonoro sono ripartiti in questo 
modo: il secondo esce sul canale sinistro, il 
terzo sul destro mentre il primo su entram- 
bi. Un interruttore a slitta permette di pas- 
sare da stereo a mono. 


Proseguendo verso destra troviamo le 
uscite video: quella composita (che nell'e- 
semplare in prova è NTSC), quella RF ed 
infine quella RGB. 

L'ultimo connettore presente sul pan- 
nello posteriore é quello dell'interfaccia 
RS 232 C. 

Rimangono da citare la presa DIN pen- 
lapolare per il registratore a cassette ed i 
due connettori per joystick, che si trovano 
sul lato destro della macchina. 

L’hardware 


Com'è noto l'hardware dcll'MSX I è 
basato su un microprocessore Z 80, un 
coprocessore video TMS 99I8A ed un ge- 
neratore di suoni AY-3-8910. 

Nel passaggio all'MSX 2 questa struttu- 
ra di base è rimasta invariata, in modo da 
mantenere intatta la compatibilità hard / 
soft dello standard. A prima vista però le 
cose sembrerebbero diverse: ci si accorge 
subito che c cambiato il coprocessore vi- 
deo, che ora è un grosso VLSI a 64 piedini 
progettato espressamente per l'MSX 2. 

Questo nuovo chip, chiamato MSX vi- 
deo, altro non c se non un TMS 9918 c- 
spanso, mollo più potene del fratello mino- 
re: le principali novità dcll'MSX 2 riguar- 
dano, infatti, proprio la grafica, come ve- 
dremo in un apposito paragrafo. 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


73 





La Ram gestita direttamene dall'MSX 
Video è di 128 Kbyte. e questo dovrebbe 
già far comprendere di quali brillanti pre- 
stazioni sia capace questo nuovo eoproces- 
sorc (sugli MSX I la VRam era di soli 
I6K). A dire il vero la VRam minima pre- 
vista dal nuovo standard è di 64 Kbyte; 
visti i costi, in continuo ribasso, dei chip di 
memoria è probabile che la maggioranza 


dei costruttori segua l'esempio della T oshi- 
ba montando direttamente i I28K. 

La Ram normale ammonta invece a 64 
K. che ora è il minimo richiesto. Opzional- 
mente gli MSX 2 possono impiegare un 
chip dedicato capace di gestire sino a 4 
Mbyte di memoria centrale, ma finora non 
abbiamo avuto notizia di macchine con 
più di 64K. Il Basic ed il sistema operativo 


occupano ora 48 K. contro i vecchi 32K. A 
proposito di Basic, va detto che esso conti- 
nua a riconoscere solamente 32 K di Ram. 
quindi tolte le variabili di sistema c le varie 
arce di lavoro rimangono a disposizione 
del programmatore poco più di 28 Kbyte. 
Gli altri 32K. accessibili solo da linguaggio 
macchina, rimangono generalmente inuti- 
lizzati sugli MSX I. anche se ultimamente 
sono comparsi alcuni programmi che ne 
l'anno buon uso come il Tasword. un word 
processor della Tasman. ed il Pascal della 
Hisoft. Sull'MSX 2 invece questi fatidici 
32K possono essere utilizzali, tutti o in 
parte, come Ram disk grazie a numerosi 
nuovi comandi del Basic. 

Altra interessantissima novità dell'MSX 
2 è costituita da un orologio in tempo reale 
con batteria di backup. realizzato con il 
circuito integrato RP 5C01 

La sezione sonora è basata sul succitato 
AY-3-8910 (sfruttalo anche per il collega- 
mento dei joystick grazie alle due porle di 
I /O che contiene), e non presenta differen- 
ze rispetto alla vecchia generazione. I co- 
struttori hanno però facoltà di affiancare 
(e non di sostituirei I'89I0 con un nuovo 
sofisticatissimo chip. l'MSX Audio, che 
realizza le funzioni di un completo sintetiz- 
zatore FM capace di suonare nove note 
contemporaneamente. 

Chi si è occupato negli ultimi tempi di 
MSX avrà probabilmente sentito parlare 
del progetto di riunire in un unico integra- 
to la CPU. il generatore sonoro e numerosi 
altri chip. Questo superintcgralo ha un no- 
me. MSX Engine, ed è stalo sviluppato 
proprio dalla Toshiba. Il progetto, partito 
nell'83. prevedeva due fasi: nella prima fa- 



74 


MCmicrocompuler n 45 - ottobre 1985 









se sarebbero stati riuniti in un unico chip, 
denominato AZ 180. la CPU. il generatore 
di clock, l'interfaccia verso la Ram c la 
tastiera, l'interfaccia per stampante e regi- 
stratore a cassette ed alcune funzioni mi- 
nori. In una seconda fase (AZ 280) sareb- 
bero stati aggiunti l'orologio in tempo rea- 
le con la relativa Ram. l'AY-3-8910 c l'in- 
terfaccia RS 232. 

A quanto pare l'MSX Engine è stato 
portato a termine, ed é quindi con una 
certa sorpresa che non l'abbiamo trovato 
montato su questo MSX 2. Sembra tutta- 
via che l'utilizzo effettivo di questo nuovo 
maxi circuito sia imminente: non resta che 
augurarsi che la notizia sia vera e che, so- 
prattutto, l'impiego dell’Engine provochi 
a breve scadenza una significativa riduzio- 
ne dei prezzi. Terminiamo a questo punto 
il discorso sull'hardware accennando a due 
altre possibilità aggiuntive che lo standard 
prevede, ma non impone. 

Il primo è il Digilize. c cioè un digitaliz- 
zatore di immagini provenienti da teleca- 
mera. Ne abbiamo visto uno in funzione al 
PCW Show: l'immagine (a colori) viene 
mostrata e aggiornata sul monitor in tem- 
po reale e può essere "congelata" in qual- 
siasi momento, dopodiché può essere mo- 
dificata a piacere magari con un program- 
ma tipo Mac Paint. 

Il Supcrimposc invece permette di so- 
vrapporre disegni latti dal computer ad 
immagini video generate da un videoregi- 
stratore. un laser disc c via dicendo. 

Il Basic 


Il Basic MSX è molto simile al GW Basic- 
deli' IBM: la cosa del resto non deve stupi- 
re. dato che provengono entrambi da casa 
Microsoft. Si tratta di un Basic estrema- 
mente completo, che permette uno sfrutta- 


mento pressoché totale delle risorse hard- 
ware del computer. 

Prima di passare ad esaminare i nuovi 
statement introdotti nel passaggio da 
MSX 1 a MSX 2 vale la pena fare un breve 
ripasso delle caratteristiche principali del 
linguaggio. 

Partiamo dai comandi di utilità: vi sono 
sia l'AUTO che il RENUM BER. che effet- 
tuano rispettivamente la numerazione e la 
rinumerazione automatica delle linee di un 
programma, il DF.LETE. che cancella 
blocchi di lince, ed il TRACE, molto utile 
per il debugging. 

Le strutture di controllo disponibili so- 
no quelle classiche, c cioè principalmente il 
POR NEXT e l'IFTHEN ELSE; i seguaci 
della programmazione strutturala si dor- 


ranno probabilmente della mancanza del 
WHILE WEND. che pure è presente in 
qualche versione del Basic Microsoft. 

Le variabili possono essere intere, in sin- 
gola o in doppia precisione ( 14 cifre signifi- 
cative); normalmente la macchina lavora 
in precisione doppia, c la cosa va tenuta 
presente perché la maggior precisione vie- 
ne pagata con un rallentamento della velo- 
cità nei calcoli. 

Per il trattamento delle variabili di tipo 
stringa si hanno le classiche LEFTS, MIDS 
e RIGHTS ed inoltre la versatile INSTR. 
che verifica la presenza in una stringa della 
sottostringa specificata. 

Graditissima è la presenza di un vasto 
set di istruzioni per il trattamento dell'in- 
terrupt. tulle della forma ON < evento > 



75 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 





GOSUB. dove revento può essere la pres- 
sione del tasto di STOP, del fuoco del joy- 
stick oppure la collisione fra due sprite. 

Per la programmazione in linguaggio 
macchina a livello elementare vi sono le 
solite PEEK e POKE (e le istruzioni gemel- 
le VPEEK e VPOKE che agiscono sulla 
Ram video); il loro uso è agevolalo dalla 
possibilità di utilizzare direttamente valori 
binari, ottali ed csadecimali: una volta in- 
serita in memoria una routine, per farla 
eseguire bisogna comunicarne l'indirizzo di 
partenza al sistema operativo con DEF 
USR (n) = <indirizzo> e poi chiamarla 
con USR (n). 

Quanto visto finora è valido sia per 
l'MSX I che per il 2; passiamo adesso a 
parlare delle nuove istruzioni, che riguar- 
dano fondamentalmente la gestione dell'o- 


rologio in tempo reale ed il Ram disk. 

Per leggere la data e l'ora si usano i due 
comandi GET DATE e GET TIME. La 
data viene fornita nel formalo A A / MM / 
GG. dove AA sono le ultime due cifre 
dell'anno, MM il mese e GG il giorno; per 
l'ora invece il formato è HH:MM:SS (ore, 
minuti, secondi). 

La regolazione dell'orologio avviene 


con SET TIME e SET DATE, di ovvio 
significato. 

Aggiungendo la lettera A alla fine dei 
quattro comandi visti c possibile definire (e 
successivamente rileggere) una data ed 
un’ora di allarme; l'allarme però non scat- 
ta mai. nel senso che non è possibile predi- 
sporre il computer perché faccia automati- 
camente qualcosa di specifico al raggiungi- 
mento dell'ora fissata. 

Nella Ram riservata all'orologio, che 
come già detto è mantenuta permanente- 
mente in vita da una batteria di back-up. si 
possono memorizzare dei nuovi parametri 
di dcfault del sistema: il suono del beep, la 
scritta mostrata sul video, subito dopo 
l'accensione, il colore dello schermo, la ve- 
locità di trasmissione verso il registratore a 
cassette e cosi via. 


Nella stessa zona di Ram è inoltre possi- 
bile. con lo statement SET PASSWORD, 
inserire una parola chiave che il computer 
richiederà prima di entrare in ambiente 
Basic. 

Veniamo ora alla gestione del Ramdisk. 
Come tutti i dischi anch'esso va formatta- 
to: il comando da usare è CALL MEMI- 
NI. specificando la quantità di Ram che si 


desidera utilizzare. Con CALL MFILESsi 
può conoscere il nome dei file presenti sul 
disco e lo spazio ancora libero, mentre 
CALL MKILL c CALL MNAME per- 
mettono di cancellare o cambiare nome ad 
un dato file. Per il resto la gestione è identi- 
ca a quella di un disco normale, con tutte le 
relative istruzioni: SAVE. LOAD. OPEN. 
CLOSE ccc.. tenendo presente che l'identi- 
ficatore del Ram disk è MEM. 

La grafica ed il suono 

Eccoci alfine giunti a trattare della grafi- 
ca che. come accennalo sopra, costituisce 
l'aspetto più interessante dell'MSX 2. 
L'MSX Video mette a disposizione nove 
formati di schermo, due di tipo testo e 7 
grafici (gli ultimi due possono però essere 
attivati solo con 128 K di VRam). 

Il primo modo testo in realtà si sdoppia 
in due modi diversi: uno è identico al modo 
0 degli MSXI. cioè 40 colonne per 24 linee, 
mentre il secondo è da 80 colonne, e viene 
attivato quando si specifica con l'istruzio- 
ne WIDTH un numero di colonne supcrio- 
re a 40. Il secondo modo testo invece é 
perfettamente identico al vecchio modo I. 
con 32 colonne per 24 linee. 

Come ci si può facilmente aspettare an- 
che i primi due modi grafici sono uguali a 
quelli dell'MSX 1. al fine di preservare la 
totale compatibilità software tra le due ge- 
nerazioni. 

Il terzo modo grafico non presenta tutto 
sommalo variazioni particolarmente rile- 
vanti: le caratteristiche in termini di risolu- 
zione e di colore sono le stesse del primo 
(256 x 192 pixel con 16 colori, potendone 
però usare solamente due per ogni striscia 
orizzontale di 8 pixel), ma si ha una mag- 
giore libertà nell'uso degli sprite: se ne pos- 
sono infatti avere sino a 8 (anziché 4) alli- 
neati orizzontalmente ed inoltre ogni linea 
di pixel dello sprite può avere un diverso 

A partire dal quarto modo le cose si 
fanno invece veramente interessanti: ecco 
un elenco con le caratteristiche. 

Modo grafico n. 4: 256x212 pixel. 16 
colori scelti da una tavolozza di 512. 



76 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 




Modo grafico n. 5: 512x212 pixel. 4 
colori da una tavolozza di 512. 

Modo grafico n. 6: 512x212 pixel, 16 
colori da una tavolozza di 512. 

Modo grafico n. 7: 256x212 pixel. 256 
colori. 

La cosa più importante è che non vi è 
alcuna limitazione nell'uso del colore: a 
differenza di quanto accadeva con gli 
MSX I i pixel sono, in questi nuovi modi 
grafici, del tutto indipendenti. 

Inoltre si può addirittura raddoppiare la 
risoluzione in senso verticale, portandola a 
424 punti, attivando una speciale funzione 
dell'MSX Video, e l’interlace. 

Gli sprile sono naturalmente disponibili 
anche in questi ultimi modi, con le stesse 
modalità del modo 3. 

Le istruzioni fondamentali per il con- 
trollo della grafica sono le stesse dell’MSX 
I. e quindi abbiamo i vari SCREEN, 
PSET, C1RCLE. nonché il macrolinguag- 
gio grafico. 

Due nuove, potentissime istruzioni, so- 
no SET PAGE e COPY. La prima permet- 
te di dividere la Ram video in pagine e di 
decidere quale di esse visualizzare; natural- 
mente il numero di pagine disponibili di- 
pende dal modo scelto e dalla quantità di 
VRam installata. 

Con COPY invece si possono effettuare 
trasferimenti di dati grafici da una zona 
della VRam ad un'altra, oppure da VRam 
ad un array e viceversa. Il comando attiva 
direttamente una funzione interna del chip 
video, che agisce ad una velocità strabi- 
liante permettendo di ottenere degli effetti 
di animazione incredibili: ad esempio la 
spirale di sfere che si vede in una delle foto 
che accompagnano questa prova nella 
realtà non è ferma, ma ruota vorticosa- 
mente verso il basso, ed il tutto è ottenuto 
completamente in Basic proprio grazie a 
COPY. 

Dopo aver visto la grafica rimane da 
parlare del suono, per il quale non si può 
dire nulla di nuovo: le caratteristiche sono 
esattamente quelle dell'MSX 1: tre canali 
con estensione di 8 ottave più un canale di 
rumore, il tutto controllabile con estrema 


facilità da Basic grazie a numerose istru- 
zioni dedicate o ad un apposito macrolin- 
guaggio musicale. 

Naturalmente per gli MSX che monte- 
ranno il nuovo chip audio il discorso sarà 
ben più ampio, e la sezione sonora potrà 
reggere tranquillamente il confronto con la 
strepitosa sezione grafica. 

Conclusioni 


Per gli MSX 2 si possono ripetere so- 
stanzialmente tutte le considerazioni posi- 
tive fatte a proposito della prima genera- 
zione dello standard: sono computer affi- 
dabili. versatili ed espandibili, adatti sia al 
principiante che al programmatore già c- 
spcrto. Per quello che riguarda le potenzia- 
lità grafiche, beh, non si può non rimanere 
entusiasti, ed c facile pronosticare per 
l'MSX 2 un successo come sistema grafico 
a basso costo anche al di fuori del settore 
puramente hobbystico. 


Per quanto riguarda specificamente 
l'HX-23 abbiamo avuto modo di apprez- 
zare nuovamente, dopo la prova dcll'HX- 
10, la qualità delle realizzazioni Toshiba; 
in particolare abbiamo apprezzalo molto 
l'eccellente tastiera e l'estrema pulizia dcl- 
l'hardware. La splendida grafica c anche 
difficile da sfruttare al massimo della sua 
potenzialità c in molti casi rischia di rima- 
nere largamente sottoutilizzata. Per molti, 
quindi. l'MSX 1 può essere una scelta mi- 
gliore. il tutto lenendo sempre presente il 
discorso iniziale sulla salvaguardia di tutto 
l’investimento in software e periferiche nel 
momento di un eventuale upgrade alla ge- 
nerazione successiva, e senza dimenticare 
che il prezzo previsto è, almeno nella fase 
iniziale, di poco sopra il milione. 

Per quanto riguarda, infine, l'inizio della 
commercializzazione in Italia, Melchioni 
parla di metà 86. anche se una data precisa 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


77 






Il buffer di stampa 

Non di rado farebbe comodo poter av- 
viare la stampa di un insieme di dati e nello 
stesso tempo continuare ad avere il com- 
puter a disposizione e pronto per un’altra 
operazione- A meno di non avere una 
stampante dotata di un capiente buffer in- 
terno, eventualità che non si verifica spes- 
so. questi due eventi non sono mai contem- 


poranei. A rendere possibile questa con- 
temporaneità. per di più a basso costo, 
giungono a proposito i buffer di stampa 
prodotti dalla Delin. La Casa di Firenze ci 
propone infatti buffer della capienza di 
1632 e 64K netti di memoria, capaci, per il 
momento, di interfacciare un computer ed 
una stampante che scambiano dati seguen- 
do il diffusissimo protocollo Centronics. 
Sono comunque già in fase di progetto altri 
esemplari per stampanti seriali. 

Aggiungiamo, a titolo di informazione, 
che la stessa Delin produce dei convertitori 
di protocollo da RS 232 a Centronics. 

Il buffer è siglato GPA 727. Sulla parte 
superiore del contenitore di plastica nera, 
notiamo due pulsanti c due spie led. Il 
primo, a cui è associata la spia di colore 
rosso, spenta a pulsante premuto, c quello 
di reset, utile a ripristinare la condizione di 
"buffer vuoto". Il secondo c invece il tasto 
di "Pause" che produce l'arresto momen- 
taneo della stampa senza che si verifichino 
perdite di dati: per ripartire, basta premere 
di nuovo lo stesso pulsante. Quest’ultima 
condizione è segnalata dalla spia verde ae- 

Dalla parte posteriore dello stesso case 
plastico, fuoriesce un fiat cable terminante 
con un connettore Amphcnol che traspor- 
la i segnali Centronics dal 727 verso la 
stampante. Ancora sul retro, trova posto 
un Amphcnol 57 (femmina) tramite il qua- 
le avviene il passaggio diretto dei dati dal 
computer al buffer. Il cavo che collega l'u- 
nità centrale al GPA è quello che normal- 
mente la collegllerebbe alla stampante. In- 
fine. sulla destra (avendo le scritte diritte) è 
posto l'ingresso di alimentazione attraver- 
so il quale viene prelevata la corrente pro- 
veniente da un apposito alimcntatorino da 
5 volt. 

Le operazioni del GPA 727 sono intera- 
mente gestite da uno Z80 supportato da 
un'8255 e da una cprom 2516, La trasmis- 
sione dei dati dal computer alla memoria 


Delin 

Buffer e Doto Switch 

per stampanti 


Gli accessori che presentiamo in queste 
pagine, prodotti dada Delin di Firenze —già 
produttrice di interfacce di vario genere per 
macchine da scrivere elettroniche — offrono 
diverse possibilità permettendo di ottimizza- 
re. secondo le esigenze individuali, un siste- 
ma di computer e stampanti. 

Sull 'utilità di un buffer di stampa non vale 
certo la pena di discutere, mentre non sono 
da dimenticare i disagi del metlì-e-iogli con ì 
vari connettori quando si possiede una sola 
stampante per due computer o, viceversa, 
due stampanti per un solo elaboratore. 


78 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



Rum dinamica avviene alla velocità con la 
quale il computer é in grado di "sputare 
fuori " i dati (dipende, ovviamente, anche 
dal programma utilizzato). Da quel mo- 
mento in poi è possibile cominciare a riuti- 
lizzare l'unità centrale, addirittura è possi- 
bile scollegarla, perché é ora la scheda a 
microprocessore che gestisce la stampa. 

È evidente come la presenza di un buffer 
aumenti in maniera rilevante le prestazioni 





del sistema. Infatti, secondo un calcolo ap- 
prossimativo. se volessimo “scaricare” 
64K di memoria su carta, servendoci di 
una stampante che viaggia alla velocità di 
80 caratteri per secondo, questa operazio- 
ne impiegherebbe poco meno di 14 minuti 
ad essere portala a termine e allora, senza 
bulTer a disposizione, il computer restereb- 
be fermo per tutto questo tempo. Usando 
invece il buffer, il computer ritornerebbe a 
nostra disposizione molto prima: anche in 
meno di un minuto, ad esempio nella stam- 
pa di un listalo Basic, il cui output è mollo 
veloce. 

I Data Switch 


Tra gli accessori della Delin ne troviamo 
ancora due che suscitano un certo interes- 
se. Si tratta di due commutatori di porta — 




sempre Centronics che permettono il 
collegamento di un computer a due stam- 
panti oppure quello di due stampanti ad 
uno stesso computer. 

Il primo, forse il più interessante, è un 
Data Switch con cui potremo collegare due- 
unità centrali ad una stessa periferica con 
gli ovvi benefici che da ciò derivano. 

Lo distinguiamo perché dotato sulla 
parte posteriore di due dei soliti connettori 
Ampheno! 57 che prelevano i segnali dal 




79 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



computer tramile due cavi Centronics. 
Sempre dallo stesso lato fuoriesce, prove- 
niente dall'interno. il fiat cable su cui. dalla 
parte terminale, è fissalo il connettore che 
andrà inserito nella corrispondente “fem- 
mina" situata dal lato stampante. A questo 
punto è bene fare un'osservazione impor- 
tante. Sempre mediante il connettore con 
cui termina la piattina, precisamente dal 
piedino 1 8 — come previsto dallo standard 

il commutatore preleva dalla stampante 
i 5 volt atti ad alimentare i suoi circuiti. 
Alcune stampanti non sono tuttavia dotate 
di questa tensione sull'opportuno piedino 
per cui. in quel caso, non c possibile ali- 
mentare il Data Switeh. 

Un'altra informazione che ci sembra im- 
portante è che. se inviamo i dati senza sele- 
zionare l'unità che li sta inviando, il com- 
puter può segnalare un errore di timeout. 
La selezione cui accennavamo, viene effet- 
tuala tramite due pulsanti posti sulla parte 
superiore del contenitore che alloggia la 
scheda con la circuitcria e la linea selezio- 
nata in quel momento, la A o la B. può 
essere riconosciuta verificando quale dei 
due led rossi, posti subito sopra i pulsanti. 

Passiamo ora a descrivere l'ultimo ac- 
cessorio. Con esso è possibile collcgare due 
stampanti allo stesso computer. Questo ti- 
po di commutatore di porta può essere 
distinto dai precedenti perché da esso fuo- 
riescono (invece che uno solo) due pezzi di 
fiat cable dotati di connettori terminali ed 
un solo connettore fisso si trova sul conte- 
nitore. Su quest'ultimo va ad incastrarsi il 
cavo proveniente dal computer, mentre gli 
altri due connettori vanno alle stampanti. 
Anche in questo caso la corrente di alimen- 
tazione viene prelevata da una delle unità 
di stampa. Con l'occasione vi facciamo no- 
tare che uno dei connettori porta incollalo 
sul corpo un cerchietto di carta rosso: ciò 
indica che c tramite esso che la tensione 
giunge ai circuiti del commutatore di por- 
ta. Perciò, ovviamente, se delle due stam- 
panti in nostro possesso una ha il famoso 
piedino 18 “muto”, non è su quella che va 
collegato quel connettore. 

Per quanto riguarda la commutazione 
da un'unità all'altra, questa volta essa può 
avvenire, contrariamente a quanto visto in 
precedenza, in due modi, a seconda del 
modello di Data Switeh che si ha a disposi- 
zione. La prima possibilità è la solita, cioè 
uno scambio che si ottiene mediante i pul- 
santi posti sul contenitore. L'altro modo, 
più sofisticato, è una commutazione effet- 
tuabile via software. Essa è ottenuta in- 
viando alla stampante uno dei due caratte- 
ri di controllo Chr$(4) o Chr$(7) che per- 
mettono di commutare sull'una o sull'altra 
porta. La porta attiva in quel momento è 
segnalata dal led (sul contenitore plastico 
ancora nero) in quel momento acceso. 

Utilizzazione e conclusioni 

È possibile collegare alcuni degli acces- 
sori in cascata in modo da ottenere diverse 






Falò 6 - II Dola Snilrk della loia 7 smanialo. 



configurazioni di sistema, come indicato 
nelle illustrazioni. 

È possibile ad esempio collegare tra il 
computer e l'ultimo commutatore di porta 
visto, il buffer GPA 727 che svolge le fun- 
zioni descritte. E possibile ancora collegare 
il GPA in serie al cavo (proveniente sempre 
dallo stesso commutatore) che va alla 
stampante o in qualsiasi altra configura- 
zione significativa. 

Ricordiamo che usando uno qualunque 
dei Data Switeh nella configurazione scel- 
ta. bisogna avere sempre l'accortezza di 
controllare che uno dei due led rossi posti 
sul loro lato superiore si accenda per indi- 
care che il circuito è alimentato (oltre natu- 
ralmente alla linea che è stata selezionata). 
In altre parole bisogna essere certi che la 
stampante possa effettivamente alimenta- 
re il circuito altrimenti bisogna rimediare 
in altro modo (uno potrebbe essere rappre- 
sentato dal prelevare l'alimentazione da un 
punto qualsiasi all'interno della stampante 





e portarla lì dove è richiesta, se si c in grado 
di compiere un semplice intervento sull' 
hardware). La Dclin c, comunque, in gra- 
do di fornire il Data Switeh anche in ver- 
sione con alimentatore esterno, il che risol- 
ve il problema. 

Nel caso invece in cui venga posto un 
buffer GPA tra un commutatore di porta 
ed una stampante, l'alimentazione del 
commutatore viene prelevata dal connet- 
tore del buffer (che. vi ricordiamo, c dotato 
di alimentazione esterna) quindi la presen- 
za di una tensione sul pin 18 dei connettore 
posto sulla stampante non è più rilevante. 

Nel complesso, i prodotti osservati ci 
hanno dato un'impressione positiva. Per 
quanto riguarda il buffer, in particolare, 
tenderemmo quasi a considerarlo un utile 
“completamento" di una stampante che 
non sia già bufferizzata. 

Anche i prezzi, considerando la fascia di 
utilizzo degli accessori in questione, ci so- 
no sembrati più che interessanti. MC 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 




«Dalla nostra esperienza tecnica 
e commerciale è nato il PCbit, un 
personal col marchio Bit Com- 
puter. Il PCbit è totalmente 
compatibile con i programmi e le 
periferiche del PC IBM, ha una 
notevole accuratezza nella co- 
struzione, un prezzo fortemente 
competitivo e una reale affidabi- 
lità, confermata dalla durata di 
un anno della garanzia. Il PCbit 
ha quindi tutte le caratteristiche 
per essere affiancato ai personal 
delle migliori marche già da noi 
distribuiti» 

B/TCOMPUTERS 


CARATTERISTICHE DEL SISTEMA BASE 

• microprocessore Intel 8088 a 4.77 MHz 

• memoria RAM 256 Kb espandibile a 640 Kb 

• memoria ROM 8 Kb (BIOS) espandibile a 64 Kb 

• 4 canali DMA - 8 livelli interrupts 

• scheda madre con 8 slots d'espansione 

• scheda grafica monocromatica ad alta 
risoluzione (720x348 punti) 

• porta parallela per collegamento stampante 

• video monocromatico professionale 

• tastiera ASCII con 84 tasti 

• un drive slim 5"'/« da 360 Kb 

• alimentatore 1 30 W-220 Volt 

• dimensioni: 500x41 0x142 mm 

• peso: 1 1 kg 

• sistema operativo MS-DOS 
UNITÀ PERIFERICHE COLLEGABILI 

• dischi fissi 

• dischi rimovibili 

• unità a nastro di back-up 

• monitor a colori 

• stampanti ad aghi, a margherita, a laser 

• mouse 

• plotters 

• digitizers ecc. 

SCHEDE DI ESPANSIONE OPZIONALI 

• scheda grafica colore 

• scheda espansione memoria 

• scheda espansione multifunzione 

• schede per comunicazioni 

• scheda per reti locali (LAN) 

Sistema base 
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Con drive slim aggiuntivo L. 2.500.000 + iva 



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concessionario 



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e macchine per scrivere 


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"P PACKARD 


Roma - via Flavio Domiziano. 10 - tei. 06.5126700 
Roma - Via F. Satolli. 55157/59 - tei. 06.6386096 
Roma ■ via Tuscoiana. 350/350a ■ tei. 06.7943980 
Roma ■ via Nemorense. 14116 - tei. 06.858296 
Roma - viale Jonio. 3331335 ■ tei. 06.8170632 


Gaeta - lungomare Caboto. 74 - tei. 0771.470168 
Latina - via A. Diaz. 14 ■ tei. 0773.495285 
Viterbo - via Palmanova, 12c - tei. 0761 .223977 

Direzione Servizi. 

Roma . via G. Gastaldi, 33 ■ tei. 06.5208447 


SI EFFETTUANO SPEDIZIONI IN TUTTA ITALIA 



comma 


neb 



Doodle 

per MS-DOS 

di Bo Arnklit 


// Domile della Trilex International Mar- 
keting è un sistema dì disegno direttamente 
inter/'acciabile con il Wordstar ed altri word- 
processor I ad esempio il Menmntaker ) che 
hanno lo stesso / ormalo del Wordstar. 

Il nome Doodle. che in italiano significa 
scarabocchiare, tradisce un po' il senso e 
l'utilità di questo programma, trattandosi di 
un sistema di disegno sofisticatissimo sia per 
l 'impiego tecnico sia per l 'impiego puramen- 
te illustrativo. La facilità d'uso e l'interfac- 
ciamento con un gran numero di stampanti e 
plot ter ne fa uno strumento di lavoro effica- 
ce per professionisti e non. 

Abbiamo provalo la versione per HP-I5I). 
ma quanto leggerete può essere trasferito 
sema variazioni di rilievo alla versione per 
PC IBM 


Struttura 

Nel Doodle un disegno è composto di 
elementi- Gli elementi base sono: la linea, il 
rettangolo, la freccia, l'arco ed il testo. 
Questi elementi possono essere manipolati 
in tutte le maniere come mostra la figura I . 
Le manipolazioni possibili sono: 
ingrandimento, diminuzione 
spostamento in qualsiasi direzione 
spostamento da un piano di disegno 
all'altro 

rotazione fino a 360 gradi 
rispecchiamento rispetto all'asse verli- 


rispecehiamento rispetto all'asse oriz- 
zontale 

rispecchiamento rispetto ad un asse pre- 
determinato 

allungamento orizzontale 
allungamento verticale 
allungamento diagonale 
Inoltre, può essere specificato il colore 
dell'elemento oppure la penna da usare 
con il plottcr. Nel casodcll'HPISO il colore 
dell'elemento non ha significato dato che il 
monitor è B/N. 

Questi elementi una volta posizionali c 
manipolati possono essere raggruppali per 
formare un simbolo, come ad esempio il 
simbolo di un transistor da usare per un 
disegno elettrotecnico. Il nuovo simbolo 


può a sua volta essere manipolato in tutte 
le maniere ed essere memorizzato sul disco 
per poi essere richiamato con grande facili- 
tà. Il primo compito per ('utilizzatore del 
Doodle è quindi quello di creare una libre- 
ria di simboli utili per il suo settore: parti 
meccaniche come bulloni, dadi, ruote den- 
tale. ecc. per il disegno tecnico-meccanico; 
resistenze, condensatori, transistor, inte- 
grati ecc. per il disegno elettronico. Non ce 
limite alla complessità dei simboli dato che 
un disegno finito può a sua volta essere 
considerato un simbolo. Infatti esso può 
essere richiamato per fuso in un nuovo 
disegno e manipolato per intero come mo- 
stra la figura 3 nella quale è stato applicato 
l'allungamento orizzontale, l'allungamen- 


MCmicrocomputer n. 45 - otlobre 1985 



10 diagonale, la scalatura e la rotazione. 
Che non ci sia limite alla complessità di un 
disegno non è. in realtà, del tutto vero. 
Poiché tutti gli clementi e i simboli usati 
per il disegno devono risiedere in memoria 
centrale è naturale che ci sia un limite oltre 

11 quale il sistema si satura. Purtroppo que- 
sto limite non è dato dalla memoria dispo- 
nibile nella macchina (nel nostro caso è di 
640K ) dato che il linguaggio con cui è scrit- 
to gran parte del programma c il Basic 
Microsoft compilalo c. purtroppo, questo 
linguaggio dispone di un Data Scgment di 
(soli) 64K. Tuttavia, la capacità di sistema 
è sufficiente per la maggior parte delle ap- 
plica/ioni. Per dare un'idea della capacità. 



considerate il disegno deH'amplificalore di 
figura 2 che c composto da più di cento 
elementi tra simboli, testo e linee di con- 
giunzione. Questo disegno occupa solo un 
quarto della memoria del sistema. In ogni 
easo. per disegni che presentano una com- 


plessità superiore a quella ammessa dal 
sistema, si può sempre ricorrere alla crea- 
zione di un altro disegno da plottarc a 
parte. 

Modifica del disegno 

Il Doodle differisce da altri programmi 
di disegno, come ad esempio il Mac Paint, 
nel fatto che lutti gli clementi del disegno 
sono accessibili per un'eventuale modifica. 
Con la funzione SE (mnemonico per se- 
lect) si può selezionare un qualsiasi ele- 
mento o gruppo di elementi del disegno per 
poi cancellarli o manipolarli. Chi è abitua- 
lo all'uso di un vvordproccssor non troverà 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


83 






difficoltà ad accettare la definizione "pic- 
lure-processor" data dalla stessa Trilex. 

I livelli 

Un importante aspetto del Doodle è 
quello che permette di disegnare non solo 
su un piano, ma su ben 199 piani. Questi 
piani si presentano come tanti fogli traspa- 
renti per cui è possibile vedere l'effetto del- 
la sovrapposizione di una combinazione 
qualsiasi di questi. Un'applicazione “da 
manuale" riguarda il disegno dei circuiti 
stampati a doppia faccia dove il primo pia- 
no può contenere le piazzole dei compo- 
nenti, il secondo piano le piste della faccia 
inferiore ed il terzo piano le piste della 
faccia superiore. Volendo si può aggiunge- 
re sul quarto piano il disegno per la serigra- 
fia del piano di montaggio dei componenti. 
Poi. in fase di plottaggio basterà scegliere 
la combinazione dei piani di interesse. Un 
altro esempio eclatante è quello di un dise- 
gno architettonico incluso sul dischetto di- 
mostrativo in dotazione del pacchetto 
Doodle che usa i vari piani di disegno per 
l'impianto idraulico, quello elettrico, quel- 
lo del telefono, ecc. 


La precisione 

Il Doodle è uno strumento di disegno 
molto preciso. Quando viene creato il dise- 
gno si può scegliere tra dimensioni metri- 
che o imperiai (cioè in pollici) e si specifica 
cosi la grandezza del disegno in millimetri 
oppure in pollici. Apparirà poi sullo scher- 
mo un riquadro tratteggiato che rappre- 
senta l'intero foglio di carta. Per facilitare 
il posizionamento degli elementi e simboli 
si può sovrapporre una griglia (sempre 
tratteggiata) con le dimensioni definite 
dall'utente. Si può cosi creare, ad esempio, 
la carta millimetrata o quella in pollici. 
Oltre alla griglia visibile sullo schermo vi è 
una griglia nascosta anch'cssa di dimensio- 
ni definibili a piacere che serve a determi- 
nare il passo del cursore. Ad esempio, 
quando si disegna un circuito stampalo 
con integrali Dual In Line i quali hanno i 
piedini distanziati di un decimo di pollice è 
comodo usare per la griglia visibile un pas- 
so di mezzo pollice mentre per la griglia 
nascosta si può usare un passo di 0. 1 polli- 
ce. In questo modo è garantito che le piaz- 
zole dei componenti cadono precisamente 
su un numero intero di decimi di pollice. 


Pan e Zoom 


Supponiamo di aver creato un disegno 
di formato A3 cioè di 420x297 mm. è 
chiaro che sullo schermo del calcolatore 
che, nel caso dell'HPI50 è di I60x 120 
mm. il disegno apparirà scalato rispetto 
alla grandezza naturale. È altrettanto chia- 
ro che non appena si comincia a disegnare 
sopra, la risoluzione dello schermo risulte- 
rà inadeguata. Le funzioni Pan e Zoom 
servono a superare questo problema. In 


primo luogo si usa la funzione Pan per 
spostare il cursore in un punto della "car- 
ta" di interesse e questo diventerà il nuovo 
centro dello schermo. Poi si può usare lo 
Zoom per ingrandire lutto il disegno, gri- 
glie incluse, come se si usasse una lente di 
ingrandimento. Ora si può disegnare con 
tutta la precisione e la risoluzione che si 
desidera e infine è possibile “de-zoomma- 
rc" e spostare il cursore in un altro punto 
del disegno per continuare. La gamma di- 
namica dello zoom è notevole: circa 1000 
volte. Vale a dire che un disegno di un 
decimo di millimetro di lato può essere 
ingrandito fino a 10 centimetri di grandez- 
za! 

Questo fatto è importante durante la 
fase di creazione dei simboli che possono 
cosi essere disegnati con estrema precisio- 


Hardcopy del disegno 

Ci sono tre possibilità di Hardcopy del 
disegno. Con una stampante grafica si può 
ottenere una copia del contenuto dello 


schermo in qualsiasi momento, questo è 
identico alla funzione di dump grafico pre- 
sente su quasi tutte le macchine MS-DOS. 
Fornisce una copia abbastanza rapida del 
disegno, ma non è particolarmente buono 
per quanto riguarda la risoluzione ed in 
ogni caso le dimensioni non sono quelle 
reali. Nonostante ciò il dump è abbastanza 
utile in quanto prende tutto il contenuto 
dello schermo, quindi con la griglia se pre- 
sente ed anche con le informazioni circa i 
parametri del disegno, sempre se presenti. 
Vedi figura la. 

Un'altra possibilità è quella di usare la 
stampante grafica come plotter. In questo 
caso il disegno viene plottato in grandezza 
naturale e con la massima risoluzione della 
stampante. 

Anche qui ci sono molte opzioni: si può 
ingrandire o rimpicciolire il disegno ed i 
disegni grandi possono essere plottati a 
sezioni. La qualità del disegno plottato sul- 
la stampante è notevole e in molte occasio- 
ni sarà sufficiente. Vedi figura Ib. 

La qualità migliore si ottiene ovviamen- 
te con il plotter. Si nota in particolare nelle 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


nomile per MS-DOS 

linee oblique e nei cerchi. Inoltre è possibi- 
le usare pennini di colori diversi (se il plot- 
ter lo permette). D'altro canto i testi sono 
molto diversi da quelli plottati sulla stam- 
pante. Infatti i testi sono scritti utilizzando 
il generatore di caratteri all'interno del 
plotter stesso e perciò dipenderà dal tipo di 
plotter usato. Nella figura le, si nota che la 
rotazione del carattere è giusta, ma i carat- 
teri grandi non hanno “corpo" come quelli 
della stampante. Inoltre sembrerebbe es- 
serci un bug nel programma: i caratteri 
rispecchiati non vengono scritti! 


chiamabile in qualunque momento. Digi- 
tando semplicemente HE. appare un pri- 
mo livello contenente un sommario delle 
funzioni le quali sono spiegate in dettaglio 
digitando HE seguito dal nome della fun- 
zione. La qualità di questo help c tale da 
rendere quasi superflua la consultazione 
del manuale per quanto concerne l'uso 
normale del programma. Il manuale con- 
tiene, oltre ad un tutorial che guida il prin- 
cipiante a conoscere le funzioni più impor- 
tanti. un'appendice con informazioni det- 
tagliate circa l'installazione e la configura- 


zione della macchina e le periferiche. La 
Trilex informa che è disponibile una ver- 
sione in lingua italiana con la traduzione 
sia dell'help che del manuale. 

Configurazione 


Il Doodle è attualmente disponibile per i 
seguenti calcolatori: 

Sirius I 
Victor 9000 
Apricot 
HP-150 


Interfacciamento al Wordstar 


Forse l’applicazione più importante del 
Doodle è quella di poterlo usare con un 
wordprocessor come il Wordstar per ag- 
giungere illustrazioni ai testi. La Trilex 
punta molto su questo argomento tanto 
che hanno addirittura scritto ed illustrato 
l'intero manuale d'uso con il Wordstar ed 
il Doodle. con un risultalo eccellente. 

L'uso con il Wordstar è estremamente 
semplice: basta inserire nel testo il coman- 
do .cp seguito del nome del disegno e la- 
sciare un numero di righe sufficienti per 
contenere il disegno. Il limite del numero di 
disegni che possono essere inclusi nel testo 
è determinato solo dallo spazio disponibile 
sui dischi usati. In fase di stampa che deve 
essere iniziata dal Doodle con la funzione 
WP. i disegni vengono automaticamente 
scalali in modo da entrare perfettamente 
nello spazio a loro concesso dal Wordstar 
Talta una eccezione: non possono essere 
ingranditi oltre la loro grandezza naturale. 
Questo non c un problema in quanto ba- 
sterà crearli in formato A4. 


Macros 


Un'altra funzione interessante è quella 
del Macro, che per certi versi è simile ai 
Batch file dell'MS-DOS in quanto permet- 
tono entrambi di creare un command file 
cioè una serie di comandi che verranno 
eseguiti al richiamo del file. Questo può 
essere utile quando si deve plottare un cer- 
to numero di disegni sulla stampante po- 
tendo cosi lasciare il sistema da solo ad 
eseguire tutte le operazioni. Fin qui la simi- 
larità con i Batch file. Nel Macro file pos- 
sono essere inseriti tutti i comandi del 
Doodle: inoltre, alcuni comandi speciali 
per lo spostamento del cursore ed input 
dalla tastiera in modo che si possono crea- 
re delle animazioni da usare come demo o 
per training interattivo. Purtroppo non è 
possibile illustrare le animazioni sulla rivi- 
sta. ma il demo presente nel pacchetto 
Doodle potrà chiarire i possibili dubbi sul- 
l'utilità dei macro. 


Help 

In un pacchetto di software serio come 
questo non poteva mancare un HELP ri- 




IBM-PC 

Olivetti M21/M24 
SBC Duet-16 

Le stampanti grafiche collegabili sono 
ben 27 tra le quali Anadex. Centronics. 
Epson (FX e MX). IBM. Facit. HP (Thin- 
kjet), Honeywell. Mannesmann. Oki. Prin- 
tck. Prism e Toshiba. 

I plotter sono 14: prevalentemente Hew- 
lett-Packard. ma anche Calcomp. Hou- 
ston, Swcct-P, Roland e Graphtec. 


Conclusione 


Non è difficile pensare a chi può essere 
utile il Doodle. A chiunque abbia un calco- 
latore MS-DOS ed una stampante grafica. 
Quelli che utilizzano il computer prevalen- 
temente come wordprocessor potranno 
aggiungere una nuova dimensione ai loro 
testi; basta pensare alla possibilità di poter 
illustrare un manuale, un depliant, una tesi 
o anche una semplice lettera. 

Data la sua precisione può anche essere 
usato da professionisti e tecnici come stru- 
mento di lavoro per il disegno tecnico ed 
infine può essere usato da chiunque per 
fare, semplicemente, degli ... scarabocchi. 

Certo il prezzo, non propriamente (ma 
giustamente) da prodotto hobbystico, ne 
giustifica l'uso prevalentemente in ambito 
professionale. MC 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



SANDY & KEMPSTON 
ACCETTANO CONFRONTI... 



DISCO VERS. 3 


QL FLOPPY DISK SYSTEM Vffì 720 Kbytes 


IN UN’UNICA ESPANSIONE TUTTO 
QUELLO CHE SOGNAVI PER IL TUO 
SPECTRUM 


• Interfaccia Floppy Disk Kempston 

• Interfaccia stampante seriale Sandy 

• Interfaccia stampante parallela Sandy 

• Interfaccia joystick Kempston 

• Uscita per collegamento Monitor 

• Floppy disk 1 MBytes Sandy I nuova versione con connettore per 
drive aggiuntivo) 


Caratteristiche tecniche 
Floppy disk: 

Dischetto standard 
Capaciti 

Capacità formattata 
N. Tracce 
N. Facce 

Velociti di trasferimento 
Velociti Load e Save 
Interfacce: 

Interfaccia seriale 
Interfaccia parallela 
Interfaccia joystick 
Uscita monitor 
Connettore passante 


3">/2 

1 MBytes 
800 KBytes 
80 

2 

250 KBit x sec. 

15 Bytes x sec. 

RS232 TTL 
Standard Centronics 
Standard Kempston 
Plug RCA 

56 Poli circuito stampato 


• Sistema operativo residente in ROM comprendente 
programmi di utilità (copia, back-up. format, copia cassetta 
disco ecc.) 

• Sintassi slmile a quella standard load. save. format, cat ecc. 

• Espandibile fino a quattro drive (3.2 MBytes) 

• Velocità Load e Save eccezionale (fino a 4 volte più veloce 
di altri sistemi) 

• Capacità 800 KBytes per dischetto (consente un risparmio 
notevole sull'acquisto di dischetti) 

• Basso costo in relazione alle caratteristiche 

• Floppy disk separato ed autoalimentato (può essere usato 
per altri computer tipo QL. MSX, AMSTRAD ecc.) 



• NUOVA VERSIONE 

• Completa emulazione dei Mlcrodrl ve 

• Accetta comandi FLP-FDK-MDV ecc.) 

• TOOLKIT residente in ROM 

• Sopporta fino a 4 drive 

• Le dimensioni ridotte permettono l'inserimento ‘dell'interfaccia 
all’Interno del QL 

• Software scritto dalTautore del Q-DOS assicura una completa 
compatibilità con tutto /’ Hardware e II Software Sinclair 

• Manuale in italiano 

Caratteristiche tecniche 


Floppy Disk 
Dischetto standard 
Capacità 

Capacità formattata 
N. Facce 

Velociti di trasfenmento 


3">/2 

1 MBytes 
720 MBytes 
80 

2 

250 KBit x sec. 


LEGGERE ATTENTAMENTE 
IL COUPON. 


o 30 gg. in prova per 8 giorni et 


Mi impegno a custodire il materiale inviatomi. Al termine della 
prova sarò libero di acquistarlo e pertanto Vi Invierò il relativo 
importo a mezzo vaglia e di rendervelo nella confezione originale. 

O Desidero ricevere entro 5 gg. in prova per 8 giorni con 
spese di spedizione a Vs. carico. 

a n 1 DISCO VERS. 3 L 591 000 (IVA inclusa) 

Dii. 1 QL FLOPPY DISK SYSTEM L. 756.000 (IVA inclusa) 

Pagherò in contrassegno al ricevimento del materiale e resta inteso 
che se non sarò soddisfatto Vi invierò il tutto entro i termini stabiliti 
e sarò rimborsato dell'intero importo più le spese di spedizione da 
me sostenute F IRMA 


D Desidero ricevere documentazione tecnica 
MITTENTE VIA 

CITTÀ CAP. PROV. 

TEL. C. FISC. 




OmaO© scoft&ymtF© ® ©t? 


Quando fu presentato, si disse che per il Macintosh sarebbe stato presto disponi- 
bile un mare di software: 100 case produttrici già al lavoro, con il presidente delta 
Microsoft che dichiara di prevedere per Ut sua società metà del fatturalo 84 
realizzato con la vendita di software per il Macintosh, la Apple che prevede di poter 
contare su circa 500 pacchetti per l'84 e Jobs che afferma di aspettarsi da Mac lo 
stesso successo della serie II. Non che ci sia da lamentarsi del successo di Mac. 
tuli "altro, ma i risultati potevano essere migliori, e la sua diffusione è stata 
penalizzata proprio . almeno in parte e nel nostro Paese , dalla scarsa disponibilità di 
software. La situazione, in realtà, è ora nettamente migliorata e l'utente del Mac 
può contare su una discreta varietà di programmi. Ma non tutti lo sanno. 


di Raffaello De Masi 


Un anno fa... la mela partorì il melone. 
Non fu per la verità un parto privo di incer- 
tezza; i precedenti non erano stati incorag- 
gianti. il fondatore della dinastia fu subito 
seguito da un successore, cui fu imposto, 
come si usava una volta tra i re ed oggi tra i 
capitani d'industria, il patronimico, seguito 
dal numero d'ordine. A costui arrise un suc- 
cesso strepitoso, mentre, purtroppo, la stes- 
sa cosa non successe al terzo della dinastia, 
che visse di stenti, gracile, e vittima di attac- 
chi da tulle le parti. 

Il puerperio successivo diede vita ad una 
splendida bimba, cui fu imposto il nome del 
più bel dipìnto femminile de I mondo, o. se 
vogliamo, di una nasuta show-girl del caba- 
ret e del cinema. Ma neanche qui tu sorte fu 
benigna. Sebbene in possesso di doti di pri- 
m'ardine. la creatura non andò mai piu a- 
vanli della fanciullezza. 

Per il quartogenito ima si trattò, poi, di 
una clonazione del terzo) si adottò un nome 
scozzese, anche se. per essere precisi, l'in- 
tenzione non andò oltre il mercato degli or- 
tofrutticoli. Si sa. le voglie, durante la gru vi- 
danza, secondo una antica tradizione, vanno 


soddisfatte ed alla mamma erano piaciute 
certe belle mele, grosse e lucide, di quelle che 
Marylin mordeva, facendo svenire mezza 
platea e dando le convulsioni all'altra metà. 
Ad esso la madre diede tutto: bell'aspetto, 
dolcezza di tocco, memoria, docilità, baga- 
glio culturale di prilli ordine! E lo lanciò 
sulla strada della vita, in cerca della fortuna 
che non aveva arriso ai fratelli maggiori. 

Non è l'inizio di un romanzo, e neppure 
della seicentoventesima puntata di "Ma- 
riana". È solo la storia di un computer, 
preoccupato di trovarsi un successore. 1 
protagonisti della storia si chiamano Ap- 
ple I c II. Apple III. Lisa e Macintosh e 


quella che vi abbiamo raccontato è grosso 
modo la storia vera, ancorché romanzala, 
dei tentativi di dare un successore al leg- 
gendario Apple lout-court. 

Come dicevamo, l'anno scorso l'Apple 
ha lanciato sul mercato un nuovo compu- 
ter. il Macintosh. 

Quale micro dell'ultima generazione 
Mac (come lo chiamano gli amici) è un 
computer orientato alPutilizzatorc medio, 
vale a dire a colui che ignora linguaggi, 
sistemi operativi, tecniche c risorse di pro- 
grammazione; costui, che rappresenta la 
grande maggioranza di ehi siede di Ironie 
ad una tastiera, desidera solo poter inserire 
i dati che ha scarabocchiato su un block 


MCmìcrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


87 





notes c ricevere i risultali finali magari 
messi sotto forma di diagramma ed elenca- 
ti in un certo ordine. Per fare ciò. un com- 
puter ha bisogno di adegualo software, già 
bell'e pronto, di sicuro affidamento e facile 
da utilizzare. Giungiamo cosi allo scopo di 
questo articolo destinalo ad illustrare il 
software attualmente disponibile per il 
Mac. non solo in Italia, ma anche all’estero 
(USA). 

Chi acquista un Mac viene fornito di 5 
dischetti; 2 sono destinati, supportati da 
una cassetta preregistrata, ad una guida 
d'uso del calcolatore, sono incentrati so- 
prattutto sull'uso del mouse e rappresenta- 
no più che altro, un mezzo introduttivo. 

Il terzo rappresenta il cosiddetto disco di 
sistema che non ha niente a che vedere con 
l'analogo dischetto dell'Apple II. Premes- 
so che il Mac non viene fornito, di serie, di 
alcun linguaggio, il System Disc contiene, 
oltre al sistema operativo caricato il boot- 
strap c mascheralo sotto il nome di cartella 
di sistema, una serie di utility e di applica- 
zioni. Tanto per fare qualche esempio, 
contiene una utility di backup (stranamen- 
te funzionante solo con Mac da 128 K e 
non con quello da 512 K: ci saremmo a- 
spettali. magari, il contrario), una routine 
di pilotaggio della Imagewriter. la stam- 
pante dedicata (si tratta, in pratica, di una 
routine in linguaggio macchina destinata 
ad eseguire uno scanning, punto per pun- 
to. dello schermo, ed a riversarne il conte- 
nuto sulla stampante che. si noti bene, la- 
vora sempre, col Mac. in modo grafico), il 
Font Mover, destinato a spostare da e a 
programmi applicativi set di caratteri di- 
versi. ccc. Si tratta, pertanto di una specie 
di quegli utilissimi cassetti delle cianfrusa- 
glie presenti in garage. 

Gli altri due sono programmi applicati- 
vi. Il primo, il MacWrite. è un word pro- 
cessing mollo sofisticato, e. il che non gua- 
sta. di uso estremamente semplice. La ta- 
stiera. come al solito in quasi tutti i pro- 
grammi applicativi di Mac. ha solo la fun- 
zione di introdurre il testo, mentre tutte le 
altre funzioni sono affidate all'uso del 
mouse. Pregi, questo wp, ne ha da vendere. 


primo fra tutti la semplicità d'uso (il mou- 
se, con semplici operazioni, permette la 
spaziatura. Pincolonnamento del capover- 
so. l'intestazione di pagina, cambio di ca- 
rattere e di corpo anche nella riga. ecc. 
senza le elucubrazioni sintattiche ed i fu- 
nambolismi mentali di certi word proces- 
sing che vanno per la maggiore, come lo 
stesso Word Star) e l'immediata corrispon- 
denza schermo-stampante; il maggior di- 
fetto sta. a nostro parere, nel fatto che 
l'intero documento risiede completamente 
in memoria senza interventi di deposito, 
per cosi dire, in memoria di massa. Se ciò 
non è molto importante con il 512, dove la 
capacità operativa è di una settantina di 
cartelle, sufficienti per qualsiasi articolo, 
capitolo di libro, o relazione tecnica, divie- 
ne talora fastidioso con il 128 K dove, per 
la redazione di documenti appena più lun- 
ghi della media, occorre spezzettare lo 
scritto in due o più parti, da legare poi 
insieme in fase di stampa. Peccato davve- 
ro! 

L'altro pacchetto in dotazione, il Mac 
Paint, ha eccezionali risorse grafiche. Pre- 
messo che anche qui il mouse la fa da pa- 
drone, si tratta di uno dei pacchetti di più 
rapido, pulito e facile utilizzo che ci sia mai 
capitalo di usare. 1 disegni, dai tecnici più 
complessi a quello geometrico, fino, per 
chi lo volesse, a quello ornamentale, risul- 
tano cosi semplici da realizzare che vedre- 
mo come slogan per tale pacchetto la frase 
"Tutti designer". 

E ci fermiamo qui. con i pacchetti di 
dotazione. Ci pare davvero inutile fare il 
panegirico (o il salmo) del segreto di Pulci- 
nella. 

Ma cosa c'è di disponibile, oggi, di soft- 
ware già pronto (era poi a questo che dove- 
va mirare l'articolo!)? Quelli su cui per il 
momento abbiamo potuto mettere le mani 
sono una decina, più o meno. Ve ne illu- 
striamo rapidamente qui le caratteristiche 
riservandoci di descrivere, in forma più 
specifica in qualche prossimo numero, 
qualche pacchetto di concezione più origi- 
nale o di maggiore utilità. 

Cominciamo, com’è ovvio, con i lin- 


guaggi. Del Microsoft Basic ne sono state 
pubblicate due versioni: la LO. datata 83 
(non era altro che l’LO del Lisa) e la 2.0, 
datata 84. Tra le due versioni c'è davvero 
un abisso. Premesso che si tratta del classi- 
co Microsoft, ormai divenuto uno stand- 
ard de facto nel campo micro e personal, 
la prima versione era davvero fin troppo 
classica, nel senso che non furono, ci pare, 
davvero fatti molti sforzi per dare un'im- 
pronta originale al vocabolario, che risul- 
tava estremamente modesto c paragonabi- 
le a quello di un homc tipo Commodore, 
ad esempio. D'altro canto non mancava 
qualche sofisticato comando, come lo 
swap (scambio di contenuto tra due varia- 
bili). od il while (analogo all'omonima 
struttura in Pascal). La grafica, inoltre era 
quanto di più modesto potesse trovarsi, 
per cui anche il semplice tracciamento di 
una linea diversa da una retta costava non 
sempre agevoli tortuosismi mentali. A- 
vemmo, all'epoca, l'impressione di trovar- 
ci di fronte ad un lavoro fatto di malavo- 
glia. 

Il 2.0 è davvero un altro linguaggio. Pre- 
messo che il vocabolario c quasi raddop- 
piato. ci si trova subito in possesso di un 
tool ben più polente ed clastico. Scom- 
paiono i classici numeri di riga (pur se ne 
viene mantenuta la opzionalità, per i più 
conservatori) ed i riferimenti vengono fatti 
a label. Compaiono i sottoprogrammi, del 
lutto simili alle procedure del Pascal, ma 
certamente più elastici, che permettono, 
per chi non conoscesse questo linguaggio, 
di definire sequenze preordinate di opera- 
zioni riferite ad un particolare vocabolo. 
In tal modo viene eliminalo, volendo, l'uso 
del goto e del gosub ed è possibile utilizzare 
una tipologia strutturata di programma- 
zione. 

La grafica è ancora il punetum dolcns 
della situazione. Essa è basata, quasi del 
tutto, sulla chiamata e routine di ROM: 
queste, peraltro di numero assai modesto, 
non consentono poi grandi cose, anche se 
combinabili in sottoprogrammi, per cui chi 
ha provalo o proviene da macchine (anche 
di classe più modesta) meglio dotate nella 



Microsoft Basic 2.0 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


grafica, si sente davvero con le mani legate. 
Per cui. almeno per ora. in questa ottica, il 
Mac è un po' al di sotto della media. 

Finezze, comunque, ne abbiamo trovate 
molte, alcune di gran pregio. Tramite Basic 
é possibile creare facilmente opzioni, fine- 
stre. bottoni ed icone, si da produrre pro- 
grammi pilotabili in tutta comodità col 
mouse. Si tratta, ad onor del vero, di un set 
di comandi mollo potente, destinato a faci- 
litare in maniera enorme il lavoro del pro- 
grammatore. che rende del tutto inutili i 
tasti funzione presenti su tante altre taslie- 

Rilroviamo qui. però, ancora, alcune in- 
spicgabili lacune. Ad esempio, permane la 
presenza di un modesto Print Using; non è 
ancora possibile immagazzinare su file di 
memoria di massa indifferentemente dati 
numerici ed alfanumerici (l'operazione di 
scrittura e lettura relative è consentita solo 
con stringhe alfanumeriche per cui occorre 
trasformare ogni numero in stringa e vice- 
versa ad ogni I/O); ed ancora, è consentito 
lavorare solo in radianti: vero è che non è 
poi complesso costruirsi una routine di tra- 
sformazione per lavorare in gradi sessage- 
simali. ma ormai anche i più piccoli pocket 
c perfino le calcolatrici tascabili consento- 
no almeno un paio di opzioni diverse! 

L'altro linguaggio presente è il Macin- 
tosh Pascal, prodotto dalla stessa Apple, 
un linguaggio interpretato altamente inte- 
rattivo. Facile da usare e dotato di notevoli 
mezzi di debug c un efficiente tool per im- 
parare ad usare questo linguaggio. 

Con esso risultano particolarmente utili 
le operazioni di Taglia e Incolla. Ogni linea 
di programma è testata sintatticamente ap- 
pena inserita, cosa che non abbiamo visto 
avvenire nel Microsoft Basic. Inoltre viene 
eseguita automaticamente l'indcntalion e 
le parole chiave sono riscritte in grassetto. 
Il lutto consente di redigere programmi in 
maniera agevole, e. soprattutto, di renderli 
leggibili e di facile debug. 

Particolarmente versato nella grafica, 
questo Pascal viene dotato di una numero- 
sa serie di esempi che, durante l'esecuzio- 
ne. evidenziano anche il listalo, con. se 


desiderato, anche una manina che indica lo 
statement che si sta eseguendo. È un bel 
passo avanti nel campo della didattica, 
non vi pare? 

Questi sono i linguaggi presenti e dispo- 
nibili. tramile la rete Apple, in Italia. Negli 
USA la situazione c diversa con presenza, 
sul mercato, del “C". del Logo, del Lisp. 
del Cobol. del Modula 2, di un Forth addi- 
rittura strutturato in tre livelli (di comples- 
sità c di prezzo). Né manca un Fortran, 
sulla carta piuttosto potente, e diversi tool- 
kit destinali ad aggiungere quanto manca 
ai linguaggi di base. Ma chissà che non si 
abbia modo di riparlare di tutto ciò. 

E passiamo ai pacchetti integrativi. Sem- 
bra che in casa Apple si sia fatto in modo di 
lasciare, ai programmi forniti con la mac- 
china, qualche lato debole, cui è destinato 
a sopperire un altro programma normal- 
mente in vendila. In corrispondenza al 
MacWritc esiste il Microsoft Word, un 
word processing più sofisticato del primo 
(e non poteva essere che cosi, per sperare di 
aver successo sul mercato). Pur incorpo- 
rando praticamente tutte le fcalurc del 
MacWritc possiede alcune particolarità 
davvero uniche, come, ad esempio, quella 
di poter aprire separatamente diversi do- 
cumenti. la qual cosa è di indubbia utilità 
nel trasferire parti dall'uno all'altro. 
Un'altra notevole particolarità è quella di 
possedere e di potersi costruire un glossa- 
rio, anch'esso articolalo in finestre, che 
consente di conservare frasi fatte, parti co- 
muni di documenti, indirizzi usali corren- 
temente. clausole standard per contralti, 
frasi, termini, o formule ripetitive, ccc. Si 
potrebbe obiettare che. a tal uso. adempie 
già il block notes e l'archivio; vero, anzi il 
glossario funziona in pratica allo stesso 
modo. Ma con questo non è necessario il 
solito lavorio di taglia ed incolla; è suffi- 
ciente nominare il titolo del file glossario 
che si intende utilizzare nel corrente lesto, 
perché esso venga immediatamente inseri- 
to. con le predeterminate selezioni di cen- 
tratura. spaziatura, scelta di caratteri, ccc. 

La stessa cosa accade con il Mac Draw. 
pacchetto grafico integrato (come la mag- 


gior parte dei programmi del Mac. d'al- 
tronde; ricordiamo che integrato vuol dire, 
in parole povere, che è possibile trasferire 
dati e figure elaborati con uno in un altro 
pacchetto o. il che è lo stesso, che i dati 
sono del tutto compatibili), anche se qui si 
tratta davvero di un programma concepito 
e da utilizzare in maniera diversa. Aggirato 
lo scoglio delle dimensioni del disegno (che 
in Mac Paint non superavano le dimensio- 
ni reali dello schermo pari a 20 x 25 cm 
circa) in MacDraw la figura tracciata (e lo 
schermo relativo) si estende su di una pagi- 
na che può raggiungere al massimo le di- 
mensioni di 2.4 x 1.2 m circa. Una bella 
paginona. certo, che si può esplorare con le 
barre di scorrimento e che. in fase di out- 
put su carta, viene stampala in pezzi desti- 
nali poi ad essere incollati tra di loro. 

Mac Draw. pur condividendo numerose 
tecniche di disegno di Mac Paint (traccia- 
mento di poligoni, di linee, di disegni a 
mano libera, inserzione di lesto ecc.) pos- 
siede però un modus operandi notevol- 
mente diverso. Esso, se vogliamo, é meno 
elastico del suo genitore, che possiede tool 
(come la gomma, lo spray, od i poligoni 
anneriti, che qui non esistono) di indubbia 
utilità, ma risulta lo stesso di facile uso 
grazie a certe particolarità, prima tra tutte 
le maniglie, che consentono al magico 
mouse di andare a briglia sciolta. C'è poi 
una particolarità di notevole pregio: quella 
di poter visualizzare due righelli ortogonali 
suddivisi in centimetri, in pollici, o. perché 
no. in unità definite dall’utente, utilissimi 
nel disegno in scala e. al pari di un tecnigra- 
fo. con origine mobile in qualunque punto. 
E. come se non bastasse, è possibile tenere 
aperti, compatibilmente con la memoria, 
un po' traballante nel 128. sulla scrivania 
ben 4 fogli. 

Come è noto, la struttura di base del 
software cosiddetto orizzontale di una 
macchina è rappresentata da quattro unità 
principali: di word processing e pacchetti 
grafici abbiamo appena parlalo. Restano i 
data base c gli spreadsheet. 

Mac è presente, nella prima area, con 
due pacchetti; il primo, il Microsoft (non 


* File Edit Search Run 



Macintosh Pascal 


é Options 



MacForth Lerci 2 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 




poteva mancare) File, é un buon data base 
che alle caratteristiche classiche di tali pac- 
chetti integra la potenza e versatilità del 
mouse. La sua caratteristica fondamentale 
è davvero la rapidità sorprendente, unita 
ad una notevole elasticità di manipolazio- 
ne dei dati. Esso si presenta di struttura 
tradizionale anche nel manuale di istruzio- 
ne: creazione di un file, organizzazione ed 
editing, aggiunta ricerca ed eliminazione di 
informazioni, ampliamento e riduzione dei 
campi ccc. 

Ed ancora, ridefinizione del formato, 
creazione di rapporti e. infine, stampa di 
circolari. Un discreto data base, dicevamo, 
che. pur non raggiungendo i tetti di certi 
nuovi nati dell'ultima ora. trova un suo 
posto al sole grazie all'impiego massiccio 
del mouse, al cui appoggio sono delegate 
tutte le funzioni non specifiche di scrittura 
normale. Di facilissimo uso (che lascia in- 
travedere rinvcrsamenlc proporzionale la- 
voro di programmazione alle spalle, del 
tutto invisibile) rende l'uso di un data base 
quanto di più naturale al mondo. 

Ci fermiamo qui un momento per sco- 
prire una curiosità: mentre i programmi 
originali Apple, o marcati tali, sono com- 


pletamente duplicabili per la indispensabi- 
le copia di backup (la cui creazione c. d'al- 
tro canto, consigliata), quelli Microsoft lo 
sono solo parzialmente: vediamo perché. 

Se si esegue una copia di backup. sia 
utilizzando il programma di copia fornito 
con la versione più aggiornata del dischet- 
to master, sia semplicemente sovrappo- 
nendo le icone, si viene in possesso di una 
copia di backup perfettamente funzionan- 
te tranne che per un particolare: all'accen- 
sione del sistema il dischetto copia viene 
rifiutato c viene richiesta la introduzione, 
per un’operazione di caricamento di circa 
3 secondi, del dischetto originale. Sistema 
stupido ed inutile: la copia di backup deve 
servire a far conservare l'originale in luogo 
sicuro, e diverso da quello dell'utilizzazio- 
ne. Se ciò non c possibile non ha senso 
eseguire una copia parziale del dischetto: 
l'utilizzalore. dopo poco tempo, tornerà 
ad utilizzare il dischetto principale, per ri- 
sparmiare tutta quella seccatura di stare 
con i due dischetti da togliere c mettere. 
L'incidente quindi accadrà, con ogni pro- 
babilità. al dischetto principale, e buona- 
notte ai suonatori. 

D'altro canto questo é un problema che 


tocca solo l'utilizzalore normale: il pirata 
non si spaventa certo di fronte al debole 
catenaccio presente, e poi uno dei migliori 
copiatori costa non più di una cinquantina 
di dollari. Perciò il danno è solo della per- 
sona onesta: ma lant'è. 

L'altro data base presente sul nostro 
mercato è udite! udite!, completamente ita- 
liano. Dotalo di un nome poco altisonan- 
te. MAC CFS-Schedario. c di un manuale 
d'istruzione stringato ma chiaro, è stato 
scritto da P. Agus e da S. Villone per la 
Cominfor. e viene commercializzato dalla 
Jsol't. E un pacchetto che ha già raggiunto 
la versione 2.0 (marzo 1985). ed è. come 
dice una nota pubblicitaria, oltre che scrit- 
to. pensato in italiano. Anch'esso è di uso 
estremamente agevole ed intuitivo: è com- 
posto. come al solilo, di schede organizzate 
in campi su cui è possibile eseguire le solite 
operazioni di inserimento, modifica e can- 
cellazione. oltre ad altre più sofisticate, co- 
me modifica della struttura della scheda 
dinamicamente, preparazione di rapporti, 
e conservazione di un particolare formato 
di stampa da poter riutilizzare, eventual- 
mente. anche con schede diverse. Il menu 
principale, tra l'altro, comprende il subme- 



MCmicrocompuler n, 45 - ottobre 1985 




Qual,- ■ 


2^ldrh2MEhtd idftW2CE MaCfIStdiK 


Nella prima decade di scllembrc la Apple Italiana ha distribuito ai 
suoi rivenditori la nuova versione del software di base fornito di serie 
col Macintosh. Si tratta di un nuovo ulteriore aggiornamento del 
dischetto di sistema, del Mac Paint e del Mac Write. le cui nuove 
caratteristiche vengono descritte in alcuni fogli allegati. 

Con essi la Apple continua nell'incessante lavoro di miglioramento e 
messa a punto dei due tool di base del Mac. Nella lettera di accompa- 
gnamento vengono invitati, d'altro canto, i rivenditori a richiamare i 
clienti per provvedere alfaggiornamento delle vecchie versioni in loro 
possesso, cosa che invitiamo tutti a fare, trattandosi di lavoro di qual- 
che minuto, ma di notevole beneficio. 

Cominciamo col vedere quali sono le migliorie e le modifiche al 
System Disc (nuova versione 4.1). In esso queste, mollo numerose, 
hanno il compilo di rendere essenzialmente piu veloce il lavoro all'ope- 
ratore. È stato modificato il Mover (destinato come si sa. a spostare 
caratteri od accessori della scrivania) che é molto più rapido c visualizza 
sempre tutto ciò in cui è possibile lavorare (file, accessori, e non solo 
caratteri). È possibile creare un nuovo file caratteri od accessori sce- 
gliendo la nuova operazione "CREA". Altra modifica notevole, anche 
se non altrettanto evidente, l'ha subita il finder. l'applicazione destinata 
a gestire la scrivania. La nuova versione è più veloce della precedente e 
funziona meglio con i dischi rigidi, che precedentemente avevano dato 
qualche problema. Nelle versioni precedenti, inoltre, col finder era 
possibile duplicare, spostare, dare un nome o buttar via documenti, 
cartelle od applicazioni solo quando queste apparivano sotto forma di 
Icone. Col nuovo c possibile eseguire tale operazione anche sugli elen- 
chi redatti in base al nome, alla data, alla grandezza ed al tipo. A tal 
uopo, nell'elenco, accanto al nome appare una piccola icona nella 
sinistra, che. a lutti gli cITcìli. va utilizzata come nell'esposizione per 
Icone. Inoltre i documenti protetti vengono visualizzati con un piccolo 
lucchetto in alto a sinistra sotto la barra del titolo, 

Uno dei diretti maggiori delle edizioni precedenti era che i nomi delle 
icone venivano cambiali semplicemente digitando quello nuovo da 
tastiera, sia che si fosse fatto clic su di esso o meno. Con la nuova 
versione occorre "cliccare" sulle icone, o sul nome della stessa, anche se 
questa c già selezionata. Ciò significa minore probabilità di cambiare 
nomi ai dischetti per sbaglio. Ancora, il comando "espelli" spinge fuori 
il dischetto inserito anche se non é selezionato. Esiste, ancora, il mini- 
finder. una specie di subfindcr destinato ad accogliere le applicazioni ed 
i documenti usali più frequentemente. 

Non ci dilunghiamo di più sul disco di sistema, che contiene numero- 
se altre modifiche perché ci preme passare alle due applicazioni, il Paint 
ed il Write. La prima, giunta alla versione 4. 1 non appare a prima vista 
mollo diversa dalla precedente (ed infatti non ce vera differenza nei 
comandi né esistono fogli esplicativi di nuove opzioni); è però evidente, 
appena la si usa. la notevole velocità, aspetto questo che lasciava un po' 
a desiderare nella precedente versione. Peccato resti ancora la grave 
limitazione delle dimensioni della pagina, altrimenti sarebbe un pac- 
chetto di potenza davvero insuperabile. 

La nuova versione di Mac Write (4.5). invece, presenta migliorìe e 
modifiche notevoli, che colmano alcune lacune ben note agli utenti 
Mac. Finalmente, adesso, la nuova versione di MacWritc non trattiene 
in memoria l'intero documento su cui si sta lavorando, ma esegue 


continuamente un lavorio di scambio da ed alla memoria di massa: ciò 
significa avere la possibilità di creare c comporre documenti di dimen- 
sioni maggiori rispetto alla versione precedente, vale a dire 60 e 250 
cartelle di testo nelle due diverse configurazioni di memoria. Inoltre, col 
menu Mela, è sempre possibile vedere la dimensione totale del docu- 
mento su cui si sta lavorando. 

Nel disegno del documento (menu Formato) ci sono quattro nuovi 
comandi che consentono di cambiare l'allineamento del testo senza 
inserire il righello. 

Finalmente, é il caso di dirlo, non si é costretti, quando si cerca una 
parte specifica di un documento, a tentare continuamente la sorte con la 
barra di scorrimento. Innanzitutto questa riporta, in alto, il numero di 
pagina del testo presente sullo schermo: inoltre il comando “Vai a 
Pagina", nel menu Ricerca, consente una immediata localizzazione del 
testo, molto utile quando, ad esempio, si vuole eseguire un confronto 
(od una correzione) tra un documento su carta e lo stesso in memoria. 

Nel righello c'é ora una nuova opzione di spaziatura, che permette di 
ottenere 6 righe per pollice. 

fi presente, sui disco, una nuova versione del software di gestione 
della stampante: qucst'ultima è. inoltre, supportata da un nuovo acces- 
sorio della scrivania. "Scelta Stampante" che sceglie automaticamente 
(in dcfault) la Imagewriter sull'uscita stampante. È comunque possibi- 
le. operando sull'accessorio appena richiamato, l’opzione di altre stam- 

Queste. in breve, le più importanti modifiche presenti (ma ne abbia- 
mo descritte meno della metà). Un eccellente lavoro davvero, oltre lutto 
svolto su un altrettanto eccellente prodotto di base. Ci é spiaciuto solo, 
lo ripetiamo, che non si sia rimediato al problema delle dimensioni 
massime del documento Paint. 




su System 4.1 [ aiuto ] 

61 K disponibili 

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sliesin 18: (ri'l"l| 3J3 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 






Formalo Opzioni Calcola 




é archimi! Composizione 1 


tL- 



nu Aiuto che prevede due opzioni: CHE 
COSA FARE, che produce una momenta- 
nea sospensione dcU'ailività in corso per 
mostrare sul video una breve spiegazione 
delle operazioni in corso, ed il comando 
SELEZIONE CORRENTE che evidenzia 
particolari criteri di selezioni (il lutto è ba- 
sato su operazioni complesse di confronti 
logici AND, OR ecc. su campi diversi o, 
nel caso di uno stesso campo, sulla valuta- 
zione dei criteri di ricerca, evidenziando 
anche se essi siano stati impostati corretta- 
mente). 

Il libretto d'istruzioni segue lo schema 
dei manuali Apple e Microsoft; illustrazio- 
ne del pacchetto tramite un esempio facen- 
te capo ad un file presente sul disco, vero e 
proprio manuale di istruzione, e sezione di 
riferimento. 

Con Multiplan si ritorna sul classico; 
uno spreadsheet della più bell'acqua, tanto 
potente quanto versatile che. mai come in 
altri casi, consente di apprezzare l'utilità e 
la praticità del mouse. Essendo anch'esso 
completamente integralo, consente il più 
completo scambio dei dati con altri pac- 
chetti della Microsoft, primo fra tutti quel- 
lo che esamineremo di seguito, il Chart. 
Peccato che sia un po' caro per ciò che dà: il 
mercato Usa offre per 199 dollari, ad esem- 
pio. Harmony che permette la registrazio- 
ne e la selezione di informazioni ricavale 
da un'altro programma che gira contem- 
poraneamente: oltre naturalmente a fun- 
zionare da più convenzionale data base. 


spreadsheet, calendario, agenda d'appun- 
tamenti. orologio analogico, emulatore di 
terminale, calcolatrice programmabile, 
ecc. Ed ancora Quarte!, per lo stesso costo, 
funziona da spreadsheet, data base, word 
processor e risolutore grafico. Da non di- 
menticare l'ottimo Jazz della Lotus, ver- 
sione per Mac del Symphony, distribuito 
in Italia dalla J-soft; infine Ensemble, della 
Italware. 

Passiamo, ancora ad un pacchetto di 
business graphic che ci è particolarmente 
piaciuto: Microsoft Chart. Il pacchetto da 
noi provato conteneva, oltre al solito ma- 
nuale originale in inglese, peraltro di facile 
uso anche per un neofita della lingua grazie 
alla dovizia di illustrazioni presenti, un fa- 
scicolo d'istruzioni in italiano, dall'oscuro 
autore, pubblicalo dalla Rizzoli New Me- 
dia. 

Chart ci è piaciuto non solo per la facili- 
tà d'impiego, classica nei prodotti destinati 
al Mac, ma per quello che è possibile realiz- 
zare in grafico, che talora rasenta l'incredi- 
bile per risoluzione, precisione e versatili- 
tà. Oltre alle normali operazioni di titola- 
tura ed etichettatura degli assi cartesiani, e 
la estrema facilità ncli'aggiungere note e- 
splicalive e legende, è possibile tracciare in 
un grafico frecce c lince, scegliere tra ben 
15 motivi diversi, di campitura e bordo, 
tracciare grafici per sovrapposizione o per 
combinazione, calcolare automaticamente 
o non nuove serie di dati, magari ricavati 
da altre applicazioni (Multiplan. M.Word) 


ed analizzarli in base a numerose formule 
diverse, tra cui media, notazione esponen- 
ziale. percentuale, ben sette funzioni stati- 
stiche. assestamento lineare in base al me- 
todo dei minimi quadrati, ecc. I tipi di 
grafico, definiti dal menu Gallery, sono 
ben 6, che vanno dal classico diagramma 
per punti e linee allo scalter (per punti 
sparsi), piuttosto efficace. 

Basta cosi? Credo di si: un altro pacchet- 
to, Mac Emulator. anch'esso presente sul 
mercato ufficiale, ha un uso troppo specifi- 
co per essere interessante in questo conte- 
sto. Come dote iniziale, comunque, non ci 
pare modesta, pur se dev'essere ovviamen- 
te acquistata a prezzi non proprio irrisori. 
Abbiamo anche visto altri pacchetti, dei 
quali almeno per ora c possibile entrare in 
possesso per acquisto diretto negli States o 
tramile canali non proprio ufficiali: tanto 
per fare qualche esempio terminali grafici, 
sistemi di comunicazione, un sistema ZI- 
LOG 8000 (UNIX) capace di accedere fino 
a 30 Mac, una innumerevole serie di Fonts. 
giochi di finissima fattura grafica, addirit- 
tura un vocabolario elettronico, interfacce 
per video e telecamere. Perciò, se si pensa 
che sul mercato USA esistono almeno 700 
differenti prodotti dedicati, è ovvio che 
quanto abbiamo detto finora rappresenta 
solo la punta di un iceberg. Perciò, il di- 
scorso rimane aperto; avremo occasione di 
riparlarne. Invitiamo, intanto i possessori 
e gli appassionali di Mac a farsi vivi con le 
loro esperienze ed i loro problemi. MC 



92 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



In Italia gli Apple Center sono “....circa cento specialisti di computer 
ai quali Apple riconosce la più alta qualificazione in termini di vendi- 
ta, consulenza software, training, dimostrazioni e assistenza tecnica’: 

Sergio Nanni 

Amm.re delegato Apple Computer SpA. 

A Roma cinque Apple Center sono Bit Computers. 




A 


bit computers 


Roma ■ via Flavio Domiziano, 10 - tei. 06.512670015138023 
Roma - Via F. Satolli, 55157159 - tei. 06.638609616386146 
Roma - via Tuscolana, 350/350a - tei. 06.7943980 
Roma - via Nemorense, 14116 - tei. 06.858296 
Roma - viale Jonio, 3331335 ■ tei. 06.81 70632 
AFFILIATI BIT COMPUTERS : 

Gaeta - lungomare Caboto, 74 - tei. 0771.470168 
Latina - via A. Diaz, 14 - tei. 0773.495285 
Viterbo - via Palmanova, 12c - tei. 0761 .223977 
Direzione Servizi: 

Rome - wa G. Gastaldi. 33 - tei. 06.5208447 




COMPUTER 

neb 



PC IBM 


OGNI TASCABILE COSTA L. 8.500 






Compendio di tecniche di grafica tridimensionale 


Più volle in questa rubrica è stalo trattato 
l'argomento Computer Grafica Tridimen- 
sionale. sia per illustrarne le problematiche 
matematico-geometriche, sia. nel l'ambi io di 
argomenti più generali, come tecnica di rap- 
presentazione di oggetti tridimensionali, e 
quindi come metodo di rappresentazione di 
superfici spaziali, di solidi geometrici, ecc. 

Premesso quindi che la C.G. Tridimensio- 
nale non è che un metodo di rappresentazio- 
ne, che è indispensabile conoscere per poter- 
lo applicare correttamente alle varie proble- 
matiche, l'obiettivo che ci proponiamo con 
l 'art indo è quello di raccogliere insieme tut- 
te le tecniche, alcune delle quali giù apparse 
in vari numeri della rivista (a vantaggio dei 
piu interessati pubblichiamo un elenco degli 
articoli apparsi su MC di argomento Grafi- 
ca Tridimensionale / . e di inserirle tutte in « 
uno stesso programma che lavora su uno 
stesso soggetto, permettendo così un con- 
fronto diretto tra le varie tecniche e in defini- 
tiva una migliore comprensione delle stesse. 

Il sistema di riferimento 
e i gradi di libertà 

II primo concello fondamentale che va 
capito è quello di sistema di riferimento, 
concetto che peraltro è indipendente dal 
successivo problema della visualizzazione. 

Cercando di semplificare al massimo il 
discorso, a beneficio dei neofiti, occorre 
stabilire in quale punto dello spazio è situa- 
to l'oggetto e quindi stabilire prima quale è 

10 spazio di riferimento e poi come identifi- 
care la posizione dell'oggetto aU'inlemo di 
questo. 

Questo è un problema a sé stante presen- 
te in tutte le problematiche grafiche, che 
nelle applicazioni di Computer Grafica si 
tende giustamente a semplificare in quanto 

11 metodo di rappresentazione deve tenere 
conto del fatto che lo strumento di output 
ha caratteristiche di uscita ben definite c 
allora si cerca di far coincidere lo spazio 
dove risiede l'oggetto con quello video. 

L'altro problema è quello di identificare 
inequivocabilmente la posizione dell'og- 
getto nello spazio. In questo caso si dice 
che l'oggetto ha nello spazio 6 gradi di 
libertà, in quanto la sua collocazione è de- 
terminata dalla posizione di un suo punto 
(ad esempio il suo baricentro) c quindi oc- 
corrono le sue tre coordinate. Ma l'oggetto 
può assumere varie posizioni rispetto al 
suo baricentro tenuto fisso. Può ruotare in 
ciascuna delle tre direzioni fondamentali 


(rispetto agli assi X.Y.Z) e quindi il totale 
dei movimenti possibili diventa sei. Non 
c'é modo di diminuire questo numero, che 
secondo la terminologia geometrica si 
chiamano gradi di libertà. Infatti se voles- 
simo determinare la posizione di un ogget- 
to nello spazio in un'altra maniera, ad e- 
sempio tramite due suoi punti, occorreran- 
no sempre sei (tre più tre) coordinate. 


„„„ 

pag 

argomento 

1 

63 

Grafica Tridimensionale - 
alcuni esempi 

2 

58 

L Italia vista dallo 
Space Lab 

8 

49 

Teoria della Grafica 
Tridimensionale 

9 

50 

Disegno di una 
Planivolumetria 

10 

56 

Proiezioni Ortogonali - 
Assonometria 

11 

59 

Introduzione alle 
Linee Nascoste 

12 

68 

Linee Nascoste - 
due metodi 

14 

73 

1 Solidi Geometrici 

F 7n't 

Eterno 

degli arti,-,, ti inerenti atto Computer 

Grafica Tridimensionale - Le tecniche 


Dato un oggetto solido posizionato in 
un certo punto dello spazio esistono vari 
metodi per rappresentarlo su una superfi- 
cie piana, quale un quadro o più semplice- 
mente un foglio di carta o un monitor di un 
computer. Il problema ha una grande rile- 
vanza anche in storia dell'arte dove l'utiliz- 
zazione delle tecniche di restituzione pro- 
spettiche. introdotte in epoca rinascimen- 
tale (Piero della Francesca), ha provocato 
addirittura il passaggio tra due epoche. 

L'argomento è talmente interessante che 
oggi vengono condotti studi, guarda caso 
proprio con Computer Grafici, per rico- 
struire in forma reale, partendo dalle opere 
d'arte, gli ambienti rappresentati. Ne è un 
esempio la ricostruzione della sala in cui è 
ambientata l’Ultima Cena di Leonardo da 
Vinci, recentemente pubblicata su giornali 
specializzati, sia di arte sia di Computer 
Grafica. 

Nel campo delle applicazioni di Compu- 
ter Grafica prevalgono i sistemi di restitu- 
zione riferibili a precise regole geometriche 


matematiche, quelle cioè più facilmente 
traducibili in un programma elaboralivo, 
o per lo meno traducibili più facilmente di 
quanto non lo sia l'ispirazione artistica di 
un pittore. 

Quindi il computer si presta facilmente 
ad applicazioni tecnico-scientifiche, quelle 
in cui il processo di visualizzazione, per 
quanto in maniera complessa, è sicura- 
mente determinabile, senza lasciare margi- 
ni alla casualità o all'estro. 

La scheda grafica Hercules per IBM 

Il programma presentalo, del quale par- 
leremo tra poco, c stato sviluppato su un 
IBM. ma ovviamente gira su qualsiasi 
IBM compatibile dotato di capacità grafi- 
che. Le foto a corredo sono state ottenute 
da un I BM dotato di scheda Hercules. Tale 
scheda usa come video grafico (in bianco- 
nero c con una definizione di 720 per 348 
pixel) il monitor monocromatico. 

Poiché tale scheda dispone anche di una 
uscita parallela per la stampante, sostitui- 
sce in tutto c per tutto la scheda monoprin- 
ler IBM. e quindi può rappresentare una 
alternativa "economica" per fare grafi- 
ca (però in bianconero) ad alta definizio- 
ne sull'IBM e inoltre la compatibilità soft- 
ware non rappresenta un problema in 
quanto tutti i package importanti la preve- 
dono dei programmi di installazione. 

Non vi sono problemi neanche per chi 
programma in Basic, anche se per lavorare 
con la Hercules occorre integrare il Basica 
con due o tre files da caricare dal dischetto 
soft fornito in dotazione. 

Infatti le istruzioni Basic sono esatta- 
mente le stesse. In particolare SCREEN 2. 
se si lavora in Basica riconosce 640 per 200 
pixel, se si lavora in H Basic (il Basic Hercu- 
les) riconosce 720 per 348 pixel. Se la fun- 
zione SCREEN 2 viene collegata ad una 
WINDOW (xl.yl) - (x2.y2) il programma 
diventa del tutto trasparente rispetto 
all’hardware in quanto l'uscita viene for- 
mattala in l'unzione dei parametri della 
WINDOW 

Così per utilizzare su tutto lo schermo 
Hercules un programma scritto per lo 
SCREEN 2 dell'IBM. ma che non utilizza 
la WINDOW. basta aggiungere, dopo 
SCREEN 2 un'istruzione WINDOW (0.0) 
- (720.348). In questa maniera é il Basic- 
stesso che fa lo scaling tra i due formati. Il 
discorso vale anche per il viceversa. 

Una misura del miglioramento delle pre- 
stazioni grafiche la dà il LOTUS 123. che 
sfrutta al massimo la definizione della Her- 
cules. c questo non solo per la parte grafica 


MCmicrocompuler n. 45 - ottobre 1985 




del disegno, ma anche e soprattutto per la 
parte "scritte" che non debbono più essere 
mostruosamente abbreviate per poter rien- 
trare nella scarsa definizione dello 
SCREEN I dcH'lBM. Nelle figure 2 c 3 
mostriamo due grafici, realizzati con il bi- 
nòmio Lotus/Herculcs, il primo di caratte- 
re trigonometrico e il secondo tipicamente 
business. Abbiamo dedicato all'argomen- 
to Grafica con il Lotus un articolo pubbli- 
cato su MC n. 4L 

Il GWBASIC dell'Olivctti M24 invece 
accetta l'istruzione SCREEN 3. che per- 
mette una definizione di 640 per 400 pixel. 
Quindi per usare un programma scritto per 
lo Scrccn 2 IBM. migliorandone le presta- 
zioni in termini di definizione, occorre mo- 
dificare il 2 in 3 e, solo nel caso che non ci 
sia già. inserire un'istruzione WINDOW 
per una corretta formattazione dell’oul- 

Quindi si può dire che l'utilizzazione di 
programmi Basic realizzati con il PC IBM 
o IBM compatibili non presenta seri pro- 
blemi nel caso si passi da un hardware ad 
un altro o da una configurazione ad una 
altra. 

Nel caso invece che si utilizzi un pacchet- 
to software prodotto per l'IBM esistono 
due possibilità, la prima è che questo pre- 
veda in fase di configurazione l'uso di un 
particolare hardware e allora non esistono 
problemi. Oppure se tale configurazione 
specifica non c prevista occorre sceglierne 
una comune airi BM e alla macchina che si 
sta usando. E appunto il caso dell’Olivetti 
che pur avendo caratteristiche grafiche mi- 
gliori rispetto airi BM. non le può "mettere 
in mostra" fin quando l'hard Olivetti non 
sarà previsto nei programmi di configura- 

Dopo aver divagato un po' sul tema del- 
la compatibilità tra le macchine, che è però 
particolarmente scabroso negli aspetti gra- 
fici, che sono quelli che sfruttano di più 
l'hardware della macchina, torniamo al 
nostro programma. 


Il programma 


Il programma pubblicato esegue in se- 
quenza una serie di visualizzazioni, basale 
sui metodi di restituzione tridimensionale, 
di uno stesso oggetto. Si compone quindi 
di una sequenza di routine, a ciascuna delle 
quali corrisponde un metodo geometrico. 

Comprende poi una serie di subroutine 
generali, non legate cioè al singolo meto- 
do. Cominciamo con il descrivere queste 
ultime. 

I REM riguardano due oggetti. Il primo 
oggetto utilizzato per i nostri esperimenti 
di visualizzazione è un parallelepipedo. Il 
parallelepipedo c un soggetto semplice da 
interpretare ed è quindi adatto ad essere 
utilizzalo in fase di predisposizione e di test 
delle subroutine. 

Una volta assicuratici che tutti gli algo- 
ritmi matematico-trigonometrici funzio- 
nano a dovere possiamo lavorare su sog- 
getti più complessi. Nel nostro caso il sog- 
getto complesso c costituito da due prismi 
solidi mollo irregolari, che si incastrano 
l'uno nell'altro. 

Per passare da un soggetto all'altro voi 
dovete eliminare dal programma le righe 
dalla 100 alla 150 e dovete trasformare le 
righe REM dalla 1 70 alla 370 in righe DA- 
TA. Questo perché essendoci altri DATA 
nel programma, non è possibile lavorare 
contemporaneamente con i due oggetti. 

I primi 6 DATA corrispondono a tre 
segmenti che rappresentano i tre assi carte- 
siani. Tali coordinale, quando manipole- 
remo il soggetto rimarranno fisse, in quan- 
to simuleremo il movimento proprio ri- 
spetto agli assi cartesiani. 

La forma dei DATA è molto semplice, il 
primo DATA indica il numero dei vertici 
costituenti il nostro oggetto. Per ogni verti- 
ce vanno indicate le tre coordinate carte- 
siane e un quarto dato che indica se quel 
vertice è collegato o meno al precedente (è 
un flag che vale 0 per collegamento SI, 1 
per collegamento NO). 


Questo è il metodo più semplice di me- 
morizzazione di dati tridimensionali. In 
pratica dell'oggetto viene memorizzata u- 
na serie di lince spezzale che uniscono i 
suoi vertici. L'inconveniente è che un verti- 
ce può apparire più volte, sia perche è at- 
traversato da più spezzate sia perché la 
Spezzata ad un certo punto si chiude (ad 
esempio un parallelepipedo ha 8 vertici, 
non i 18 che siamo costretti a memorizzare 
con il nostro sistema). 

L'altro rallentamento all'esecuzione del 
programma grafico sta nel fatto che per 
ogni vertice va testata la condizione di 
inizio/fine spezzala. Che in termini di pro- 
grammazione significa dover, per ogni 
punto da visualizzare, eseguire un IF... 
THEN... 

Il formalo con cui vengono memorizzali 
tali valori é il formato singola precisione. 
In realtà si potrebbero realizzare economie 
di spazio e miglioramenti di prestazioni 
lavorando con numeri interi. In questo 
programma non lo possiamo fare in quan- 
to sottoporremmo i nostri dati a manipola- 
zioni di tipo trigonometrico e questo signi- 
fica aver assoluta necessità dei decimali. 

I DATA vengono letti nella routine di 
Inizializzazione (riga 1000). In tale routine 
viene eseguito anche un altro... lavoretto, 
Vengono caricate due tabelle S( I) e C(I ). di 
dimensioni pari a 361 clementi. Gli cle- 
menti n-simi della tabella contengono i va- 
lori rispettivamente del seno e del coseno di 
un angolo pari a n gradi. 

In questa maniera ogni volta che serve il 
valore del seno di un angolo n. basta ri- 
chiamare il valore S(n). ottenendo due 
vantaggi. Il primo è che si lavora in gradi 
sessagesimali come vogliamo noi, e non in 
radianti, come vuole il computer. Il secon- 
do è che é più veloce l'accesso ad un vetto- 
re, che non il calcolo di una funzione trigo- 
nometrica. 

Le altre routine generali sono poste in 
coda al programma e sono: la lettura della 
tastiera (riga 2000), che serve nella parte 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



interattiva del programma. La subroutine 
di visualizzazione (riga 3000) che è richia- 
mata alla fine di ogni routine. La subrouti- 
nc di passaggio di coordinale (riga 4000) 
che. partendo dalle coordinate iniziali 
(quelle lette via READ DATA), le traduce 
in altre coordinate tridimensionali, rappre- 
sentanti la posizione raggiunta dall'ogget- 
to dopo la manipolazione. 

La traduzione da coordinate tridimen- 
sionali (relative alla posizione finale) a 
coordinate bidimensionali (quelle da pas- 
sare alla routine di visualizzazione), avvie- 
ne a livello di routine specifica. 


coordinata e si ottiene la proiezione sul 
piano costituito dalle altre due coordinate, 
ad esempio tramite l'eliminazione (o me- 
glio la non considerazione) della coordina- 
ta Z. si ottiene la proiezione sul piano XY. 


Assonometrie 


zione tridimensionale che si basa sulla con- 
servazione delle dimensioni deH'oggctto. 
Quindi da una assonometria si può ricava- 
re anche la misura dell'oggetto, ovviamen- 
te conoscendone la scala di rappresenta- 


delle assonometrie nel numero 10 di MC). 

In pratica occorre definire inizialmente 
gli angoli formati, nel disegno risultante, 
da ciascun asse cartesiano rispetto agli altri 
due. Basta dame due e il terzo viene di 
conseguenza, ad esempio si può immagi- 
nare verticale sul video l'asse Z, orizzonta 
le l'asse X. c l'asse Y obliquo rispetto a 
primi due di 45 gradi. Un'altra assonome 
tria standard è quella 120/120/120. i 
gli assi assumono l'aspetto di una raggiera 
di tre segmenti uscenti da uno stesso punto 
e formanti angoli uguali (ovviamente di 
360/3 = 120 gradi). 


Proiezioni sul piano 

Sono le tre routine 1100. 1200, 1300. e 
costituiscono il sistema più semplice per 

pratica poiché l'oggetto tridimensionale è 
caratterizzato da tre coordinate, per passa- 
re alla vista bidimensionale, si elimina una 


In realtà il nostro modo di vedere è basa- 
to sulla prospettiva, infatti oggetti di pari 
dimensioni, ma che sono situati a distanze 
differenti dal nostro punto di osscrvazio- 

Se vedessimo "assonometricamente" ci 
sembrerebbero comunque uguali (abbia- 
mo trattato nel dettaglio la costruzione 


Prospettive 

Il problema della prospettiva visto da un 
punto di vista geometrico matematico c 
abbastanza complesso in quanto entrato in 
gioco numerosi elementi. Poiché questi cle- 
menti sono interrelati è possibile che pur 
variando tutti quanti il risultalo finale. 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


97 



cioè il disegno dell'oggetlo. sia lo stesso. 
Per lare un esempio cretino noi possiamo 
vedere la parte posteriore del nostro com- 
puter sia rivoltandolo, sia lasciandolo do- 
ve è ma spostandoci noi di dietro, sia infine 
utilizzando specchi dove riformare l'im- 
magine. 

Quindi il problema geometrico matema- 
tico ammette semplificazioni, che avvan- 
taggiano la programmazione, in termini di 
semplicità e di velocità di esecuzione. 
Quindi possiamo prevedere ad esempio, ed 
è quello che faremo, di muovere l'oggetto 
dalla sua posizione iniziale, c di vederne lo 
spostamento senza muovere né l'osserva- 
lore né lo schermo attraverso il quale vede. 

Utilizziamo due livelli di semplificazio- 
ne. il primo prevede il punto di osservazio- 
ne posto in un posto qualsiasi dello spazio, 
la seconda, più spinta, prevede il punto di 
osservazione, sempre posto sull'asse Z. 
Questo ha come conseguenza che. mentre 
con il primo metodo vedremo in generale 
tutti e tre gli assi, con il secondo vedremo 
sempre e solo quelli X e Y. mai Z. 

Anche con la semplificazione più spinta 
potremo comunque vedere tutti gli aspetti 
deH'oggctlo... rigirandolo un po' di più. 

Le routine di prospettiva sono 5. Le pri- 
me due producono ciascuna una immagine 
statica di un oggetto, con i due metodi 


completo (o meglio quello meno semplifi- 
cato) e semplificalo, Le seconde due ese- 
guono dei LOOP in cui variano alcune 
grandezze che entrano nel calcolo della po- 
sizione finale. In tal modo si simula un 
movimento che. se il LOOP è fatto con 
criterio, si può cogliere nella successione 
delle immagini. 

La quinta ed ultima routine è interattiva 
in quanto il movimento dell'oggetto rispet- 
to alla sua posizione iniziale viene modifi- 
calo intervenendo, via tastiera. Vediamo 
nel dettaglio solo quest'ullima in quanto le 
altre ne sono una semplificazione. 

Prospettiva interattiva 

L’oggetto ha una sua posizione iniziale, 
corrispondente ai valori dei DATA. Si fan- 
no variare, via tastiera. 6 parametri, che 
potendo assumere valori positivi e negativi 
diventano in un certo senso 12. Tali para- 
metri corrispondono a spostamenti rispet- 
to ai tre assi cartesiani (in avanti e all'indie- 
tro). c in rotazioni rispetto agli stessi tre 
assi (in un senso e in quello opposto). 

Ad ognuno di questi 12 movimenti è 
collegato, dalla routine di riconoscimento 
tastiera, un tasto. Quindi premendo uno di 
questi tasti si provoca la modifica di un 
parametro numerico che indica di quanto 


ci si è spostati rispetto alla posizione inizia- 
le. Modificato un parametro viene eseguita 
la routine 4000 che ricalcola la nuova posi- 
zione finale, c poi la 2000 che visualizza 
l'oggetto nella nuova posizione. 

Abbiamo utilizzalo i vari tasti freccia, 
pgup. pgdn, ccc. nel tentativo di simulare il 
più possibile il senso dei movimenti. In 
realtà con la tastiera, questa sensazione è 
un po' difficile da raggiungere, specie per i 
movimenti di rotazione. 

Per quanto riguarda questi ultimi hanno 
un limite nel senso che. essendo legati alla 
tabella dei SENI e COSENI, possono va- 
riare tra 0 e 360 gradi, altrimenti si esce 
fuori dalla tabella. Si poteva comunque 
inserire una Ibrmuletta per tradurre un an- 
golo qualsiasi al corrispondente angolo 
compreso tra 0 e 360. ma non l'abbiamo 
fallo per non complicare troppo il pro- 
gramma. L'unica precauzione che abbia- 
mo preso c stata quella di partire con ango- 
li posti a 180 gradi (vedi riga 1920). per cui 
prima di uscire fuori dalla tabella... ce ne 
vuole. 

La routine Tastiera riconosce anche i 
valori numerici per sellare la variabile SC 
che stabilisce l'incremento di ciascun spo- 
stamento. Valori bassi per piccoli sposta- 
menti. valori alti per spostamenti più mar- 
cati. MC 


MCmlcrOcomputer n. 45 - ottobre 1985 








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di Pierluigi Panunzi 


L’ Assembler: 
dallo Z80 all’8086/88 

Ecco una sorpreso per i nostri lettori : 
diamo inizio ad una mio va rubrica riguar- 
dante l'argomento dell' Assembler, ma que- 
sta volta relativo non più allo Z8I). ma 
all '8088 e all’8086 I che. come noto, differi- 
scono solo per il bus dati, a 8 bit nel primo e a 
16 nel secondo). 

Mentre per alcuni versi si tratterà di un 
proseguimento ideale della rubrica sullo 
7.80, in quanto l’argomento è analogo, d’al- 
tro eànto avremo parecchie differenze dovu- 
te al fatto che ci addentreremo in un mondo 
alquanto differente da quello in cui regna 
incontrastato lo Z80. 


Parlando dell'8086 invece scopriremo il 
mondo dei “ 1 6 bit". ben più vasto e ricco di 
caratteristiche, ed in cui ancor di più si ha 
la necessità di capirne bene le varie sfaccet- 
tature. prima di applicarle, o meglio, di 
combatterci... 

Le scelte che hanno portato alla pubbli- 
cazione della vecchia serie ed ora della 
nuova serie di articoli sono molteplici c 
legate ad una serie di fattori, che ora tentia- 
mo di esporre. Innanzitutto era nostro de- 
siderio portare gradualmente il lettore ad 
affrontare l'argomento dei "16 bit" e per- 
ciò la maniera migliore era premettere una 
serie di articoli sull' Assembler di un micro- 
processore ad 8 bit. 

La scelta di quest'ultimo poi era stata 
dettata da fattori quali la notevole potenza 
e le potenzialità operative dello Z80 rispet- 
to agli altri microprocessori ad 8 bit. la 
presenza massiccia nei perso’nal computer 
di un Sistema Operativo quale il CP/M 
(anche se nato per l'8080, il cui set di istru- 
zioni è completamente contenuto in quello 
dello Z80) e non da ultimo le conoscenze 
specifiche del redattore nei riguardi di que- 
sto mostriciattolo a 40 piedini. 

Finita dunque la serie di articoli sullo 
Z80. ecco che ci accingiamo a parlare di un 
altro microprocessore, appunto a 16 bit. 


per lo studio del quale è necessaria molta 
attenzione e costanza, nonché la coscienza 
che si dovranno per forza di cose affronta- 
re nuove tematiche, il più delle volte assenti 
completamente nei microprocessori ad 8 
bit: per .esperienza personale diciamo che 
vi sono alcuni concetti veramente poco di- 
geribili. che fanno dapprima dubitare della 
sanità mentale dei progettisti dell'integra- 
to. mentre poi fanno propendere ad un 
giudizio più sereno sull’inevitabile eervcl- 
loticità nel contorcere e sminuzzare argo- 
menti complicatissimi, per farli entrare in 
pochi millimetri quadrati di silicio. 

A parte queste considerazioni, speriamo 
di fare cosa gradita ai lettori, dal momento 
che (lo diciamo adesso, ma lo ripeteremo 
più volle nel corso delle puntate) sull'8088/ 
86 è basata tutta una serie di personal com- 
puter mollo sofisticati. l'IBM PC tanto per 
fare un nome, usa l'8088. ed inoltre perchè 
sotto 8086 88 girano due sistemi operativi 
per 16 bit più conosciuti: il CP/M-86 e 
l'MS-DOS. 

I lettori che posseggono tali personal 
computer troveranno perciò spunti e aiuti 
per programmare in Assembler: diciamo 
subito che. a parte alcuni argomenti deci- 
samente più complessi, non è richiesta una 
laurea per saper programmare in 8086 (o 
8088. d'ora in poi ci riferiremo all'8086 per 
brevità), ma c evidente che se si ha già 
esperienza nel campo dei microprocessori 
a 8 bit. allora ci si troverà meglio. 

Tanto per invogliare, speriamo, i lettori, 
diciamo che nelle prossime puntate parle- 
remo anche di quell'oscuro oggetto chia- 
malo 8087 (Arithmetic Co-Processor) per 
il quale quasi lutti i personal computer a 1 6 
bit vantano la presenza... dello zoccolo già 
predisposto ad occuparlo: “voci" non me- 
glio definite dicono che tale componente 
sia alquanto costosctto. fatto che non ne 
giustifica la presenza se non in casi specifi- 
ci. Tra l'altro .poi non si creda che sia un 
componente velocissimo: va bene che ese- 
gue parecchi tipi di operazioni anche com- 
plesse (trigonometriche, logaritmiche, ecc), 
ma il tutto richiede da sempre parecchie 


centinaia di cicli macchina per essere ese- 
guite. Comunque ne riparleremo a tempo 
debito. 

Famiglie di microprocessori 

Non abbiamo ancora detto, per chi non 
lo sapesse, chi è il costruttore dell'8086: si 
tratta dell'Intel, famosissima per aver in- 
trodotto sul mercato l'8080. il micropro- 
cessore ad 8 bit diventato rapidamente 
quasi uno standard nel suo campo. 

Apparso negli anni '70. il microproces- 
sore 8080 è stato subito accolto con gran 
favore da parte dei costruttori in quanto 
permetteva, con semplicità, la realizzazio- 
ne di apparecchiature (di controllo al prin- 
cipio. computer in seguito), che prima o 
erano irrealizzabili o richiedevano una 
grande quantità di componenti elettronici, 
dai transistor ai circuiti integrati (porte, 
flip-flop, contatori, registri, ecc.). 

La rivoluzione apportata dal micropro- 
cessore è stata appunto quella di accentra- 
re in un unico componente dapprima centi- 
naia poi migliaia e poi ancora decine di 
migliaia di singole funzioni, a tutto vantag- 
gio della semplicità circuitale. 

Parallelamente ai vantaggi dal punto di 
vista dell'hardwarc. si sono apprezzati su- 
bito quelli della programmabililà del mi- 
croprocessore. con lo scopo di far eseguire 
all'apparecchiatura le funzioni desiderate: 
con questo non intendiamo certo l'esecu- 
zione di radici quadrate, ma l'accensione e 
lo spegnimento di altre apparecchiture, la 
tcmporizzazionc di processi nonché il con- 
trollo del loro evolversi. 

Con la crescila della domanda, i prezzi 
all'inizio proibitivi hanno cominciato a ca- 
lare: 7-8 anni fa il prezzo di un 8080 era 
"sceso" al di sotto dei 10 S. 

In seguito sono cominciati ad apparire, 
prevalentemente oltre oceano, i primi siste- 
mi basati sull'8080. stavolta predisposti 
per il calcolo delle radici quadrate... 

Tornando perciò alla famiglia dell'8080, 
ecco che qualche anno dopo appare T8085. 
un “improvement" del glorioso predeces- 


100 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



sorc. migliorato per quanto riguarda l'hard- 
ware. ma non certo per quanto concerne il 
software, per problemi di compatibilità 
con 1' 8080. 1*8085 é stato arricchito della 
bellezza di 2 istruzioni in più... 

Stravolli dall'improba fatica, i progetti- 
sti della Intel non si sono più dedicati agli 8 
bit. se non per i cosiddetti controllori di 
processo, preposti ancora una volta alla 
gestione di apparecchiature specializzate 
(ad esempio F8048, 1*805 1 . ecc.). perciò di 
caratteristiche diITcrenti da quelle "generai 
purpose" dell'8080. 

Ecco che perciò la concorrenza ha avuto 
strada libera nella progettazione di micro- 
processori ad 8 bit: ad esempio i progettisti 
della Zilog hanno estratto dal loro cappel- 
lo magico lo splendido Z80. stavolta un 
vero e proprio "improvement" dell'8080. 
del quale manteneva il set di istruzioni ori- 
ginario. arricchendolo però di quasi allret- 

II successo di tale microprocessore è ap- 
punto quello di essere software-compatibi- 
lecon l’8080. del quale perciò può sfruttare 
l'enorme quantità di programmi che gira- 
no sotto CP/M. 

Esempi altrettanto fortunati di evolu- 
zioni di microprocessori non se ne sono 
finora avuti, almeno di pari portata: il 
6502. nato con l'Apple li e con l' Atari e 
perciò diventato enormemente famoso, è 
stato usato tale e quale sui primi personal 
computer della Commodore, per poi arri- 
vare negli ultimi modelli (primo su tutti il 
C64) arricchito di qualche istruzione e con 
qualche differenza nell’hardware. 

E gli altri microprocesori ad 8 bit?! For- 
se qualche lettore avrà in casa un personal 
computer basato sul 6800 della Motorola, 
dotato del suo ricco corredo di program- 
mi... 

Evidentemente anche in questo campo 
giocano molti fattori: il successo di un mi- 
croprocessore è legato alla sua “qualità 
intrinseca", alla compatibilità eventuale, 
alla pubblicità che ne fanno i costruttori e 
non da ultimo la volontà da parte degli 
stessi costruttori ad uniformarsi a quelli 


che sono i "dettami" e le "mode" del mo- 
mento. 

Ma torniamo alla premiata Intel per ve- 
dere quali sono i successivi elementi della 
"famiglia 80": con questo passiamo ap- 
punto ai 16 bit, seppur con qualche lieve 
ritorno agli 8 bit, come vedremo tra breve. 

Ecco che troviamo subito il "nostro" 
8086. un "16 bit" in piena regola, che, co- 
me avremo modo di conoscere in seguito, 
possiede caratteristiche ben diverse dai due 
"80" precedenti: ciò è ovvio dal momento 
che in un colpo solo si sono raddoppiate le 
capacità interne di calcolo. 

Dal momento che però il passaggio dagli 
8 ai 16 bit comporla un notevole rivoluzio- 
namento dell'architettura hardware del si- 
stema. ecco che. per la gioia dei costruttori. 
l’Intel ha introdotto sul mercato l’8088. in 
tutto e per tutto un "16 bit" al 100% com- 
patibile con T8086, ma dotato di un bus ad 
8 bit. fatto questo che consente l'utilizza- 
zione di circuiti integrati specifici per ma- 
nipolare quantità ad 8 bit. in genere usati 
in circuiti con P8085. 

Ripetiamo (e lo ricorderemo di tanto in 
tanto) che parleremo indifferentemente 
dell'8086 e dell'8088. dal momento che a 
noi interessa il punto di vista del software, 
perfettamente identico nei due casi. 

Proseguendo nell'analisi della famiglia 
Intel, cominciamo ad incontrare degli ele- 
menti ancora piu "mostruosi" di quelli vi- 
sti finora, già a partire dall'aspetto fisico. 

Infatti mentre finora si aveva a che fare 
con integrati a 40 pin. ora si passa a circuiti 
integrati di forma quadrata (del tipo di 
quelli che si trovano nei personal computer 
portatili) e che richiedono un particolaris- 
simo zoccolo di supporto per poter essere 
montati sul circuito stampato: ad occhio e 
croce gli zoccoli costeranno pure di più 
dell'integrato stesso... 

Stiamo parlando dell'80186 e del- 
l'80 1 88: ferma restando la differenza tra 
bus a 16 e ad 8 bit. rispettivamente come 
nei modelli senza l"T'. questi due proces- 
sori sono un'evoluzione soprattutto hard- 
ware dei precedenti. 


Basti pensare che all'interno del chip 
trovano posto, oltre ad un 8086 o un 8088. 
un timer, un interrupt controller, nonché 
una vera e propria "Memory Management 
Unii", con tanto di "Chip Select" già di- 
sponibili per indirizzare i vari banchi di 
memoria: già con T8086 c perciò a maggior 
ragione con gli "801XX" si ha a che fare 
con Mbyte di memoria, gestita in maniera 
virtuale già dal microprocessore. 

Passando all'80286 e all'80288 ritrovia- 
mo ancora le caratteristiche hardware dei 
due modelli precedenti c l'ovvia compati- 
bilità software ed in più troviamo un nuo- 
vo gruppo di istruzioni particolari, dedica- 
te alla gestione del multitasking e mulli- 
processing, con istruzioni di arbitraggio 
delle risorse di sistema (memorie, periferi- 
che, memorie di massa, ecc.). Piano piano 
già con tali componenti a 16 bit ci si sta 
avvicinando alle prestazioni dei mini-com- 
puter: i vari mini deH'IBM. della Honey- 
wcll. ì vari Vax della Digital non sono più 
cosi tanto lontani ed irraggiungibili... 

Infine citiamo l'attuale capostipite della 
famiglia Intel, l'80386, un "32 bit" del qua- 
le si sentirà parlare molto presto. Tornan- 
do dunque a poi ed alle nostre rubriche, 
ecco che dovrebbe apparire più chiara la 
scelta di parlare dello Z80 prima di intro- 
durre il discorso dei 16 bit: per quello clje 
non è solo puro giudizio personale del rè- 
dattore. a poco sarebbe valso parlare ad 
esempio del 6502 (che i 1 6 bit li "mastica" 
poco e male), per poi saltare a pie pari ad 
un processore che tratta gli 8 bit quasi 
come un sotto-caso. 

Cè chi pure ha detto che lo Z80 non è né 
un “8 bit", né un "16 bit", ma che si trova 
nella giusta metà: chi non ne fosse convin- 
to rifletta sull’istruzione (tanto per fare un 
esempio) 

ADC HL.DE 

che, come ben sappiamo, somma al conte- 
nuto di HL (16 bit) quello di DE (altri 16 
bit) ed il Carry (riporto) proveniente da 
un'operazione precedente, ad 8 o 16 bit. 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


101 


26-29 NOVEMBRE 1985 

PALAZZO DEI CONGRESSI DI ROMA EUR 

EDP USA ROMA ’85 

UNA SEDE RAPPRESENTATIVA PER 
UNA MOSTRA DI PRESTIGIO 


L'Informatica americana é, come sempre, protagonista di EDP USA ROMA che. alla sua 
sesta edizione, si riconferma polo di attrazione per il mercato dell'Italia Centromeridionale 
La realtà informatica statunitense sarà ampiamente illustrata nei 2.000 mq di esposizione 
in un susseguirsi di prodotti e di nuove proposte. alcune delle quali saranno inoltre oggetto 
di due convegni a carattere intemazionale: 

27 NOVEMBRE: "ARCHITETTURE PER COMUNICAZIONE DATI: 

I COSTRUTTORI E GU STANDARD 

Coordinatore: Prof. Gesualdo Le Moli 


Esperti italiani e stranieri tratteranno esaurientemente questi temi soffermandosi ad 
esaminarne imolteplici aspetti 

La quota di partecipazione, che dovrà pervenire entro il 20 novembre a mezzo assegno 
intestato a USIMC, è di LiL 150.000 per ciascuna giornata, colazione inclusa 
L'ingresso alla mostra é riservato agli operatori del settore 
Gli studenti sono ammessi nella mattina dei giorni 26 e 29 novembre previa 
prenotazione e pagamento di un biglietto ingresso di Ut. 3.000. 


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Byte nell’etere 

di Fabio Marzocca 

La programmazione delle Eprom per i manipolatori automatici CW 


Abbiamo visto, nella precedente puntata di 
"Byte nell'etere" . come si può automatizza- 
re completamente una stazione radio RTTY 
con l'ausilio di un computer e di un buon 
programma di gestione. Rimanendo in tema 
di controlli automatici, questo mese vedre- 
mo come realizzare una procedura software 
per la programmazione delle Eprom dei ma- 
nipolatori automatici C W. 

Il termine CW. nel settore radiantistico. 
sta ad indicare una trasmissione radiotele- 
grafica con codice Morse (fig. I ). Questo 
famoso codice di punti c lince, idealo da 
Samuel Morse nel 1843. c caratterizzato 
dalla sua "temporizzazionc relativa"; in 
pratica ciò significa che nel Morse c impor- 
tante soltanto il rapporto relativo di dura- 
ta fra un punto ed una linea, mentre non 
esistono regole di temporizzazionc fissa 
come nel Baudot o in altri codici. 

Inoltre il Morse c un codice a lunghezza 
variabile, fondato sulla frequenza delle let- 
tere dcU'alfabcto nella lingua inglese, per 
cui lettere più frequenti, sono state codifi- 
cate con sequenze più corte. 

Una trasmissione CW viene realizzala 
con l'attivazionc-csclusionc della portante 
RF del trasmettitore, al ritmo del codice. Il 
corrispondente in ricezione rivelerà il se- 
gnale sottoponendolo a battimento in me- 
dia frequenza, per ottenere una nota inter- 
mittente nella banda audio. 


Il manipolatore CW 

Il manipolatore CW è un dispositivo c- 
letlronico che. collegato all'opportuna 
presa sul trasmettitore, genera un messag- 
gio automatico in CW. con ripetizione ci- 
clica. In commercio ne esistono di diversi 
tipi, ma lo schema di principio c essenzial- 
mente lo stesso, come riportato in figura 2. 

Un circuito di clock variabile, non ne- 
cessariamente a quarzo, stabilisce la ca- 
denza dell'emissione dei simboli c quindi la 
velocità di trasmissione. 

Questo oscillatore c collegato ad un ad- 
dress decoder il quale, ad ogni fronte di 
salita del clock, incrementa di una unità 
l'indirizzo presentalo sulla Eprom. Sul da- 
ta bus dcll'Eprom saranno quindi disponi- 
bili otto messaggi (uno per ogni bit del data 
bus). 

Con un selettore ad otto posizioni, che 
potrà essere sia meccanico che elettronico, 
sarà quindi possibile scegliere il messaggio 
desiderato, ed inviarlo poi al transistor 
switch. prima di entrare nella presa “cw- 


key" del trasmettitore. A questo punto il 
manipolatore inizierà a trasmettere il suo 
messaggio ciclicamente leggendo di segui- 
to il contenuto della memoria. 

L'impiego di questo dispositivo trova la 
sua maggiore applicazione per i radiofari 
(beacon) o per i ponti radio, dove c appun- 
to richiesta la trasmissione di un messaggio 
di identificazione con il QTH della stazio- 

Ma anche nella stazione del radioama- 
tore c possìbile applicare il manipolatore 
CW. 

In particolare, su gamme di frequenza 
con scarso traffico (UHF. SHF), il mani- 
polatore potrò trasmettere ciclicamente il 
messaggio di chiamata della stazione, per 
interrompersi automaticamente, tramite 
un dispositivo di controllo sul ricevitore, 
qualora giungesse risposta alla chiamata. 


La programmazione dcll'Eprom 

Prenderemo in esame una Eprom tipo 
2716, ma i discorsi sono lo stesso validi 
anche per 2732 o altri tipi. 

Il contenuto di una singola cella di me- 
moria. viene indirizzato e collegato sulla 
base di un transistor di commutazione. Se 
il bit c 1 . il transistor satura, se c 0 interdice. 
Fin qui tutto bene; sarà perciò solo neces- 
sario stabilire i rapporti di durata fra il 
punto e la linea, e le separazioni fra simbo- 
li. lettere c parole. 

Esiste già in tal senso una normativa: 
considerando come unità la durala del 
punto, le lemporizzazioni sono regolate 
dalla seguente tabella; 

Simbolo o intervallo Durata 

Separazione punto/linea 1 


Separazione Ira caratteri 3 

Separazione tra parole 9 

Questo significa che per rappresentare 
una linea, nella memoria dovranno essere 
registrati tre “I" consecutivi, mentre per 
separare due parole, si dovranno registrare 
nove “0" consecutivi. Ciò è anche intuitivo 
in quanto il trasmettitore non eccita la por- 
tante se il bit di memoria c zero, ma solo 
quando legge un uno. 

Vediamo quindi come sarà codificata 
nella Eprom la chiamata “CQ" . Dalla fi- 
gura 1 ricaviamo: 

C • 

Q , 

perciò: 

CI 1 1 0 1 0 1 1 1 0 1 
separatore 0 0 0 
Q1 110111010111 
seguiti da una serie di nove “0" per separa- 
re dalla successiva parola. Complessiva- 
mente. perciò, si ha un'occupazione di 36 
bit di memoria. 

Durante la programmazione di questa 
Eprom. bisognerà però tener conto del fat- 
to che ognuno degli otto messaggi va scrit- 
to sempre sullo stesso ordine di bit. nei vari 
byte di memoria. In particolare il messag- 
gio numero 4 dovrà essere scritto nel quar- 
to bit di ogni byte. 

Dato che la programmazione dcll'E- 
prom avviene per byte, nella fase di prepa- 
razione del file da registrare, bisognerà far 
attenzione a mascherare i restanti selle bit. 
mentre si scrive uno dei messaggi. 

In tal modo, una volta indirizzato il byte 
di memoria, la Eprom presenterà in paral- 
lelo gli otto messaggi che contiene, e sarà il 
selettore a scegliere quale dovrà andare al 
trasmettitore. Sarà inoltre possibile realiz- 
zare un selettore elettronico che al termine 
di un messaggio commuti automaticamen- 
te sul successivo. Cosi facendo si avranno a 



103 


MCmicrocomputer n 45 - oltobre 1985 




104 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


tutti i 16 Kbyte della 27 16 per 




lllllllillllslllllllllllllll IIIIII1IIII1I III! 



La routine di codifica 

La corrispondenza fra punti/linee del- 
l'alfabeto Morse e la codifica elettronica 
sulla Eprom, può essere risolta assodando 
ai relativi caratteri dell'alfabeto, una strin- 
ga composta dai simboli "1” c “3”. che 
stanno ad indicare, rispettivamente, punto 
c linea. 

Come visto in precedenza, infatti, una 
linea è codificata come un punto lungo tre 
volte, quindi se nella Eprom per il punto si 
registra un bit I . per una linea se ne regi- 
streranno tre in sequenza. 

La tabella dei simboli è rappresentata 
dal vettore EPS(i). con i variabile da 46 a 90 
per comprendere simboli, lettere e numeri. 
Nelle lince da 10000 a 10020, sono conte- 
nute le stringhe di codifica associate ad 
ogni carattere. 

In questo modo, letto il carattere da co- 
dificare, il programma ricaverà la stringa 
associata (cs. C = 313 1) c scriverà in me- 
moria quattro stringhe di I della lunghezza 
specificata, ognuna separata dall'altra da 
uno 0. Alla fine del carattere, verrano 
registrati Ire 0 per segnalare l'inizio di un 
nuovo carattere. Quindi il carattere C 
diverrà in memoria, come già visto: 
I I 10101 I 101000 

In figura 5 è riportato il fiow-charl della 
routine di codifica messaggio (lince 7470- 
7600). 

La routine parte con l’azzeramento 


completo dell'arca di memoria da S8000 a 
S8800 e quindi richiede il nome del primo 
file di lesto da codificare con il relativo 
canale di registrazione. 

A questo punto viene creala la maschera 
di selezione bit in relazione al numero di 
canale del messaggio. Se CN è il numero di 
canale, il bit da non mascherare sarà dato 
da: 

bit=2" (CN-1) 

Successivamente il programma legge un 
carattere, c verifica se il primo c un caratte- 
re di space, nel qual caso registra nove 0 
consecutivi. 

Da qui inizia il loop della routine che 
consiste nella lettura di un carattere, verifi- 
ca se c l’ultimo carattere del messaggio 
CH R$( 1 3) — , verifica se è uno space, op- 
pure scrittura del codice corrispondente. 

Dato che alla fine di ogni carattere ven- 
gono registrati tre 0, per gli spacc incontra- 
ti airintcmo del messaggio si dovranno 
aggiungere solo sci 0, per averne cosi nove 
in totale, come richiesto dalla tabella delle 
temporizzazioni che abbiamo visto in pre- 
cedenza. 

Si c voluto dare un maggior risalto nel 
dettaglio della routine di codifica, sia per- 
ché essa rappresenta il cuore del program- 
ma, sia per dare la possibilità ad utenti di 
altri computer, di scriverne una propria 
Figura 4 - Breve routine in linguaggio macchina conienti- Versione in Un Basic diverso dall'Applc- 

la nei programma F.PROMCW. Soft. M C 


0300- 

0303- 

0304- 

0309- 
030A- 
030C- 
030F- 
0312- 

0318- 

031B- 

0310- 
0320- 

0323- 

0324- 

0325- 

0326- 
0329- 
032A- 
0320- 
032F- 
0331 — 
0334- 

0337- 

033A- 

033B— 


AD 24 03 
OD 25 03 
8D 24 03 
60 

A9 FF 
4D 25 03 
80 25 03 


AD : 


I 03 


2D 25 03 
80 24 03 
A9 FF 
4D 25 03 
80 25 03 
60 
00 


20 25 03 
F0 06 
A9 01 
8D 24 03 


STA 

RTS 

LDA 

EOR 

STA 

LDA 


LDA 

NOP 

AND 

BEO 

STA 

RTS 

LDA 

STA 

RTS 



106 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 




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Lo standard Centronics 

L'articolo che vi proponiamo oggi si 
riallaccia al filone che ha aperto la rubrica 
MC Microfacile. I lettori più affezionati 
ricorderanno infatti che. poco più di un 
anno fa. cominciammo a parlare di inter- 
facce e di trasmissione dati affrontando 
una vasta gamma di problemi legati all'ar- 
gomento e dando tutte le nozioni necessa- 
rie e le terminologie d'uso più comune. 

Naturalmente, parlando di interfacce c 
trasmissione, non potevamo non parlare 
dei due standard di comunicazione più fa- 
mosi: l’IEEE 488 e l'RS 232. A questo 
punto, per ritenere l'argomento completo, 
pensiamo sia il caso di spendere qualche 
parola su uno standard di cui si parla mol- 
to — perche d’uso abbastanza comune nel- 
la trasmissione di dati da un calcolatore ad 
una periferica di stampa — adottato da 
molle case costruttrici di computer. Stia- 
mo parlando del Centronics di cui. almeno 
il nome, viene subito all'orecchio di chiun- 
que si accosti al settore informatico. 

A proposito di questo standard, si può 


cominciare a dire che esso non è uno stand- 
ard vero e proprio, ma è un... quasi stand- 
ard (o standard di fatto). Naturalmente ciò 
non significa che funziona per metà, ma 
semplicemente che, nonostante siano defi- 
nite tutte le caratteristiche d’interfaccia, 
cioè la funzione di ciascuna linea, il livello 
ed i tempi dei segnali di comunicazione, il 
tipo di driver impiegati in trasmissione c in 

ricezione, il connettore ecc tutte queste 

cose non sono stale, per cosi dire, norma- 
lizzate ufficialmente da un ente intemazio- 
nale. 

T ulta via, il modo di comunicare del tipo 
Centronics, quando fu immesso sul merca- 
to. risultò semplice ed efficace per cui si 
fece voler bene dalle case costruttrici di 
periferiche per computer, soprattutto di 
unità di stampa, che cominciarono ad a- 
dot tarlo conferendogli un notevole succes- 
so commerciale. Essendo oggi tale stand- 
ard presente su macchine dal nome autore- 
vole, è forse il caso di parlarne un po' 
affinché, almeno peri lettori di MC Micro- 
computer, il nome Centronics non susciti 
più alcuna perplessità. 


Le prime caratteristiche 

Cominciamo col dire che lo standard 
Centronics è caratterizzato da un tipo di 
trasmissione parallela asincrona basata su 
un protocollo di handshake e quindi, in 
condizioni ottimali di collegamento, è pra- 
ticamente impossibile che si verifichi una 
perdita di dati. Cominciamo col rinfresca- 
re le idee sul significato di “trasmissione 
parallela" e di “handshake”. 

Il primo termine è illustrato dal signifi- 
cato stesso della parola. In pratica, ogni 
lettera dall'alfabeto o altro carattere 
che viene inviato dal computer alla stam- 
pante (nel corso dell'articolo ci riferiremo 
per fissare le idee solo alla trasmissione di 
dati da un computer ad una stampante), 
viene codificalo — cioè portato in una for- 
ma comprensibile alla macchina — da un 
insieme di “0” e di “I". Ad esempio, in 
codice Ascii. che è quello a cui ci riferiremo 
nel corso dell'articolo, una A viene codifi- 
cata mediante il pattern “100000 1 ”. Ora. ci 
sono due possibilità riguardanti il modo di 
trasmettere questo insieme di bit: il primo, 
più complicato, consiste nell'inviare il ca- 
rattere serialmente. Sempre per la lettera 
A. verrebbe inviato prima un “ 1 ", poi uno 
"0”, poi ancora uno "0" e cosi via fino 
all'ultimo "1". Ogni bit che compone il 
carattere viene allora spedito (e quindi ri- 
cevuto) dalla macchina ad un istante diver- 
so. Naturalmente, insieme al carattere vero 
e proprio, vengono inviati anche dei bit che 
hanno altre funzioni, tra cui la più impor- 
tante riguarda la verifica di eventuali erro- 
ri. Di questi argomenti ci siamo comunque 
già occupati quindi vi rimandiamo al nu- 
mero di MC su cui sono stali affrontati 
(32) per eventuali chiarimenti. 

Si capisce che. prescindendo dalie linee 
di controllo, per la trasmissione vera e pro- 
pria del dato è sufficiente un solo filo (na- 
turalmente più quello di terra). 

Lo stesso non avviene per la trasmissio- 
ne parallela. Infatti, in quest'ultimo caso, i 
bit che compongono il carattere vengono 


108 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


inviati dal trasmettitore al ricevitore con- 
temporaneamente. Si intuisce che per far 
ciò non basta più un solo filo, ma ne servo- 
no tanti quanti sono i bit che compongono 
la parola. Nel caso dello standard Centro- 
nics, per la trasmissione del dato sono pre- 
viste 8 linee di cui generalmente vengono 
impiegate le prime sette per la trasmissione 
di dati Ascii. Tutto sommalo, un modo di 
trasmissione parallelo è abbastanza più 
semplice di uno seriale; l'unico inconve- 
niente è che un filo solo dà meno problemi 
di otto fili, per non parlare dei costi. Per 
questa ragione per le lunghe distanze ven- 
gono impiegati protocolli di comunicazio- 
ne seriali. 

Per quanto riguarda lo standard Cen- 
tronics, per le proprie caratteristiche elet- 
triche. la lunghezza massima del cavo di 
collegamento tra unità centrale e unità pe- 
riferica è prevista essere di 3 metri. La lun- 
ghezza dei cavi è in generale molto impor- 
tante ed é legata alla velocità con cui avvie- 
ne la trasmissione. In maniera mollo "roz- 
za". dato che durante la trasmissione ven- 
gono scambiate delle informazioni sotto 
forma di impulsi elettrici tra stampante e 
computer, se il cavo è troppo lungo, uno di 
questi segnali può giungere "fuori tempo" 
e dà luogo ad una segnalazione di errore. 
Inoltre — ed è il caso che ci interessa più da 
vicino — una lunghezza eccessiva dei cavi 
può produrre un'attenuazione del segnale 
elettrico facendo sorgere confusione tra i 
livelli elettrici c quindi producendo degli 
errori. Per esperienza consigliamo comun- 
que. potendo, di non superare i due metri di 
lunghezza perché in qualche caso potreb- 
bero sorgere dei problemi, soprattutto se 
viene usato un fiatcable. cioè una di quelle 
piattine grigie o celesti ormai tanto in uso 
nel settore c specie se ciascuna linea non è 
affiancata da quella di massa (Twisted Pair 
Ground, vedi più avanti). 

Vediamo ora in cosa consiste l'handsha- 
ke. Si tratta di un sistema di "comunicazio- 
ne" attraverso il quale il trasmettitore ed il 
ricevitore si tengono costantemente in con- 
tatto inviandosi l'un l'altro delle informa- 
zioni. Attraverso esse, l'unità centrale è 
sempre a conoscenza del momento in cui la 
periferica è pronta a ricevere i dati; vicever- 
sa. la stampante si trova sempre pronta nel 
momento in cui il computer invia i dati. E 
un po' un procedimento che si... morde la 
coda, ma è proprio ciò che rende molto 
efficace un certo tipo di trasmissione. Se ci 
sono dei dubbi su quest'ultimo concetto, 
non ci resta altro da fare che esaminare più 
da vicino l'andamento di una trasmissione 
completa per chiarire meglio le idee. Esa- 
mineremo. nello stesso tempo, la funzione 
che lo standard stabilisce per ciascuna li- 
nea insieme al timing dei segnali di control- 
lo ed i livelli di tensione. 

Lo standard più da vicino 

I segnali inviati su un cavo Centronics — 
naturalmente non solo quelli di controllo, 
ma anche quelli relativi al dato — sono del 



tipo "logica positiva" compresi in un inter- 
vallo tra 0 e 5 volt con una soglia d'indeter- 
minazione tra 0.4 e 2.4 volt. Che parole 
difficili! In pratica abbiamo espresso un 
concetto molto semplice che illustriamo 
meglio di seguilo. Dato che sulle linee pos- 
sono essere inviati — come ben sapete — 
solo degli zero e degli uno. avremo due 
livelli di tensione possibili: quello alto e 
quello basso. Il livello basso, cioè lo "0". è 
(logica positiva) rappresentato da una ten- 
sione compresa tra 0 e 0.4 volt mentre quel- 
lo alto da un'altra tra 2.4 e 5 volt. Tutto 
qui. Questo tipo di segnale è detto TTL- 
compatibile. Sono tra l'altro permessi dei 
picchi di tensione esterni all'intervallo in- 
dicato che comunque, per non produrre 
danni, non devono superare gli -0.5 volt da 
una parte e i 5.5 volt dall'altra. Per chi vuol 
saperne ancora di più aggiungiamo che i 
circuiti d'interfaccia devono essere capaci 
di erogare corrente a livello allo e assorbire 
una corrente massima di 16 milliampere a 
livello basso. Non spaventatevi, si tratta 
solo di una convenzione riferita al senso di 
circolazione della corrente attraverso una 
porta logica. Comunque tutti questi parti- 
colari ai più non interessano, come non 
interessano ad esempio i valori delle resi- 
stenze di pull-up collegate in uscita ecc. 
Pensiamo infatti che il più delle volte ai 
nostri lettori capili di trovarsi a dover rea- 


lizzare un cavo per collcgarc un computer 
ad una stampante piuttosto che progettare 
tutto un circuito d'interfaccia! Per aggiun- 
gere invece qualcosa di più significativo, 
diciamo che i connettori più diffusi per il 
collegamento Centronics sono degli Am- 
phenol 57 a 36 contatti su due schiere, 
anche se cominciano a diffondersene altri 
del tipo 3M a 40 contatti, soprattutto dal 
lato del computer. 

A questo punto, dopo tutte queste consi- 
derazioni, andiamo a conoscere più da vi- 
cino le singole linee definite dallo standard 
e descriviamo come avviene la trasmissio- 
ne di un dato. 

La trasmissione 


Vediamo intanto quali sono le linee 
che concorrono alla trasmissione esami- 
nando il loro comportamento. Nella de- 
scrizione potete fare riferimento alla tabel- 
la dei segnali riportata in una delle figure. 

Supponendo che la stampante si trovi in 
condizioni tali di poter esplicare corretta- 
mente le proprie funzioni, il computer po- 
ne il primo dato, che è un insieme di più bit. 
sulle linee Data (che sul connettore corri- 
spondono ai piedini dall'uno al nove). Do- 
po un tempo (non inferiore ad un microse- 
condo) sufficiente affinchè gli stessi dati 
siano stabili, cioè abbiano raggiunto il giu- 
sto livello logico (intuitivamente non è dif- 
ficile da comprendere quindi prendetelo 
per buono!), lo stesso computer invia sulla 
linea Data Strobe (piedino I ) un segnale di 
convalida che informa la stampante che 
quel dato è pronto quindi può essere accet- 
tato. 


piedino 

segnale 

piedino 

segnale 

, 

DATA STROBE 

19 

Twisted Pair GROUND 

2 

DATA 1 

20 

Twisted Pair GROUND 

3 

DATA 2 

21 

Twisted Pair GROUND 

4 

DATA 3 

22 

Twisted Pair GROUND 

5 

DATA 4 

23 

Twisted Pair GROUND 

6 

DATA 5 

24 

Twisted Pair GROUND 

7 

DATA 6 

25 

Twisted Pair GROUND 

8 

DATA 7 

26 

Twisted Pair GROUND 

9 

DATA 8 

27 

Twisted Pair GROUND 

10 

ACKNOWLEDGE 

28 

Twisted Pair GROUND 

11 

BUSY 

29 

Twisted Pair GROUND 

12 

PRINTER ENABLE 

30 

Twisted Pair GROUND 

13 

PRINTER SELECT 

31 

INPUT PRIME 

14 

SIGNAL GROUND 

32 

FAULT 

15 

— 

33 

SIGNAL GROUND 

16 

SIGNAL GROUND 

34 

— 

17 

CHASSIS GROUND 

35 

— 

18 

+ 5 VOLT SIGNAL 

36 



Tabella ilei segnali Centronics. 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


109 


NOTA - Tale segnale, cosi come lutti gli 
altri, non é altro che una variazione del 
livello della linea. In altre parole la linea 
Data Strobc. che normalmente si trova a 
livello allo cioè su di essa è presente una 
tensione di 5 volt — passa a livello basso 
( tensione 0 volt). Si dice allora che la linea è 
"attiva bassa", cioè "comunica qualcosa" 
quando si porta a livello basso. Nelle sim- 
bologie. questo comportamento è indicato 
da un trattino posto sul simbolo che descri- 
ve quella linea. 

Dopo aver dato la convalida, la linea 
Data Strobe si riporla nel suo stato di ripo- 
so dopo un tempo che può andare da I a 
500 microsecondi. A questo punto la stam- 
pante manda un segnale sulla linea Busy 
(piedino 1 1) il quale indica che sta pren- 
dendo il dato. Anche la linea di Busy è 
attiva bassa c finche essa permane in tale 
condizione il computer si guarda bene dal- 
l'inviare altri dati perché essi non verrebbe- 
ro accettati. 



NOTA - Un segnale attivo di Busy blocca 
la trasmissione. Ciò può verificarsi per di- 
verse ragioni, oltre che nel caso specifico 
indicato. 

Ad esempio la stampante può non tro- 
varsi selezionata, o può essere in fase di 
stampa oppure può essere in corso uno 
scorrimento della carta ccc. 

Naturalmente il tempo in cui la linea in 
questione resta attiva dipende dal tipo di 
evento in corso. 

Appena la stampante c libera, la linea 
Busy ritorna a riposo e questa condizione 
viene rilevata dal computer il quale comu- 
nica "ho capilo che hai finito" attraverso 
un segnale sulla linea Acknolcdgc (piedino 
I ) sempre attiva bassa. A questo punto il 
ciclo può ricominciare. 

NOTA - Non c improbabile trovare dei 
computer che dicono di uscire in modo 
Centronics nei quali questa linea non viene 
utilizzala, cosi come può avvenire peralcu- 


ne delle linee della descrizione che segue. 

Per concludere diamo una scorsa alle 
rimanenti linee previste dallo standard. 

Printer Enable (piedino 12). chiamala 
anche Paper Out, c attiva alla e informa 
che è finita la carta. 

Signal Ground c Chassis Ground sono 
linee di massa riferite al segnale e all'appa- 
recchiatura mentre sul piedino 18 trovia- 
mo 5 volt utili ad alimentare qualche di- 
spositivo esterno, ad esempio un buffer di 
stampa. 

Input Prime (piedino 31). attiva bassa, è 
una linea sulla quale il computer invia un 


segnale che produce un reset di tutti i cir- 
cuiti logici della stampante. 

Fault, infine (piedino 32). è attiva bassa 
ed indica una condizione di errore che può 
essere ancora la fine della carta oppure il 
fatto di aver posto la stampante in “modo 
locale" per effettuare un form fecd o un 
paper feed. 

Concludendo, le linee indicate con Twi- 
sted Pair Ground viaggiano a fianco o in- 
torno (dipende dal cavo) ai fili che portano 
i segnali più importanti ed hanno la funzio- 
ne di schermo. Anch'csse fanno parte delle 
linee che spesso non vengono utilizzate. 


< 19 0000000000 00000000 36\ 
lOOOOOOOOOOOOOOOOOO 18 



110 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



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C64: note per la lettura 
del generatore di caratteri 

Riprendiamo il discorso sul generatore di 
caratteri del Commodore 64 e vediamo i/ue- 
sta volta tutte le operazioni da compiere per 
leggere il contenuto al fine di produrne una 
copia in Rum. Rimarrà poi solo da esamina- 
re il modo per mandare il sistema a leggere 
un eventuale nuovo set di caratteri lì dove 
abbiamo deciso di porlo. 


l.e porte d'Ingresso/liscita 

Naturalmente non ci riferiamo a quelle 
di casa nostra. Di porte d'ingresso/ uscita 
abbiamo parlalo parecchio tempo fa in 
questa stessa rubrica (n. 25. die. 83) ma 
visto che da quel di molta acqua c passata 
sotto i ponti, c forse il caso di illustrare in 
proposito qualche concetto fondamentale 
proponendoci di parlare tra un po' di tem- 
po delle porte d'I/O del 64 in maniera più 
consistente. 

Intanto diciamo che questi brevi cenni 
sulle porte d'I/O ci sono utili per capire 
bene il modo in cui vengono effettuale al- 
cune manipolazioni del sistema al fine di 
produrre un certo tipo di interazione con la 
memoria Ram o Rom. Non spaventatevi 
per come ci siamo espressi: tra breve non 
avrete più dubbi. 

112 


Una porla è semplicemente un oggetto 
da cui entra o esce qualcosa. Se il concetto 
sembra facile, è perché in effetti lo é vera- 
mente! Nei casi che ci interessano più da 
vicino, in un computer, attraverso una 
porta passano dei dati sotto forma di infor- 



mazioni binarie (insiemi di 0 e di I ). Nella 
sua forma più generale, una porta preleva 
informazioni dall'esterno o manda infor- 
mazioni verso l'esterno, intendendo per e- 
stcrno tutto il lesto dell'ambiente ad esclu- 
sione della porta. Inallreparole.il flusso di 
dati può avvenire in maniera bidirezionale, 
è in questo caso che si parla di porte d'I 'O. 
cioè d'Inpul/Output. Potete osservare la 
schematizzazione di una porta a otto bit 
nella figura I. Il numero di bit da cui è 
composta la porta è rapprescnalo dal nu- 
mero di informazioni elementari che pos- 
sono transitare contemporaneamente at- 
traverso esse. Naturalmente, attraverso 
ciascuna delle lince elementari della porta, 
l'informazione può transitare, nello stesso 
istante, in una sola direzione. In altre paro- 
le. una singola linea, non può essere nello 
stesso istante sia un ingresso che un'uscita. 
Pertanto deve necessariamente esistere un 
sistema che permetta all'utente di portare 
ogni singola linea in una delle due situazio- 
ni desiderate. 

Il sistema impiegato normalmente è 
molto semplice. Praticamente una porta 
d'I/O viene completamente manipolala u- 
lilizzando due registri dedicali allo scopo. 
Facciamo un esempio. Nella figura 2 è 
schematizzata una porta d'ingresso uscita 
e i due registri attraverso i quali vengono 
comandate le operazioni che essa deve 
svolgere. Il registro D prende il nome di 
Registro di Direzione dei Dati mentre il 
registro R è il registro d'ingresso uscita. 
La funzione di ciascun registro è facilmen- 
te intuibile: tramile D stabiliremo il ruolo 
di ciascuna linea mentre in R avverrà il 
vero e proprio transito dei dati: in altre 
parole, in R porremo un'informazione da 
mandare verso l'uscita o preleveremo da R 
quella proveniente dall'esterno. Per essere 
più chiari riferiamoci ad un'altra figura, la 
3, Per prima cosa definiamo bene il modo 
in cui agisce il registro D: ciascun bit di tale 
registro può essere 0 oppure I. In corri- 
spondenza ad uno 0 la corrispondente li- 
nea di R sarà predisposta come ingresso 
mentre in presenza di un I la stessa linea 
sarà un'uscita. Una situazione abbastanza 
chiara è presente nella figura precedente- 
mente citala dove vengono ben stabiliti gli 
ingressi e le uscite a seconda del contenuto 
di D. 

Nota. Naturalmente la condizione discri- 
minante potrebbe essere anche quella op- 
posta. cioè uno 0 stabilisce un'uscita e un I 
un ingresso, ma ciò è irrilevante ai fini del 
nostro discorso. 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


Definiamo ora la l'unzione di R. Essa è 
ancora più semplice di quella affidata a D. 
Se proviamo a configurare le linee della 
porta tutte come uscita, ponendo in D tutti 
1 e ponendo in R ad esempio la parola 
1 00 1 0 1 0 1 (lìg. 4a), questa stessa parola la 
ritroveremo sulle lince fisiche di uscita del- 
la porta ad esempio, come normalmente 
avviene, i pin di un circuito integralo — . 
Lo stesso per il caso opposto cioè, configu- 
rando le linee come ingressi, una parola 
posta sulle linee fisiche d'ingresso provoca 
una immagine in R (fig. 4b). Naturalmente 
sono possibili combinazioni miste della 
porta, cioè alcune linee possono essere 
configurate come ingresso ed altre come 
uscita. 

Sulle porte non abbiamo bisogno di dire 
altro. Andiamo allora a vedere dove viene 
applicato ciò che abbiamo appreso in que- 
sta prima parte. 


La porta I/O del 6510 

Una porta d'I/O molto importante ap- 
partiene al cuore del C 64. cioè al micro- 
processore 6510. Se date uno sguardo alla 
figura 5. dove riportiamo una parte dello 
schema elettrico del computer in questio- 
ne. potrete presto individuarla essendo 
contrassegnata con la lettera P. numerata 
da 0a5: si tratta infatti di una porta a 6 bit. 
Errata Corrige. Visto che ci troviamo in 
argomento, ne approfittiamo per correg- 
gere un'imprecisione presente nello scorso 
articolo dove in chiusura abbiamo accen- 
nalo sommariamente a tale porta illustran- 
do brevemente le funzioni svolte da ciascu- 
na delle sue linee. 

L'imprecisione consiste nell'aver detto 
che si trattava di una porta a 5 bit. Nono- 
stante questo, i lettori attenti avranno no- 
tato che le funzioni descritte erano illustra- 
te a partire dal bitdi posto 0 fino a quello di 
posto 5. cioè in totale sono stati presi in 
considerazione 6 bit quindi, ai fini pratici, 
l'errore non sussiste. 

Tale porta è contraddistinta, come di 
consueto, da un Registro di Direzione dei 
Dati (RDD) e da un Registro d'ingresso, 
Uscita (RIO). L'RDD è mappato in me- 
moria in pagina zero, precisamente nella 
locazione 0. mentre il RIO compare nella 
locazione I . Quindi, in linea teorica, posso- 
no essere effettuate delle letture dei conte- 
nuti di tali registri e delle scritture in essi 
mediante delle semplici Peek e Poke. In 
pratica, per particolari caratteristiche di 



progetto, alcune configurazioni non sono 
raggiungibili e per la lettura di RDD e RIO 
bisognerebbe fare alcune considerazioni 
che in questa sede riteniamo poco oppor- 
tune. Aggiungiamo che la porta è natural- 
mente mappata in una locazione ad 8 bit 
della quale dovremo ignorare lo stato dei 
bit più significativi. 

Dello scopo di questa porta abbiamo già 
parlato la volta scorsa quindi su di esso 
non ci soffermeremo molto. Ricordiamo 
solo che mediante essa, il 64 può gestire più 
dei 64K di memoria permessi dal suo Bus 
d'indirizzo poiché, mediante la porta 
d'1/O. possono essere selezionati (in diversi 
istanti) blocchi di memoria (Ram o Rom) 
diversi mappati agli stessi indirizzi (esclu- 
dendo l'uno o l'altro a seconda delle esi- 
genze). Per sapere qualcosa di più. fate 
riferimento all'articolo comparso nello 
scorso numero. 

Qualcosa in più vogliamo invece dire 
sulla funzione svolta da ciascuna linea del- 
la porta perché riteniamo che ciò sia abba- 
stanza utile al di fuori degli scopi che ci 
siamo prefissi all'inizio dell’articolo. 

In RDD. ciascun bit a zero indica che il 
bit corrispondene in RIO è configurato 
come ingresso mentre un bit a 1 sempre in 
RDD indica un'uscita in RIO. Lo stato di 
defaull in RDD — mappato come detto 
nella locazione zero — è 0010 1 1 1 1 (47 deci- 
male) ma, riferendoci a tale locazione, ai 
fini pratici, potremo considerarla come un 
registro a 6 bit c non indicheremo quindi i 
due zeri di posto più significativo. Diremo 
allora che, all’accensione, il contenuto del- 
la locazione 0 è 101111. cioè cinque linee 
sono configurate come uscita e una come 
ingresso. 


Le funzioni della porta d'I/O 6510 

Bit 0 (I) - Contrassegnato sullo schema 
anche dalla scritta Loram, controlla la 
Rom del Basic e gli 8K di Ram che si 
trovano "sotto" di essa. Tale linea è nor- 
malmente alta: quando cambia stato, il suo 
posto viene occupato da 8K di Ram da 
A000 a BFFF. 

Bit I ( I ) - Contrassegnato dalla scritta 
Hiram. quando è a livello alto, tiene inseri- 
ti gli 8K di Kernal che scompaiono lascian- 
do il posto agli 8K di Ram sottostante 
(E000-FFFF) quando la linea commuta a 
livello basso. 

Bit 2 ( I ) - La linea controllata da questo 
bit è chiamala Charen e viene usata prati- 
camente per la selezione della Rom di 4K 
del generatore di caratteri (D000-DFFF). 
Normalmente Charen è in condizione 1 e 
nell’area indirizzabile del microprocessore 
sono presenti i dispositivi d'I/O (Vie, Sid. 
Cia ecc.) e la Rom dei caratteri è inaccessi- 
bile per la lettura. Tale condizione si inver- 
te quando Charen cambia stato. 

Bit 3 (I) - È la linea di scrittura del 
registratore a cassette. 

Bit 4(0)- Verifica la pressione di uno dei 
tasti del registratore. 

Bit 5 (1) - Abilita il motore del registra- 

Per fare un rapido esempio sull'uso della 
porta, soffermiamoci un attimo sul bit 4 
che configura come ingresso la corrispon- 
dente linea del registro d'I/O: essa è quindi 
pronta a ricevere un segnale dall'esterno, 
in questo caso particolare quello relativo 
alla pressione di uno dei tasti del Datasset- 
te. Se annulliamo questo effetto, configu- 
rando ad esempio la linea come uscita. 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


113 


verrà annullalo anche quello della pressio- 
ne dei tasti c non potremo più controllare il 
registratore. Per una verifica, digitate: 
Poke 0.63 < Return > 

che trasformerà il contenuto dell' RDD in 
1 1 1 1 1 1 e provate a caricare un program- 
ma: dopo la richiesta "press play on tape", 
premendo “play" non otterrete nessun ef- 
fetto. 

Il controllo dell'lnterrupt 

Sul significato di questa parola c sulle 
implicazioni dell'interrupt sul sistema ab- 
biamo già ampiamente parlato in questa 
rubrica. Pertanto diamo per scontate tutte 
le nozioni legate a tale argomento. 

Nel paragrafo precedente, illustrando le 
funzioni svolte dal bit 2 del registro di Di- 
rezione dei dati del microprocessore abbia- 
mo osservato che il generatore dei caratteri 
occupa lo stesso spazio dei dispositivi d'in- 
gresso Uscita del sistema. Deduciamo al- 
lora che non è possibile accedere contem- 
poraneamente a tali dispositivi e al genera- 
tore. Il sistema accede ai dispositivi d'I O 
sessanta volte al secondo quindi, quando 
noi li escludiamo per porre il generatore di 
caratteri nell'area indirizzatole del micro- 
processore al fine di leggerlo, dovremo fare 
in modo che il sistema non acceda più ad 
essi. Il perche è semplice: trovando la Rom 
dei caratteri al posto dei dispositivi di I/O il 
sistema reagirà in modo anomalo. Dato 
che fisicamente l'interrupt c tenuto in vita 
da un segnale alla frequenza di circa 60 
hertz, generato da uno dei due timer inter- 
ni al Cia I del C 64. basterà escludere l’ef- 
fetto di tale timer per ottenere l'effetto de- 
sideralo. Ciò si risolve nell'impedirc che il 
segnale a 60 Hz giunga sull'ingresso Irq del 
microprocessore, scollegando, per così di- 
re. l'uscita da cui proviene tale segnale dal 
resto del mondo. Questo è possibile agen- 
do su un certo bit di un apposito registro, 
posto nella locazione 56334. che controlla 



appunto l'effetto del timer di cui abbiamo 
parlato. Su quest'ultimo argomento spen- 
deremo qualche parola in più la prossima 
volta. Per il momento, riassumiamo i punti 
fondamentali che ci permettono la lettura 
del generatore di caratteri. 

La prima cosa da fare c neutralizzare il 
ciclo d'interrupt. Ciò si ottiene con 
POKE 56334.PEEK(56334)AND254 
A questo punto potremo mettere il gene- 


ratore di caratteri in condizione di essere 
letto dal microprocessore e. da quanto vi- 
sto. ciò è possibile con 

POKE 1. PEEK(1)AND251 
Effettuata la lettura, potremo ristabilire 
le condizioni di partenza con 
POKE 56334,PEEK(56334)OR1 
POKE 1.PEEK(1)OR4 

Eventuali dubbi su tali operazioni li 
chiariremo la prossima volta. 



114 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 





Nessun comando da ricordare. 


Le funzioni possibili sono sempre chiaramente spiegate nelle ultime 3 righe dello schermo. Sono tutte richiamabili premendo i tasti 
funzione. Alcune delle funzioni possibili sono qui illustrate. 







&ji f &£$ - 

- Sì 

x 

4lw?sSs» i ' W «■ *• ' 

I - #SX ■ X ^ 

x4sf 



rWnu- 

S pEOÌ 


RUIVI 


di Fabio Schiattarella 


Il linguaggio macchina sullo Spectrum 


Nei precedenti numeri di TuttoSpecirum 
abbinino visto diverse tecniche mediante le 
quali è possibile passare parametri tra un 
programma Basic chiamante ed un pro- 
gramma in linguaggio macchina e viceversa. 

Abbiamo visto come questo compilo pos- 
sa venire assolto in maniera banale mediante 
I uso delle istruzioni PEEK e PO KE. e coim- 
peri) esistano anche tecniche più "eleganti", 
in cui al programmatore viene risparmiato 
l'onere di occuparsi del passaggio dei para- 
metri. Questo avviene implicitamente ogni 
volta che il controllo viene trasferito dal 
programma Basic a quello in linguaggio 

In particolare al termine della puntata 
precedente avevamo visto un metodo per 
passare un qualsiasi numero di valori nume- 
rici interi da un programma Basic ad uno in 
linguaggio macchina facendo uso della istru- 
zione DEFFN. Ora esamineremo una tecni- 
ca che ci permetta di svolgere la stessa ope- 
razione ed in più quella inversa ovvero il 
trasferimento di dati da un programma in 
linguaggio macchina ad uno in Basic. Ve- 
dremo come sia possibile in linguaggio mac- 
china leggere o scrivere dei valori diretta- 
mente al l'interno delle variabili Basic. 

Oltre che per trasferire interi di uno o 
due byte, questi due metodi si adattano 
altrettanto bene anche al trasferimento di 
numeri in virgola mobile, nel formato a 
cinque byte utilizzato dallo Spectrum. Su 


tale argomento però preferiamo non sof- 
fermarci almeno per il momento. 

Non ci fermeremo comunque al passag- 
gio di semplici valori numerici o di coppie 
di byte, ma esamineremo anche il caso di 
stringhe. Tuttavia, prima di addentrarci in 
questi argomenti e per poter meglio com- 
prendere quanto segue, conviene appro- 
fondire un attimo la nostra conoscenza su 
come vengano gestite le variabili nello 
Spectrum. 

Il capitolo 24 del manuale dello Spec- 
trum. é dedicato alla gestione della memo- 
ria. Osserviamo la mappa della memoria 
riportata a pagina 121 (edizione inglese). Si 
nota come l'area destinata alle variabili del 
Basic, indicata con la dicitura "variables". 
segue immediatamente l'area in cui è me- 
morizzato il programma Basic. "Basic pro- 
gram" nella figura. L'indirizzo iniziale del- 
l'area variabili è contenuto nella variabile 
di sistema VARS. che si trova alle locazio- 
ni di memoria 23627 (il byte meno signifi- 
cativo) e 23628 (il byte più significativo). Il 
valore contenuto in VARS non è costante, 
ma dipende da (e nel caso di Spectrum 
senza microdrive solo da) la dimensione 
del programma Basic che precede. 

Ogni volta che viene dato il RUN l'area 
delle variabili di sistema viene reinizializ- 
zata e tutte le variabili presenti in memoria 
vengono cancellate. Provate subito dopo 
aver acceso lo Spectrum a dare questa se- 


quenza di comandi (senza numeri di linea) 
PRINT a 

il computer risponderà con il messaggio 
2 VARIARLE NOT FOUND, 0:1 
in quanto alla variabile "a" non è ancora 
stato assegnato alcun valore. Infatti inse- 
rendo 

LET a=0 

e poi 

PRINT a 

viene regolarmente stampato 0 in cima allo 
schermo. Se a questo punto diamo il co- 
mando 

RUN 

apparentemente non otteniamo alcun ri- 
sultato in quanto in memoria non è presen- 
te alcun programma, tuttavia se inseriamo 
di nuovo il comando 

PRINT a 

otteniamo daccapo il messaggio 

2 VARIABLE NOT FOUND. 0:1 
segno che il comando RUN oltre a lanciare 
un eventuale programma e cancellare lo 
schermo cancella anche tulle le variabili 
presenti in memoria. 

Limitandoci per il momento a conside- 
rare variabili numeriche semplici (non ma- 
trici). esaminiamo cosa succede ogni volta 
che si fa riferimento ad una variabile. Per 
prima cosa il computer verifica se la varia- 
bile sia o meno già presente in memoria. 
L'area variabili viene scandita sequenzial- 
mente ed il nome di ciascuna variabile vie- 
ne confrontato con quello presente nell'i- 
struzione o nel comando Basic in esecuzio- 
ne. Se la ricerca termina con successo allo- 
ra il valore della variabile viene letto o 
aggiornato a seconda dell’operazione da 
eseguire. In particolare se si tratta di un'o- 
perazione di aggiornamento di una varia- 
bile numerica, il valore viene riscritto so- 
pra il vecchio e la posizione della variabile 
nella memoria non cambia. 

Se la ricerca del nome della variabile in 
memoria non ha successo, nel caso si trat- 
tasse di un'operazione di lettura il sistema 
risponderebbe con il messaggio 
2 VARIABLE NOT FOUND. 

Nel caso si trattasse di un'operazione di 
assegnazione di un valore ad una variabile 
menzionala per la prima volta, il sistema 
provvede innanzitutto a riservare spazio 
sufficiente per contenere il nome ed il valo- 
re della nuova variabile e poi trascrive en- 
trambi. La nuova variabile viene accodata 
in fondo all'area variabili, facendo slittare 
in avanti tutto quanto segue. 

Tutta questa dissertazione non è fine a sé 
stessa, ma ci suggerisce un metodo per an- 
dare a leggere il contenuto di una o più 
variabili Basic direttamente in linguaggio 
macchina. Abbiamo detto che il RUN pro- 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


117 



duce come primo cITclto quello di cancella- 
re tutte le variabili. Durame l'esecuzione 
del programma via via che l'interprete in- 
contra nuove assegnazioni di variabili 
provvede ad accodare ogni nuova variabile 
alle altre nell'ordine. La prima variabile 
contenuta nell'area c puntata dalla varia- 
bile di sistema VARS, di cui abbiamo par- 
lato sopra. 

Se la prima istruzione del programma è: 
1 LETa = 0 

siamo sicuri di avere un puntatore (VARS) 
alla zona di memoria in cui é conservata la 

A questo punto per capire come poter 
ricavare un valore di qualche interesse 
dobbiamo studiare il modo in cui vengono 
memorizzate le variabili nello Spectrum. 
Per adesso continueremo ad occuparci so- 
lo di variabili numeriche semplici. 

Alle pagine 122 (in fondo) e 123 (in te- 
sta) del manuale sono illustrati in maniera 
piuttosto schematica i formati di memoriz- 
zazione delle variabili numeriche semplici, 
sia nel caso di nome costituito da un unico 
carattere che da più caratteri. Notate come 

10 schema generale sia: 

NOME VARIABILE VALORE VARIABILE 

11 valore della variabile viene memorizzato 
nel consueto formalo a cinque byte utiliz- 
zalo nello Spectrum per rappresentare i 
valori numerici. Il primo byte contiene l'e- 
sponente. i restanti quattro il numero vero 


c proprio. Ricorderete anche che se il nu- 
mero è contenuto dell'intervallo -65535. 
65535, viene adottata una forma particola- 
re in cui il terzo e quarto dei cinque byte 
contengono il modulo (il valore senza se- 
gno) del numero stesso (il terzo la parte 
meno significativa e il quarto quella più 
significativa). 

Per quanto riguarda la memorizzazione 
del nome della variabile abbiamo già nota- 
to come esista qualche differenza di nota- 
zione tra i nomi costituiti da una sola lette- 



ra e quelli costituiti da più caratteri. Osser- 
viamo che il primo byte della codifica del 
nome di una variabile deve contenere il 
codice di un carattere alfabetico. Poiché i 
caratteri alfabetici sono solo 26 (dato che 
non si fa distinzione tra lettere maiuscole c 
minuscole), i 256 valori diversi rappresen- 
tabili con un byte sono decisamente so- 
vrabbondanti. I progettisti della Sinclair 
hanno pensato allora di sfruttare questa 
sovrabbondanza per inserire nel primo by- 
te un'informazione aggiuntiva sul tipo di 
variabile rappresentala. Poiché 2 alla quin- 
ta potenza é uguale a 32. cinque bit sono 
sufficienti a rappresentare il primo caratte- 
re alfabetico del nome. 

I restanti tre bit (nella codifica i tre bit 
più significativi) servono ad indicare di che 
tipo di variabile si tratta. La codifica é la 
seguente 

000 NON USATO 

001 NON USATO 

010 VARIABILE 01 STRINGA 

011 VARIABILE NUMERICA 

COL NOME DI UNA SOLA LETTERA 

100 VARIABILE NUMERICA MULTIPLA 
(MATRICE) 

101 VARIABILE NUMERICA 

COL NOME DI PIÙ CARATTERI 

110 VARIABILE DI STRINGA MULTIPLA 
(MATRICE) 

111 VARIABILE DI CONTROLLO 
DI UN CICLO POR NEXT 


118 


MCmicrocomputer n. 45 - oltobre 1985 





MCmicrocompuler n. 45 - ottobre 1985 


119 




1 cinque byte meno significativi conten- 
gono la codifica compatta del carattere al- 
fabetico. Per ottenere la normale codifica 
ASCII occorre sommargli 96 (in esadeci- 
malc 60). 

Nel caso di variabili numeriche con il 
nome più lungo di un carattere, la codifica 
per i caratteri che vanno dal secondo all'ul- 
timo è quella regolare ASCII per i sette bit 
meno significativi di ciascun byte, mentre il 
bit più significativo è 1 o 0 a seconda che si 
tratti dell'ultimo carattere o meno. 

Vediamo alcuni esempi. In figura I sono 
rappresentate le codifichc delle variabili 
numeriche “a" con valore 0 e “start'' con 
valore 1516. 

Giunti a questo punto dovreste essere in 
grado di predichiarare delle variabili e 
quindi di scandire l'area variabili ricono- 
scendo la loro codifica. Qualcosa di simile 
viene fatto nel programma di figura 2. 

Tornando ora al nostro argomento ve- 
diamo un esempio di come tutto ciò possa 
essere sfruttalo per passare dati ad un pro- 
gramma in linguaggio macchina e vicever- 
sa. Il programma mostrato in figura 3. ese- 
gue la somma di due numeri compresi tra 0 
c 32767. I valori degli addendi vengono 
prelevali direttammenle dentro alle varia- 
bili “a" e “b". il risultato viene posto diret- 
tamente dentro la variabile "somma". No- 
tate come le prime tre istruzioni del pro- 
gramma siano 
LET a=0 
LET b=0 
LET somma = 0 

Questo ci assicura che le tre variabili 
siano memorizzate consecutivamente a 
partire dalla locazione puntata da VARS. 
Una mappa del segmento di memoria di 
interesse è mostralo in figura 4. 

Consideriamo ora le variabili di stringa. 
Possiamo pensare di implementare un si- 
stema per il passaggio dei parametri analo- 
go a quello che abbiamo appena descritto 
per le variabili numeriche. Tuttavia, poi- 
ché la lunghezza delle variabili di stringa 
non è costante, queste nello Spectrum ven- 


gono gestite in maniera leggermente diver- 
sa. Quando una variabile di stringa viene 
dichiarata per la prima volta, viene calco- 
lalo lo spazio necessario per la sua memo- 
rizzazione ed essa viene posta in coda alle 
variabili presenti in memoria in quel mo- 
mento. Quando però se ne vuole modifica- 
re il valore, il nuovo valore non viene scrit- 
to al posto del vecchio, in quanto in gene- 
rale la lunghezza potrebbe non essere la 
stessa. Al contrario viene generala una 
nuova copia della variabile con il nuovo 
valore e questa viene accodata in fondo 
all'area. Immediatamente dopo la vecchia 
istanza della variabile viene cancellata c lo 
spazio da essa occupato viene recuperato 
facendo slittare in giù nella memoria tutto 
dò. che segue. 

È chiaro quindi che anche dichiarando 
per prima una variabile di stringa, in modo 
che essa venga puntala dalla coppia 
VARS. ne perderemmo ogni traccia nel 
momento in cui gli assegniamo un secondo 
valore. Applicare il nostro metodo ad un 
tale tipo di variabile può risultare utile solo 
se il parametro da passare al soltopro- 
gramma in linguaggio macchina è costante 
e non varia per ogni esecuzione del pro- 
gramma Basic. 

La figura 5 contiene un esempio di appli- 
cazione. Il programma in linguaggio mac- 
china esegue l'inversione di una stringa, 
ovvero data una stringa in ingresso ne 
scambia il primo carattere con l'ultimo, il 
secondo con il penultimo, e cosi via. Il 
programma riceve la stringa da invertire 
nella variabile "aS" nella quale pone anche 
il risultalo finale. La variabile "aS" viene 
dichiarala per prima nel programma Ba- 
sic. affinché venga direttamente puntata 
dalla coppia VARS. Peri motivi che abbia- 
mo appena esposti, per far funzionare cor- 
rettamente il programma con un'altra 
stringa è necessario dare il RUN una se- 
conda volta. 

A pagina 1 24 del manuale viene descrit- 
to il formato di memorizzazione delle va- 
riabili di stringa. Come potete vedere il 


testo vero e proprio della stringa è prece- 
duto da tre byte, il primo contenente il 
carattere che insieme al simbolo “$" costi- 
tuisce il nome della variabile, gli altri due 
contenenti la lunghezza della stringa, nel 
formato byte meno significativo-byte più 
significativo. Il simbolo tipico delle 
variabili dì stringa non viene memorizzato. 

Il problema della riassegnazionc della 
variabile di stringa può essere però supera- 
to con un sotterfugio. È sufficiente utiliz- 
zare il posto di una stringa avente un unico 
elemento. In questo caso però siamo vin- 
colali a predichiararc. e quindi a rispettare, 
la lunghezza massima della stringa. La dif- 
ferenza sta proprio qui; essendo la dimen- 
sione massima della stringa predichiarata, 
questa occupa in memoria una quantità 
costante di locazioni di memoria, e qual- 
siasi variazione di valore produce una ri- 
scrittura del nuovo valore sopra il vecchio, 
senza condurre ad alcun spostamento della 
variabile nella memoria. 

Il programma di figura 6 é analogo a 
quello utilizzato nell'esempio precedente, 
ma utilizza la tecnica ora descritta. Il for- 
mato di memorizzazione delle matrici di 
stringhe è illustrato nella seconda figura a 
pagina 124 del manuale. In figura 7 lo stes- 
so disegno viene particolarizzato al caso 
della variabile "aS" dell'esempio di figura 
6. 

A bbiamo visto come sia possi bile in con- 
dizioni particolari andare a leggere e scri- 
vere nelle variabili di un programma Basic. 
Per far ciò abbiamo dovuto a lungo parlare 
di come vengano gestite le variabili nello 
Spectrum. Speriamo di non avervi troppo 
annoiato con lunghe descrizioni teoriche. 
Del resto anche questo argomento ci sem- 
bra almeno altrettanto interessante quanto 
il nostro obiettivo primario. La prossima 
volta termineremo questa breve rassegna 
di tecniche per il passaggio di parametri, 
introducendo qualcosa che al livello di lin- 
guaggio macchina possa riprodurre la fun- 
zione svolta dalle linee DATA nel Basic. 


120 


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di Gianluca Barfì - Frosinone 
Ho da poco acquistato un computer 
MSX. che trovo molto potente e veloce. La 
completezza del suo Basic mi ha "spinto" 
alla programmazione; ho cosi realizzato 
questo arcade-sportivo ambientato nel 
mondo degli sport invernali. Il gioco consi- 
ste nel dare velocità a uno sciatore pronto a 
partire da un trampolino di lancio. Lo scia- 
tore parte al momento della pressione della 
barra spaziatrice, c la sua velocità dipende 
dalla posizione assunta in quel momento 
dall'indicatore visibile in allo sullo scher- 
mo. Ad influire sulla lunghezza del salto vi 
c. oltre alla velocità iniziale, anche la forza 
del vento, che è sempre a favore e può far 
guadagnare alcuni metri. La gara parte 
con una prova di qualificazione, costituita 
da 5 salti; se la media è superiore alla misu- 
ra di qualificazione si passa ad una nuova 
serie di cinque salti. 

Le misure ottenute nei salti vengono vi- 
sualizzate su un tabellone che alla fine ren- 
derà nota la media. 

Naturalmente vi sono i solili elogi per i 
recordmcn. incoraggiamenti vari e cosi via. 

L'unico comando da usare c, come già 
accennalo, la barra spaziatrice, che va pre- 
muta al momento giusto per fermare l'indi- 
catore di velocità. Il programma occupa 
circa 4 kbyte di Ram. 

Analisi del listato: 

60-110 Disegno archi di cerchio per la pre- 
sentazione 

250-260 Stampa le istruzioni 
340-360 Disegna montagne 
380-450 Disegna trampolino 
520-550 Disegna pubblico 
560-630 Legge i DATA relativi agli sprile 
940-980 Movimento sciatore 
1020 Stampa la misura del salto 
1030-1050 Uscita sciatore dallo schermo 
1100-1170 Movimento dell'Indicatore rile- 
vamento della pressione della barra spa- 
ziatrice. 

1 1 90- 1 200 Calcola c stampa la media 
1210-1220 Elogi per i recordmcn 
1260 Fine gioco 

1280-1330 DATA di definizione degli spia- 
te 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


123 


I Monitor disassembler MSX 

di Dario Neddi - Trieste 



Descrizione del programma 

Questo programma può servire a chi co- 
nosce il linguaggio macchina e vuole scri- 
verci qualche semplice routine. 

Con il disassembler si può tentare di 
decifrare le routine del sistema operativo e 
del Basic. 

Si può anche usarlo per controllare l'e- 
sattezza delle routine scritte in esadccimale 
con il monitor. 

Ma passiamo alla descrizione del pro- 
gramma. 

Dopo il RUN appare una schermata di 
intestazione: premuto un tasto qualsiasi 
appare un menu con le varie opzioni che si 
possono selezionare con i tasti da I a 8. 

T ulte le opzioni mostrano i dati a pagine 
(tranne la terza e la quarta, che richiedono 
i dati riga per riga). 

Per passare alla pagina successiva pre- 
mere lo spazio, per tornare al menu battere 
il tasto "m": ciò vale in tutti i casi tranne 
che nelle richieste di input, quando dopo la 
"m" bisogna battere anche il Return. 

Non si può tornare al menu mentre il 
programma sta riempendo una pagina: bi- 
sogna aspettare che la completi. Non ho 
inserito il controllo riga per riga per pro- 
blemi di velocità. 

Si può invece tornare al menu durante 
una richiesta di indirizzo. Cioè utile se. per 
esempio, ci si accorge di aver sbagliato 
opzione. 

Il programma accetta indifferentemente 
i dati esadecimali (e la "m" di menu) in 
maiuscolo o in minuscolo. 

È dotato anche di un efficace controllo 
degli input e segnala l'Immissione di dati 
non corretti. 

Ecco le opzioni: 


I) Visualizzazione memoria 
(input decimale) 

Questa funzione è un po' insolita dato 
che presenta il contenuto della memoria (a 
partire dall'indirizzo dato in decimale) su 
cinque colonne che hanno il seguente signi- 
ficalo: 

Prima colonna: indirizzo (in decimale) 
Seconda colonna: indirizzo (in esadecima- 
le) 

Terza colonna: byte indirizzalo (in dcci- 

Quarta colonna: byte indirizzalo (in esadc- 
cimale) 

Quinta colonna: carattere ASCII corri- 
spondente al byte indirizzato: può essere 
anche un carattere grafico. Si tenga prcsen- 


124 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



te che non tutti i caratteri grafici sono rap- 
presentabili. 

Questa opzione è utilissima per esami- 
nare la memoria "in modo fine". E possibi- 
le individuare scritte all'interno di un pro- 
gramma anche in linguaggio macchina. 

Si può esaminare la struttura di una li- 
nea Basic e individuarne i TOKEN. 

La doppia numerazione (decimale-esa- 
decimale) è utilissima per ricavarsi, per e- 
sempio degli indirizzi da utilizzare con i- 
struzioni del tipo Peek e Poke senza dover 
usare le funzioni di conversione. 

2) Visualizzazione memoria 
(input esadecimale) 

Opzione identica alla precedente, dalla 
quale differisce solo perché richiede l’indi- 
rizzo di partenza in esadecimale. 

3) Scrittura in memoria 
(input decimale) 

Questa opzione può esere usata per scri- 
vere programmini in linguaggio macchina. 

Sia l'indirizzo iniziale che i dati devono 
essere in decimale. La presentazione avvie- 
ne su cinque colonne come per le opzioni I 
e 2. 

Per tornare al menu battere "m" e Re- 
di Scrittura in memoria 
(input esadecimale) 

Opzione identica alla precedente, dalla 
quale differisce solo perché richiede indi- 
rizzo iniziale e dati in esadecimale. 

5) Memoria Hex 

Con questa opzione la memoria viene 
visualizzata in esadecimale a pagine di otto 
byte per riga. 

Ovviamente l'indirizzo di partenza biso- 
gna darlo in esadecimale. 

6) Memoria interpretata 

Anche con questa opzione l’indirizzo di 
partenza viene dato in esadecimale. 

La memoria viene interpretata, cioè ven- 
gono mostrati i caratteri ASCII (ed MSX) 
corrispondenti ai vari byte (come già detto 
a proposito dell'opzione 1 ). 

Questa opzione serve per individuare 
scritte all'interno di un programma ed i 
dati vengono mostrati a paginate di trenta- 
due per riga. 


Questo programma c disponibile su cassetta 
presso la redazione. Vedere l'elenco dei pro- 
grammi disponibili e le istruzioni per l’ac- 
quisto a pag. 151 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


125 




JUKI 6100. Perché non sono tutte così? 


Perché ogni utente ha esigenze diverse. Non tutti, 
per esempio, hanno bisogno di tutte le prestazioni 
offerte dalla nostra straordinaria 6100. (Anche se, a 
giudicare dal fatto che è una delle più vendute in 
Italia, ne hanno bisogno in molti). E non tutti hanno 
un computer IBM* (ma per costoro abbiamo 
appena introdotto la nuovissima stampante grafica 
6100-1, IBM compatibile). 

A noi non piace costringere il diente a «prendere o 
lasdare»: noi adeguiamo la nostra gamma per 


soddisfare nel migliore dà modi ogni esigenza. 
Perdo, qualsiasi prestazione desideriate ’dalla vostra 
stampante, troverete la «vostra» JUKI. 

Ma a furia di parlarvi delle differenze, rischiamo di 
trascurare il fatto importante che almeno due cose 
non cambiano mai. Qualità e rapporto prezzo/ 
prestazioni, per esempio. Sotto questo aspetto tutte 
le stampanti JUKI sono uguali. 

' IBM è un marchio registrato della IBM Corporation. 



A 


di Tommaso Paniuso 



Questo mese due programmi semplici che 
impegneranno piacevolmente qualche ora 
del nostro tempo. Con il primo il computer ci 
metterà a disposizione una scacchiera rea- 
lizzala in tre dimensioni sulla quale dispute- 
remo delle ... serie punite di filetto mentre, 
con l'altro, potremo cimentarci con la com- 
posizione di piccoli brani musicali. 

Filetto 

di Fabio Benedetti - Massa 
Chi di noi non ha giocato a filetto tra i 
banchi di scuola, magari durante una noio- 


sa lezione di latino, scagli la prima pietra! 

A parte gli scherzi, il giochino che vi 
proponiamo è molto noto e quindi non ha 
bisogno di tante spiegazioni. In sintesi, lo 
scopo finale di una disputa tra due giocato- 
ri é quello di riuscire a porre per primi, su 
tre delle nove caselle di una piccola scac- 
chiera, tre contrassegni uguali — per co- 
mune abitudine il cerchietto e la crocetta 
— giocando una volta a testa. 

Questa volta possiamo farlo servendoci 
del computer al posto della carta e della 
penna. L'accesso al gioco, dopo aver digi- 
tato il programma, è semplicissimo e non 


lascia dubbi: basta seguire le istruzioni. 
Aggiungiamo solo che per disputare una 
nuova partita basta premere il tasto “A" 


■ Compositore 

di Fabrizio Pascolini - Ostia Lido I RM ) 
Questo programma gira su un Vie 20 
dotato di espansione da 8K. Il suo nome è 
"Compositore" e con esso possiamo com- 
porre dei brani musicali, su un pentagram- 
ma visualizzato sullo schermo, usufruendo 
delle sette note, dal do al si, le quali vengo- 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


software 



no posizionate tramile la prima fila di tasti 
del Vie (escluso il tasto "Del" che conserva 
la propria funzione). 

Per quanto riguarda la durata delle note, 
il programma viene fornito in due versioni: 
nella prima (Compositore!) essa dipende 
da quanto tempo teniamo premuto il tasto 
in fase di composizione mentre nella secon- 
da ottenuta sostituendo alla prima ver- 
sione un certo numero di linee come chia- 
ramente indicato in queste pagine pos- 
siamo scegliere quattro durate prestabilite 


selezionabili mediante i tasti fi , f3. f5 e 17. 

La schermata che rappresenta il penta- 
gramma è realizzata tramite caratteri ride- 
finiti ed è limitata a tre righi musicali che 
possono contenere 22 note ciascuno. A se- 
conda del tasto premuto tra quelli della 
prima fila, verrà posizionata la corrispon- 
dente nota; premendo invece la barra spa- 
ziatrice otterremo il simbolo c l'effetto del- 
la pausa mentre, premendo qualsiasi altro 
tasto (naturalmente non della prima fila) 
otterremo il medesimo risultalo, ma senza 


la corrispondente rappresentazione grafi- 
ca, che comunque si otterrà richiamando il 
pentagramma da altre parti del program- 
ma. Possiamo infatti ottenere, una volta 
entrati nel main menu, premendo il tasto 
< Return >, la lista delle note (nel codice 
della macchina, cioè mediante numeri in 
questo caso compresi tra r95 c 240) c la 
loro durata premendo 13. Con f5 c 17 avvie- 
remo le operazioni di caricamento e salva- 
taggio dei brani composti su nastro mentre 
con fi daremo inizio alla composizione. 
Mentre componiamo, in qualunque istan- 
te potremo riascoltare il motivo realizzato 
fino a quel punto servendoci di fi . 

Come ultimo avvertimento, prima di far 
girare il programma (se caricato da nastro 
o disco) o di digitarlo occorre far posto ai 
caratteri ridefiniti spostando, l'inizio del 
programma stesso a pagina 22. cioè all'in- 
dirizzo decimale 5632. con: 

POKE 642,22:SYS 58232 < Ret > . 

Per usufruire della versione 2 del pro- 
gramma. dovremo semplicemente cancel- 
lare le lince da 300 a 350 nella versione I ed 
inserire tra queste il segmento riportato 
nella figura accanto. MC 


Compositore (versione 2) 

Figura I - Questo è il segmento ,Ui inserire ira le linee 250 e 4011 nel programma dal " compositore I " Quelle 

300 seta* = 1 f or at>" SI" then300 

310 ifa$=" a"thentX<v>=30 

311 ifa$="a"ther.t?i<v>=60 

312 i f a$= “ M" thent Ji < v ) =98 

313 if a*=" SI" then tri (. v>= 1 20 

320 f ort= 1 to tri < ^ P oKe36376 =nextt = P oKe36876 , 0 

330 ifv=21ther.f=6 

348 ifu=43thenf =12 

350 o=o+l : i f\»>66thenv=o- 1 : Soto480 

360 goto 100 



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H^ìotiziario QL / — 


COMUNICATO PER TUni 
I POSSESSORI DI QL 
E PER QUANTI HANNO 
INTENZIONE A DIVENTARLO 

IN OTTOBRE È USCITO 
IL PRIMO NUMERO DI 
QLUB - NOTIZIARIO QL, 
RISERVATO IN ESCLUSIVA 
A TUTTI I POSSESSORI DEL QL 
CON GARANZIA ITALIANA. 

SE STAI PER COMPRARE UN QL 
CONTROLLA CHE SIA DOTATO 
DELLA GARANZIA ITALIANA: 
È L'UNICO MEZZO 
PER RICEVERE LA RIVISTA 
QLUB - NOTIZIARIO DEL QL. 


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■ 

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IN COLLABORAZIONE CON LA; 

[) DISTRIBUTRICE PER L'ITALIA DEI PRODOTTI: 





-A 


cura di Tommaso Paniuso 


Questo mese un software abbastanza va- 
li primo programma che vi proponiamo. 
World, proietta sul teleschermo un planisfe- 
ro sul quale avremo la possibilità di eserci- 
tarci in geografia. Con il secondo. Numero- 
logia, abbiamo a che fare con i numeri, que- 
sta volta in maniera un po ' particolare: il 
nostro nome viene ridotto ad un numero e 
attraverso esso pare sia possibile risalire al- 
la nostra personalità. Ce chi ci crede, c e chi 
non ci crede. Comunque il programma è ben 
fatto ed in ogni caso vi accorgerete che, 
anche se preso come un gioco. Numerologia 
vi divertirà moltissimo. 

E per finire... Life: esso è capace questa 
volta di lavorare su una matrice di 256 x 200 
elementi. 


I World 

di Massimo e Davide Vincenzi 
World è una specie di atlante che per- 
mette di individuare su un planisfero la 
posizione di un enorme numero di stati e 
loro eventuali dipendenze. 

Il programma é diviso in due parti, che 
abbiamo chiamato World I e World 2. di 
cui la prima funge da caricatore per la 
seconda. Da cassetta, il tempo di carica- 
mento è circa 6 minuti. 

L'uso è molto semplice: viene richiesto 
di inserire il nome dello stato o della dipen- 
denza da ricercare e se esso è corretto, cioè 
corrisponde ad uno di quelli contenuti in 
memoria, un cerchietto bianco con un 
puntino lampeggiante al centro lo indiche- 
rà sul planisferero. Per ricercare un altro 
stato, basta premere un tasto qualsiasi. 

Come si vede dalle linee Data, l'elenco 
degli stali e stalerelli è ben fornito e natu- 
ralmente noi della redazione non abbiamo 
verificato l'esatta posizione di tutti (anche 
perché di alcuni francamente non conosce- 
vamo neanche il nome!). Comunque, dai 
test effettuati, il programma risulta perfet- 
tamente funzionante e non c'è stato biso- 
gno di nessuna correzione. Se dovessero 
esserci problemi, fatecelo sapere. 


Si pregano i Sigg. Massimo c Davide Vin- 
cenzi. autori del programma "World", di 
mettersi in contatto con la redazione. 



■ Numerologia 

di Lorella De Luca - L'Aquila 

Un po' di teoria 

La numerologia è un'antichissima arte 
risalente ai Caldei ed ai Babilonesi. 

Secondo quest'arte ogni nome si può 
scindere e ridurre in un solo numero, che è 
poi quello della personalità. dell'Io più 
profondo. Il nome però ci viene dato alla 
nascita senza la possibilità di rifiutarlo: per 
tal motivo, quando la nostra personalità 
non si trova più a suo agio nel suo nome di 
battesimo, sia interiormente, sia attraverso 
il giudizio esteriore di altre persone, inter- 
viene a liberarla un nome o un sopranno- 
me. Ecco perché nella riduzione di un no- 
me a numero, deve essere considerato il 
nome con cui tutti ci chiamano perché è in 
esso che noi trasmettiamo le nostre "ener- 
gie e vibrazioni". 


Per avere un quadro completo di noi 
stessi, dobbiamo aggiungere nella riduzio- 
ne a numero anche il nostro cognome: da 
esso si rilevano i caratteri ereditari cha so- 
no contenuti in noi perché appartenenti a 
quella determinata famiglia. 

Funzionamento del programma 

Dopo il Run apparirà sul video una bre- 
ve presentazione seguita da un menu che ci 
metterà a disposizione tre opzioni: la pri- 
ma ci permetterà di accedere alla sezione in 
cui il nome introdotto verrà ridotto ad un 
numero c ci verranno forniti gli elementi 
essenziali della nostra personalità. La se- 
conda metterà a confronto due numeri 
(personalità) e dirà se può esservi tra loro 
accordo e disaccordo. Infine, la terza op- 
zione ci farà uscire dal programma. 

Per ulteriori dettagli, basterà seguire le 
indicazioni fomite dal programma. 


Life l.m. 

di Piergiorgio Bertoli - Roma 

Il programma é una versione, realizzata 
in linguaggio macchina, dell'ormai cono- 
sciutissimo modello sviluppato da Con- 
way ed é capace di lavorare su matrici fino 
a 256 x 200 elementi. Con la versione pro- 
posta si riescono ad esaminare circa 5000 
elementi al secondo costringendo l'utente 
ad un'attesa massima (cioè nel peggiore dei 
casi) di 10 secondi. Il codice oggetto del 
programma occupa 900 byte a partire dalla 
locazione SC000. 

La possibilità di commettere errori a 
causa della moltitudine di numeri contenu- 
ti nei Data é ridotta al minimo da un check- 
sum che verifica se il numero di elementi 
battuti è esatto. Se poi volete evitare com- 
pletamente la possibilità di errori, servitevi 
del programma che effettua il checksum 
sulle singole linee pubblicato sul numero 
scorso (a questo scopo i listati vengono 
pubblicati con un numero alla fine di cia- 
scuna linea preceduto dai due punti). 


Note per la copiatura dei listati per il 64 

Nel n. 44 (settembre 85) è stato pubblicato un programma di Checksum per aiutare i lettori 
nella copiatura dei listali per il Commodore 64 pubblicali sulla rivista. 

Il funzionamento è il seguente: 

— copiate il programma Checksum del n. 44 e salvatelo su disco o cassetta. 

— Per la successiva copiatura di un listato (con checksum). caricate (dal vostro disco o dal 
vostro nastro) il programma di checksum c fatelo partire; a questo punto potete copiare le varie 
linee del listato, compresi i due punti ed il numero che trovate alla fine di ciascuna riga. Alla 
pressione del return, se la linea è stala copiala bene si può passare a copiare la successiva, 
altrimenti il programma di checksum vi lascerd "inchiodati" sulla linea mal copiata obbligan- 
dovi a correggere l'errore prima di proseguire. 

A quanto detto nel numero 44 riguardo al programma Checksum in questione, aggiungiamo 
che la routine di checksum m LM si avvia con SYS 52480 mentre, in caso di arresto con Run- 
Stop/Restore. il restart si effettua con SYS 53072. 

Attenzione: chi non vuole usare il checksum. NON DEVE copiare i due punti e il numero alla 
fine delle righe, pena la segnalazione di “syntax error" da parte del computer. 


132 


MCmicrocompuler n. 45 - ottobre 1985 






MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


135 



Dato il Run. se tutto é a posto, si entrerà 
in hi-res e verrà visualizzato uno sprite 
indicante il limite inferiore della finestra 
(matrice) in cui vogliamo far evolvere le 
generazioni: esso potrà essere mosso verti- 
calmente (precisiamo che in orizzontale la 


finestra è sempre composta da 256 punti) 
servendosi del joystick posto nella porta 
numero 2. Premendo il fuoco verrà stabili- 
to il limite inferiore della matrice e sarà 
visualizzato un pennino: per creare la po- 
polazione sarà sufficiente spostarlo — 
sempre con il joystick — e premere il fuoco 
ogni volta che vorremo posizionare la sin- 
gola cellula. Per passare alla fase evolutiva 


basterà premere il tasto Restore. In tale 
fase, il pennino scompare e viene sostituito 
da un piccolo sprite che, muovendosi sulla 
destra dall'alto verso il basso, ci indicherà 
a che punto deH'evoluzione si é giunti ad 
ogni passaggio. 

Per uscire dal programma si preme 
Run/Stop- Restore e, per rientrarvi, Sys 
49153. tt€ 



136 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


PC RDM 86 Z SERIE 


SEMPRE 100% IBM PC COMPATIBILE 



ANCORA PIÙ 
AFFIDABILE 


ANCORA PIÙ 
CONVENIENTE 


Completamente rinnovato nell'estetica, l’Advance 
- ora nella nuova versione ADV86 - è il risultato di 
due anni di continui miglioramenti derivati dall’e- 
sperienza di migliaia di installazioni. 

Non solo. In occasione della 2 a serie TADV86 offre 
caratteristiche e possibilità completamente nuove; 
fra queste la monoscheda, floppy da 360 e 720 K, 
hard disk fino a 33MB, possibilità di multiposto di la- 
voro, pacchetti di elaborazione testi, di tabellone 
elettronico e di data base. 

Inoltre la disponibilità di manuali opzionali e manuali 
per l’operatore e per l’addestramento scritti in italia- 
no. E infine l'inedito materiale doppio strato (metal- 
io/plastica) con cui è realizzato. 

Nessun compatibile ha finora annunciato una vera 
seconda serie con simili caratteristiche. Questo vuol 
dire che l’ADV86 ha ancora un bel vantaggio. 


ALTRE CARATTERISTICHE 
comprese nel prezzo 

• schede colore e grafica • interfaccia RS232 e parallela 

• espandibile a 640K sulla scheda madre • alimentatore 
da 130 WATT 

non comprese nel orezzo 

la gamma di schede e di software Condor disponibile per 
l’IBM PC 

PREZZI DELLE CONFIGURAZIONI BASE 
(gli add-on sono sempre inclusi) 

• configurazione con 1 28K, 2 floppy da 360K e monitor 

3.600.000 lire 

• idem ma con hard disk da 10MB e 1 floppy da 360K 

5.950.000 lire 

• configurazione biutente con 640K e disco da 10MB 

9.250.000 lire 

La Condor si riserva la possibilità di modificare caratteri- 
stiche e prezzi anche senza preavviso 



TECNOLOGIA GIAPPONESE DI AVANGUARDIA 


CHINON 

DISK DRIVE 



10 VOLTE PIÙ SILENZIOSI DEGLI ALTRI!!! 



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PROFESSIONAL 


PER IBM 
* 500K 


EH SI!, PRIMA O POI 

MOLTI COSTRUISCONO DISK DRIVES MA NESSUNO PROVVEDE A REGOLARE ELET- 
TRONICAMENTE, MEDIANTE FOTOCELLULA, IL MOVIMENTO DELLA TESTINA: È UN 
BREVETTO DELLA CHINON GRAZIE AL QUALE VENGONO EVITATI RIPETUTI SBATTI- 
MENTI CONTRO IL « FINE CORSA » RENDENDO L APPARECCHIO SUPER SILENZIOSO E 
MENO SOGGETTO A STARATURE. 

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di Valter Di Dio 



-A- 


■ Prestiti 

di Mauro Mancini - Terni 
Quando ci si trova nella necessità di ri- 
correre ad un mutuo per far fronte ad una 
esigenza particolare, per acquistare una 
casa, o intraprendere una nuova attività, 
non sempre le condizioni e i modi che ci 
vengono proposti concordano con le pro- 
prie disponibilità economiche del momen- 

Quindi. prima di fare un contratto, sa- 
rebbe bene poter analizzare comodamente, 
e con calma, le condizioni che più si con- 
formano con la somma disponibile mensil- 
mente per il rimborso. Bisogna eseguire 
calcoli con lassi d'interesse diversi, oppure 
variando il valore del mutuo per confron- 
tare prestiti tra loro. Tutti questi conti so- 
no certamente noiosi c ripetitivi ed è facile 
sbagliarsi. 

Con il programma PRESTITI c possibi- 
le effettuare confronti tra mutui, variando 
di volta in volta un elemento base. 

Un mutuo viene confrontalo in PRE- 
STITI sulla base della durata (OPZIONE 
I). del valore (OPZIONE 2). e del tasso 
d'interesse (OPZIONE 3). Con la quarta 
opzione, si hanno visualizzale e scomposte 
le rate di un mutuo. Infatti, come certa- 
mente si saprà, l'importo della rata (co- 
stante) di un qualsiasi mutuo c dato dalla 
somma del valore degli interessi c il valore 
che viene effettivamente rimborsato. 

L'opzione quattro, appunto, scompone 
ogni rata in questi due fattori, calcolando 
anche quanto resta da versare in corri- 
spondenza di ogni rata. 


Dopo il lancio di PRESTITI appare l'in- 
testazione del programma, che è sostituita 
dopo alcuni secondi dal menu principale. 

Da qui possiamo scegliere tra quattro 
opzioni, mentre la quinta ci consente di 
uscire dal programma una volta terminato 
il lavoro. Procediamo con ordine provan- 
do una alla volta le possibilità olTertc. 

Scelta in base alla durata 

Si accede a questa opzione premendo il 
tasto “1". 

E presentata una maschera di spiegazio- 
ne divisa in due paragrafi, nel primo sono 
trattati i risultati che si ottengono, c nel 


secondo vengono elencati i dati in input 
necessari al programma. Impostando co- 
me dati fissi il valore del mutuo c del tasso 
d'interesse, sono calcolati gli interessi tota- 
li e l’import^ della rata di ogni periodo 
compreso tra la durata minima del mutuo 
e la durata massima. Un esempio di output 
che spiega meglio l'utilità del programma è 
dato dalla figura I . in cui per un mutuo di 
35 milioni, al tasso del 24 per cento, sono 
elaborati dati per prestiti della durata di 5. 
7 e 9 anni, poiché si c impostato un intcr- 


1006000 

793000 


vallo di 2 anni. Per continuare premere 
“C", oppure un qualsiasi altro tasto per 
tornare al menu principale. Premendo "C" 
si passa alla videata che riguarda il carica- 
mento dei dati; come si constaterà, non c'è 
di che preoccuparsi se si commettono erro- 
ri. in quanto il cursore non si sposta da 
quell'input finiamo che non si c impostalo 
un dato valido. Possono venir battuti ca- 
ratteri alfanumerici, oppure RETURN a 
vuoto, e il cursore al momento del RE- 
TURN si riporla sulla domanda. Il primo 
dato da inserire è il periodo minore di du- 
rata previsto per il mutuo, i valori ammessi 
per questo input vanno da 6 mesi a 50 anni. 
Da notare che l'unica frazione dell'anno 
consentita é appunto 6 mesi corrisponden- 
te ad un valore da digitare di 0.5. Inserendo 
valori al di fuori di 0.5/50 è attivata una 
routine che. emettendo un messaggio lam- 
peggiante. richiama l'attenzione dell'ope- 
ratore. e specifica in una riga in fondo allo 
schermo l'errore commesso. Fatto ciò il 
cursore si riposìziona accanto alla risposta 
sbagliata per la correzione. Questo mecca- 
nismo c usalo per tutti gli input di tutte le 
opzioni. Va inserita adesso la durata mag- 
giore. la cui grandezza giusta è un valore 
più grande della durata minima, e non su- 
periore ai 50 anni. Con un valore uguale o 
inferiore alla durata minima, non si avreb- 
be spazio per i calcoli, e quindi segnalazio- 
ne d'errore con possibilità di correggere 
anche il valore minimo di durata preceden- 
temente impostato. Questo ritorno al pri- 
mo input, può sembrare strano, ma torna 
utile nel caso di scambio involontario dei 


Le Routine 
dell’Applesoft 

Dopo aver visto la scorsa volta 
il funzionamento e la posizione in 
memoria dei due accumulatori in 
virgola mobile denominati FACI 
e FAC2. ecco ora una lista di fun- 
zioni aritmetiche del Basic che ne 
fanno uso. Dal Basic è possibile 
passare un valore ad una routine 
in linguaggio macchina tramite 
FACI; c qui infatti chela funzione 
USR() mette il valore tra parente- 
si. e sempre dal FACI preleva il 
valore da assegnare alla variabile 
a sinistra dell'uguale una volta 
terminata la routine in LM (vedi 
manuale Applesoft a pagina 45). 

In FACI, come si può vedere dal- 
la tabella, viene anche messo sem- 
pre l'ultimo risultalo di ogni ope- 
razione aritmetica o di assegna- 
zione. Con le routine del Basic è 
possibile realizzare dei program- 
mi in LM che gestiscono anche 
l'aritmetica in virgola mobile ri- 
sparmiando tempo di sviluppo e 
spazio in memoria. 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


due valori. C’è ora da inserire il valore del 
mutuo che deve essere espresso in migliaia, 
avere un minimo di tre cifre c un massimo 
di sei. questo per non incorrere in una rap- 
presentazione in notazione scientifica, 
quando il valore del mutuo è stampato 
completo delle migliaia. Il quarto input è il 
tasso d'interesse che può assumere valori 
da 0. 1 a 40 per cento. Quinto e ultimo dato 
è il passo desiderato per i calcoli. L’inter- 
vallo di calcolo consentito è logicamente 
funzione della durata minima c massima, c 
più precisamente è dato come valore mas- 
simo. dalla differenza tra le due grandezze 
prima citate. Come detto prima l'unica fra- 


zione di un anno è 6 mesi, equivalente a 0.5. 
Attivando la routine d'errore, nel messag- 
gio c indicato il valore massimo consentito 
per l'intervallo di calcolo, in funzione dei 
valori inseriti. 

Volendo in un qualsiasi istante uscire 
dalla fase di input, premere CTRL-C RE- 
TURN. come indicato nella parte bassa 
dello schermo. Inserito l'ultimo dato si può 
decidere di stampare o meno i risultati, in 
caso affermativo viene abilitata la stam- 
pante per lo slot I. Come si vede dalle 
figure, ogni vidcata contiene IO righe di 
output, premere un qualsiasi tasto per con- 
tinuare la visualizzazione. Terminato di 


stampare, con il tasto “S" si ritorna da 
capo all’input di questa opzione per ripro- 
vare con altri dati, oppure un tasto per 
tornare al menu. 

Scelta in base al valore del mutuo 

Premendo il tasto “2" si accede all'op- 
zione che confronta i mutui in base al loro 
ammontare. Visualizzazione della masche- 
ra di trattazione dei punti salienti dell'op- 
zione. dalla quale si prosegue con il tasto 

..C'- 
Inserendo come dati fissi il tasso d'inte- 
resse e la durata del mutuo, vengono calco- 
lati gli interessi totali c l'importo della rata. 



140 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


per ogni valore del mutuo compreso tra il 
valore minimo e massimo impostati. La 
figura 2 mostra un esempio di elaborazio- 
ne. per un valore del mutuo che va da 5 a 8 
milioni, per una durata di 3 anni, e un 
intervallo di calcolo di 500 mila lire II 
primo dato da inserire è l'importo minimo 



- SCELTA IN BASE AL VALORE DEL MUTUO - 
AMMORTAMENTO IN 3 ANNI 
TASSO D'INTERESSE 19 X 


VALORE IMPORTO TOTALE 

DEL MUTUO MENSILE INTERESSI 

3000000 183000 1598000 



software 


do valido al di sotto di un anno, ed equiva- 
le a 0.5. Per il tasso d'interesse sono accet- 
tate quote da 0. 1 a 40 per cento. 




141 


smitizzali i dati elaborali. Se la visualizza- 
zione occupa più di una pagina di schermo, 
premere un lasto qualsiasi per proseguire. 
Alla fine dell'elaborazione, come per gli 
altri casi, è possibile riprovare la stessa 
opzione, con valori diversi, senza che sia 
necessario tornare al menu principale. 

Scelta in base ai tassi d'interesse 

Si accede a questo ultimo confronto di- 
gitando il numero "3”. Un esempio di ela- 
borazione eseguita da questa opzione è ri- 
portato in figura 3. dove per un mutuo di 
25 milioni, della durala di 8 anni, si eseguo- 
no confronti di tasso dal 14 al 19 per cento, 
con un passo dell' 1 per cento. 

Come nelle precedenti scelte, ci viene 
chiesto per primo il valore minimo, in que- 


sto caso del tasso d'interesse. Può essere 
inserito per tutti i valori superiori a 0 e 
uguali o minori di 40. Il successivo input, 
ossia il valore massimo del tasso d'interes- 



se, deve essere superiore al minimo e co- 
munque non superare il tetto del 40%. Si 
ha poi il valore del mutuo: se si sono lette le 
spiegazioni delle opzioni precedenti, non 
dovrebbero esserci problemi per il suo in- 
serimento. cosi come per la durata del mu- 
tuo. 

Ultimo input come sempre, prima dell'e- 
laborazione. l'intervallo di calcolo. 

Piano di rimborso di un mutuo 

Selezionando il tasto “4“ si ha la possibi- 
lità di utilizzare l’opzione PIANO DI 
RIMBORSO DI UN MUTUO. Il primo 
dato è il valore del mutuo, che anche in 
questo caso deve essere superiore alle 100 
mila lire e inferiore al miliardo. Bisogna 
inserire ora il numero delle rate di cui è 


(, ?p \e-?osW 

e compilatori 

Come si possono passare dei comandi ad 
una routine in linguaggio macchina da un 
programma compilato, visto che nessun 
compilatore attualmente in commercio ac- 
cetta l'istruzione '&’? 

Giuseppe Falcone 
Francavilla al Mare ICH ) 

Ci sono due strade possibili: la prima 
consiste nel "POKARE" direttamente in 
una certa locazione il codice del comando: 
ad esempio: 

POKE 255,I:CALL 768. 

La seconda soluzione è quella di scrivere 
il comando in una stringa che poi verrà 
letta dal programma in Linguaggio Mac- 
china direttamente dalla area variabili, fa- 
cendo attenzione al fatto che molti compi- 
latori permettono di spostare l'area varia- 
bili in qualsiasi posizione. La riga di chia- 
mata avrà perciò una forma simile: 
CMD$ = "PRINT USING ": CALL 768. 

Quale stampante 

Carissimi di MC. vi ho scritto perché de- 
sidererei avere alcuni consigli e chiarimenti. 

A — Quali sono i parametri fondamentali 
per valutare le prestazioni di una stampan- 
te... verso liliali modelli mi dovrei orientare 
non superando le 800 mila lire? 

li Le schede 80 colonne con e senza 
RAM del Ile sono utilizzabili sul II +? 

C — Ho un monitor da 18 MHz di banda 
passante, va bene per le 80 colonne? 

D — Che cos e il Tool Kit HRCG? 

Vorrei porvi poi alcuni quesiti di ordine 

/ ) cosa avviene nel computer dal momen- 
to in cui si preme un tasto a! momento in cui 
il carattere appare sul video? 

2) è possibile immettere in un programma 
Basic una funzione matematica direttamen- 
te da tastiera? 


3) come funziona il mouse? 

Sergio Sartori ( BO) 

A — La cosa più importante in una 
stampante è la precisione della meccanica 
che non deve presentare giochi tra i vari 
componenti, poi interessa la qualità di 
stampa e gli accessori: frizione, inseritore 
di foglio singolo, trattori a passo variabile 
e anche le varie interfacce: seriale, paralle- 
la. con buffer e senza. Altrettanto impor- 
tante è il fatto che la stampante sia compa- 
tibile con modelli mollo noti, questo per- 
ché sia facilmente gestibile dal software in 
commercio. 

B — No. per il vecchio Apple ci sono le 
apposite schede da inserire nello slot 3. 

C — Si, 18 MHz sono più che sufficienti. 

D — HRCG sta per Hight Resolution 
Characters Generator: un insieme di pro- 
grammi per la generazione e la gestione di 
caratteri programmabili in alla risoluzio- 
ne. 

I ) Non succede poi molto: il computer si 
limita a leggere il contenuto della locazione 
SC000 che corrisponde al tasto premuto, se 
non c un carattere di controllo (Return, 
ESC. < — o — > ) lo deposita nel buffer di 
riga che inizia alla locazione S200 e lo invia 
alla routine SFDED del monitor che lo 
scrive sullo schermo. 

2) Con la routine pubblicata sul numero 
39 si. 

3) Tramite due trasduttori ottici trasfor- 
ma il movimento della sfera, che si trova 
sotto al Mouse, in una serie di impulsi che 
incrementano o decrementano due conta- 
tori, il valore dei contatori corrisponde alle 
coordinate attuali del Mouse. 

EPROM e Apple Writer 

Ho acquistato la Vs EPROM per le minu- 
scole su Apple II A- . Ho seguito le istruzioni 
presentate sugli articoli comparsi su MC 
microcomputer ed il tutto ha funzionato e- 
gregiamente, tranne purtroppo i comandi 
per V editor con ! APPLE WRITER, tipo: 
INP, !LM, !RM. ecc. 

E possibile ovviare a ciò? 

Franco Soavizzi - Ponte S. Giovanni 


Dopo la modifica occorre scrivere i co- 
mandi in minuscolo; quindi !np, !lm. !rm, 

linker 

Speli. MC Posta. 

sono un vostro lettore fedele e posseggo da 
circa un anno un Apple He. Penso di fare 
una cosa gradila agli appi isti che hanno rilo- 
cato alla $ 300 Ut routine di autonumerazio- 
ne ( Me n. 14 1 poiché alla $953 A avevano la 
routine di ED IT de! numero di aprile di M C. 
inviandovi questo programmino. 

Date CALL-I5I e battete: 

9000: 09 4C 02 10 00 90 8D F5 

3008: 03 8E F6 03 8C F7 03 60 

.9010: fifi F0 FC 20 81 00 E0 41 

3018: F0 07 C6 B8 F0 F2 4C 00 

9020: 94 20 87 DD 20 52 E 7 06 

3028: 50 04 51 8E 88 03 8C B9 

9030: 03 20 BE DE 20 67 DD 20 

9038: 52 E7 06 50 04 51 8E BO 

9040: 03 8C BB 03 4C 00 03 00 

E salvare con BSAVE AUTO.&. 
AS9000.LS47 

E ora le spiegazioni: questa routine è un 
miglioramento della routine comparsa su 
MC numero 32 / Bo Arnklit non si offenda!) 
e serve per agganciare alTautonumerazione 
il comando A. Per attivare la routine basta 
dare. I con l autonumerazione alla $300) 
BRUN AUTO. A e battere: 

AA( linea iniziale ]. [incremento] 
es. AA600.5 numera le linee dalla 600 di 5 
in 5. 

Detto questo vi saluto porgendo i miei 
complimenti per l'ottima rivista. 

Francesco Meschia - Asti 
Non credo che Bo si offenda, visto oltre- 
tutto che la routine di Autonumerazione è 
mia (e per questo dovrei offendermi) non 
mi offendo invece per il fatto che qualcuno 
migliori una mia routine, anzi questo mi fa 
piacere perché significa che a qualcuno ser- 
ve, e serve tanto da doverla anche adattare 
alle proprie esigenze; offendersi per queste 
cose sarebbe un po' come se un costruttore 
si offendesse perché l'inquilino si arreda la 
casa! 


142 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



composto il prestilo. Il numero massimo 
digitabile è 1 30 pari ad un periodo superio- 
re ad un anno. Ultimo input è il tasso 
d'interesse, il cui range è identico alle con- 



siderazioni precedenti. Anche per questa 
opzione sono validi i controlli sui valori 
digitati, quindi niente paura di sbagliare. 

Una volta premuto RETURN sull’ulti- 
mo input, e terminala l'elaborazione, ven- 
gono visualizzati il valore del mutuo, il 
lasso d'interesse e l'imporlo della rata. 

Ogni singola rata è suddivisa in quota 
interessi e quota rimborso, e calcolato di 
fianco ad ognuna il resto da versare. Se la 
visualizzazione occupa più di una pagina 
video premere come al solito un tasto per 
proseguire. 

In figura 4 è portato come esempio un 
prestito di 5 milioni, al lasso del 12 per 
cento, per 8 rate. 


Le mie routine, in genere, sono scritte 
proprio ridotte all'osso per permettere agli 
utenti di modificarle e aggiustarle come più 
gli aggrada; solo che se dovessimo pubbli- 
care tutte le modifiche che ci mandano non 
basterebbe una rivista dedicata unicamen- 
te all'Apple. 

Visto poi che siamo in tema di modifiche 
(e per dimostrare che nessun programma 
può dirsi mai perfetto) ho apportato una 
piccola modifica alla sua modifica. Scherzi 
a parte ne ho approfittato per far vedere 
come si può agganciare una nostra routine 
al comando & anche se precedentemente 
ve ne era agganciata un'altra, naturalmen- 
te senza perdere l'altro comando. II trucco 
consiste nel non modificare brutalmente il 
puntatore della &. ma di salvare prima il 



vecchio valore in modo che se il comando 
non viene riconosciuto valido per la nuova 
routine, il controllo viene passato alla rou- 
tine che era attiva prima della nostra, e cosi 
via in cascata fino all'ultima (anzi alla pri- 
ma) routine che, non avendo "anteceden- 
ti" ritornerà al Basic. 

In questo modo è possibile lanciare in 
esecuzione più routine facenti capo alla & 
a patto che i suffissi siano differenti, ad 
esempio se una routine usa il comando &A 
nessun altra lo può usare, in caso conrario 
l'ultima routine caricata ha il sopravvento 
sulle altre. 

Una Eprom di Utility? 

Ci sono per l'Apple molte comode routine 
di Utility che farebbe piacere avere sempre 
residenti, magari su una Rom. Si può realiz- 
zare qualcosa del genere, possibilmente 
spendendo anche poco? 

( vari Lettori) 

Il modo miglioree. in fondo, non troppo 
dispendioso di creare una biblioteca di Uti- 
lity sempre residenti consiste nell'acquisto 
di un programmatore di Eprom che. oltre 
ovviamente a permettere la scrittura delle 
stesse, ne consente anche la lettura, e quin- 
di l'esecuzione. Un programmatore per 
Apple costa ormai intorno alle 100.000 e 
consente di scrivere le routine desiderale su 
una Eprom che poi verrebbe lasciata nel 
programmatore e usata come una specie di 
disco. Unico problema consiste nel fatto 
che le routine devono essere scritte per gi- 
rare nella zona di memoria che va da C800 
a CFFF; se cosi non fosse occorrerà rilo- 
carle. Naturalmente si potranno avere an- 
che più Eprom ciascuna con le applicazioni 
preferite: Grafica, Editing, Calcolo e Utili- 
ty 

I colori dell'Apple 

Speli, te Redazione MC. 
da qualche tempo ho acquistato un sistema 
Apple compatibile. 

Il motivo di questa lettera è la cattiva 
gestione dei colori in alta risoluzione. 


In alta risoluzione i colori disponibili sono 
7, detti colori vengono rispettati solo nelle 
linee orizzontali, cosi tracciando ad esempio 
gli assi per il centro del video si verifica che i 
colori sull'asse orizzontale corrispondono 
mentre per l'asse verticale sono corrispon- 
denti solo per i colori I e 5. 

Vorrei conoscere l'eventuale motivo di ciò 
e, se è possibile cambiando qualche integra- 
to rimediare a ciò. 

Maurizio Mellone 
Bassano del Grappa ( VI) 

Il difetto è dovuto al modo di gestire il 
colore sull'Apple 11. Per risparmiare me- 
moria il colore di due punti adiacenti non 
può essere scelto a piacere tra i sette dispo- 
nibili. Per decidere di che colore deve esse- 
re un punto l'Apple guarda ai suo vicino, 
se questo è acceso, di qualsiasi colore, tutti 
e due i punti diventano bianchi, se invece il 
punto è isolato il suo colore dipenderà dal- 
la colonna su cui si trova. Le colonne di- 
spari generano punti di colore verde o a- 
rancio, quelle pari di colore violetto o blu. 
La scelta del primo o del secondo colore 
della colonna, ovvero tra verde e arancio 
oppure tra blu e viola, dipende dal valore 
del settimo bit del byte cui il punto appar- 

In pratica esistono le seguenti limitazio- 
ni: tutti i punti contigui (in orizzontale) 
sono bianchi, i punti di uno stesso byte 
saranno o verdi e blu o arancio e viola. 

A questo punto si può ottenere una figu- 
ra in bianco e nero su un monitor a colori 
in soli due modi: o si plottano tutte le righe 
verticali doppie (due punti sono sempre 
bianchi) oppure si disabilita il colore modi- 
ficando hardware la scheda colore. Chi se 
la sente può effettuare la modifica (avendo 
lo schema elettrico) interrompendo la pista 
che porta alla scheda il segnale TEXT (pre- 
sente sul BUS) e fissando alto questo in- 
gresso con una resistenza da I Rohm verso 
i +5 volt oppure (meglio) collegando la 
pista TEXT della scheda colore con una 
delle uscite Annunciators dell'Apple che si 
possono settare da software. MC 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


143 


A 








/ 


u/n, a/mys/v& o Li c&m,f%uÌAAs 

: ~^-J r 


Ama il cCuao* tavo*\o* da 
sala «/ caligata immote* 

con, albe* aomfxxaymi , , 
colloquia con, iKosyt oomz* 
asm un* u-azchù> amico*, 
^fxhjatutto* «/' ^dudUy\ 

Tìom ti* fùa/n£ay mai* Cn* acca* ! 


/«-A\ 



Per la rubrica dì questo mese abbiamo tre 
interessanti programmi. Il primo genera al- 
cune curve di Peano (se non sapete cosa 
sono le curve di Peano recitate subito un 
contrito mea culpa e correte a leggervi l'ar- 
ticolo intitolato "Passeggiando nel piano" 
pubblicato sul numero 42): il secondo in vece 
è un simpatico gioco sul tema delle corse dei 
cavalli, che dimostra tra l'altro come un 
pizzico di linguaggio macchina ( appena 30 
byte in questo caso) possa migliorare note- 
volmente la qualità di un programma. Il 
terzo, infine, non è un programma vero e 


proprio, ma una serie di utili aggiunte a! 
listato "Prospettiva" . pubblicalo sul nume- 
ro di febbraio. 

I Peano 

di Luca Olivetti - Scandiano (RE) 
Incuriosito da un articolo della rubrica 
MC giochi ho voluto provare a scrivere un 
programma che generasse alcune curve di 
Peano. Da qualche parte avevo già visto 
una definizione in Logo per tracciare la 
curva di Hilbert. 


Non avendo a disposizione il Logo per 
lo Spedami ho allora provato a tradurla in 
Basic. Purtroppo la definizione della curva 
è ricorsiva; in realtà in Basic ad una sub- 
routine è permesso richiamare se stessa, 
ma vi è il problema delle variabili e del 
passaggio dei parametri. 

Nel caso si usino molte variabili si può 
simulare opportunamente uno stack dove 
porre le variabili all’ingresso della subrou- 
tine e da cui recuperarle all'uscita. Ovvia- 
mente questa non è una soluzione molto 
elegante ed inoltre raramente il gioco vale 


Listato 1 

10 REM ********************** 

11 REM * * 

12 REM * CURUE DI PERNO * 

13 REM * * 

14 REM ********************** 

al rem KmaizmnH 

30 BORDER 7: PAPER 7: INK 0: B 
RIGHT 0: FLASH 0; CLS 

4.0 PRINT M Curve di Pe 

ano " 

50 PRINT 1) curva 

di Hilbert 2) curva 

di Mandelbrot 3) curv 

a di Koch" 4) fine 

* ' " Scegli...." 

60 PAUSE 0: LET a*=INKEY*: IF 

a * < " 1" OR a*>"4" ThEN GO TO 60 

70 IF a $ = "4" ThEN CLEAR : GO T 

0 9999 

80 CLS : RESTORE 140: FOR i-1 
TO UAL a* READ b*: NEXT i : PRIN 
T b« 

90 IF a $ = " 1" THEN LET a =90 : LE 
T direzione=l: LET X=250: LET y* 
1: GO SUB 180: GO SUB 220: GO TO 
130 

100 GO SUB 150. LET d»0: GO SUB 
750 

110 IF a t = "2" THEN GO SUB 380: 
GO TO 130 
120 GO SUB 600 

130 PRINT «0, " Premi un tasto p 
er continuare ": PAUSE 1: PAUSE 
0: GO TO 30 

140 DATA " curva di Hilb 

ert curva di Man 

delbrot curva d 

1 Koch " 

150 INPUT "X iniziale ";x 
160 INPUT "y iniziale ";y 
170 INPUT "direzione iniziale " 


180 INPUT "dimensione "jdimensi 
one: IF dimensione<l THEN GO TO 
180 

190 INPUT "ordine ".ordine: IF 
ordine <1 THEN GO Tu 190 
200 CLS : PRINT 00; AT 0,0; b*: R 
ETURN 



240 LET d=di rezione *90 
rem 


260 

REM 

270 LET d=di rezione* 
GO SUB 780: 

rem 




GO SUB 780 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


145 




la candela. Nei casi molto semplici, come 
quello presentato dalla definizione della 
curva di Hilbert si può però tentare di si- 
mulare la ricorsivitd senza lare uso di uno 
stack. sostituendo i valori alle variabili pri- 
ma di chiamare la subroulinc c ripristinan- 
doli all'uscita: il listato dovrebbe contri- 
buire a chiarire le idee. 


Cosi ho scritto in Basic la routine Hil- 
bert: nel listato ho inserito tutte le Rem 
necessarie per evidenziare la corrispodenza 
tra le istruzioni Basic e le istruzioni Logo. 

Successivamente ho scritto in Logo la 
definizione per le curve di Mandelbrot e 
Koch. peraltro mollo semplici, e le ho tra- 
dotte come la precedente nel Basic dello 


Spectrum. Ho poi “abbellito" il tutto con 
un semplice menu per la scelta di una 
delle tre curve e per l'immissione dei dati 
di partenza, ottenendo questo program- 

Consiglio di copiarlo senza le varie Rem 
che. come ho già detto, servono solo per 
evidenziare il passaggio Logo- Basic: ov- 


rei.; 

580 RETURN . 

REM usai 

3 " 1 0 n e ' 
let direzione® -direzione: 

REM 

HlllJii fiali 

34© LET d =d i rez ione *90 

60© FOR i=l TO 3: 

GO SUB 630: 

LET d =120 : GO SUB 750: 
NEXT i 

REM 

REM 

ImhIH 

ss© fe^^ssy s *™™^* E ™^ M ****** 

REM 

RE 10 MriBIM RN : 

370 1 fwmriirwm 

630 IF or di ne = 1 THEN 

GO SUB 810. RETURN 

380 LET d=90: F0R i=l TO 4: 
GO SUB 410: 
GO SUB 750: 
NEXT i . 

rem ■ jpjfBBI 

640 let ordine=ordine-l: REM 

KBjH^tnwMniaiiiHa 


650 GO SUB 630: 

390 RETURN 
R E M ^ 

41© if ordme = i then 

GO SUB 310. RETURN : 

REhWn«MEH| 


rem 

R 1 M 

4 2 0 LE^rdiri 




430 GO SUB 410: 

440 GO SUB 750. 

rem màOEEB 

REM BÌSBl r ^** 

REM^KHSGSjEBi : 

KtM 

REM°EBaaMBai 0 

490 GO SUB 410: 

750 LET a=a+d: LET a =a -INT (a/3 
60) *360 

760 LET h =CG3 (a*PI/130) : LET v 
=SIN (a *P I. 130) : RETURN 

520 GO SUB 410 

78© LET a=a-d LET a=a-INT (3/3 
60) *360 

790 LET h =00 S (a*PI/130) : LET V 
=S IN (a *P 1/160 i RETURN 

530 GO SUB 750 : 

rem B5iiaE@i 

5 4 0 G 0 SUB 410 : 

550 GO SUB 730 
REM 

^ 5 6 ® | 

610 IF x -;0 OR X >255 OR y <0 OR y 
>175 THEN LET f=l: GO TO 830 
620 LET f =© : PLOT X , y 
830 LET x=x+dimensione*h- LET y 
=y+dittensione*v: IF x<0 OR x >255 
OR y <0 OR y > 175 OR f THEN RETUR 
N 

640 OR fi u dimensione *h,diitension 
e * V . RETURN 


146 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


viamente non è poi necessario rispettare la 
particolare indentazione del listalo, utiliz- 
zata per migliorare la leggibilità delle rou- 
tine. Il programma chiede, per ogni curva, 
dimensione ed ordine, cioè la lunghezza in 
pixel di ogni trattino c l'ordine della curva. 
Inoltre per le curve di Mandelbrot e Koch 
chiede le coordinate del punto da cui si 
vuole far partire il tracciamento della cur- 
va e la relativa direzione, espressa in gradi. 

La dimensione della curva aumenta no- 
tevolmente col crescere dell'ordine, quindi 
la scelta delle coordinate iniziali è determi- 



Curva ili HUdebrot 


nante per far apparire sullo schermo la 
maggior parte della curva. Quando lo 
Spectrum sembra paralizzato non preoc- 
cupatevi: sta semplicemente disegnando 
fuori dallo schermo. 


Horses 

di Andrea Tagliapie Ira - Milano 
Questo programma, che gira sullo Spec- 
trum 48K. si propone di simulare una gior- 
nata alle corse ippiche: si tratta di un gio- 
chino senza grandi pretese, ma piuttosto 
piacevole e divertente, specie se giocate in 
compagnia. 

Vediamo subito qual è la procedura per 


ottenere una copia su nastro del program- 

Per prima cosa bisogna digitare il pro- 
gramma principale (listalo 2) e salvarlo su 
nastro con un SAVE "horses" LIN E I . Poi 
si deve dare il NEW. caricare il programma 
del listato 3 e dare il RUN. Quest'ultimo 
programma genera una schermata che va 
salvala come SCREENS subito dopo il 
programma principale; il SAVE è automa- 


tico grazie alla linea 1 10. quindi basta far 
partire il registratore non appena compare 
sullo schermo la solila richiesta di "Start 
tape then ...”. 

A questo punto bisogna inserire in me- 
moria. con un caricatore decimale, i 30 
byte della parte in linguaggio macchina a 
patire dall'indirizzo 35000 c salvarli con 
SAVE “l/m" CODE 35000. 30. L'ultima 
operazione necessaria c il caricamento dei 


Listato 2 

1 REM *********************** 

2 REM * * 

3 REM * HORSES * 

A REM * * 

5 REM *********************** 

6 REM 

7 CLEAR 34999: LORD '"'CODE 40 
000 LORD '"'CODE 35000 LORD ""C 
ODE 

10 DIM V (6) : DIM Ci (6, 10): DIM 
X (6) : DIM p (6,3) : DIM qi6,2): F 
OR n=l TO 6 LET p in, Dal: NEXT 


30 PRINT 80, RT 
ire i nomi dei 
: PRUSE 0 

40 IF INK.E'Y $ < > "s " THEN GO TÙ 8 

0 

45 FOR rial TO 6 

50 INPUT "CR'JRLLO N* " , in);" :" 

. LINE C$ in): PRINT RT n*2,l,"CA 
UfiLLO N" •• , n •• " , c i in) 

60 PRINT 80 RT 1,0; "E' corrett 
O?": PRUSE 0. IF INKEY ta"n" THEN 
GO TO 50 

70 NEXT n : GO TO 90 
80 RESTORE 330: FOR rial TO 6: 
READ ^g^n ^__NEX^ n t | | | < ^ ^ ^ 

??s B0*D nk 4 


110 DIM zing): DIM giing,l0): c 
IM s ina) : DIM u Cng ,4) 

115 FOR n al TO ng 

120 INPUT "GIOCATORE N"";in)," 


LINE giin 
GIOCRTORE N* " 

130 PRINT 80 
0 ?" : PRUSE 0 
N GO TO 120 
140 LET Sin) =500000 


PRINT RT n *2,1, 


149 REM 

150 FOR gal TO 8: FOR m 
LET p in , 3) =0 : LET X in ) = (RND*1 . 5 

) + . 5 : NEXT n. GO SUB 350 
160 FOR fai TO nq: FOR pai TO 6 
. LET qip,l)=1.5: NEXT P: GO SUB 
500. GO SUB 400 

165 IF Z(f)=l THEN NEXT f: GO T 
0 260 

170 PRINT 80, "PUNTRTR di " : q $ ( f 
) : PAUSE 0 

180 INPUT "CAUALLO N" : " ; U < f , 1) : 
IF U ( f , 1) <1 OR U ( f , 1) >6 THEN GO 
T O 180 

190 INPUT (S U INGENTE @ PIR2ZRT 
O : " ; U ( f ,2) : IF U (f ,2) <1 OR uff. 

2) >2 THEN GO TO 190 
200 INPUT "SOMMA :";uif,3): IF 

U ( f , 3 ) > S ( f ) THEN PRINT 80, RT 1,0 
, "TI MANCA LR FRESCA !!!!!": BE 

EP 1.2, -40: GO TO 200 

210 LET S ( f ) as ( f ) -U ( f ,3) 

220 IF U(f,2)al THEN LET 


*q tu ( f , 1) , 1) 

230 IF u i f , 


i f ,4) 

2) =2 THEN LET U ( f ,4) 
( f , 1) ,3) ap (u C f , 1) ,3) 

250 NEXT i 

260 GO SUB 400: PRINT 80. "PREMI 

UN TASTO PER CONTINUARE " : PRUE 
£ 0 

270 GO SUB 600: GO SUB 700: GO 
SUB 8O0 

280 FOR n a l TO na IF sin)<>0 T 
HEN LET soffiai 

285 IF s(n)=0 THEN LET z(n)=l 

290 NEXT n: IF soffia© THEN CLS : 

PRINT RT 10,4: "UI HO SBANCATI ! 
Il": FOR n = -40 TÙ 40: BEEP .01, n 
: NEXT n : GO TO 310 

300 LET soma©; LET piV(l),l)ap( 
Vii) , 1) + 1 : LET p (V (2) ,2) ap iV (2) , 
2) +.5: NEXT 9 

305 CLS : PRINT RT 10,4; "LE COR 
SE SONO FINITE " 

310 PRINT RT 12,4, "DOLETE RICOM 
INCIARE (S/n)?" : PAUSE 0: IF INK 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


147 



OOW U*H I H nhCO I U3U , UUTN I c 

"NARICE" , "FULMINE" .. ” REGINA" 
LLONE" 

340 REM 


350 LET v =INT 
HEN LET t $="PESANTE" : LET q(l,l) 
= q ( 1 , 1 ) - 1 : LET q (2 , 1) =q (2 , 1) -1 
355 IF V =1 THEN LET t$="BUONO": 
LET q (3 . 1) =q (3, 1) -1: LET q(4,l) 
=q (4 . 1 ) -1 

360 IF V =2 THEN LET t$="OTTIMO" 
: LET q (6,1) xq (5, 1) -1: LET q(6,l 
‘ =q ( 6 , 1 ) -1 


365 RETU RN 

399 REM l~ 

400 BRIGHT 
1 : PAPER 1 

405 PLOT _ 
3,175: DRAU 


SORBIR 

CLS : INK 

,0: DRAU 255,0; DRAU 
<a,±rz>: UKnw -255,0: DRAU 0,-175 
410 PRINT AT 4, 1; " CAVALLI" i TAB 
21; "U" , T AB 26 , " P " ; TAB 30, "A" 

415 PRINT AT 13 , 1; "GIOCATORE" ; T 
AB 17, "CAPIT . " ;TAB 26;"PUNT." 

420 PLOT 0,152: DRAU 255,0: PLO 
T 0,151: DRAU 255,0: PLOT 232,80 
: DRAU 0,70: PLOT 152,80: DRAU 0 
.94: PLOT 192,0: DRAU 0,175: PLO 
T 128,0: DRAU 0,80 
425 FOR n = 128 TO 80 STEP -8: PL 
OT 0.0: DRAU 255,0: NEXT n: PLOT 
0,79: DRAU 255,0 

430 FOR n =56 TO 8 STEP -8 PLOT 
0 , n : DRAU 255,0: NEXT n 

435 OUER 1: PRINT AT 1,1; 

■SUB; TAB 10; INUERSE l;g; INUl 
E 0 ; TAB 20;"***";TAB 25; t* 

440 FOR n=l TO 6 PRINT INK 6; A 
T 5+n,l;n;" ",c*in),AT 5+n.20;q( 
n , 1 ) ; AT 5+n ,25; q (n ,2) : FOR j = l T 

0 6 . IF v ( j ) =n THEN PRINT AT 5+n 
,30; j 

441 NEXT j: BEEP .01,10: NEXT n 
445 FOR n=l TO nq: PRINT AT 14+ 

n,l; INK 6 ; g * in ) ; TAB 17. sin). TAB 
25; U (n ,3) : NEXT n: OUEfc 0 
450 RETURN 

499 REM WiaiMblI brt^yi 

500 FOR n =1 TO 6 . LET q (n , 1) =q ( 
n ,1) /( C (p in,l) +p (n,2) ) / 1 . 7 + i p (n, 
3) /£) ) /2) 

505 LET q (n , 1) =q (n , 1) /X (n) : LET 
a *=STR* q ( n , 1 ) : LET a*=a*i TO 3 
) LET q in , 1) ='JAL a $ 

S10 LET q in ,2) =q in , 1) /2: NEXT n 
520 RETURN 

599 REM 

600 CLS BORDER 0: PAPER 4: IN 

K O RANDOMIZE USR 35023 

604 PRINT AT 20,0; INK 7; 

605 FOR n =1 TO 6 PRINT AT 6+2* 

n,0;n.;AT 6+2*n,l;" AT 7+2*n, 

NEXT n 

606 PRINT 80; AT 1,0; "ATTENDI PE 
R FAVORE" 

610 POKE 23624,7: DIM CÌ6.42): 
LET a r r =50 : LET i=l 
615 FOR n =2 TO 41 LET arr=arr- 

1 

620 FOR S=1 TO 6 
625 LET K=INT (RND*20) +1 
635 IF k <20- iq (S , 1) * (RND*2.S) + ( 
X (S) ) ) AND C (S , 42) =0 THEN LET Ci 
s ,n) =c (s ,n — 1) +1 : GO TO 642 
640 LET c (s ,n) =c is ,n-l) 

642 IF c (s ,n) +2>xar f and c(s,42 


al: LET ixi+i: GO TO 645 
645 NEXT S 

650 IF i >6 THEN LET b=n: LET n= 
42 

655 NEXT n 

656 FOR n = 1 TO 6: PRINT AT 6+2* 
n,0," ” : NEXT n: PRINT 80 ; AT 1,0 


660 
665 
670 
2 , C (r 
c in , i 
USR 
675 
2, c ir 


• V f n 


GO SUB 9 
FOR i =2 
FOR n =1 

• ,i);'' 

. ) ; " -rs' " 

35000 
FOR n=l 
I , i ) ; " ^ 

. ) ; " r\ " 

35000 
FOR n=l 

) ; -ri 

NEXT 


0 : LET a i* f =50 
0 b: LET aff=arr-l 
0 6 . PRINT AT 6+n * 
PRINT AT 7+n*2, 
NEXT n: RANDOMIZE 

0 6: PRINT AT 6+n* 
": PRINT AT 7+n*2, 
NEXT n: RANDOMIZE 

0 6 PRINT AT 6+n* 
" ; AT 7+n *2 , c in , i ) ; 
RANDOMIZE USR 35 


690 NEXT i : PRINT 80 ; AT 1.0," 

REMI UN TASTO PER CONTINUARE 
PAUSE 0 
695 RETU RN 

699 REM 

700 BRIG . _ . 

1: PAPER 3: CLS : INK 7 

705 LET t$="****** ORDINE DI AR 
RIUO ******'': LET S* = "********** 
********************" 

710 PLOT 2,2: DRAU 253,0: DRAU 
0,173: DRAU -253,0: DRAU 0,-173: 
PLOT 1,174: DRAU 0,-173: DRAU 2 
53,0: PLOT 0,173: DRAU 0,-173: D 
RAU 253,0 

715 FOR nal TO 30: PRINT INK 6; 
AT 2 , n ; t $ ( n ) ; AT l,n;s$(n);AT 3,n 
: SUD) : BEEP .05,-50: PAUSE 3: N 
EXT n 

720 FOR n =1 TO 6 
725 IF n =1 OR n=2 THEN FLASH 1 
730 PRINT ; AT 5+n *2 , 6; V in ) ; •' : 
BEEP .05,0 

735 FOR i=l TO 10: PRINT AT 5+2 
*n ,7 + i ; C$ (V in) , i ) : BEEP .05,-50: 
PAUSE 3. NEXT 


740 FLASH 0: NEXT 
745 PRINT 80; AT 1, 
ASTO PER CONTINUARE’ 


BEEP .5,10 
"PREMI UN T 
PAUSE 0 


750 BEEP .3,20: RETURN 

799 REM 

800 FOR n=l TO ng 

805 IF U in , 1) XV il) THEN LET Sin 
) =s in) +u in ,3) +u in ,3) *u in ,4) 

310 IF u in , 1) =v (2) AND u(n,2)=2 

THEN LET s in ) =s in ) +u in , 3) +u in , 3 
) *u in ,4) 

811 LET U(n,3)=0: NEXT n 

312 FOR n =1 TO 6 

813 IF n =V ( 1) OR n=V(2) THEN NE 
XT n : RETURN 

314 IF p in , 1) OR'' p in , 2) < = . 5 THE 
N LET p in , 1) =1 . 5 : LET p(n,2)=1.5 

315 LET p in , 1) =p in , 1) -.2: LET p 
in ,2) =p ( n , 2 ) - . 1 : NEXT n : RETURN 

900 RE StSrE 91 STFORn = 1 TO 14: 

READ X , y : BEEP X , y : NEXT n 

905 PAUSE 50: BEEP .5,20: RETUR 
N 

910 DATA .20,12, .50,17, .06,59, . 
06,12, .06,59, .09,17. .09,59. . 03 , 1 
2 , . 03 , 19 , . 09 , 17 , . 09 , 59 , . 03 , 12 , . 0 
3,59,1,17 


148 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 




1 53 byte che ridefiniscono i caratteri grafi- 
ci a partire dall'indirizzo 65368. ed il loro 
salvataggio con SAVE “udg" CODE 
65368. 153. 

Il programma, subito dopo il RUN. 
chiede se si vogliono inserire i nomi dei 
cavalli; in caso di risposta negativa assegna 
sei nomi predefiniti. Successivamente van- 
no specificati il numero dei giocatori ed i 
loro nomi, che non dovranno essere lunghi 
più di sei caratteri ciascuno. 

Da questo momento inizia la fase riser- 
vata alle scommesse; ogni giocatore può 
puntare su un solo cavallo per corsa, vin- 
cente o piazzato. 

Terminate le puntate bisogna attendere 
per una manciata di secondi l'inizio della 
corsa, questo perché il vincitore viene de- 
terminato prima della partenza dei cavalli 
sullo schermo, altrimenti la lentezza della 
corsa sarebbe insostenibile. Sul rendimen- 
to dei cavalli influisce anche la condizione 
del terreno, visibile in alto a destra sul 
video al momento delle puntate, che viene 


basso il programma che la ge 
ramine in linguaggio march 


iUltlWH 


determinata casualmente da un'apposita 
subroutine. 

Elenco delle variabili principali 

G$: nomi dei giocatori 

C$: nomi dei cavalli 

TS; stato del terreno 

P: prestazioni 

Q; quote 

NG: numero giocatori 

U: puntate giocatori 

V: ordine di arrivo 


Questo programma c disponibile su cassetta 
presso la redazione. Vedere l'elenco dei pro- 
grammi disponibili e le istruzioni per l’ac- 
quisto a pag. 151. 


nera. A destrosi trovano i listali con i codici decimali delle 
ina ed i cadici dei carotieri grafici. 




-*«■ 

• Si 


7 , 


Listato 3 


i ÌIm *********************** 

3 REM * GENERATORE * 

4- REM * SCHERMATA * 

5 REM * * 

6 REM *********************** 

7 REM 

10 6RIGHT 1: PAPER 4: CLS : BO 
RDER 0: INK 7 

20 PLOT 0,167: DRAU 255,0: PLO 
T 0,160: DRAU 255,0: PLOT 0,159: 
DRAU 255,0: FOR i =0 TO 255 5TEP 
3 : PLOT i , 160 DRAU 0,7: NEXT i 
30 PLOT 0,117: DRAU 255,0: PLO 
T 0,118: DRAU 255,0: FOR i =1 TO 
255 5TEP 15: PLOT i,112: DRAU ©, 
7: PLOT i +1,112: DRAU 0,7: NEXT 


35 FOR X =255 TO 0 3TEP -45: PL 
OT X , 127 : DRAU 0,32: PLOT X-1,12 
7: DRAU 0,32: NEXT X 

40 FOR y =123 TO 156 STEP 6: FO 
R X =3 TO 252 STEP 6 
50 CIRCLE X , y , 3 
70 NEXT x : NEXT y 
80 FOR i =22528 TO 22559: POKE 
i , 104 : NEXT ì 

90 FOR i =22560 TO 22591: POKE 
i , 87 : NEXT i 

100 FOR i=22592 TO 22591+32*5: 
POKE i , 15 : NEXT i 
110 SAUE " SCHERMATA "SCREEN$ 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


149 




Modifiche e Prospettive 

di Adriano Gandolfo - Borgarettn (TO) 
Dopo aver provalo il programma "Pro- 
spettiva" pubblicato sul numero 38 ho 
pensato di aggiungere alcune opzioni al 
menu principale per renderlo più versatile. 

Le nuove opzioni sono: 

I ) Uscita dei dati su stampante. 

2) La possibilità di salvare su nastro tutti i 
dati riguardanti l'oggetto appena definito 

3) Caricamento dei dati da nastro 

4) Cancellazione dei dati in memoria, in 
modo da permettere l'inserimento di nuovi 
dati 

5) Uscita dal programma 

Analisi del listato 

9: Variazione del clic dei tasti, definizio- 
ne della variabile pr 

15: Presentazione del programma 
16-18-28: Queste linee vanno cancellale 


dal programma originale 
31: Input per la scelta delle opzioni. A 
quelle già esistenti si aggiungono: 

Uscita dei dati su stampante (P) 
Save dei dati su nastro (R) 

Load dei dati su nastro (L) 

Cancellazione memoria (M) 

FINE (F) 

32-50: Controllo dell'opzione scelta con 
invio alla opportuna routine 
80-89: Routine di ingresso dati: la prima 
volta richiede il numero dei nodi dimensio- 
nando la matrice dei dati, e pone pr= I 
3090-3 1 10: Routine di stampa della ma- 
trice di unione, con apertura dello stream 4 
che invia i dati verso la stampante o verso il 
video a seconda del valore di dS 
3140-3160: Routine di stampa della ma- 
trice delle coordinate 
5001-5007: Routine per il salvataggio 
dei dati: per salvare su nastro solamente le 
variabili basta “far credere” al computer 
che tra PROG e VARS (le variabili di siste- 
ma che indicano, rispettivamente, l'indiriz- 


zo iniziale del programma e l’indirizzo ini- 
ziale dell'area variabili) non vi sia nulla. 
Per fare ciò basta rendere PROG uguale a 
VARS con le istruzioni 
POKE 23635.PEEK 23627:POKE 23636. 

PEEK 23628 

immediatamente prima del SAVE. e poi 
ripristinare il vecchio valore con 
POKE 23635.203:POKE 23636.92 
(questo però solo a patto che non siano 
collegati l'interfaccia I ed i microdrive: un 
metodo più corretto di ripristinare PROG 
è quello di salvare il valore originale prima 
della modifica con 

LET PROG1 =PEEK 23635:LET PROG2 = 
PEEK23636 

c di eseguire dopo il SAVE le istruzioni 
POKE 23635, PROGLPOKE 23636, PROG2 
N.d.r.) 

5010-5015: Routine di caricamento dei 
dati con un MERGE 
5020-5024: Routine per la cancellazione 
di dati in memoria 

5030-5034: Uscita dal programma MC 


1 REM *********************** 

2 REM * NUOUE OPZIONI PER * 

3 REM * IL PROGRAMMA * 

4 REM * PROSPETTICO * 

5 REM * * 

6 REM *********************** 

7 REM 
3 LIST 

9 POKE 23609,4-0: LET P f =0 

15 PRINT " STUDIO PRuSPE 

TT IUE" ■' " UERSIONE 2.0”: 

POUSE 30 

16 REM Queste 3 Linee vanno 

13 REM cancellate 

20 REM dai programma originale 
31 INPUT "Ingresso dati 



DIM d (2,3) 
PRINT 


b (3,4) : DIM a (2,3) 

DIM g (2,3) 

3090 OPEN 84, d*: CLS . i 
MOTRICE DI UNIONE 
3095 PRINT 84, OT 2,0, "nodo pr";fl 
" r 2,9, "nodo cn";OT 2, 17; "nodo cn 
, RT 2,25, "nodo cn". PR.INT 84 
... - ;TRB 11 ; c Ci 


,MI d , IIUOV cn 

3110 PRINT 84 ; TRB 


,1);TAB 19; c (i ,2) ;TRB 27; c ( i ,3) 
3140 OPEN 84 , d $ : CLS : PRINT " 
MOTRICE COORDINATE" 

3145 PRINT 84, RT 1 , 0 ; " C " , RT 1,5; 
"x " ; RT 1,13; "y " ; RT l,2l;"z";RT 1 
>29; " 1 4 " 

3149 PRINT 84 

3160 PRINT 84, TRB 0;i;TRB 5,t(i, 
RB J 30 B t^ .4) (Ì ’ 2ì ' TRB 21;tU ' 3, ' T 

Ì 001 I e e p'VTi%™ fflfrSBr "Ch 
e nome vuoi dare ? ",n$ 

5002 IF LEN n$>10 OR LEN n$<l TH 
EN GO TO 5001 

5003 PRINT "Ovvia il nastro e pr 
emi un tasto per salvare", fl 

RSH 1 , ; n $ , , FLASH 0 "las 

eia scorrere il nastro !" 

5004 POKE 23635, PEEK 23627: POKE 
23636, PEEK 23628 

5005 SADE n $ 

5006 POKE 23635,203; POKE 23636, 
92 

5007 PAUSI 

5010 REM f 

5011 6EEP 
e nome hai dato ? ”,n$ 

5012 IF LEN n * > 10 OR LEN n$<l TH 
EN GO TO 5011 

5013 PRINT "Avvia il nastro sto 

per caricare "; FLASH 1; ;n*, 

, flash ©'"lascia scorrere i 

l nastro !" 

5014 MERGE n« 

5015 GO T“ ~~ 

5020 REM L 

5021 BEEP 
i sicuro di voler 
dati?", ss 

5022 IF s $ = 

5023 IF s*c. .. 

5024 GO T O 30 

5030 rem mangi «3 

5031 BEEP 0.1,0: CLS : INPUT "Se 
i sicuro di voler finire?", ss 

5032 IF S S = "S" THEN INK 0: PAPER 

7: BORDER 7: CLS : GO TO 9999 

5033 IF S $ < > "N" THEN GO TO 5031 

5034 GO TO 30 


150 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 



Elenco 
del software 
disponibile 
su cassetta 
o minifloppy 


Per ovviare alle difficoltà 
incontrate da molti lettori 
nella digitazione dei listati 
pubblicati nelle varie 
rubriche di software sulla 
rivista, MCmicrocomputer 
mette a disposizione i 
programmi più significativi 
direttamente su supporto 
magnetico. Riepiloghiamo qui 
a fianco i programmi 
disponibili per le varie 
macchine, ricordando che i 
titoli non sono previsti per 
computer diversi da quelli 
indicati. 

Il numero della rivista su cui 
viene descritto ciascun 
programma è riportato 
nell'apposita colonna ; 
consigliamo gli interessati di 
procurarsi i relativi numeri 
arretrati, eventualmente 
rivolgendosi al nostro Servizio 
Arretrati utilizzando il 
tagliando pubblicato in fondo 
alla rivista. 


Per l'ordinazione inviare l'importo (a 
mezzo assegno, c/c o vaglia postale) 
alla Technimedia srl. Via Carlo Per- 
rier 9, 00157 Roma. 


Le cassette utilizzate sono Basf C-60 
Compusette II; i minifloppy sono 
Basf singola faccia singola densità. 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


151 


DISEGNA 

E SCRIVEl 





m UNA STAMPANTE, 
COSTA POCO, LA 
TECNOLOGIA È 
GIAPPONESE, MA VIENE 
DA SAN MARINO: 

PS-80, PLOTTER PER 
HOME A 80 COLONNE! 



IL PLOTTER DI FAMIGLIA. 


- Disegna e scnve (caratteri da min. 1,2 
a mm. 75) a 4 colori su carta, cartoncino 
fino a 2 1 cm. di larghezza (formato A4) e 
carta a rullo. 

- Il PS-80 è munito di una porta parallela 
Centronics e di porta seriale RS232 (op- 
tional), Quindi è compatibile con la 
grande maggioranza degli Home e Per- 
sonal disponibili sul mercato. Sono inol- 
tre disponibili interfacce per i seguenti 
modelli: 

APPLE n/n+/iie/nc 
COMMODORE 64/16/PLUS4 
SINCLAIR ZX/QL 


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Un programma di Grafica in Alta Risolu- 
zione capace di generare solidi tridi- 
mensionali e di manipolarli con varie 
funzioni tra i quali: Ingrandimento, Ridu- 
zione, Rotazione, Duplicazione, ecc. 
Tutti i disegni ottenuti con MINICAD 
possono essere memorizzati su disco e/ 
o stampati con il Plotter Stampante PS- 
80. Con le dovute interfaccie possono 
essere utilizzati il C 64, C 16, PLUS/4, C 
128. 

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SOFT DUMP 

È il programma che consente di dise- 
gnare con il PS-80 le immagini del vi- 
deo. 

L'Hard-copy del video viene eseguito 
nei 4 colori disponibili sul PS-80. 

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Abbiamo ricevuto da Maurizio Sichera di 
Milano, lo stesso autore di SGVI500 pubbli- 
calo sul n. 43, il CALCI500. 

Come dice il nome stesso, si tratta di uno 
spreadsheet elettronico realizzato per il po- 
cket Sharp, dalle interessanti caratteristiche 

Data la quantità del materiale descrittivo 
e dei listati concernenti questo lavoro abbia- 
mo preferito proporlo ai lettori in due punta- 
te : ciò è stalo inoltre semplificato dal fatto 
che il programma è realizzato con elementi 
modulari che ne facilitano l'impiego e la 
comprensione. 

I CALC1500 

(prima parte) 

di Maurizio Sichera - Milano 
CALCI 500 è un programma di foglio 
elettronico per il calcolatore tascabile 
SHARP PC-1500, che semplifica notevol- 
mente la soluzione di tutti quei problemi in 
cui i dati ed i risultati possono essere orga- 
nizzati sotto forma di tabella. Usando 
CALCI 500, il programmatore può con- 
centrare la sua attenzione sui calcoli che 
risolvono il suo problema, senza preoccu- 
parsi delPinlroduzione dei dati, dell'esame 
dei risultati, e della loro stampa: a queste 
operazioni, semplici ma noiose, provvede 
appunto CALCI 500. 

Il video del PC-1500 viene usato come 
una finestra che si sposta sopra la tabella e 
dà accesso ad un elemento per volta: l’u- 
tente può esaminare i valori dei vari ele- 
menti e modificarli con una procedura 
molto simile a quella normalmente usata 
per correggere un programma Basic. E an- 
che possibile riempire un certo numero di 
elementi contigui con una successione di 
valori in progressione aritmetica o geome- 

È poi possibile stampare il contenuto 
della tabella sulla lampante CE- 150. in 
modo completo o selettivo, utilizzando un 
formato standard o specificando un certo 
numero di personalizzazioni. 

È infine possibile salvare il contenuto 
della tabella su cassetta e rileggerlo in se- 
guito. completamente o in modo selettivo. 

Una caratteristica importante di 
CALCI 500 è che tutte le personalizzazio- 
ni, che permettono di risolvere un partico- 
lare problema e di impaginare la stampa 


nel modo più opportuno, devono essere 
scritte in linguaggio Basic: questa soluzio- 
ne è quella che sfrutta al meglio le risorse 
del PC-1500. ed inoltre permette la massi- 
ma flessibilità. 

1.2. Configurazione richiesta 

Il programma CALCI 500 richiede l’uni- 
tà base PC-1500 o PC-1500A. la stampan- 
te/ interfaccia CE- 150 ed una opportuna 
espansione di memoria. La memoria ne- 
cessaria non è facilmente quantificabile in 
quanto dipende dalla complessità del pro- 
blema e dalla quantità di dati: a titolo pu- 
ramente indicativo si può dire che con il 
PC- 1 500A + CE- 1 50 si risolvono proble- 
mi di media complessità. 

1J. Composizione di CALCI 500 

CALCI 500 è costituito da 5 programmi 
Basic ed un programma in linguaggio mac- 
china: 

CALC1500/VID è il programma di esa- 
me, introduzione e modifica dei dati su 
video; 

CALCI 500/ 1 50 è il programma di stam- 
pa su CE-150; 

CALCI 500/SCA è il programma di 
scrittura su cassetta; 

CALCI 500/LCA è il programma di let- 
tura da cassetta; 

CALCI 500/UTE è un prototipo di pro- 
gramma applicativo che deve essere modi- 
ficato caso per caso; 

SGV1500 (Sottoprogramma di Gestio- 
ne del Video) pubblicato su MC n. 43. 

Per un comodo uso di CALCI 500, risul- 
ta infine quasi indispensabile il program- 
ma PCFILE (in L/M), di Fulvio Peruggi, 
pubblicato sulla rivista "MCmicrocompu- 
ter” del dicembre 1984, o la versione mi- 
gliorata dello stesso programma, pubbli- 
cata nella stessa rivista nel maggio 1985. 
1.4. Operazioni preliminari 

1) Introdurre in memoria il programma 
in L/M PCFILE all'indirizzo più basso 
possibile: per esempio, nel caso si abbia 
l’espansione da 8 kbyte CE-150, PCFILE 
può occupare le locazioni &38C5 — 
&3AA9. 

2) Introdurre in memoria il programma 
in L/M SGV1500 immediatamente dopo 
PCFILE: continuando l’esempio prece- 
dente, SGV1500 occuperà le locazioni 
&3AAA - &3C9A (è lungo 497 byte, esa- 
decimale 1 FI ). 


3) Stabilire la base del programma Basic 
immediatamente dopo SGV1500: secondo 
il nostro esempio, occorrerà impostare il 
comando NEW &3C9B. 

4) Introdurre in memoria il programma 
applicativo prototipo con il comando 
CLOAD "CALCI 500/ UTE - VI"; modi- 
ficare questo programma in modo da risol- 
vere un problema specifico. In alternativa, 
introdurre manualmente il programma ap- 
plicativo di utente, usando CALC 1500/ 
UTE come guida. 

5) Introdurre in memoria gli altri pro- 
grammi con i comandi: 

• MERGE "CALC1500/VID-V1A” (sempre) 

• MERGE "CALC1500/150-V1 A” (sempre) 

• MERGE “CALC1500/SCA-V1B" (se oc- 
corre) 

• MERGE "CALC1500/LCA-V1 A" (se oc- 
corre) 

6) Poiché nessuno è perfetto, occorre 
sempre essere in grado di modificare il pro- 
gramma applicativo vero e proprio. Se si 
usa PCFILE, non vi sono problemi. In 
caso contrario è assolutamente indispensa- 
bile che CALCI 500/UTE sia il primo pro- 
gramma caricato in memoria e che alla fine 
dei vari MERGE venga impostato il co- 
mando 

POKE &7869,PEEK(&7865).PEEK(&7866) 
per posizionare il puntatore di editing sul 
primo programma caricato e proteggere 
da modifiche tutti i programmi seguenti. 

Il programma CALC1500/UTE 

Esaminiamo ora la lista del programma 
CALCI 500/UTE (v. fig. 1). Le linee inizia- 
li sono riservate per commenti descrittivi: 
se l’occupazione di memoria non è critica, i 
commenti sono sempre utili ... 

Le linee 100 — 550 contengono il pro- 
gramma di inizializzazione, che viene atti- 
vato con il comando DEF/Z (si può usare 
RUN, se questo programma è stato carica- 
to per primo). 

130 Viene calcolato l’indirizzo iniziale 
di SGV 1 500, nell’ipotesi che questo prece- 
da immediatamente il programma Basic 
(in caso contrario, occorre modificare l’i- 
struzione). 

150-160 Le variabili interne a CALC 
1 500 vengono allocate tutte all'inizializza- 
zione del programma; in questo modo un 
eventuale overflow di memoria viene sco- 
perto immediatamente, e si può tentare di 
correre ai ripari. 

210 Se si usano funzioni trigonometri- 
che, è bene essere sicuri che il modo ango- 
lare sia quello voluto. 

220-260 Le variabili OG.IS.FGS.NR e 
NC costituiscono i parametri globali di 
CALC 1500: IS e FG$ riguardano la stam- 
pa e verranno spiegate nel capitolo relati- 
vo. NR e NC sono le dimensioni della ta- 
bella dei dati D(NR,NC); secondo le rego- 
le del Basic la tabella ha NR+1 righe, 
numerate da 0 a NR, e N+ 1 colonne, nu- 
merate da 0 a NC. Questa tabella contiene 
tutti e soli i dati applicativi conosciuti da 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


153 



154 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


CALCI 500, siano essi dati di ingresso, ri- 
sultati intermedi o risultati finali. 

In alcune applicazioni, l'uso di indici che 
partono da zero può risultare scomodo: in 
tal caso si può porre OG = 1 per indicare a 
CALCI 500 che deve ignorare compieta- 
mente la riga 0 e la colonna 0 della tabella. 

310 Viene allocata la tabella dei dati e 
due vettori alfanumerici destinali a conte- 
nere i titoli di riga e di colonna. Questi titoli 
vengono usati come intestazione del tabu- 
lato dal programma di stampa: i primi 7 
caratteri di ogni titolo vengono usati dal 
programma di visualizzazione e modifica 
per identificare l'elemento che compare 
sotto la finestra. La lunghezza massima 
delle stringhe mcmorizzabili in RS e C$ 
può essere stabilita in modo esplicito, ma 
comunque non può superare 16. 

410-430 A questo punto si devono ini- 
zializzare i titoli di riga e di colonna (se si 
usano istruzioni READ, occorre aggiun- 
gere le frasi DATA) e si può inizializzarc. 
in tutto o in parte, la tabella dei dati. Si noti 
che i titoli di riga e di colonna possono 
anche essere letti da cassetta. 

510-550 Fine del programma di inizia- 
lizzazione. Se si preferisce, l'istruzione 
END può essere sostituita con GOTO 
"D". per passare immediatamente al pro- 
gramma di visualizzazione e modifica. 

A partire dalla linea 1000 si possono 
inserire dei sottoprogrammi di personaliz- 
zazione del formalo di stampa, che verran- 
no descritti nel capitolo relativo. 

A partire dalla linea 4000 si possono 
inserire dei sottoprogrammi di controllo 
della lettura selettiva da cassetta: anche 
questi verranno descritti più avanti. 

Le lince 7000 -- 7175 contengono delle 
funzioni di utilità che possono essere usate 
dal programma applicativo di calcolo: 
"MAX" Massimo di un gruppo di elemen- 

"M1N" Minimo di un gruppo di elementi 
"AVG " Media di un gruppo di elementi 
"SUM" Somma di un gruppo di elementi 
"RNDO" Arrotondamento di un gruppo 
di elementi verso l'unità inferiore in valore 
assoluto 

"RND9" Arrotondamento di un gruppo 
di elementi verso l'unità superiore in valore 
assoluto. 

"RND5" Arrotondamento di un gruppo 
di elementi verso l'unità più vicina, fatto in 
modo da poter essere usato per le dichiara- 
zioni 1RPEF. IVA, ecc. 

Tutti questi sottoprogrammi hanno al- 
cune caratteristiche in comune: 

I ) Lavorano su un rettangolo di elementi 
caratterizzato da una riga iniziale “ri", una 
riga finale “rf, una colonna iniziale “ci" 
ed una colonna finale “cP (con ri ^ = rfe 
ci < = cf). 

2) Come argomento ai sottoprogrammi 
viene passata la variabile alfanumerica AS, 
con il formato “rirfcicP (sempre 2 cifre per 
ogni valore). 

3) Usano le variabili numeriche T, U, V, 
W. X. Y. Z e ne distruggono il contenuto. 


4) I primi quattro sottoprogrammi lascia- 
no il risultato nella variabile Z. 

5) Gli ultimi tre sottoprogrammi arroton- 
dano ogni elemento e riscrivono il risultato 
al suo posto. La variabile N deve contenere 
il numero di cifre decimali (ad esempio, N 
= 2 per arrotondare al centesimo. N = 0 
per arrotondare alle unità. N = -3 per 
arrotondare alle migliaia). 

Alla linea 10000 comincia infine il pro- 
gramma di calcolo applicativo vero e 
proprio.che deve essere scritto dall'utente e 
su cui quindi c'è poco da dire. Questo pro- 
gramma viene attivalo con il comando 
DEF/= e può quindi ricevere un parame- 
tro (istruzione AREAD); se si preferisce, 
anche qui l’istruzione END può essere so- 
stituita da GOTO "D". Questo program- 
ma può usare liberamente tutte e sole le 
variabili A-Z e AS-ZS. 

Il programma CALC1500/VID 
3.1. Uso 

Questo programma permette l'esame e 
la modifica dei dati contenuti nella tabella, 
in modo molto simile alla modifica di un 
programma Basic. Permette inoltre di 
riempire un gruppo di elementi contigui 
della tabella con una successione di valori, 
in progressione aritmetica o geometrica. 

Il programma viene attivalo con il co- 
mando DEF/D ed immediatamente sul vi- 
deo compare la scritta 

xxxxxxx/yyyyyyy = vvvvvvvvvvvv 
dove "xxxxxxx" rappresenta un titolo di 
riga, “yyyyyyy" un titolo di colonna (en- 
trambi troncati a 7 caratteri) e 
"vvvvvvvvvvvv" il valore dell’elemento 
corrispondente. Il cursore non è visibile: il 
programma è in stato di esame. In questo 
stato è possibile spostare la finestra nelle 4 
direzioni, usando i quattro tasti che circon- 
dano il tasto SPACE (tutti e quattro i tasti 
si autoripetono, se premuti abbastanza a 
lungo) 

Freccia in su — sposta la finestra in allo 
(righe decrescenti) 

Freccia in giù — sposta la finestra in basso 
(righe crescenti) 

Selezione Riserva — sposta la finestra a 
sinistra (col. decrecenti) 

RCL — sposta la finestra a destra (colonne 
crescenti) 

Sono anche possibili spostamenti della 
finestra su posizioni prestabilite utilizzan- 
do i tasti numerici: i tasti 7, 9, 1 e 3 sposta- 
no la finestra nei quattro angoli della tabel- 
la, i tasti 8 e 2 la spostano contro il bordo 
con un movimento orizzontale, infine il 
tasto 0 sposta la finestra sul primo elemen- 
to della riga successiva (va a capo). 

Premendo uno dei tasti di spostamento 
del cursore, appare il cursore sul video: il 
programma passa in stato di modifica e si 
può correggere il valore dell'elemento su 
cui è posizionata la finestra. 

Conviene ora definire in modo preciso 
l'effetto di ogni tasto nei due stati del pro- 
gramma (vedi tabella di pag. 156). 




Tutti gli altri caratteri (cioè OFF, MO- 
DE. SHIFT/MODE. SHIFT/CL e i vari 
DEF/lettera) sono illegali in entrambi gli 
stali e provocano un BEEP di protesta. 

I dati vengono acquisiti come stringhe di 
caratteri e poi convertiti mediante la fun- 
zione VAL: pertanto non sono ammesse 
espressioni, ma semplici valori numerici. 
Sono tuttavia disponibili limitate capacità 
aritmetiche, secondo le seguenti regole: 

1) Quando il programma è in stato di 
esame, i caratteri + - * / e circonflesso 
vengono interpretati come operatori arit- 
metici. i cui operandi sono il valore preesi- 
stente dell'elemento ed il numero introdot- 
to da tastiera. 

2) Quando il programma è in stato di 
esame, il carattere "radice quadrata" pro- 
voca la sostituzione del valore preesistente 
con la sua radice quadrata. 

3) In caso di errore nei calcoli di cui 
sopra, il valore preesistente non viene mo- 
dificato. 

4) Quando il programma è in stato di esa- 
me. il carattere "pi greco" provoca la sosti- 
tuzione del valore preesistente con il valore 
3.14 ... 


3.2. Passaggio ad altri programmi 

Il tasto DEF/= provoca il passaggio al 
programma di calcolo: analogamente, i ta- 
sti DEF/SPACE c DEF/N provocano il 
passaggio al programma di stampa. In tut- 
ti i casi, la variabile Z$ viene annullata. 

3.3. Introduzione multipla di dati 

È possibile attribuire una successione di 
valori, in progressione aritmetica o geome- 
trica, ad un gruppo di elementi contigui, 
situati sulla stessa riga (o sulla stessa co- 
lonna) della tabella. Si può specificare il 
valore iniziale ed un incremento (assoluto 
o percentuale), oppure il valore iniziale, il 
valore finale ed il tipo di progressione (arit- 
metica o geometrica). 

Per una introduzione multipla sulla stes- 
sa riga, specificando il valore iniziale e l'in- 
cremento. si procede come segue: 

a) si posiziona la finestra sul primo ele- 
mento e, se occorre, se ne modifica il valo- 

b) si batte il tasto per segnalare a 
CALCI500 la posizione iniziale: 

c) si sposta la finestra, a destra o a sini- 
stra, sull'elemento finale; 

d) si batte il tasto FI : sul video compare 
la domanda "Incremento?": 

e. 1 ) se si vuole una progressione aritme- 
tica si introduce il valore dell’incremento 
(può essere positivo o negativo, o anche 
nullo per avere dati costanti); 

e.2) se si vuole una progressione geome- 
trica, si batte il valore dell'incremento per- 
centuale (che può essere positivo o negati- 
vo) immediatamente seguito dal carattere 

Per una introduzione multipla sulla stes- 


MCmicrocomputer n. 45 - oltobre 1985 


155 




sa riga, specificando i valori iniziale e fina- 
le, si eseguono i passi (a), (b) e (c) come 
sopra, poi: 

d) si modifica, se occorre, il valore fina- 
le; 

e.l) se si vuole che i valori intermedi 
vengano calcolati in progressione aritmeti- 
ca, si batte il tasto F2; 

e.2) se si vuole una progressione geome- 
trica. si usa il tasto F3. 

Se al punto (c) si sposta la finestra in 
modo che il valore finale non è più sulla 
stessa riga di quello iniziale, le cose funzio- 
nano ancora, con qualche variante: 

1) l'elemento iniziale e quello finale in- 
dividuano un rettangolo composto da un 
certo numero di righe, con una colonna 
iniziale ed una colonna finale; 

2) l’operazione viene ripetuta indipen- 
dentemente per ogni riga, utilizzando co- 
me valore iniziale (finale) quello che si tro- 
va sulla riga e sulla colonna iniziale (fina- 
le); 

3) se si usa il tasto FI, l'incremento è lo 
stesso per tutte le righe. 

Per una introduzione multipla su una o 
più colonne, vale tutta la logica descritta 
fin qui. ma si usano i tasti F4. F5 e F6. 
3.4. Commenti al programma 

La gestione dell' I/O su video/tastiera è 
effettuata mediante il programma in L/M 
SGVI500. descritto separatamente in un' 
altra nota dello stesso autore. L'inizializza- 


zione di CALCI 500 ha memorizzato nella 
variabile GV l'indirizzo del sottoprogram- 
ma. 

13010 Le coordinate iniziali di una in- 
troduzione multipla (K e L) vengono poste 
uguali ad un valore illegale. Il parametro di 
controllo perii sottoprogramma SGV1500 
(X) viene posto uguale a 3. La finestra 
viene posizionata nell'angolo superiore si- 
nistro della tabella (R e C). 

13020-13055 Costruzione del prompt. 
13060-13070 Transazione su video/ ta- 
stiera. 

1 3075 Si arriva qui solo se il parametro 
X vale 0 (solo display senza input), cosa 
che si verifica solo se l'ultimo lerminaiorcè 
stato un carattere di spostamento della fi- 
nestra. A questo punto si usa la funzione 
INKEYS, in quanto non richiede di rila- 
sciare il tasto e di premerlo nuovamente e 
permette quindi l'effetto di ripetizione au- 
tomatico. 

1 3080 II controllo viene smistato in fun- 
zione del codice del carattere terminatore. 
13085 Terminalori illegali 
13118 Selezione Riserva 
13120 Freccia in giù 
13122 Freccia in su 
13126 ENTER 
13128 BREAK 
13134 FI 
13136 F2 
13138 F3 
13140 F4 
13142 F5 
13144 F6 
13148 CL 


13150 RCL 
13184 * 

13186 + 

13190 - 

13192 . (punto) 

13194 / 

13196 0 
13198 I 
13200 2 
13202 3 
13204 4 
13208 6 
13210 7 
13212 8 
13214 9 

1 3282 radice quadrata 
13286 pi greco 
13288 circonflesso 
13356 DEF/SPACE 
13384 DEF/N 
13414 DEF/ = 

13700-13735 Trattamento del carattere 
ENTER. 

13750-13765 Tratt. del carattere FI. 
13770-13785 Tratt. del carattere F4. 
13800-13815 Tratt. del carattere F2. 
13820-13835 Tratt. del carattere F5. 
13850-13865 Tratt. del carattere F3. 
13870-13885 Tratt. del carattere F6. 

J 3900- 1 39 1 0 Sottoprogrammi di servi- 
zio per le funzioni F1-F6. 

13950 Conclusione comune per le fun- 
zioni FI-F6. 

13970-13980 Trattamento degli errori 
nelle funzioni F3 e F6. 

I continua sul prossimo numero I . 



156 


MCmicrocomputer n, 45 - ottobre 1985 


RSCG 



Quando il 
sita 


"Multipersonal": un termine che vi giunge 
nuovo perché è stato appena coniato aa 
Honeywell. Multipersonal è il nuovo X-Super- 
team, un computer tutto italiano che entra 
nel mondo dell' "industry standard" perché 
si avvale dei sistemi operativi Unix'"’ 
Xenix'"' che offrono un patri- 
monio applicativo molto vasto. 

Concepito per servire con- 
temporaneamente più utilizzato- 
ri intenti a soddisfare esigenze 
diverse, X-Superteam può inter- 
connettersi per formare una rete 
locale. Quando il gioco si fa se- 
rio, pensate a X-Superteam, un 


Conoscere e risolvere insieme. 



Unix is a trade-mark of AT & T Laboratories. * Xenix is a trade-mark of Microsoft Ine. 
Per informazioni scrivere o Honeywell I.S.I. Sviluppo Commerciale, Via Vido, il - 20127 Milano 


Honeywell 




■ L'istruzione POKE 

A partire da questa puntata e a meno di 
"interruzioni" dovute a contributi da parte 
dei lettori, occuperemo lo spazio dedicato 
all' M BASIC con qualcosa di. speriamo, in- 
teressante, ma a! tempo stesso alquanto 
complesso e delicato : ci proponiamo di an- 
dare ad analizzare "dall'interno" l'M BA- 
SIC stesso, studiando volta per volta le sue 
istruzioni e le sue subroutine più interessan- 
ti. La difficoltà insita in tale lavoro consiste 
ne! fatto che, come più volte accennato nel- 
le scorse puntale, non facciamo riferimento 
ad alcun testo in particolare, ma soltanto 
all' M BASIC. COM ( inteso come un file da 
analizzare I , sul!'" analizzatore" ZSID ( una 
versione per Z80 del DDT) e sull'esperienza 
maturata in anni di studio ed applicazioni 
dell' Assembler. 

Con questo ancora una volta ci rendiamo 
conto che talora potremo incorrere in qual- 
che inesattezza I segnalazioni in merito da 
parte dei lettori saranno le benvenute I , ma 
lutto sommato confidiamo in pieno nei pro- 
gettisti della Microsoft, i quali hanno fatto 
veramente un ottimo lavoro... 


Innanzitutto dobbiamo dire che l'M BA- 
SIC è stato scritto in Assembler dell'8080 e 
non dello Z80: questo lo diciamo in quanto 
nel corso delle puntate faremo sempre rife- 
rimento al più potente microprocessore, al 
cui set di istruzioni è compatibile quello 
dell'8080. Il fatto che l'M BASIC è scritto 
"in 8080 " comporta (ed è manifestato dal 
latto) che si incontrano particolari “truc- 
chi" oramai superati nello Z80: inoltre non 
si trova traccia, ovviamente, dei registri 
indice IX ed IY. nonché di istruzioni utilis- 
sime quali la LDIR. 

Un'altra considerazione riguarda invece 
l'utilizzazione pratica delle informazioni 
riportate in questi articoli: già nei numeri 
34. 35 e 36 di MC. ncll'anibito della rubrica 
"I trucchi del CP/M". abbiamo trattato 
una parte dì questo argomento, proponen- 
do tra l'altro alcune istruzioni, che si pos- 


sono introdurre semplicemente nel proprio 
Basic. 

In un certo senso con questi articoli ef- 
fettuiamo una sorta di passo indietro, per 
andare a conoscere più da vicino il pro- 
gramma in esame: perciò in parecchie oc- 
casioni faremo implicito o esplicito riferi- 
mento alle notizie riportate in tali numeri 
di MC. Un'ultima annotazione e poi ini- 
ziamo l'analisi: nello studiare le varie parti 
dell'M BASIC, sfrutteremo il metodo inge ; 
gneristico detto “Top-Down" applicato al- 
la programmazione, metodo secondo il 
quale si analizza un programma già esi- 
stente spezzandolo via via in parti sempre 
più piccole da analizzare a loro volta sin- 
golarmente. 

Tutte le volte che si utilizza tale approc- 
cio c perciò in particolar modo nell'analisi 
di un programma scritto da altri, è assolu- 
tamente necessario conoscere alla perfe- 
zione che cosa fa quel tale programma o 
una certa subroutine: non importa a que- 
sto punto se alcune parti, in cui abbiamo 
frazionato il problema riescono più difficili 
di altre, dal momento che è in prima analisi 
più importante avere una visione globale, 
da raffinare solo a seconda di ciò che ci si 
prefigge. 

Evidentemente noi ci fermeremo ad un 
certd livello dì analisi, per non appesantire 
troppo il discorso e soprattutto per lasciare 
ai lettori interessati il gusto di procedere 

Consigliamo dunque fin d’ora di tenere 
sottomano i tre numeri di MC già citali, 
nonché il numero 38. dove a pag. 163 c 
seguenti troviamo la "junip lable" dei co- 
mandi c delle funzioni deli'MBASIC. 

L'istruzione POKE 


Iniziamo dunque l'analisi con questa i- 
struzione ben nota ai lettori: l'abbiamo 
scelta per prima dal momento che ci sem- 
bra molto istruttiva per quanto ci propo- 
niamo di fornire ai lettori. Dalla tabella di 
cui sopra apprendiamo che il comando in 


esame, come subrouline Assembler, inizia 
all’indirizzo esadccimale 22BI H: vediamo 
subito il significato di questa affermazione 
ed in particolare in quale contesto ha senso 
parlare di POKE e di subroutine corri- 
spondente. 

La distinzione tra i termini “funzione" e 
"comando", innanzitutto comporta una 
differenza notevole fra le strutture delle 
relative subrouline: tale distinzione si ha in 
quanto differente é quella che si chiama in 
gergo la "semantica" di un comando e di 
una funzione. 

In termini pratici per semantica si inten- 
de propriamente “ciò che l'istruzione ese- 
gue ", in contrapposizione alla “sintassi", 
che invece si occupa delle regole secondo le 
quali deve essere impostalo un comando o 
scritta una funzione. 

Semanticamene, perciò, le funzioni in 
generale comportano un certo calcolo logi- 
co. algebrico o trascendentale che sia, del 
quale forniscono un risultalo sotto forma 
di un bit, di un byte, di un valore intero, 
reale o in doppia precisione; inoltre con- 
sentono di conoscere “lo stato" di un certo 
elemento del computer stesso o di un pro- 
gramma (la quantità di memoria, la posi- 
zione del cursore, il valore di un (lag. ecc). 

I comandi invece, come d'altro canto é 
implicito nel loro nome, forzano l'interpre- 
te oppure il Sistema Operativo stesso a 
compiere una determinata azione o serie di 
azioni (stampa di un risultato, accensione 
di una periferica, partenza di un program- 
ma. ecc.). 

Ecco che perciò intuitivamente un co- 
mando potrà essere impartito semplice- 
mente ordinando al complesso insieme 
"interprete/ Sistema Operativo" di esegui- 
re una certa determinata subroutine, finita 
la quale (e cioè dopo aver fisicamente ese- 
guito il comando), il controllo deve passa- 
re per forza all'Interprete o al Sistema Ope- 
rativo. 

Tornando perciò alla nostra POKE. noi 
sappiamo che si tratta di un comando che 
consente di scrivere in un certo punto della 


158 


MCmicrocompuler n. 45 - ottobre 1985 


software 


memoria un certo valore: la sintassi della 
POKE è la seguente: 

POKE <address>, <byte> 
come dire che, come ben sanno gli “sma- 
neltomani". per porre il valore 20H nella 
locazione di indirizzo 1234H basterà im- 
postare: 

POKE 1234H.10H 

In generale però tanto “ < address > ” 
quanto “<byte> ” possono essere dei va- 
lori calcolati con un'espressione, si badi 
bene, intera: la differenza tra i due valori è 
che “< address >“ potrà avere un valore 
compreso tra 0000H e FFFFH, mentre 
"<byte>" potrà variare tra 00H e FFH. 

Vediamo dunque cosa dobbiamo aspet- 
tarci dalla subroutine corrispondente: per 
un istante pensiamo di essere noi l'inler- 
prete Basic ed in particolare quella parte di 
esso che prende il nome di "Analizzatore 
Lessicale-Sintattico". Questo strano esse- 
re. che i neofiti non conosceranno, è un 
oggetto che analizza passo passo il pro- 
gramma. istruzione per istruzione, alla ri- 
cerca di ciò che la sintassi richiede, pren- 
dendo eventualmente opportune decisioni 
se si verificano eventi contrari alle regole 
definite dalla sintassi stessa. 


Routine Utily dell’MBASIC 

ADDRESS 

Calcola un'espressione e 

22C2H 

pone il risultato in DE 

GETCHAR 

Legge il testo e trova il byte 

43C7H 

posto subito dopo la 
chiamala. 

BYTE 

Calcola un espressione e 

2066H 

pone il risultato in A 


Ecco che. scrivendo “POKE < ad- 
dress >. <byte>". dopo aver incontrato 
il comando POKE. l'analizzatore passa il 
controllo alla subroutine relativa all'istru- 
zione stessa, subroutine che dovrà conti- 
nuare lei ad analizzare il resto del comando 
per verificare che la sintassi sia stata segui- 

Perciò la subroutine relativa a POKE: 

— dovrà trovare subito un’espressione da 
calcolare per ottenere un < address > . che 
memorizzerà poi da qualche parte 

— dovrà trovare una virgola di scparazio- 

— dovrà trovare un'altra espressione, che 
calcolerà, per ottenere a sua volta un < by- 
te > da andare a scrivere proprio nell'indi- 
rizzo calcolato e memorizzato prima. 

Qualsiasi altra cosa trovi al di fuori di 
queste, dovrà segnalare errore con un ge- 
nerico “SYNTAX ERROR ": ecco che se 
scriviamo 
POKE 0:5 

dobbiamo aspettarci la segnalazione di er- 
rore in quanto al posto della virgola abbia- 
mo messo un “punto e virgola”. 

Andiamo dunque a vedere cosa effetti- 
vamente troviamo a partire dall'indirizzo 
22BIH: avendo in mente già cosa dobbia- 
mo aspettarci e con un pizzico di intuizione 


(che certo non guasta nel nostro compilo) 
ecco ciò che leggiamo: 

CALL 22C2H 
PUSH DE 
CALL 5D41H 
CALL 43C7H 
DEFB 7 
CALL 2066H 
POP DE 
LD (DE).A 
RET 

Non spaventiamoci, ma vediamo di cosa 
si tratta: dopo una prima chiamata a 
22C2H salviamo la coppia DE nello stack. 
Guarda caso poco prima della "RET" tro- 
viamo il ripristino della coppia DE con il 
valore precedentemente salvato nello stack 
(POP DE) ed infine troviamo la memoriz- 
zazione del contenuto deH'accumulalore 
nella cella il cui indirizzo è posto in DE. 

Non ci vuole molto per capire che è pro- 
prio quello che dobbiamo fare con la PO- 
KE! 

Allora ci possiamo "sbilanciare" dicen- 
do che la subroutine 22C2H analizza il 
testo, calcola un'espressione, ponendone il 
risultato in DE. 

Lasciando da parte la routine 5D4IH, 
che probabilmente effettua un controllo 
sul range di valori di < address >, trovia- 
mo la 43C7H. della quale abbiamo già par- 
lalo nel n. 34: ricordiamo che, analizzan- 
dola, si scopre che il byte dopo la chiamata 
stessa rappresenta il carattere ASCII che 
dobbiamo incontrare nel testo. In partico- 
lare nel nostro caso troviamo il valore 2CH 
(il codice ASCII relativo alla virgola) che 
altrimenti non avrebbe senso come istru- 
zione Assemler (INC L): i lettori scettici 
troveranno moltissime conferme di questo 
fatto in altri casi in cui l'istruzione Assem- 
bler trarrebbe soltanto in inganno. 

Ecco che perciò la 43C7H significa: ana- 
lizza il testo per trovare il byte posto subito 
dopo la chiamata stessa c nel caso in cui 
tale byte non venga trovato, uscire dalla 
routine per errore di sintassi. 

Infine la subroutine 2066H analizza il 
lesto per trovare un'espressione, da calco- 
lare ed il cui risultato porre nell’accumula- 
tore. Detto ciò si ritorna alla POP DE e a 
quanto detto prima. 

Per ricapitolare perciò quanto abbiamo 
ricavato, possiamo tradurre la routine in 
termini simbolici, che cercheremo di usare 
ancora in seguito nell'analisi di altre istru- 
zioni: 

POKE 

CALL ADDRESS 
PUSH DE 
CALL SETADDR 
CALL GETCHAR 
DEFB 7 
CALL BYTE 
POP DE 
LD (DE).A 

RET MC 



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MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


i trucchi del CP/M 


di Pierluigi Panunti 



Le funzioni 
del BDOS 

La nostra analisi delle routine costituen- 
ti il modulo BDOS prosegue in questo nu- 
mero dalla funzione 17: però prima di an- 
dare avanti ricordiamo che per accedere 
alla generica funzione “N" bisogna dap- 
prima impostare i parametri necessari, va- 
riabili da funzione a funzione e poi, ovvia- 
mente sempre in Assembler, effettuare la 
chiamata: 

LD C.N : N = numero della (unzione 

CALL 0005 ; entry point del BDOS 

Inoltre, rimandando per i dettagli alle 
precedenti puntate, ricordiamo che il “File 
Control Block" (FCB). che incontreremo 
parecchie volte in seguito, è un'insieme di 
byte consecutivi che consentono l’identifi- 
cazione innanzitutto e la gestione poi di un 
generico file: brevemente e nell'ordine 
l'FCB è formato da: 

num. byte significato 

1 delault disk 

8 file name 

3 file type 

1 extern 

2 riservati al CP/M 

1 record usati nel presente extent 
16 allocation block usati dal file 
1 num. record per file sequenziale 

1 num. record per file random 

1 usato dai file random 


Funzione 17: 

Search for First Name Match 


Questa funzione, che tradotta in italiano 
sta per "ricerca la prima coincidenza del 
nome (del file)", più semplicemente scandi- 
sce tutta la directory del disco fino a trova- 
re il record relativo al file desiderato. Fatto 
importante è che in un qualsiasi byte del 
file name. del file type e dell'extent (all'in- 
temo dell'FCB) possono comparire carat- 
teri indicanti che il carattere in tale 
posizione è ininfluente nella ricerca. 

In parole più semplici, un file name tipo 
“PIPP73" consente la ricerca nella directo- 
ry di file tipo “PIPP03". "PIPP53", ecc. 
dove cioè il penultimo carattere è inin- 


fluente nella ricerca: tra tutti gli eventuali 
file che soddisfano la cosiddetta "masche- 
ra" (e cioè il file name contenente o meno 
caratteri “?”) verrà scelto appunto il pri- 

Notevole è anche il fatto che il “?" può 
comparire anche nel tipo del file e ciò con- 
sente ricerche tra file chiamali ad esem- 
pio "PIPPO. BAS”, "PIPPO. MAC" e 
"PIPPO. AAA", il primo dei quali può es- 
sere trovato dalla routine indicando come 
file tipo "?A ?”. Ancora più notevole è il 
fatto che un "?” posto come primo byte 
dell'FCB e perciò indicante il disco deside- 
rato. consente alla funzione di cercare il file 
nell’ambito del disco corrente di default, 
indipendentemente da un eventuale user 
number: come dire che con tale funzione 
un certo utente può accedere a file aventi 
altri numeri d’utente. 

La funzione in esame viene di solito usa- 
ta in congiunzione con la successiva fun- 
zione (vedasi il prossimo paragrafo), a be- 
neficio della quale setta alcune variabili 
interne del BDOS. 

Come parametro in uscita a tale funzio- 
ne si ha il valore contenuto nell’accumula- 
tore (A): un valore pari ad FFH indica che 
non è stato trovato alcun file avente un 
nome che soddisfa la “maschera” assegna- 
ta. Viceversa in caso positivo si avrà un 
valore compreso tra 0 e 3: facciamo alcune 
considerazione per comprenderne il signi- 
ficato. 

Abbiamo più volte detto nelle scorse 
puntate che una "directory entry", e cioè il 
record caratteristico di un certo file, è for- 
mata da 32 byte. Dal momento che "tutte" 
le operazioni con il disco coinvolgono set- 
tori di 128 byte, sia per quanto riguarda la 
lettura che per ciò che concerne la scrittu- 
ra, si ha che in 128 byte centrano giusti 
giusti quattro di tali record ed allora il 
numero contenuto nell'accumulatore indi- 
ca la posizione del record desiderato nel- 
l'ambito dei quattro: un valore 0 indica 
perciò il primo record, mentre un valore 
pari a 3 indica il quarto di tali record. Sarà 
compito del nostro programma fare tesoro 
di tali informazione per poter in seguito 
accedere ai dati contenuti nel record, tra i 
quali dati ricordiamo ad esempio l’elenco 
degli "allocation block" usali dal file. 


Funzione 18: 

Search for Next Name Match 

In questo caso (ed è anche l'unico nel- 
l'ambito delle funzioni del BDOS) la fun- 
zione ricerca la successiva occorrenza del 
nome del file all’interno della directory, 
"fidandosi” che il programmatore abbia 
precedentemente effettuato la chiamala al- 
ia funzione 17: si tratta evidentemente di 
una semplificazione: è inutile infatti ripete- 
re per intero l’FCB quando è stato già 
specificato nella precedente chiamata... 
Però se desiderate subdolamente far cade- 
re in errore il CP/M, allora affrettatevi 
subito a chiamare la funzione 18 "senza" 
ovviamente chiamare prima la 17: ne ve- 
drete delle belle... 

Anche in questo caso si ottiene come 
parametro in uscita il contenuto dell'accu- 
mulatore: stavolta il valore OFFH indiche- 
rà che non vi sono “altre" occorrenze del 
file nella directory (infatti potremmo tro- 
varci all’interno di un ciclo da eseguire 
solamente fintantoché esistono directory 
entry relative al file desiderato) ed ancora 
un valore compreso tra 0 e 3 indicherà la 
posizione della directory entry nell'ambito 
del buffer di 128 byte. 

Funzione 19: Erase File 


Si tratta di una funzione mollo impor- 
tante. nell'ambito della gestione dei file in 
Assembler, ma che deve essere usata con le 
debite cautele, le stesse con le quali si trat- 
tano i comandi analoghi dei linguaggi ad 
alto livello. 

In pratica, come è facile immaginarsi, la 
funzione in esame consente la cancellazio- 
ne “logica" del file, del quale dobbiamo 
fornire l’indirizzo del relativo FCB, come 
oramai siamo abituati a fare, posto nella 
coppia di registri DE. 

Il termine "logico" che abbiamo usato 
poc'anzi si riferisce al fatto che il file non 
viene effettivamente cancellato, ma in real- 
tà viene posto al valore esadecimale E5H il 
primo byte della directory entry relativa al 
file; anzi, per essere più precisi, vengono 
trattati in tal modo tutti i primi byte degli 
altrettanti directory entry, nel caso in cui il 
file sia grande. Ciò comporta che la (o le) 
directory entry può essere subito riutilizza- 


160 


MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 


/ trucchi del CP/M 

la da un altro file cosi come successive 
operazioni di scrittura su disco interessa- 
ranno degli allocation block già usati in 
precedenza dal vecchio file. 

Anche in questo caso possono essere u- 
sati dei caratteri “?" all’interno del nome e 
del tipo del file, mentre non è ammesso 
come primo byte, relativo al disco logico 
selezionato. 

Come risultato la funzione fornisce un 
valore nell’accumulatore: in questo caso 
però evidentemente interessa solo che tale 
valore non sia FFH, che indicherebbe già 
la mancanza del file nella directory. 

Funzione 20: Read Sequcntial 

È questa una funzione importantissima, 
che consente di leggere da disco un record 
di un file, del quale al solito dobbiamo 
specificare (nella coppia di registri DE) 
l’indirizzo del relativo FCB. 

In questo caso si dovrà innanzitutto aver 
preventivamente aperto tale file con la fun- 
zione "Open file" (la 15), con il che il 
BDOS era pronto a leggere il record 0 del- 
l'extent 0. Ogni volta che si effettuerà la 
chiamata alla funzione "Read Sequential". 
verrà incrementato di un’unità il puntatore 
dei record: nel caso in cui si arrivasse al 
termine dell’ex tent, allora quest’ultimo 
verrebbe incrementalo contemporanea- 
mente all'azzeramento (reset) del puntato- 
re dei record, come peraltro è lecito aspet- 
tarsi. 

In risposta alla chiamata a tale funzione 
si avrà al solito un valore nell’accumulato- 
re (A): però stavolta un valore nullo indi- 
cherà che la lettura è avvenuta senza errori 
e viceversa un valore non nullo indicherà 
un’impossibilità da parte del BDOS di leg- 
gere il record successivo perché ad esempio 
il file era fisicamente terminato. 

Anche se il nome della funzione si riferi- 
sce alla lettura "sequenziale" di un record, 
per il fatto che il puntatore viene ogni volta 
incrementato, in realtà però nulla ci impe- 
disce di prefissare tale valore del puntatore 
in base ad opportuni calcoli da effettuare 
precedentemente, il tutto nell’ambito di un 
altrettanto prefissabile extent, da calcolar- 
si. In questo caso bisognerà aver preventi- 
vamente "aperto" quel particolare extent. 
Come vedremo in seguito (funzione 33: 
Read Random) tutto ciò si otterrà auto- 
maticamente senza bisogno di calcoli pre- 
ventivi. 

Per quanto riguarda il contenuto dei file, 
diciamo che in genere un file contenente un 
testo è riempito, nello spazio eventualmen- 
te rimanente alla fine, con caratteri IAH 
(Control-Z): in tale maniera esistono due 
possibilità di accorgersi che un file di testo 
è finito. 

La prima possibilità è di controllare i 
byte letti, alla ricerca di caratteri IAH e 
l'altra è di testare l'accumulatore fino ad 
ottenere un valore non nullo. 

Nel caso di file non di testo, in genere 
programmi, allora il valore IAH diventa 
un byte normale all’interno del program- 
ma: allora la fine del file può essere verifi- 


cata solo controllando l'accumulatore in 
ritorno alla chiamala della funzione. 

Un'ultima annotazione riguarda l’indi- 
rizzo di memoria in cui i 128 byte costi- 
tuenti il record vengono depositati: tale 
indirizzo deve essere già stato prestabilito 
con la chiamata all’apposita funzione 26, 
della quale parleremo quando sarà... il suo 
turno. 


Funzione 21: Write Sequential 

Con una filosofia strettamente analoga 
a quella della funzione precedente, la 
"Write Sequential" scrive su disco il record 
(posto in memoria all'indirizzo prefissato 
con la funzione 26) nel file del quale biso- 
gna al solito specificare l'indirizzo del- 
l'FCB relativo (sempre nella coppia DE). 
Anche in questo caso il puntatore del re- 
cord viene incrementato di un’unità, sicché 
una successiva chiamata alla funzione per- 
metterà la scrittura del record immediata- 
mente successivo, con l'eventuale aggior- 
namento del numero di extent (e reset del 
puntatore stesso), nel caso che l'extent pre- 
cedente sia arrivato alla fine. Come si vede 
l'unica differenza è che ovviamente ora 
scriviamo un record invece di leggerlo. 

Nel caso però che scriviamo un nuovo 
record di un nuovo extent. allora ci pense- 
rà il BDOS a crearlo, e cioè ad "aprirlo", 
senza che di ciò ci dobbiamo ulteriormente 
preoccupare. 

Un valore di ritorno, al solito nell’accu- 
mulatore, pari a 0 indicherà ancora una 
volta che l’operazione è stata effettuata 
con successo. 

Cosi come nel caso della precedente fun- 
zione, anche in questo caso si può simulare 
una "scrittura random” di un record, an- 
che stavolta calcolandosi il numero del re- 
cord e l'extent e dopo aver “aperto" pro- 
prio tale extent. Però in questo caso possia- 
mo solamente scrivere sopra a record già 
esistenti: se volessimo (con questa che 
“non” è una funzione random) scrivere un 
record di un extent ancora non esistente, 
allora saremmo costretti a chiudere il file 
ed a riaprilo, con il corretto numero di 

Come vedremo successivamente, invece 
la funzione 34 (“Write Random") consen- 
tirà tutte queste operazioni senza un diret- 
to intervento del programmatore. 

Nel caso di questa funzione l'unica pos- 
sibilità di errore è che nel disco non riman- 
ga spazio sufficiente all’apertura di un 
nuovo extent: invece errori hardware (e 
perciò non di tipo logico) verrebbero già 
automaticamente rilevati dal BDOS ed an- 
cora meglio dai “driver” del disco, presenti 
nel modulo BIOS. Ciò significa che l'even- 
tuale errore hardware verrà segnalalo già 
dalle routine di scrittura su disco e perciò 
non è necessario testare il valore dell'accu- 
mulatore in uscita alla funzione, anche per- 
ché in genere non è detto che ci arriverem- 
mo alla fine della routine, dato che il siste- 
ma avrà già da parecchi microsecondi pro- 
testato... MC 



MCmicrocomputer n. 45 - ottobre 1985 




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13 Terminale «ideo alfanum b/n 12' 
VT220 B3 Terminale «ideo alfanum «erde 12' 
VT220-C3 Terminale video alfanum. ambra 12' 
PC35D-IP Package sys Pro 350. 10Mb. P/OS 
PC38EIP Package sys Pro 380. 33Mb. P/OS 


ECO s.r.1. — Vii FntisutB, IO ■ 37126 temi 

ORAGON 32 
ORAGON 64 

Controller per 4 disk drive 
lei con I disk drive 
Cabinet con 2 disk drive 
Coppia loysllck 

Cavo per slampante parallela Centronics 


0WI6 I6CPS 100 Colonne ■ Parallela 

0WI6 I6CPS 100 Colonne - Seriale 

0W36 36CPS 132 Colonne Parallela 

DW36 36CPS 132 Colonne ■ Seriale 

0W20 20CPS 132 Colonne - Parallela 

DW20 20CPS 132 Colonne Seriale 

■or 12 MHC monocromatico composito 
Monitor 12 MHI monocromatica uscita rgb 
tor 14 CMI colore 


EDICONSULT srl 

EOICOMSUL r 

Vii Olitole!, 3 - 20052 Moia 


Alletta 16 Base alimentazione 



604.000 

604.000 

1.766.000 

2.808.000 
2.808.000 
2.808.000 
12.300.000 
t9.800.000 


450.000 

599.000 

140.000 

599.000 

999.000 

45.000 

29.000 


1.230.000 

1.360.000 

2.925.000 

3.100.000 

2.010.000 

2.135.000 

390.000 

410.000 

1 . 200.000 


Scriba 21/P per carta in rotolo. 

Scriba 2IS/P 
Scriba 2IV/P 
Scriba 2IE/P 
Scriba 22/P a 
scolli 

Scriba 24/P per moduli discreti, 5 copie, senza limitazione di tonnato 

EPSON (Giappone] 

Epsn Sigi Sp A. 

Se min. 12 - 20124 Mllin 

HX 20 personal computer portatile con valigetta 
LQ 1500 P 132 Col. 200 CPS matrice 17x24 con Interfaccia parallela 
LO 1500 S Interfaccia Seriale 
Inseritore automatico di loglio singolo a singola vaschetta 
P40 termica 40 col. (80 in stampa compressaj 45 CPS seriale e parallela 
JX 80 grafica come FT 80 con nastro a 4 colori e combinazioni fino a 7 colori 
QX IO personal computer CP/M 192 Byte RAM 
Mlcrocassetta per Hx 20 
tà di espansione di memoria I6K per Hi 20 
Espansione ROM a cartoccio per Hx 20 
Lettore di codici a barre per Hi 20 


1.169.000 

1.305.000 

1.373.000 

1.595.000 


4.300.000 

280.000 

275.000 

105.000 

290.000 


INTERFACCE 
Seriale RS 232C 8143 

Seriale RS 232C eoo 2K batter o protocollo X-ON X OFF 8148 
IEEE 488 con buffer 2K 8165 

APPLE II per stampa grafica e l'automatico 8132W eoo cavo 

Paranoia con buffer di 2K8 8171 

STAMPANTI 

LX 80 F 

LX 80 F/T 

FXIOO 132 col. 160 CPS 
FX80 80 col. 160 CPS 
RX 100 132 Col. IOOCPS 
Sfl 2000 con Interfaccia parallela 
SO 2000 con Interfaccia RS 232 . 

SO 2000 con Interfaccia IEE 488 
Trattore 

PX 8 Computer portatile 64Kb RAM 32 Kb ROM ■ CP/M eoa schermo a 
per 8 righe ■ microcassetta incorporata 
PX 8 versione software Integrato 
R Oisk 120 est. Ram disk 120 Kb 


ERICSSON 

Erlcssie Sistemi S.p.A. 

Vii Elle Vittorie I 129 ■ 00144 Oo ai 


PC - Unità Centrale 128Kb I x 
PC - Unità Centrale 128Kb 2 x 
PC ■ Unità Centrale 128Kb I x 


Video a colori 
TasUera 

Slampante 80 Col. 
Stampaste 80 Col. 
Stampante 132 Col. 

Unità minlflopp! 320 Kb 
Hard Disk IO Mb 


Scheda mullllunzione 128 K 
Scheda multitunzisne 384 K 
Scheda Interfaccia SS3 


Supporto da pavimento 
Sopporto per monitor B/N 
Sopporto per monitor a colori 
PC portatilo 256K RAM + I or 


Mod. ESP 6115 
Mod. ESP 6110 

Mod. ESP 6310 come Esprit Ili con video 14' 

Mod. Executive 10/102 Terminal Video 14' compatibile con la so 
VTIOO 

Nota: prezzo per dollaro a L. 2000 


riletto l.r.l. - Vii Mitili ClrlUII. 75 ■ 20140 M 

Mod. 3601/50 Ipertoratora di banda. Interfaccia pt 
Mod. 3606/75 perforatore di banda telex. Intorfac 
con converUtore ASCII e BAUDOT 75 cps 


90.000 

200.000 

190.000 

250.000 

210.000 

760.000 

790.000 

1.670.000 

1.330.000 

1.250.000 

5.800.000 

5.950.000 

5.950.000 

150.000 

1.970.000 

2.250.000 

980.000 


2.519.000 

3.130.000 

6.392.000 

735.000 

1.350.000 

355.000 

1. 100.000 

1.300.000 

1.800.000 

611.000 

1.970.000 

1.903.000 

340.000 

450.000 

840.000 

830.000 

2 . 002.000 
1 . 210.000 

550.000 

213.000 

237.000 

166.000 

7.600.000 

1.016.000 

1 .500.000 

2.310.000 

1.385.000 


1.700.000 

1.340.000 
2.000.000 

1.800.000 


3.400.000 




Le scritture più importanti richiedono 
stampanti silenziose che sappiano dare 
ai contenuti la forma più adeguata. 

Alla massima velocità consentita dai tempi. 

L’importanza di ciò che scrivi dipende anche da 
come lo scrivi: le possibilità di comprensione 
immediate dei messaggi del tuo personal dipendono in 
larga misura da come questi vengono trascritti, 
composti, presentati. 

Sistemi di scrittura rivoluzionari 

Per questo la Hewlett-Packard,^- 
all’avanguardia nell’eiettronica 
mondiale, e leader nel settore 
delle stampanti per personal 
computer ha creato dei veri e 
propri sistemi di scrittura che 
rivoluzionano le tecnologie fin qui adottateT^^^^^ 
Come la stampante professionale LaserJet, che 
introduce per la prima volta tutti i vantaggi della stampa 
laser: caratteri e grafica di alta qualità, possibilità di 
utilizzare tipi diversi di caratteri, elevata velocità, fun- 
zionamento silenzioso, affidabilità. 

LaserJet è una stampante laser da tavolo in grado 
di realizzare otto pagine al minuto, con più tipi di 
caratteri nella medesima pagina e con ampie possibilità 
grafiche. 

E come la stampante ThinkJet che grazie alla sua 
tecnologia a spruzzo di inchiostro stampa velocemente 
e silenziosamente lettere e grafici. 

Compatibili con altri personal 

Potrai usare le stampanti HP col tuo personal, an- 
che se non hai un HP. 






Infatti sono compatibili 
con tutti i principali 
personal sul mercato. 

Se vuoi saperne di 
più ti basterà 
compilare in ogni sua 
parte l’accluso coupon: 
riceverai, senza impegno, una documentazione 
dettagliata sulle stampanti HP e tutte le loro 
possibilità d’impiego. 


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invia questo tagliando a Hewlett-Packard Italiana S.p A 

Marketing Communication C.P 10190. 20100 Milano. 


HP-soliizioni produttive 


T/rn% HEWLETT 
mirM PACKARD 


Hewlett-Packard Italiana S.p.A. 

Via G. Di Vittorio 9 - 20063 Cernusco Sul Naviglio 
Milano -Tel. 02/923691 


8.924.000 


con aggiunta di 2 Itoppy dille 5 1/4" 4641 da 360 KB 
io 256 KB di memoria centrale 

con INTEL 80B8. 256 KB di memoria centralo. 1 floppy disk 5 1/4' da 360 KB. 
I disco fisso da IO ab. una porta asincrona RS232C 
sopra eoa 348 KB di nomarla centrale 
video monocromatico a loslori verdi 
tastiera OWERTY Internazionale 
video grafico a colore 
piastra per la grafica e il colore 
memoria addizionale da 128 KB 


memoria addizionale da 3B4 KB 
processor aritmetico INTEL 8087 
interfaccia asincrona RS232C 
interfaccia sincrona RS232C 

stampante 80 colonne. 150 cps in dral mode, 50 cps In corrispondenza qoaiity 
unte 132 colonne. 150 epe lo dradl mode. 50 cps in corrlspondeoce quality 
stampante 80 colonne. 80 cps In draft modo 
mlcroSysIom 6/10 
Seagate T.T. 640K 
Seagate T.T 


in PCO e 


a colori 


e della tastiera a 5MT dal si: 

Modulo di memoria da 512KB 

Modolo di memoria da 896KB 

Personal Computing optlon con MS-DOS e GW-BasIc 

Ut per video a 5 metri 


Opzione grafica monocromatica 
me grafica monocromatica 

Unità diskette addizionale - solo per CPX9820B e CPX98I0B 
Governo per trasmissioni dall: 1 - porta sincrona RS232-C (NDLC. SOLC. PVE. 
BSC| - I caso modom lunghezza 7.5 mL 

HONETWELL HISI (Italia) 

Hm/well Hlsl 

III Timi! 6 20154 - Mllm 


SI ICO 
LUCO 
S3ICQ 
131 CQ 


7.356.000 

7.898.000 
440.000 

440.000 

1.207.000 

525.000 

542.000 

710.000 

1.070.000 

877.000 

262.000 

420.000 

1.400.000 

1.900.000 

1.050.000 

13.000. 000 

15.000. 000 
18 000.000 

200.000 

3.000. 000 

5.650.000 

1.700.000 
420.000 

5.250.000 

4.850.000 

1.500.000 

1.500.000 

1.361.000 

1.069.000 


900.000 

900.000 

1.300.000 

1.300.000 

1.200.000 
1.200.000 
1.600.000 
1.600.000 

1.700.000 

1.500.000 
2.000.000 

1.900.000 

3.700.000 

3.500.000 

1.050.000 

1.400.000 

1.900.000 

2.500.000 
3.000.000 


IBM Itilh - Olstrlhuiim Prillili llli Fin. 35 - Mllm 




PC AT256K1 floppy 1.2 Mb + 

PC «T 256K 2 floppy 1.2 Mb + vldoo monocromatico - 1 
PC AT Mod. esleso 5I2K I Ilappy 1.2 Mh + I disco (isso da 20 MB + te- 
stiera - videa - odati video 

PC AT 5I2K I floppy 1.2 Mb + tastiera video e aditi, video + 2 disebi Ra- 
si da 20 MB 
DOS 3.0 

Stampaste 80 cps 


20094 Mllm 


16-256 K TSM - 2 mlnlttoppy da 800K CCP/M - Basic 16 Bit 
16-512 K come 16 -256 

36-256K RAM I Winchester I0M+ I mloltloppy 800K - 16 OH 
36-5I2K corno 36-256 

46-5I2K Winchester 20 MB + 1 minlttoppy da 800 K 16 bit 

Video + testiera eoo opzione graRca 

6404 VIOEOCOLORI 

Stampante 3181 

Stampante 3184 

Stampante 3186 


Home competer Mastars 5 

Unità mlcrefloppy MF 5 

Basic - G 

Basic - F 

Esp. RAM 32 Kb 

M23 mark 41 (128 K, video. I mlnlttoppy do IMb| 

M23 mark V color 

M23 mark X {Winchester 7.9 Mb) + I mlnlfloppy IMh 

M243 |I92 K. video. 2 mlnlfloppy da 720 K. moIRuteote) 

M243 con disco IO M 

M243 con disco 20 M 

Planar 8 calori PL 200 

Disco aggiuntene IO M o M243 

Disco aggiuntivo 20 M o 243 

Terminale intolllgooto RT 20 por M 243 

M 343 (254 k. videa colar, graflca 2 floppy ■ 1.2 Mb) 

M 68 MARK 41 
M 68 MARK 41 /coler 


I.M.S. laefarnatlanal 

Sliesci Utili S./.A. 

Ili Blllll II Biniti 225 - 10124 Tl 

5000 IS 

5IS.6 600 Kb mlnlRoppy 5' + 

5IS.I2 600 Kb mlnlfloppy 5' 

5IS.24 600 Kb mlnlfloppy 5' 

5000 SX 

5SX.I2 600 Kb mlnlfloppy 5' 
5SX.24 600 Kb mlnlfloppy 5' 
5SX.32 600 Kb mlnlfloppy 5' 
8000 SX 

8SX.I2 I Mb floppy 8' + : 
8SX.24 I Mb floppy 8' 

8SX.34 I Mb floppy 8' 


+ 6 Mb Winchester 5' 
+ 12 Mb Winchester 5' 
+ 24 Mb Winchester 5‘ 

+ 12 Mb Winchester 5’ 

+ 24 Mb Winchester 5' 

+ 32 Mb Winchester 5' 


13.256.000 

8.383.000 

9.605.000 

11.765.000 

14.762.000 

145.000 

882.000 

945.000 
1.260.000 
1 .680.000 

2.890.000 

5.111.000 

145.000 


5.000. 000 

5.800.000 

8.700.000 

9.500.000 

11.500.000 

1.650.000 

3.700.000 

1.000. 000 

1.550.000 

2.400.000 

2.700.000 


399.000 

790.000 

130.000 

150.000 
150.000 

4 900.000 

8.730.000 

10.400.000 

9.900.000 

16.450.000 

20.450.000 

2.400.000 
8.000.000 
10 . 000.000 

3.400.000 
15.000.000 

9.300.000 

9.900.000 


13.580.000 

15.400.000 

19.050.000 

15.840.000 

17.670.000 

21.280.000 







84002/CM: I dr 500 KB + H.disk 5.8 MB + vidi 
84003/CM: I di. I MB + H.disk 5.8 MB 4 video 
84005/CM: I dr. I MB + H.disk IO MB 4 video 
PCS -Formula I': CP0Z80 + 64KB 4 2 Orlve da 500 KB ca 
5" o 9" 


M.P.H. Vii Gelerai Girne. 56 20155 Militi 


ti intelligente gestione grafica stampante Prtatrooli 


2010 ■ Z80A - 64 Kb I disco MB 4 I drive I MB 
2027 ■ Come 2010 ma eoo I disco da 27.5 Mb 
VISUAL 50 video 12' • 25 righe 80 col. tastiera eoo pad numerico 
3610- Unità centrale per moltiutenza max 6 posti di lavoro - disco IO Mb 4 
drive I Mb 6 RS 422 

3627 - Unilà centrale c.s. con disco 27.5 Mb 4- I drive I Mb 
4000- Posto di lavoro da collegati moltiutenza con 3610 o 3627 - Z80A - 
64Kb ■ tastiera capac. ergon. monitor monocr. 12". 25 righe 80 col. - In- 
terfacce Centr. RS232. HS422 

4201- Elaboratore Z80A - 64 Kb - 2 drtves I Mb tastiera e monitor come sopra 
- collegabile a 3610 o 3627 In multiutenza - Interi, come sopra 
5236- 128 Kb RAM - 2 drives 360 Kb CPU 4 tastiera 83 tasti scheda graf. 
alla risolutone monocr. 640 x 480 p. - Compatibile IBM XT 
c.s. con disco IO Mb 4 I drive 360 Kb 
50BK Unità a cassetta per back-up IO Mb 
50ES Scheda di espansione 256 Kb RAM 


HII2 M 


a 12" 


6MZ-708 scheda di espansione grafica per personal computer SHARP MZ-700 


Monitor a colori - Mod. cc 121 • 12* per PC IBM e Apple 
Mod. DXf 101 Plotter I penna 
Mod. OXY 800 Plotter 8 penne 
Mod. OXY 880 Plotter 8 penne cnmpallbill con HP 7470 
Mod. OXY 980-Plotter 8 penne A3 emulazione HP-7470/7570 - Fissaggio cai 
la elettrostaUco 


SCALA (Taiwan) 

COMPUTCBUHE SOL 

Vii Utili! Cttiitiltl, 49 - 00173 Oliti 

I6000T SUSY5 XT COMPATIBILE 

I6016T SUSY5 come I6000T ma con 2 drives da 360K cad. tipo sllm line 
16017T SUSY5 come I6000T ma con i floppy da 360K e un Winchester da 


14.800.000 

15.800.000 

17.800.000 


19.412.900 

17.440.300 

23.105.200 


6.000.200 

B.757.100 

8.757.100 

8.757.100 


7.500.000 

9.500.000 

1. 800.000 


4.270.000 

4.901.000 

7.757.000 

2.250.000 

250.000 

340.000 


1.200.000 

990.000 

1.500.000 

2 . 200.000 


16255 RS232 I parta seriale. 

16256 RS232. 2 porte seriali. 

16257 scheda controllo floppy da 5' 1/4 e mlcrofloppy da 3' 1/2 (di 
unità] 

16258 scheda grafica monocromatica tipo Hercules vars. II. con porta 
tela 

16259 scheda testo monocromaUca. 

16260 scheda mullllunzlone da 256K ram. I porta parallela, 2 serial 
loglo. Zero RAM. 


5.928.800 

310.300 

447.100 


orologio e game. 0 RAM. 

16262 scheda Net Work per connettere più CPU tra di loro. 

16264 scheda Barecom Modem 300 Baod CCITT V2I 

16265 scheda AD/DA. 12 MI. A/D x 16 canali. O/A x | canali. 

16266 scheda A/O D/A & I/O x bit A/D x 8 canali. O/A x 2 canali. 

16267 scheda madre SUSY5 PC IBM compaUbile. espandibile a 256K con ze- 
ro RAM. 8 Siete. 

16268 scheda madre SUSY5 XT IBM compatibile, espandibile a 256K eoa ze- 
ro RAM 8 Slots. 

16269 adattatore stampante con Game I/O 

16270 scheda HOM con zoccoli 

16272 scheda ROM epr prototipi con 6 zoccoli vuoU. 

16273 scheda prototipi 34 cmi 1 1 ca. 

16274 programmatore di EPROM. 2716. 32. 64. 128 ecc. I2BK di buffer. 
1627 IT scheda multifunzlone da 51 2K. game I/O 

16276 PC Bus Estender 16 bit. 

16277 PC Bus con 12 slot e con II connettore di alimentazlene. 

16278 scheda di espansione da 5I2K con zero RAM 

16279 Add-on peri per scheda multifunzlone tipo 16260 

16280 scheda di espansione da 256K con zero RAM 
16250 tastiera 

I6250K tastiera 

16296 alimentatore da 135 Watt con Fan 

4026 joystick con selezione aotocentro o floatlng. Apple 2E/IBM compatibile 

FP4026Q con luoco veloce e grossa Impugnatura. 

NEW eprom programmar 

I6264T modem box 1200 baud autodiallng-ansurering 

1048 A SUSY 2 48K CPU 6501. mlnuscole/maiuscole. pad numerico 

I048FK SUSY 2 48K eoo tasti funzione e pad numerico 

I064A SUSY 2 64K con pad numerico e tasti funzione, alim. da 5 A 

EP064 SUSY 2E tastiera staccata, tasti funzione (Apple 2E U S A. compatibile] 

ECI64 SUSY 2E tipo standard |Apple 2E U.S.A compatibile] 

FX2001 SUSY 2E grafica colore S suono. [Apple 2E USA compatibile) 
2048FK scheda madre SUSY 2 48K su zoccoli 
2064A scheda madre SUSY 2 64K su zoccoli 

6001 Olsk drive card 
60010 D/Side Ini drive card 

6002 EPSON Interfaccia parallela senza cavo 

3 language card 

4 Integer card 
6005 Z-80 CP/M card 

6 80 x 24 
6006S 80 x 24 

6007 RS 232 card 

6008 I6K RAM expantlon 

6010 Apple patallel card tipo Centronics 

601 1 Commnulcatlon card 

6012 7710 Asynchronos card 

6013 Forth card 

6015 Bollar card con 32K RAM e Interfaccia Centronics 

6016 6522 Controller card via 
6018 Interfaccia IE488 card 

6020 Speecb t Speaker eoo dischetto 5 pollici 

6022 I28K RAM saturo card 

6023 6808 card 

6025 Music System C.6 SP W/S 

6027 Wild card disco per sblocco programmi 

6032 Pai card W/Modulator 

6035 AD/OA Card 8 bit rlsol.. 50 msec tempo/conv.. 0 I5v. I oul aeal. 
6038 EPROM Wrtter 2716/32/64 

6101 13/16 Sector disk card 

6102 RVB Card » Cable 


394.200 

354.900 

966.600 

322.600 

397.200 
298.400 

576.300 

407.200 

106.300 

111.700 
86.400 

55.300 

225.900 
112.100 

66.800 

154.000 

142.900 

70.600 
210.500 

185.600 

237.900 

304.700 
44.100 


419.900 

686.900 

715.300 

757.600 

951.800 

805.600 
1.060.800 

332.300 

345.000 

70.700 
121.200 

68.400 

86.400 

98.000 

67.800 

116.600 

146.200 

79.400 

84.000 
66.100 

79.400 

214.300 
89.300 

202.000 

68.400 

191.000 

85.700 

308.900 

339.800 
127.600 

88.700 

99.700 
355.500 

121.200 

85.700 

180.400 




per Sirius/Vlclor ■ 256K 
per Siries/Vlctor - 384K 
per PC-IBM • 64K + porta seriale asincrona 
Espansioni per PC-IBM - I28K porla seriale asincrona 
Espanslnnl per PC-IBM I92K porta seriale asincrona 
Espansioni per PC-IBM 256K porta seriale asincrona 
Espansioni per Aprlcot 256K 
Espansioni per Aprico! S12K 
Espansioni per Aprlcot 630K 
Scheda programmabile per Apple II Porta parallela 
Scheda programmabile per Apple II Porla seriale 


760.000 
1000.000 

430.000 

870.000 

710.000 

860.000 
1. 100.000 
3.000.000 
3.300.000 

176.000 

175.000 


SINCLAIR [Gran Bretagna) 

Sebi! Computer - B.8.C. Italiana SM 

lllale Matteotti. 66 - 20092 Clolsello Balsamo IMII 

Sinclair fll processore 32 bit • I28K RAM espandibile a 640K - 2 raicro- 


drive Incorporati 

1.149.000 

ZX Speclrum 16 K 

339.000 

ZX Spectrum 48 K 

423.000 

ZX Speclrum Plus 48 K 

550.000 

ZX Mlcrodrive 

169.000 

ZX Espansion System 80 K 

340.000 

Interfaccia 1 

169.000 

Interfaccia 2 

80.000 

ZX 81 con alim. 07 A 

99.000 

Espansione 16 X RAM Memolech 

99.000 

Kit di trasformazione: 


Per Spectrum I6K 

149.000 

Per Speclrum 48K 

99.000 

Interfaccia per monitor 

60.000 

Accessori e perileriche non di fabbricazione Sinclair 


Espansione 32 K RAM per ZX Speclrum 16 K con cassetta software 

99.000 

Penna ottica per ZX Spectrum 

99.000 

Boi sonoro amplificato 

25.000 

SIPREL 


ma 61 Vittorio 82. Zona lolle Baraccala - 60020 Camtia (ANI 


RIO 6410 [6502. 64K RAM. RGB. TV. drive I40K, monitor 12"| 

2.100.000 

KID 6420 [come KIO 6410 con 2 drive I40K) 

2.630.000 

KIO 64SX [come KIO 6410 con Z80. HO IOM e drive 655K| 

5.995.000 

ASM ]| (HD 10MB con Roppy 655K8) 

4.250.000 

Monitor Philips PCT 1201 (ambra, antlrlllessol 

240.000 

Monitor Prandonl serie PB [14' colori. RGB. standard rlsoluz.. orientabllel 

600.000 

Monitor Prandonl serie PB (I4~ colori. RGB. media rlsoluz.. orientabllel 

850.000 

Interfaccia parallela (tipo Grapplerf 

120.000 

Interfaccia seriale RS 232C 

220.000 

Scheda Z80 

130.000 

Scheda 80 colonne con softswilch 

220.000 

SPECTRAGRAM (U.SJk.) 


TCLAV loternal/ooal 


Scheda RGB 256 colori per Apple II 

390.000 

SPECTRAVIOEO (U.SA) 


Comtrail s.r.l. 


SVI 318 MK II Computer |64 K ROM/RAM) 

445.000 

SVI 328 MK II Computer (32 K ROM 80 K RAMI 

882 000 

SVI 904 Cassette Orlve 

118.000 

SVI 602 Mini Espander 

59.500 

SVI 205 Cavo per stampante 

87.000 

SVI 802 Centronics Interface 

174.000 

SVI 803 16 K RAM 

87.000 

SVI 805 RS 232 Interface 

174.000 

SVI 807 64 K RAM 

245.500 

SVI 105 Tavoletta Grafica 

1 98.000 

SVI 603 Adattatore per Coleco con 2 Joystick SVI 103 

194.000 

SVI 010 Compuntale 

138.000 

SVI tot Joystick 

20.500 


Mnnltnr celar) 14" 

SVI 728 MSX Computer [32 KROM + 80 KRAM) 

SVI 707 MSK Disk drive 320 K 

SVI 727 MSX 80 Celumn Card 

SVI 737 MSX Mndem con RS 232 Interface 

SVI 747 MSX 64 K RAM 

SVI 757 MSX RS 232 Interface 

SVI I0I/MSX Joystick 

SVI 606 MSX Adattatore per SVI 318/328 

SVI 808 MSX Modem 

SVI 201 MSX Alimentatore per SVI 728/707 
SVI 207 MSX Cavo per stampante 
SVI 208 MSX Cavo per cassette drive 
SVI 209 MSX Cavo RS 232 per SVI 737/757 
SVI 727 MSX 80 col. 

SVI 747 MSX 64 K RAM 

SVI 767 MSX Data Cassette 

SVI 777 MSX Quick Disk 

SVI 102/MSX Joystick 

SVI 104 Joystick 3 In I 

SVI 107/MSX Joystick 

SVI 107 Joystick 

SVI 105/MSX Tavola grafica 

MS 1000 Stampante lOOcps 

SC 1200 Stampante cps 

Bondwell 12 Competer Trasportabile 

Bendiseli 14 Compoter Trasportabile 

Bondwell 16 Competer Trasportabile 

Model 02 Competer portatile 

Model 02A Competer portatile modem Incorporato 

SVI 328 MK 2 Competer 

SVI 605 Bos con en disco drive |256K| I Centronics 80 col. 

SVI 605/A Bus con 2 0. drive [256 K| 1 Centronics 80 cnl 

SVI 605/AA Bos con 2 D. drive [256 K) t Centronics 80 col. 

SVI 605/ B Bea con 2 0. drive [500 K| I Centronics 80 col. 

SVI 605/88 Bea con 2 0. drive [500 K| 1 Centronics 80 col. 

SVI 905 Drive per SVI 605 

SVI 205/A Cavo per stampante 

SVI 803 I6K RAM 

SVI 805 RS232 

SVI 806 scheda 80 col. 

SVI 807 64K RAM 
Monitor colori 14' [40 colonne! 


PC mod. 1 0 - unità centrale (senza tastiera) 256 K RAM - video monocromatico - 
1 mlnlftoppy da 360 K - Interfaccia parallela e seriale 
PC mod. 20 - come mod. IO con 2 minifloppy da 360 K 
PC mod. 25 - come mod. 20 con video a colori media risoluzione e senza Inter- 
faccia parallela 

PC mod. 30 - come mod. 25 con video a colori ad alla rlsolozlone 
PC mod. 40 - come mod. 10 con on minifloppy da 360 K e un hard disk Winche- 
ster da IO M 

PC mod. 45 - come mod. 25 con on mlnlftoppy da 360 K e un hard disk Winche- 
ster da IO M 

PC mod. 50 - come mod. 30 con on mlnlftoppy da 360 K e on hard disk Winche- 
ster da IO M 

Tastiera Italiana [per mod da IO a SO) e Kit Software di base (MS-OOS-2.1 1. 

GWbasic. diagnostico, docomentazlone Italiana) 

Espansione di memoria 128 K 
Sopporto orientabile per monitor 
Cavo per stampante parallela 
Stampante grafica 100 cps 

Stampante grafica 160 cps e 35 cps In Near Letter Quallty 

STAR EUROPE 

CUMtOH SM 

V.lo Cariota. 269 - 20151 Milano 


500.000 

695.000 

917.000 

295.000 

327.000 

267.500 

189.500 

17.500 

224.000 

154.000 

50.500 

50.500 

18.000 

78.000 

295.000 

267.500 

96.000 

318.000 

25.000 

33.000 

21.000 
21.000 

149.000 

760.000 

800.000 

3.284.000 

4.078.000 

6 . 686.000 

2.835.000 

3.034.000 
882.000 

1.468.000 

2.100.000 

2.503.000 

2.563.000 

2.864.000 

580.000 
60.000 
87.000 

174.000 
265 000 

245.000 

500.000 


9.082.000 

511.000 

500.000 

68.000 
89.000 

948.000 

1.400.000 


0P-8240 40 col 50 cps 



635.000 

500.000 


lloppy per PC 

Alpbatronlc P2U 64K RAM + 16 ROM |64K utente) uniti «Ideo 1920 carette- 
e 2 uniti minltloppy doppia faccia (2 » 320 KB) 

Interfaccia IEC Bus 
Interfaccia Parallela UPI 6606 
Orologio Reai Time EZU 8607 
Full-Graphlc CRT4A 
Foll-Graplic Term I 

I- microprocessore 80/88 + 64Kb + 128 Kb RAM 


P40 ci 


0 P4 -t 


te P30 


itronlc P3 come P2 0 + 2 minltloppy da I Mb 
Alphatronic P4 come P3 + I disco Winchester da 5 Mb 
ORH 80 stampante ad aghi 80 cps 
H 136 stampante ad aghi 120 cps 
ORS 250 stampante ad aghi 250 cps 
TRD 170 stampante a margherita 17 cps 
GASI 8008 

Interfaccia parallela por Alphalronic PC e GA8I 8008 


Sistemi 8/16 bit - Z80/8088: 

VECTOR 4/20 2 Minifloppy (1.2 Mb| 

VECTOR 4/30 Hard disk 5 Mb. Minltloppy 630 Kb 
VECTOR 4/40 Hard disk IO Mb. Minltloppy 630 Kb 
VECTOR 4/60 Hard disk 36.6 Mb. Minltloppy 630 Kb 
VECTOR VSX 8/16 BIT Z80 8/8086 [8MHZ|: 

VSX 2000 2 minltloppy (2 x 737Kb) 

VSX 3000 H.D. 10Mb - minifloppy 737Kb 
VSX 500 H.D. 36.6Mb - minltloppy 737Kb 
SISTEMI MULTIUTENTE: 

VECTOR 5005/E I I Hard disk 5 Mb. I Minltloppy 630 Kb 
VECTOR 5010/EI I Hard disk 10 Mb. 1 Minifloppy 630 Kb 
VECTOR 5032/E I 1 Hard disk 32 Mb. I Mlnlltoppy 630 Kb 


Terminale Intelligente Aggiuntivo (Con Scheda 64 Kb. RAM, Scheda flash- 
wrlter. cavo di collegamento 5 m.) 

TD-15 Safstor Tape (Per copte sicurezza so nastro) 

Incremento da 128 a 256 Kb Ram por Vector 4/xx 

Sistema per rete locale Rno a 32 sistemi Veder 4/0 


HOOOOI Computer Victor S/S I28K RAM 
H00002 Computer Victor O/S 256K RAM 
H00003 Computer Victor HO 10 256K RAM 
H00009 Computer Victor HD30 (256 KRAM. 30 MB. I 
H00005 Computer Vickl (portatile) 256K RAM 
H00004 Harden IO MB - Completo - per VI/VIA 
H00035 Omnlnet transporter board -LAN 
H00036 Modulo di connessione -LAN 
H00037 Network station -LAN 
H00038 Rie server 30 MB 
H00099 File server 256K - 10 MB Wlnch. -LAN 
H0002I Scheda espansione I28K - Victor 
H00022 Scheda espansione 384K - Victor 
H00025 Scheda co processore Aritm. 8087 
H00997 ICE mlcrocobe IO Mb 
H00998 ICE comblnatloo 20 Mh 
H00999 ICE comblnatloo 40 Mb 


4.200.C00 

396.000 

585.000 

175.000 
1.080.000 

1.400.000 

7.000. 000 

9.300.000 

6.460.000 

8.500.000 

1.450.000 

1.930.000 

3.300.000 

2.000. 000 

805.000 

200.000 


Eco I Z80A 64 Kb RAM. video 28 * 80. tastiera separata. I floppy 8" doppia 

faccia 2.4 Mb. interfaccia seriale e parallela 9.500.000 
Eco 2/7 come Eco I + Winchester 7 Mb e t lloppy 8" 1.2 Mb 12.200.000 
Eco 2/10 come Eco 2/7 con Winchester IO Mb 12.800.000 
Eco 2/16 come Eco 2/7 con Winchester 16 Mb 13.800.000 
Eco 2/27 come Eco 2/7 con Winchester 27 Mh 14.800.000 


8.450.000 

10.650.000 

12.650.000 

21.700.000 

9.150.000 

12.400.000 

19.900.000 

13.950.000 

15.750.000 

24.950.000 


3.650.000 

7.300.000 
490.000 

1.340.000 


12.975.000 

6.900.000 

3.980.000 

990.000 

160.000 

5.700.000 

12.900.000 

9.400.000 

650.000 

1.260.000 

990.000 

3.980.000 

7.980.000 

11.900.000 


70-Compoter VPC O/S (256K Ram. 2 x 360K| 
72-Compoler VPC/15 (256K Ram. 15 Mb. 360K) 

74 Computer VPC/30 (2S6K Ram. 30Mb. 360K| 
Sistemi VI: 

80-Computer VI D/S (256K Ram. 2A 360K/ 'Ai 
83 Computer VI - 512/10 (5I2K Ram. IO Mb. I.2M| 
86 Computer VI - 512/20 (cerne 83 ma con 20 MB) 
89 Computer VI - 512/30 (cerne 83 ma con 30 Mb) 


Kit di espansione Interna da IO mb. Winchester tipo slim. controller, c. 

software per IBM/P.C.. M 24 e compatibili hardware 
OWL Drive con Controller Integralo con porta SASI. slim line 
9710 H Sottoslslema da IO Mb per IBM. APPLE ll/lle e compatibili 
9730 c.s. ma 30 Mb 

9730 T c.s. ma con unità di b/o da 70 Mb so nastro 


TEW 

reta™ - rn Ut neo muli 75. 20145 Milito 


PL 1000 mod. 0651-01 (Interi, parallela) 

PI- 1000 mod. 0651-02 (Interi, seriale) 

PL-IOOO mod. 0651-11 (Ini. parali. + ROM graf.l 

PI- 1000 mod. 0651-12 (ini. seriale + ROM grat i 


COSMIC (Italia) 

Citale t.r.l. 

Limi Luigi Animili 2 - 00145 Orna 


FDC/2 - lloppy disk controller 


DAINATEM (U.SJL) 

OilL log. Bluteppe Oe Mici S.p.A 

P.li Pltlirli Penilo 8 - duini Pi Piceli IMIIiboI 


AIM 65/40 uniti base 16 K 

AIM 65/40 versione completa periferiche (16 K) -t 

AIM 65/40 versione completa periferiche (32 K) 

Espansione 32 K dinamica 

Espansione 16 K PROM/ROM 

Espansione 8 K 

Programmatore di EPROM UNIVERSALE 
Interfaccia video 
Floppy disk controller 
IEEE 488 


SGS ATES (Italia) 

SOS ATES Componiti Elettronici S.pA 

Pii Corto Olinoli. 2 - 20041 AgnlB Brino (Mllml 


NBZ 80 - Low cosi Nanocompnter Sys. 
NBZ 80 S Sell-Contalned Nanne. Sys. 
NBZ 80-HL Hlgh-level Nanoc. Sys. 

UX 8-1 Computer 
UX 8-l-XO Computer 
UX 8-4 Computer 


6.350.000 

7.950.000 

9.950.000 

7.950.000 

11.975.000 

12.975.000 

14.975.000 


2.490.000 

2 . 200.000 

2.990.000 

6.180.000 
13.550.000 


1.560.000 

1.660.000 

1.830.000 

1.930.000 


SCHEDE A MICROPROCESSORE 


2.377.000 

4.929.000 

4.081.000 

948.000 

860.000 
939.000 

939.000 

952.000 

1.267.000 

943.000 



perché 



TA 


TRIUMPH-ADLER 


SYSTEM ELEKTBONIC IHIOEMANN 

Oelt. leg. Giuseppe De Mici S.p.A. 

Vie merle l/eeele S - Cessini te Piceli (Mlleeel 


AIM 65 I K Ram 1.456.000 
AIM 64 4 K Ram 1.480.000 
Accessori par AIRI 65 

Tastiera 305.000 
Oisplay 769.000 
Stampante 1.005.000 
Assembler 4 K 95.000 
Basic 8 K 173.000 
Forili 8 K 173.000 
PL 65 8 K 224.000 
Pascal 20 K Ram 266.000 
Contenitere + Alimentatore 543.000 


CALCOLATRICI PROGRAMMABILI 
E POCKET COMPUTER 


CASIO (Giappone) 

Olirei S.p.A 

ville Cerlesi. I3B - 10156 Milite 


Competer portatilo HP-71 BZ 1.346:000 

Computer portatile HP-75 0Z 2.814.008». 

Accessori per HP-71 B 

Lettore di schede 82400A 424.000 

Interfaccia HP-IL 82401 A 313.000 

Modulo di memoria RAM |4K| B2420A 186.000 


SHARP (Giappone) 

Melclllil S p A - Vii P. Celimi, 37 ■ Miliee 


PC 1350 457.000 
PC 1251 253.000 
PC 1260 290.000 
PC 1245 158.000 
PC 1401 239.000 
PC 1261 425.000 
CE 125 (Unità cen microcassette e stampante per PC-I2SI) 349.500 
PC 1500/A 429.000 
CE 150 stampante 450.000 
CE 151 (espansione 4K per PC 1500) 135.000 
CE 152 105.500 
CE 155 (espansione 6K per PC 1500) 260.000 
CE 158 (interfaccia seriale RS 232 e parallela per PC 1500) 399.000 


PROGRAMMABILI 

FX 180 P 66.700 
FX 3600 P 88.900 
FX 4000 P 146.700 
FX 190 61.400 
FX 770 P 233.300 
POCKET COMPUTERS 

PB 110 116.000 
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Toshiba ha credulo fin dall'inizio nell'enorme 
potenziale dello standard MSX. La creazione 
di uno standard rappresenta un modo nuovo 
di intendere la filosofia degli Home Computer. 
Lo standard MSX rende infatti compatibili tra 
di loro tutti i computer progettati secondo le 
caratteristiche dello standard MSX consen- 
tendo cosi a computer, software e periferiche 
di marche diverse, ma sempre appartenenti 
alla grande famiglia MSX, di lavorare insieme 
senza alcun adattatore. 

Il basic MSX è il linguaggio di programmazio- 
ne comune a tutti i computer MSX; i program- 


mi scritti oggi e in futuro per gli elaboratori 
MSX saranno cosi necessariamente compati- 
bili con i computer di oggi e di domani ed 
altrettanto sarà per le unita periferiche. 

MSX significa in definitiva che 40 Case di 
hardware americane europee e giapponesi - 
TOSHIBA in testa - e tutte le principali 
software house - metteranno a disposizione 
software perfettamente compatibile, creando 
cosi in breve tempo la più gigantesca bibliote- 
ca di software mai realilzzata prima d'ora e 
che non diventerà mai obsoleta. 

COSA TI OFFRE TOSHIBA HX-10 
Hardware completo ed economico 


3,6 MHz), da ampia memoria (64 K di RAM 
con notevoli possibilità di espansione) La 
tastiera molto funzionale presenta 73 tasti con 
ben 4 simboli grafici per ogni tasto alfanumeri- 
co. Sull'unità e inoltre già presente la interfac- 
cia parallela per stampante, 'plotter - e questa 
è una grossa economia di partenza - nonché 
le uscite in radiofrequenza e PAL videocom- 
posito e AUDIO per collegarsi a TV e monitor 
Due porte per espansioni o per memorie 
supplementari lasciano un ampio margine per 
il potenziamento. L'uscita per il registratore e 
due prese per Joystick completano l'hardwa- 
re di base. 


Il Toshiba HX-10 è caratterizzato da elevata 
velocità (il microprocessore Z-80A funziona a 


SOFTWARE DA GRANDE PERSONAL 

Il sistema operativo MSX consente di far girare sul Toshiba HX-10 
quattro grandi programmi Toshiba; T-PLAN. un potente tabellone 
elettronico in grado di effettuare in un lampo i calcoli più utili e più 
lunghi, quelli delle pianificazioni commerciali e finanziarie dove la 
variazione di un dato obbliga spesso a ricalcolare un grande numero 
di valori. 

T-GRAPH , che permette di tracciare diagrammi e grafici di tutti i tipi 
in modo semplice e veloce e di stamparli quindi per mezzo del 
plotter. T-PAINTER, per disegnare qualsiasi soggetto con l'aiuto del 
joystick, godendo di molti "attrezzi" come il compasso e il pennello. 
BANK STREET-WRITER, un versatile elaboratore di testi che vi 
permette di scrivere, correggere, impaginare, tagliare, allun- 
gare qualsiasi testo ottenendo rapidamente la stampa su 
carta. Oltre a questi sono già disponibili più di 40 
programmi; oltre alle applicazioni scientifiche, matema- 
tiche, finanziarie e tecniche, il discorso software 
investe anche i giochi. I giochi che offre HX-10 sono 
impegnativi perchè la CPU è veloce e sono affasci- 


nanti grazie alla splendida grafica multiscenario a 3 dimensioni 
caratteristica dell’MSX. A proposito di grafica lo HX-10 Toshiba ha 
una grafica a 16 colori con una risoluzione di 256 X 192 punti e 
consente di realizzare sino a 256 sprite diversi. Le capacità del 
sistema operativo MSX danno inoltre la possibilità di creare senza 
difficoltà animazioni e giochi direttamente in BASIC. 

MANUALE DI ISTRUZIONI DEL COMPUTER E V 
MANUALE DEL BASIC MSX ENTRAMBI IN ITALIANO 

HX-10 è lo strumento ideale per imparare a programmare in BASIC. 
Il manuale del BASIC MSX in italiano fornito a corredo del computer 
Toshiba - HX-10. vi condurrà attraverso facili 
esempi e chiare descrizioni all'apprendimento di 
questa nuova lingua universale. 

La costruzione cosi di disegni e di brani musicali o 
di suoni vi consentirà di realizzare i primi giochi 
dettati dalla vostra fantasia. Problemi scientifici o 
tecnici o gestionali saranno facilmente risolti con 
HX-10 e il suo manuale BASIC. 



[concessionaria ) 
per malia 


MELCHIONI 



il futuro ci appartiene 



Joystick TOSHIBA 


Registratore a cassette TOSHIBA KT-P22 


HX-J400 

I Joystick precisissimi 
trasformano il computer 
in una eccezionale 
consolle per videogames. 


Tutti i comandi, incluso il 
contagiri, sono situati 
'sulla parte superiore. 
(Incorpora un sistema 
sensore di rumore che 
ferma automaticamente 
la registrazione in 


Stampante Plotter^ 
TOSHIBA HX-P570 

Questo plotter a costo 
contenuto può essere 
utilizzato sia per eseguire 
disegni in formato UNI A4 
(21X29,7), sia come 


entrata). 

Alimentazione a batterie 
o per mezzo di un 


stampantina, disponendi 
di un supporto per carta i 


Toshiba HX-10 può essere collegato anche a un semplice televisore. 



Stampante a matrice di punti 


Unità a dischi 
TOSHIBA HX-S101 

L'unità a dischi da 3,5 
pollici e 320 Kbyte 
conferisce a questo 
computer grandi doti 
professionali. 


TOSHIBA HX-P550 

Testina ad alta 
resistenza, raggiunge un; 
velocità di 105 cps. na la 
possibilità di emulare le 
132 colonne e accetta sia 
il foglio singolo sia la 
carta a modulo continuo. 
La HX-P550 è inoltre 
compatibile con altre 
unità di standard diverso 
dall'MSX, ma dotate di 
interfaccia standard 
Centronics. 


Con Toshiba HX-10 potrai sfruttare subito tutta la potenza dell'MSX.